Frasi, citazioni e aforismi su salice

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Vladimir Vladimirovič Nabokov 67
scrittore, saggista e critico letterario russo 1899 – 1977
„Possedeva anche quell'autentico senso della bellezza che piú che una faccenda d'arte è una prontezza a discernere l'aureola intorno a un tegame o la rassomiglianza tra un salice piangente e uno skye terrier.“

Domenico Petrini 2
critico letterario italiano 1902 – 1931
„Tutta questa produzione lirica, uscita dal ritorno umanistico ai classici e dal rinsaldamento della personalità del Rinascimento, andrà guardata non con a fronte l'ideale d'una poesia in cui un sentimento si crei intorno la commossa e pur conclusa risonanza della parola che si fa canto ma come un'espressione a volta a volta agitata ed eloquente di un'umanità che esprime per essa il suo ideale di vita: come oratoria e non come poesia. Un'oratoria il cui continuo pericolo, ma anche spesso evitato, è di finire letteratura: ma che talora, spesso, ha una voce sua.Guardiamo Chiabrera: in lui tutto il gusto dell'età sua: nelle canzoni, mitologia avant toute chose: ma anche Bibbia, come voleva Tasso e come aveva fatto Herrera per Lepanto e come farà Filicaia per Vienna; la vita contemporanea, levata al livello dell'antico ha un'esaltazione eroica in cui l'umano perde ogni original forma di vita e si difà nel mito. (in Binni e Scrivano, p. 601)“


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Bertolt Brecht 67
drammaturgo, poeta e regista teatrale tedesco 1898 – 1956
„Il rifugiato siede nella valletta dei salici e torna | a riprendere ancora il suo arduo mestiere: sperare. (da Poesie di Svendborg)“

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Gianni Brera 70
giornalista e scrittore italiano 1919 – 1992
„Che Maradona fosse un genio, nessun dubbio è possibile. E che i geni siano un tantino squinternati di cerebro è risaputo e ammesso da sempre. Ma perché rimediando compagni di follia a Maradona cita anche Borg, autentico manovale del tennis? Vedendolo, non mi ha mai stupito per un'invenzione degna di questo nome. Egli maneggiava la racchetta come avrei potuto io la roncola, andando a potare salici nel bosco ceduo al mio paese. Maradona, come lei sa, ridava dignità inventiva e gestuale anche alle mani posteriori, divenute volgarissimi piedi da qualche milione di anni.“

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Mike Oldfield 107
compositore e polistrumentista britannico 1953
„Vieni, prendi la mia mano | e vaga sul fiume dei salici | mentre brillano le campanule azzurre | Vieni, prendi il mio corpo | e vaga nel grano dorato | che brilla immobile nella neve che cade | Perché ti amo, amore… | Ti amo, come amo | le Quattro Grandi Stagioni.“

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Joseph De Maistre 24
filosofo, politico e diplomatico italiano 1753 – 1821
„Si è spesso creduto di fare dello spirito di ottima lega domandando ai francesi in che libro fosse scritta la legge salica; ma Jéróme Bignon rispondeva molto a tono, e forse senza neanche immaginare fino a che punto avesse ragione, che essa era scritta nei cuori dei francesi.“

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Friedrich Hölderlin 55
poeta tedesco 1770 – 1843
„Come un fiume che scorra fra rive deserte, ove nessuna fronda di salice si specchia nell'acqua, tale scorreva innanzi a me, disadorno, il mondo. (p. 63)“

„Un grande artista finnico costruì la sua casa e il suo studio nel bel mezzo della pianeggiante zona costiera. Solo poche siepi basse e modesti salici si vedevano dalle finestre della casa. «Ma – diceva – dove si può vedere, come qui, tanta immensità di cielo?“


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Arthur Rimbaud 79
poeta francese 1854 – 1891
„Da mille anni e più la dolorosa Ofelia | Passa, fantasma bianco, sul lungo fiume nero; | Da mille anni e più la sua dolce follia | Mormora una romanza al vento della sera. | La brezza le bacia il seno e discende a corolla | Gli ampi veli, dolcemente cullati dalle acque; | Le piange sull'omero il brivido dei salici, | S'inclinano sulla fronte sognate le giuncaie. (da Ofelia, vv. 5-12, 1992)“

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John Constable 19
pittore inglese 1776 – 1837
„Il suono dell'acqua che scorre tra gli argini del mulino, ecc., salici, vecchie tavole marce, pali fangosi, e fabbriche di mattoni, Io amo queste cose. Shakespeare potrebbe fare di ogni cosa poesia; Egli ci racconta dei fantasmni del povero Tom tra "ovili e mulini."
Per quanto a lungo possa io ancora dipingere, mai cesserò di dipingere questi luoghi. Sono stati sempre la mia delizia.“

