Frasi, citazioni e aforismi su rottame

Domenico Petrini 2
critico letterario italiano 1902 – 1931
„Tutta questa produzione lirica, uscita dal ritorno umanistico ai classici e dal rinsaldamento della personalità del Rinascimento, andrà guardata non con a fronte l'ideale d'una poesia in cui un sentimento si crei intorno la commossa e pur conclusa risonanza della parola che si fa canto ma come un'espressione a volta a volta agitata ed eloquente di un'umanità che esprime per essa il suo ideale di vita: come oratoria e non come poesia. Un'oratoria il cui continuo pericolo, ma anche spesso evitato, è di finire letteratura: ma che talora, spesso, ha una voce sua.Guardiamo Chiabrera: in lui tutto il gusto dell'età sua: nelle canzoni, mitologia avant toute chose: ma anche Bibbia, come voleva Tasso e come aveva fatto Herrera per Lepanto e come farà Filicaia per Vienna; la vita contemporanea, levata al livello dell'antico ha un'esaltazione eroica in cui l'umano perde ogni original forma di vita e si difà nel mito. (in Binni e Scrivano, p. 601)“

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Mathias Malzieu 16
cantante, musicista e scrittore francese 1974
„Di cosa ho paura? Di te, o meglio, di me senza di te... Il nostro ultimo abbraccio è ancora tiepido, eppure ho già tanto freddo come se non ti avessi mai incontrata il giorno più freddo del mondo... Vorrei tornare indietro nel tempo per deporre quel vecchio rottame del mio cuore fra le tue braccia.“


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Giovannino Guareschi 45
scrittore italiano 1908 – 1968
„Scrissi col lapis, sopra la punteggiatura, come vogliono appunto le convenzioni internazionali che tutelano il diritto delle genti: "Signora, robustizza pacco pentachìlo a 1/2 cedola all'uopàta evitando medicincarte et infiammabili. Pàccami lancorredo, sigartabacco e seccacastagne. Se però credi castagne ben cotte possano giovare al bambino, non inviarle. Non mi manca niente. Di una sola cosa ti prego: che la sera della vigilia di Natale tu imbandisca la tavola nel modo più lieto possibile. Fai schiodare la cassa delle stoviglie e quella della cristalleria; scegli la tovaglia migliore, quella nuovissima piena di ricami; accendi tutte le lampade. E prepara un grosso albero di Natale con tante candeline, e prepara con cura il presepe vicino alla finestra, come l'anno scorso. Signora, io ho bisogno che tu faccia questo. Il mio pensiero ogni notte varca il reticolato: lo so, ti riesce difficile figurarti il mio pensiero che varca il reticolato. Il pensiero è un soffio di niente e non ha volto: e allora figurati che io stesso, ogni notte, esca dal recinto. Figurati un Giovannino leggero come un sogno e trasparente come il vento delle serenissime e gelide notti invernali. Io, ogni notte, approfitto del sonno degli altri e mi affido all'aria e trasvolo rapido gli sconfinati silenzi di terre straniere e città sconosciute. Tutto è buio e triste sotto di me, e io affannosamente vado cercando luce e serenità. Rivedo la Madonnina del Duomo, ma le strade e le piazze non sono più quelle di un tempo, e stento a ritrovare il nostro quarto piano. Signora, non dire che sono il solito temerario se entro in casa dal tetto: anzi, loda la mia prudenza se non mi avventuro lungo le macerie della scala. E poi il tetto è scoperchiato e si fa più presto. Riconosco lo scheletro delle nostre stanze e ricerco i nostri ricordi nascosti sotto i rottami dei muri crollati. Tutto è buio, freddo e triste anche qui, e soltanto se la luna mi assiste riesco a scoprire sui brandelli delle tappezzerie che ancora pendono alle pareti, i riquadri chiari e la topografia dei nostri mobili. Per le strade deserte, cammina soltanto la paura vestita di luna. Su un brano di tappezzeria dell'ex-anticamera vedo un fiorellino. Uno strano fiore nero a cinque petali. Signora, rammenti quando Albertino decorò le nostre stanze con la piccola sciagurata mano intinta nell'inchiostro di China? Inutilmente vado a ricercare vestigia di giorni lieti fra le pareti dell'ufficio; le pareti non ci sono più, e il grande edificio è un cupo mucchio di cemento annerito dal fumo. Fuggo dalla città buia e silenziosa, e rivedo i luoghi dove, zitella, tu mi conoscesti zitello. Ma nche qui è squallida malinconia, eio mi rifugio alla fine nella casupola dove si accatastano i miei ultimi effetti e i miei primi affetti. Tu dormi, Albertino dorme, mia madre, mio padre dormono. Tutti dormono, e cercano forse di ritrovare in sogno il mio ignoto, lontano rifugio. I nostri mobili si affollano disordinatamente nelle esigue stanze immerse nell'ombra, e dentro le polverose casse del solaio le parole dei miei libri si sono gelate. Signora, io cerco un po' di luce, un po' di tiepida serenità, e invece non trovo che buio e freddo, e non posso ravvisare nel buio il volto di mio figlio, e sui laghi e sulle spiagge tutto è spento e abbandonato, tutto è silenzio, e io rinavigo verso il recinto e torno al mio pagliericcio portando il gelo nelle ossa del numero 6865. Signora, bisogna che, almeno la notte di Natale, il mio pensiero, fuggendo dal recinto, possa trovare un angolo tiepido e luminoso in cui sostare. Voglio tanta luce: voglio rivedere il vostro volto, voglio rivedere il volto dell'antica serenità. Altrimenti che gusto c'è a fare il prigioniero?" Qui ebbi la sensazione che le 24 righe stessero per finire, e mi interruppi. Le righe erano in effetti 138, e io avevo riempito le 24 mie, le 24 della risposta e altri cinque foglietti che stazionavano nei paraggi. Con estrema cura cancellai tutto e ricominciai da capo: "Signora, robustizza pacco pentachìlo a 1/2 cedola all'uopàta evitando medicincarte et infiammabili. Pàccami lancorredo, sigartabacco...“

