Frasi su salice

E come potevamo noi cantare | con il piede straniero sopra il cuore, | fra i morti abbandonati nelle piazze | sull'erba dura di ghiaccio, al lamento | d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero | della madre che andava incontro al figlio | crocifisso sul palo del telegrafo? (da Alle fronde dei salici)

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Salvatore Quasimodo 61
poeta italiano 1901 – 1968

La cosa piú temibile, però, è voltare le spalle alla paura, chiudere gli occhi per non vederla. Perché cosí facendo consegniamo la cosa piú preziosa che abbiamo in noi a qualcos’altro. (libro I salici ciechi e la donna addormentata)

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Haruki Murakami 130
scrittore, traduttore e saggista giapponese 1949

Possedeva anche quell'autentico senso della bellezza che piú che una faccenda d'arte è una prontezza a discernere l'aureola intorno a un tegame o la rassomiglianza tra un salice piangente e uno skye terrier.

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Vladimir Vladimirovič Nabokov 95
scrittore, saggista e critico letterario russo 1899 – 1977

Il rifugiato siede nella valletta dei salici e torna | a riprendere ancora il suo arduo mestiere: sperare. (da Poesie di Svendborg)

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Bertolt Brecht 89
drammaturgo, poeta e regista teatrale tedesco 1898 – 1956

Che Maradona fosse un genio, nessun dubbio è possibile. E che i geni siano un tantino squinternati di cerebro è risaputo e ammesso da sempre. Ma perché rimediando compagni di follia a Maradona cita anche Borg, autentico manovale del tennis? Vedendolo, non mi ha mai stupito per un'invenzione degna di questo nome. Egli maneggiava la racchetta come avrei potuto io la roncola, andando a potare salici nel bosco ceduo al mio paese. Maradona, come lei sa, ridava dignità inventiva e gestuale anche alle mani posteriori, divenute volgarissimi piedi da qualche milione di anni.

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Gianni Brera 78
giornalista e scrittore italiano 1919 – 1992

Vieni, prendi la mia mano | e vaga sul fiume dei salici | mentre brillano le campanule azzurre | Vieni, prendi il mio corpo | e vaga nel grano dorato | che brilla immobile nella neve che cade | Perché ti amo, amore… | Ti amo, come amo | le Quattro Grandi Stagioni.

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Mike Oldfield 107
compositore e polistrumentista britannico 1953

Si è spesso creduto di fare dello spirito di ottima lega domandando ai francesi in che libro fosse scritta la legge salica; ma Jéróme Bignon rispondeva molto a tono, e forse senza neanche immaginare fino a che punto avesse ragione, che essa era scritta nei cuori dei francesi.

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Joseph De Maistre 24
filosofo, politico e diplomatico italiano 1753 – 1821

Pantani e paludi, | azzurro fazzoletto del cielo. | Il dorato degli aghi di pino | il bosco fa risuonare. | Trilla la cincia | tra i riccioli del bosco, | sognano gli oscuri abeti | lo schiamazzo dei falciatori. | Se ne vanno i carri | scricchiolando sul prato – | di tiglio un po' secco | hanno odore le ruote. | Ascoltano i salici | il fischiettare del vento... | tu mio paese dimenticato, | tu paese mio materno!... (da Pantani e paludi)

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Sergej Aleksandrovič Esenin 68
poeta russo 1895 – 1925

Da mille anni e più la dolorosa Ofelia | Passa, fantasma bianco, sul lungo fiume nero; | Da mille anni e più la sua dolce follia | Mormora una romanza al vento della sera. | La brezza le bacia il seno e discende a corolla | Gli ampi veli, dolcemente cullati dalle acque; | Le piange sull'omero il brivido dei salici, | S'inclinano sulla fronte sognate le giuncaie. (da Ofelia, vv. 5-12, 1992)

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Arthur Rimbaud 98
poeta francese 1854 – 1891

Il suono dell'acqua che scorre tra gli argini del mulino, ecc., salici, vecchie tavole marce, pali fangosi, e fabbriche di mattoni, Io amo queste cose. Shakespeare potrebbe fare di ogni cosa poesia; Egli ci racconta dei fantasmni del povero Tom tra "ovili e mulini."
Per quanto a lungo possa io ancora dipingere, mai cesserò di dipingere questi luoghi. Sono stati sempre la mia delizia.

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John Constable 21
pittore inglese 1776 – 1837

Odio l'asta perché mi ricorda il circo smaccato dell'ultima commedia dell'arte e mio padre povero nella parte di ladro acrobata. Rubava frutta, avendo sempre fame, e saltava la cinta di un' ortaglia preziosa servendosi di un palo da filare. Allora, i filari di viti avevano sostituito i pali di salice all' olmo della tradizione latina: non avendo più filari, mio padre si serviva dei pali per arrivare perigliosamente al fruttosio. Asta, martello e triplo sono discipline aclassiche. Quando qualcuno le esalta, io penso alle Clochemerle di tutto il mondo e agli sbronzi che, allineati lungo una proda, fanno la gara a chi orina più lontano. Non è anche quello agonismo, classico per giunta? Padre Aristofane mi è buon testimone.

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Gianni Brera 78
giornalista e scrittore italiano 1919 – 1992

E svelta, con mani tremanti, la vecchia portò un lume.
Ilia, allora, destatasi dal sonno sconvolta, fa in lacrime questo racconto:
«Figlia di Euridice, che fu da nostro padre amata,
le forze m'abbandonano, la vita stessa abbandona il mio corpo.
Mi sembrava che un uomo, molto bello, mi trascinasse
tra i salici d'un bosco delizioso, per rive e luoghi sconosciuti:
e poi, così da sola, mi sembrava, sorella, di vagare,
di seguire a fatica le tue tracce, di cercarti
senza riuscire nel mio cuore a prenderti: non c'era sentiero a rendere il passo sicuro.
Ed ecco mi sembra che il padre mi chiami e mi dica:
"Figlia mia, dovrai prima patire sofferenze,
ma poi ritornerà per te, dal fiume, la fortuna".
Dopo queste parole subito, sorella, si ritrasse
né più si offrì allo sguardo e al desiderio del mio cuore,
benché piangendo più volte tendessi le braccia
al vasto azzurro del cielo e dolcemente l'invocassi.
Il sonno mi ha lasciata appena, con il cuore angosciato». (2003)

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Quinto Ennio 38
poeta, drammaturgo e scrittore romano -239 – -169 a.C.

Quasi nube notturna. Lunga e bianca, sul seno | Le scivola un'anguilla. Una lucciola brilla | Sulla sua fronte. E un salice si sfronda | Sopra di lei e la sua muta pena.

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Georg Heym 4
1887 – 1912

Nella vita, ci sono momenti in cui si ha davvero bisogno di mangiare qualcosa di buono. E in quei momenti, a seconda che uno entri in un buon ristorante o meno, l’esistenza può prendere un corso del tutto differente. È come cadere da questa o da quella parte di un muro. (libro I salici ciechi e la donna addormentata)

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Haruki Murakami 130
scrittore, traduttore e saggista giapponese 1949

Non cantano meglio gli uccelli sui salici di quanto non facciano nelle gabbie?

Angelo Beolco 1
drammaturgo italiano 1496 – 1542

I salici mi fanno venire una gran voglia di piangere; i cipressi, di morire; i pioppi, di scrivere. (p. 26)

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Roberto Gervaso 325
storico, scrittore, giornalista 1937

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