Frasi su ruscello

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Robert Baden-Powell 80
militare, educatore e scrittore inglese, fondatore del m... 1857 – 1941
„Guida tu stesso la tua canoa, non contare sull'aiuto degli altri. Tu parti dal ruscello della fanciullezza per un viaggio avventuroso; di là passi nel fiume dell'adolescenza; poi sbocchi nell'oceano della virilità per arrivare al porto che vuoi raggiungere.
Incontrerai sulla tua rotta difficoltà e pericoli, banchi e tempeste. Ma senza avventura, la vita sarebbe terribilmente monotona. Se saprai manovrare con cura, navigando con lealtà e gioiosa persistenza, non c'è ragione perché il tuo viaggio non debba essere un completo successo; poco importa quanto piccolo fosse il ruscello dal quale un giorno partisti. (p. 26)“

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Jovanotti 162
cantautore, rapper e disc jockey italiano 1966
„1 per il sesso, 2 per la cicogna | 3 per il ruscello, 4 per la fogna. (da Date al diavolo un bimbo per cena, n.° 13)“


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Vivekananda 38
mistico indiano 1863 – 1902
„L'uomo, dopo la sua vana ricerca di Dio fuori se stesso, completa il cerchio e ritorna al punto d'inizio l'anima umana; e scopre che il Dio che cercava per mari e monti, che cercava in ogni ruscello, in ogni tempio, in chiese e cieli, che il Dio che immaginava essere seduto in cielo a governare il mondo, era il suo stesso Sé. Io sono Lui, Lui è Me. Nulla è Dio se non Io, e questo piccolo "io" non è mai esistito. (citato in Swami Vivekananda - L'atman)“

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Ralph Waldo Emerson 81
filosofo, scrittore e saggista statunitense 1803 – 1882
„Se uno vive con Dio, la sua voce si farà dolce come il mormorio del ruscello e il brusio del grano.“

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Johann Strauss (figlio) 11
compositore e direttore d'orchestra austriaco 1825 – 1899
„Pioggia, nient'altro che pioggia ed i suoni gorgoglianti del vicino ruscello... infinitamente meraviglioso. Scrivere musica in una stanza ben riscaldata, non vi è niente di più bello. Sono felice quando sento lo scoppiettio della stufa. Più brutto è fuori, meglio io mi sento. Non voglio la luce del sole quando lavoro, ma ammetto che la luce del sole è talvolta necessaria alla vita... (citato in Gli Strauss, p. 109)“

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Vladimir Vladimirovič Nabokov 67
scrittore, saggista e critico letterario russo 1899 – 1977
„Da qualche parte, dietro la baracca di Bill, una radio accesa dopo il lavoro aveva cominciato a cantare di fato e di follia, e lei era lì, con la sua bellezza distrutta, le mani strette e le vene in rilievo, da adulta, e le braccia bianche con la pelle d'oca, e le orecchie appena concave, e le ascelle non rasate, era lì (la mia Lolita!), irrimediabilmente logora a diciassette anni, con quel bambino che già sognava, dentro di lei, di diventare un pezzo grosso e di andare in pensione intorno al 2020 – e la guardai, la guardai, e seppi con chiarezza, come so di dover morire, che l'amavo più di qualunque cosa avessi mai visto o immaginato sulla terra, più di qualunque cosa avessi sperato in un altro mondo. Di lei restava soltanto il fievole odor di viole, l'eco di foglia morta della ninfetta sulla quale mi ero rotolato un tempo, con grida così forti; un'eco sull'orlo di un precipizio fulvo, con un bosco lontano sotto il cielo bianco, e foglie marrone che soffocano il ruscello, e un solo ultimo grillo fra le erbacce secche... ma grazie a Dio io non veneravo soltanto quell'eco. Ciò che solevo vezzeggiare fra i tralci intricati del mio cuore, mon grand péché radieux, si era ridotto alla propria essenza; il vizio sterile ed egoista, quello lo cancellai e lo maledissi. Potete anche schernirmi e minacciare di far sgombrare l'aula, ma finché non sarò imbavagliato e mezzo strangolato urlerò la mia povera verità. Insisto perché il mondo sappia quanto amavo la mia Lolita, quella Lolita, pallida e contaminata, gravida del figlio di un altro, ma sempre con gli occhi grigi, sempre con le sopracciglia fuligginose, sempre castano e mandorla, sempre Carmencita, sempre mia; Changeons de vie, ma Carmen, allons vivre quelque part où nous ne serons jamais séparés; Ohio? Le plaghe desolate del Massachussets? Non importa, anche se quei suoi occhi si fossero sbiaditi come quelli di un pesce miope, e i suoi capezzoli si fossero gonfiati e screpolati, e il suo adorabile, giovane delta vellutato e soave si fosse corrotto e lacerato... anche così sarei impazzito di tenerezza alla sola vista del tuo caro viso esangue, al solo suono della tua giovane voce rauca, Lolita mia. (1993)“