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Gianni Brera 70
giornalista e scrittore italiano 1919 – 1992
„Odio l'asta perché mi ricorda il circo smaccato dell'ultima commedia dell'arte e mio padre povero nella parte di ladro acrobata. Rubava frutta, avendo sempre fame, e saltava la cinta di un' ortaglia preziosa servendosi di un palo da filare. Allora, i filari di viti avevano sostituito i pali di salice all' olmo della tradizione latina: non avendo più filari, mio padre si serviva dei pali per arrivare perigliosamente al fruttosio. Asta, martello e triplo sono discipline aclassiche. Quando qualcuno le esalta, io penso alle Clochemerle di tutto il mondo e agli sbronzi che, allineati lungo una proda, fanno la gara a chi orina più lontano. Non è anche quello agonismo, classico per giunta? Padre Aristofane mi è buon testimone.“

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Quinto Ennio 27
poeta, drammaturgo e scrittore romano -239 – -169 a.C.
„E svelta, con mani tremanti, la vecchia portò un lume.
Ilia, allora, destatasi dal sonno sconvolta, fa in lacrime questo racconto:
«Figlia di Euridice, che fu da nostro padre amata,
le forze m'abbandonano, la vita stessa abbandona il mio corpo.
Mi sembrava che un uomo, molto bello, mi trascinasse
tra i salici d'un bosco delizioso, per rive e luoghi sconosciuti:
e poi, così da sola, mi sembrava, sorella, di vagare,
di seguire a fatica le tue tracce, di cercarti
senza riuscire nel mio cuore a prenderti: non c'era sentiero a rendere il passo sicuro.
Ed ecco mi sembra che il padre mi chiami e mi dica:
"Figlia mia, dovrai prima patire sofferenze,
ma poi ritornerà per te, dal fiume, la fortuna".
Dopo queste parole subito, sorella, si ritrasse
né più si offrì allo sguardo e al desiderio del mio cuore,
benché piangendo più volte tendessi le braccia
al vasto azzurro del cielo e dolcemente l'invocassi.
Il sonno mi ha lasciata appena, con il cuore angosciato». (2003)“


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Salvatore Quasimodo 57
poeta italiano 1901 – 1968
„E come potevamo noi cantare | con il piede straniero sopra il cuore, | fra i morti abbandonati nelle piazze | sull'erba dura di ghiaccio, al lamento | d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero | della madre che andava incontro al figlio | crocifisso sul palo del telegrafo? (da Alle fronde dei salici)“

Pacifico Arcangeli 8
presbitero e militare italiano 1888 – 1918
„Tutto è caratteristico nella stampa giapponese. Sono in voga anche gli annunzi economici, i quali alle volte alla dignità di piccoli componimenti letterari. Quando mai un giornale europeo o americano ebbe la fortuna di ospitare un annunzio matrimoniale più attraente e più promettente di questo?
«Sono una fanciulla graziosissima. I miei capelli hanno gli ondulamenti delle nuvole. La mia carnagione ha la lucentezza ed il velluto del fiore. Il mio volto è nobile come la foglia del salice piangente. I miei occhi bruni somigliano a due mezzelune. Posseggo molti beni di fortuna, che mi basteranno per attraversare felicemente la vita insieme con uno sposo. Con la mia mano nella sua, potremo così contemplare i fiori durante il giorno e la luna durante la notte. Se questo annunzio cadesse sotto gli occhi di un giovane intelligente, amabile e di bell'aspetto, io sarei disposta ad unirmi a lui per la vita e, più tardi, a riposare con lui in una tomba di marmo rosso». (da Appendice, p. 286)“

Ferruccio Masini 50
germanista, critico letterario e traduttore italiano 1928 – 1988
„Una poesia, questa di Nelly Sachs, che non ci riporta soltanto il dono della parola dopo l'orrore di Auschwitz, ma che cerca nella parola il segreto di una giustificazione religiosa del male, di una teodicea che ci in qualche modo con il mysterium iniquitatis. Un messaggio trepidamente raccolto e consegnato a noi – oltre la spaventosa eclisse di un mondo – quasi per comunicarci la quintessenza di una gnosi salvifica, di una illuminazione segreta quale è quella di chi custodisce nella poesia l'arte dolorosa di decifrare una «trascendenza bella» nella polvere, un «segno regale» nel mistero dell'aria.“

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Sergej Aleksandrovič Esenin 65
poeta russo 1895 – 1925
„Pantani e paludi, | azzurro fazzoletto del cielo. | Il dorato degli aghi di pino | il bosco fa risuonare. | Trilla la cincia | tra i riccioli del bosco, | sognano gli oscuri abeti | lo schiamazzo dei falciatori. | Se ne vanno i carri | scricchiolando sul prato – | di tiglio un po' secco | hanno odore le ruote. | Ascoltano i salici | il fischiettare del vento... | tu mio paese dimenticato, | tu paese mio materno!... (da Pantani e paludi)“

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