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Ascanio Celestini 23
attore teatrale, regista cinematografico e scrittore ita... 1972
„Così era il pianeta. Un rottame accartocciato dove non aveva più senso muoversi, scappare, mettersi in viaggio. Mo' per andare in Cina bastava attraversare la strada. (p. 223)“

Maurizio Milani 30
comico, scrittore e attore teatrale italiano 1961
„Sono padrone di un seggio elettorale dentro un ospizio per anziani. Ho sotto tutela 1200 rottami che hanno diritto di voto. Sì, è gente che teniamo in vita solo per quello.“

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Carl August Schneegans 8
1835 – 1898
„Laggiù alla marina, l'occhio si ferma con ammirazione sui palazzi che in lunga, eguale e magnifica fila incorniciano il porto; una cornice quale non potrebbe sognarla il più ingegnoso architetto! Dopo il terremoto del 1783, quando la città risorgeva dai rottami e dalle rovine, il governo ordinò che fosse fabbricata questa Palizzata.
In quel tempo era chiamata «l'ottava meraviglia del mondo»...“

John W. Campbell 6
autore di fantascienza e curatore editoriale statunitense 1910 – 1971
„PERDITA D'ATTRITO
«Ma perché, Hugh, insisti a esplorare sempre le rovine peggiori, per trovare quello che ti interessa?» chiede stancamente Ban. I frammenti di vetro affilato, e gli spessi strati di cenere... senza dubbio ci sono altri posti di questo cimitero nero di rottami che potrebbero soddisfarti. Io ci vedo poca differenza, a parte il fatto che certe zone sono ridotte peggio delle altre, e questa è una delle peggiori.“

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Fred Hoyle 1
matematico, fisico e astronomo britannico 1915 – 2001
„Che quella faccenda complicata e complessa che è una cellula sia nata spontaneamente e per caso sulla Terra ha la stessa probabilità che un tornado, passando su un deposito di rottami, ne tiri fuori un Boeing 747 perfettamente funzionante. (dall'intervista Hoyle on Evolution, Nature, Vol. 294, 12 novembre 1981, p. 105; citato in Fred Hoyle l'uomo che inventò il big bang, la Repubblica, 23 agosto 2001, p. 37)“


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Nek 158
cantautore e musicista italiano 1972
„Vetri rotti qua e là | e l'ambulanza che va | oltre i rottami niente c'è | scendo dall'auto poi mi fermo a guardare | forse è un ragazzo come noi, come me e penso forte a te | Andare partire tornare | mi dici a vent'anni chi vuole morire | ma quando ci sei dentro non vai mai a pensare | che capiti a te. (da Andare, partire, tornare, n.° 12)“

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Francesco Guccini 220
cantautore italiano 1940
„Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro perché il "male" ed il "potere" hanno un aspetto così tetro ? Dovrei anche rinunciare ad un po' di dignità, farmi umile e accettare che sia questa la realtà? Il potere è l'immondizia della storia degli umani e, anche se siamo soltanto due romantici rottami, sputeremo il cuore in faccia all'ingiustizia giorno e notte: siamo i "Grandi della Mancha", Sancho Panza... e Don Chisciotte! (da Don Chisciotte)“