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Romano Battaglia 138
scrittore italiano 1933 – 2012
„Quando al mattino il sole si leva dietro le montagne fa nascere nei nostri cuori un grande senso di libertà che ci accompagna per tutto il giorno. Quando fra le gole profonde delle montagne sibila il vento ci ispira un sentimento di liberazione che ci fa sognare lidi lontani. Quando l'acqua dei ruscelli scorre veloce dopo le grandi piogge ci indica il sentiero della vita e le nuvole bianche nel cielo sono le nostre speranze che si muovono verso il futuro. Quando l'uomo saprà capire tutte queste cose allora avrà raggiunto la felicità.“

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Emilio De Marchi 23
scrittore italiano 1851 – 1901
„Vero e unico creatore di bene è l'affetto, l'affetto naturale che scorre quieto ma inesauribile, a portare i freschi ruscelli della vita; mentre la passione o è fiamma che dissecca o è un tormentaccio rovinoso, che assorda, trascina, devasta.“


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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Ma io non sono né il mare né il sole rosso, | non sono il vento con le sue risate da fanciulla, | non l'immenso vento che fortifica, non il vento che frusta, | né lo spirito che perenne frusta il suo corpo al terrore e alla morte, | ma sono quello che giunge invisibile, e canta, canta, canta, | che chiacchiera nei ruscelli, in rovesci s'abbatte sulla terra, | che gli uccelli conoscono nei boschi il mattino e la sera, | che conoscono le sabbie della riva, e l'onda che fischia, e quella bandiera, e il pennone, | che guarriscon lassù. (Canto della bandiera all'alba, p. 368)“

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Truman Capote 14
scrittore, giornalista e drammaturgo statunitense 1924 – 1984
„Comincia a gennaio la primavera siciliana, e via via che le piante fioriscono diventa il giardino di una maga: germoglia la menta sulle rive dei ruscelli, gli alberi morti si inghirlandano di rose canine, persino il brutale cactus mette teneri fiori. Quindi non mi fa paura l'arrivo dell'inverno: quale migliore prospettiva che quella di sedere davanti al fuoco ad aspettare la primavera?“

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Guy de Maupassant 30
scrittore e drammaturgo francese 1850 – 1893
„[... ] quindi salgo subito in barca per andare a salutare, dovere di scrittore, i papiri dell'Anapo. Si attraversa il golfo da una riva all'altra si scorge, sulla sponda piatta è spoglia, la foce di un piccolissimo fiume, quasi un ruscello, in cui si inoltra il battello., La corrente impetuosa è difficile da risalire. A volte si rema, volte ci si serve della gaffa fa per scivolare sull'acqua che scorre veloce tra due rive coperte di fiori gialli, minuscoli e splendenti, due rive d'oro., Vediamo canne sgualcite dal nostro passaggio che si impegnano essi rialzano, poi, con gli steli nell'acqua, degli iris blu, di un blu intenso, sui quali volteggiano innumerevoli libellule dalle ali di vetro, madreperlacee frementi, grandi come uccelli-mosca. Adesso, sulle due scarpate che ci imprigionano, crescono cardi giganteschi con voli voli smisurati, che allacciano le piante terrestri con le camere ruscello., Sotto di noi, in fondo all'acqua, di una foresta di grandi erbe ondeggianti che si muovono, galleggiano, sembrano notare nella corrente che le agita. Poi il Anapo si separa dall'antico Ciane, suo affluente. Procediamo tra le righe, aiutandoci sempre con una pertica. Il ruscello serpeggia con graziosi panorami, prospettive fiorite carine. Un'isola appare infine, piena di strani arbusti. Gli steli fragili e triangolari, alti da nove a dodici piedi, portano in cima ciuffi tondi di filamenti verdi, lunghi, essi e soffici come capelli. Sembrano teste umane divenute piante, gettate nell'acqua sacra della sorgente da uno degli dei pagani che vivevano lì una volta. È il papiro antico., I contadini, d'altronde, chiamano questa canna: parrucca., Eccone altri più lontano, un intero bosco. Fremono, mormorano, si chinano, mescolano le loro fronti pelose, le urtano, paiono parlare di cose ignote lontane., Non è forse strano che l'arbusto venerabile, che ci portò il pensiero dei morti, che fu gusto del genio umano, abbia, sul corpo infimo di arboscello, una grossa criniera folta e fluttuante, simile a quella dei poeti?“

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Hafez 3
mistico e poeta persiano 1326 – 1390
„Quant'è bella Shiraz, al mondo non ha pari! | Preservala, mio Dio, da tutte le sciagure! | Scorra, scorra per sempre questo ruscello nostro, | che fa, con le sue acque, senza fine la vita. | Fra i sereni abitati e le liete radure | uno zefiro fresco che dell'ambra ha il profumo. | Vieni a Shiraz, tra la sua gente cerca, | così perfetta, grazie celestiali. (274; p. 337)“


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Jean Renoir 12
regista, sceneggiatore e produttore cinematografico francese 1894 – 1979
„Un elemento che senza dubbio ha influenzato la mia formazione in quanto autore di film è l'acqua. Non posso concepire il cinema senz'acqua. Nel movimento del film c'è un aspetto ineluttabile che lo accosta alla corrente dei ruscelli, allo scorrere dei fiumi. La mia è solo una poco abile spiegazione di una sensazione. In realtà i legami che collegano il cinema al fiume sono più sottili e più forti perché inesplicabili. Quando me ne stavo disteso sul fondo della barchetta con Godefer (un compagno d'infanzia) e i rami ci sfioravano il viso, provavo un'emozione assai simile a quella che provo oggi quando assisto alla proiezione di un film che mi coinvolge. So che non è possibile risalire la corrente, ma sono libero di risentire a modo mio la carezza delle frasche sulla punta del naso. Per me un bel film è questo, la carezza delle frasche facendo un giro in barca con un amico. (Jean Renoir, La mia vita, i miei film, p. 60)“

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Angelo Branduardi 23
cantautore, violinista e chitarrista italiano 1950
„È la pulce d'acqua | che l'ombra ti rubò | e tu ora sei malato | e la mosca d'autunno | che hai schiacciato | non ti perdonerà. | Sull'acqua del ruscello forse tu | troppo ti sei chinato, | tu chiami la tua ombra, ma | lei non ritornerà. (da La pulce d'acqua, n. 6)“

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Afanasij Afanas'evič Fet-Šenšin 1
poeta, traduttore e scrittore russo 1820 – 1892
„Sussurro, timido, respiro, | trillo dell'usignolo, | l'argento e l'agitarsi, | del ruscello addormentato, | la luce notturna, le ombre notturne. | L'ombra infinita, | la fila di magici mutamenti, | sul viso caro, | nelle nuvolette pensierose | la porpora della rosa, | il riflesso dell'ambra, | e i baci, e le lacrime, | e l'alba, l'alba!“

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Johan Ludvig Runeberg 2
poeta e scrittore finlandese 1804 – 1877
„Ne 'l margin del ruscello, a un bel mattino, | la fanciulla sedea fra le vïole. | Volava su pe 'l cielo un augellino | e ne 'l canto dicea queste parole: | – Se tu turbi, o fanciulla, il ruscellino | giù pe 'l suo sen non guizzerà più il sole, | né verrà la colomba mattiniera | a cantarvi d'amore in sua maniera –. | Il bianco viso in lagrime bagnato | levò la giovinetta al bel cantore: | – Presto il ciel risorride a 'l rio schiarato, | ma più non risorride entro il mio core. | Quando un garzon tu mi vedesti a lato, | dirgli dovei: Deh, se tu intendi amore, | deh non turbar de la fanciulla l'alma | che non rischiara più né torna in calma. (Il ruscello)“

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