Ferruccio Masini 50
germanista, critico letterario e traduttore italiano 1928 – 1988
„Una poesia, questa di Nelly Sachs, che non ci riporta soltanto il dono della parola dopo l'orrore di Auschwitz, ma che cerca nella parola il segreto di una giustificazione religiosa del male, di una teodicea che ci in qualche modo con il mysterium iniquitatis. Un messaggio trepidamente raccolto e consegnato a noi – oltre la spaventosa eclisse di un mondo – quasi per comunicarci la quintessenza di una gnosi salvifica, di una illuminazione segreta quale è quella di chi custodisce nella poesia l'arte dolorosa di decifrare una «trascendenza bella» nella polvere, un «segno regale» nel mistero dell'aria.“

„Lamar ha una sua teoria su perché le persone si svegliano quando dormono. Non basta dire: un rumore. Non è così. Ci sono rumori e rumori. Ci sono rumori tremendi che non svegliano per nulla, e ci sono sospiri sottilissimi che penetrano fin nel midollo del sonno e destano di soprassalto facendo gridare. Lamar spiega ad Ehlim che questo accade quando certi sogni trovano qualcuno che li attira verso il fuori. La mente si era accucciata su di essi, se li stava digerendo ed essi stavano sprofondando come un relitto nel letto melmoso di un fiume, ma qualcuno passa, getta una rete, e per sbaglio tira su il rottame. La carcassa si alza, l'acqua si sporca. Un disastro. Peggio di prima. Il lavoro di Lamar è proprio quello di stare lì a vigilare che nessuno fiati, che nessuno si avvicini al fiume. Il sonno deve proseguire placido, crescere come l'avanzare di una marea. (p. 103)“


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Robert Jordan 85
scrittore statunitense 1948 – 2007
„Un tempo eri il primo dei Servi. Un tempo portavi l'Anello di Tamyrlin e sedevi sul Trono Massimo. Un tempo evocavi le Nove Verghe del Dominio. Guarda come sei ora! Un pietoso rottame. Ma non basta. Mi hai umiliato nella Sala dei Servi. Mi hai sconfitto alle Porte di Paaran Disen. Ma ora sono io il più forte. Non ti lascerò morire senza che te ne renda conto. Il tuo ultimo pensiero sarà la piena consapevolezza della sconfitta, completa e totale. Se ti lascerò morire. (Ishamael: prologo)“

Pietro Citati 74
scrittore e critico letterario italiano 1930
„Parlando, Calvino si inceppava, si interrompeva, emetteva frammenti e rottami aforistici: anche a me riesce quasi impossibile infilare un condizionale e un congiuntivo, o tanto peggio un congiuntivo dietro un altro congiuntivo; ma Manganelli parlava superbamente. Non ho mai ascoltato nessuno parlare così. Come un grande padre predicatore o un papa rinascimentale o un diplomatico secentesco, ostentava gerundi, participi presenti, parole rare, proposizioni subordinate dentro altre proposizioni subordinate, piuccheperfetti, con una esattissima consecutio temporum, nutrendosi avidamente di parole sanguinanti arrosti di sostantivi, colorati contorni di aggettivi, folleggianti salse di verbi e di avverbi. Lo straordinario era che, in lui, il pensiero più sottile e complicato diventava subito, senza un attimo di incertezza e di dubbio, forma verbale: a tal punto la sua mente era dominata dall'istinto formale. (da Giorgio, malinconico tapiro, la Repubblica, 18 luglio 1990)“

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Alice Sebold 3
scrittrice statunitense 1963
„Mio padre non voleva rispondere oppure , ci voleva qualcosa di semplice, qualcosa che potesse spiegare la morte a un bambino di quattro anni. disse, incapace di farlo rientrare nelle regole di un gioco. . Buckley allungò la mano e coprì la candelina con la mano. Poi guardò mio padre per vedere se era la risposta giusta. Mio padre annuì. Papà si mise a piangere. Buckley lo guardò negli occhi, ma non capì del tutto. Tenne la candelina sul suo cassettone finché un giorno sparì e nessuno la trovo più nonostante le innumerevoli ricerche. (p. 80)“

 Archita foto
Archita 2
filosofo, matematico e politico greco antico -428 – -347 a.C.
„La sapienza differisce fra tutte le cose umane tanto quanto differisce la vista fra i sensi corporei, e l'intelletto differisce dall'anima quanto il sole da astri. La vista infatti è fra tutti gli altri sensi quello che raggiunge gli obiettivi più lontani e che assume più forme, l'intelletto è assolutamente superiore alla ragione discorsiva nel portare a termine il suo compito ed è visione e potenza delle cose più preziose. Il sole, da parte sua, è occhio e anima delle cose naturali; tutte queste cose infatti si vedono e si generano e si concepiscono tramite lui, e una volta che siano radicate e generate si nutrono e crescono e si accendono alla vita dei sensi.“

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