Frasi su saraceno

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Antonio Gramsci 59
politico, filosofo e giornalista italiano 1891 – 1937
„Siamo assolutamente separati dai coatti comuni, la cui vita non saprei descriverti con brevi tratti: ricordi la novella di Kipling intitolata: Una strana cavalcata nel volume francese L'uomo che volle essere re. Mi è balzata di colpo alla memoria tanto mi sembrava di viverla. Finora siamo 15 amici. La nostra vita è tranquillissima: siamo occupati a esplorare l'isola che permette di fare passeggiate abbastanza lunghe, di circa 9-10 chilometri, con paesaggi amenisimi e visioni di marine, di albe e di tramonti meravigliosi: ogni due giorni viene il vaporetto che porta giornali, e amici nuovi, tra i quali il marito di Ortensia che ho avuto tanto piacere di incontrare. Ustica è molto più graziosa di quanto appaia dalle cartoline illustrate che ti invierò: è una cittadina di tipo saraceno, pittoresca e piena di colore. (p. 6)“

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Gaston Vuillier 3
1845 – 1915
„Solaeis o Soluntum, fondata, si dice, dai Sicani del XV secolo avanti Cristo, fu occupata in seguito dai Fenici, sotto nome di Saphara.
Secondo Tucidide è uno dei tre luoghi che i Fenici conservano in Sicilia, dopo che l'isola fu invasa dalle colonie greche. Al tempo di Dionisio era alleata ai Cartaginesi, ma nella prima guerra punica, si mise dalla parte dei Romani, che la ricostruirono. Dopo tante peripezie, Solunto fu saccheggiata e distrutta dai Saraceni.“


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Angelo di Costanzo 37
1507 – 1591
„Ed accade che Balduino Imperatore di Costantinopoli venne a Bari a tempo ch'egli si trovava in Barletta; andò cortesemente a riceverlo, e l'intertenne in feste e diversi giuochi d'arme, trai quali fu una giostra mantenuta da quattro giostratori i più riputati, i quali furo il Conte di Tricarico, M. Gioffredo di Loffredo, e due Siciliani, M. Tancredi di Vintimigli, e M. Corrado di Spatafore, cavalieri molto stimati; trovò che usciro ventidue avventurieri, i nomi de' quali (per quei che scrive nelli suoi Diurnali Matteo di Giovenazzo) sono questi. Roberto Piscicello, Gottardo Sassone, Atenase Poderico, Galasso Siginolfo, e Stefano Brancazzo Napolitani, Ruggiero Stellato, Matteo della Porta di Salerno, Cataldo e Giacomo Protentini di Taranto, Rienzo di Falconi, Gasparo di Persona, ed Orlando Maramonte Otrantini; Riccardo della Leonessa, Guglielmo d'Evòli, Sarro d'Antignano e Pietro d'Abenavoli di Capua, Simone di Sanguino, Saccone di Monte Agana, Lorenzo Torto, ed Eleuterio di Valignano d'Abruzzo, e Betumeno e Jacet Saraceni. (p. 20-21)“

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Karel Čapek 31
giornalista, scrittore e drammaturgo ceco 1890 – 1938
„E su quel palmo di terra, tra moreschi archi ogivali dei portici, è cresciuto ed è fiorito tutto quello che con folle generosità il cielo ha versato nel grembo della Conca d'Oro del golfo di Palermo. Alcuni aranci e limoni si incurvano sotto il peso dei frutti maturi e ciò nonostante fioriscono: palme di datteri, roseti carichi, cespugli, con fiori a mo' di tromba della capacità di un litro buono, una vegetazione a me sconosciuta, ingarbugliata di fiori e di profumi. Su un cielo terribilmente azzurro si stagliano cinque rosse cupole saracene, simili a strani globi. Dio mio, forse è l'angolo più bello. (cap. Palermo, p.63)“

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Karel Čapek 31
giornalista, scrittore e drammaturgo ceco 1890 – 1938
„L'indiscutibile pregio dei siciliani è che non mendicano quasi per nulla; sembrano assolutamente più severi e più dignitosi di quei riccioluti napoletani lassù, forse per l'influsso della cultura spagnola. L'influsso spagnolo è l'ultimo; il primo è greco, il secondo e il terzo sono il saraceno e il normanno; il rinascimento qui ha colpito solo di striscio. Mescolate questi vari elementi culturali con un sole abbacinante, una terra africana, una quantità di polvere e una vegetazione meravigliosa, e avrete la Sicilia. (cap. Palermo, p.61)“

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Jean Pierre Louis Laurent Hoüel 12
incisore, pittore e architetto francese 1735 – 1813
„Non vi è paese che più sia stato provato da rivolgimenti politici. I Fenici furono i primi stranieri che dominarono in Sicilia, vi fondarono delle colonie; i Greci vi si stabilirono poco tempo dopo l'assedio di Troia, i Cartaginesi ne contesero il dominio ai Greci per molti secoli; i Romani cacciarono i Cartaginesi e riunirono tutti i diversi governi dell'isola sotto il loro potere unico e assoluto. Durante il periodo della decadenza dell'Impero, i Vandali la saccheggiarono e l'asservirono; Bellisario la fece tornare per breve tempo sotto la dominazione degli Imperatori di Costantinopoli. Presto essa divenne preda dei Saraceni; i Normanni la tolsero a questi e vi fondarono un regno che acquisì forza e qualche splendore. Ma gli Svevi dovevano a loro volta regnarvi per lasciare il posto ai Francesi; questi vi perirono nel famoso massacro conosciuto con il nome di «Vespri Siciliani». Gli Aragonesi vi furono accolti come signori, e da quest'ultima rivolta, la Sicilia è sotto il dominio del ramo di Spagna che regna a Napoli. E fra tutti questi mutamenti mai si ravvisa un'epoca in cui il popolo siciliano abbia avuto soltanto l'idea di governarsi da solo; sembra che tutti i popoli abbiano il diritto di governarsi da soli; e invece pare che tutti i popoli abbiano il diritto di governare questo bel paese tranne quello che lo abita. E tuttavia questo popolo, degradato dalla costante schiavitù, ha un carattere tutto proprio, che lo ha spesso reso temibile ai suoi dominatori, che lo ha spinto a grandi eccessi e che lo ha talvolta reso degno della genialità delle arti che altri gli avevano fatto conoscere. (p. 20)“

Salvatore Morelli 18
scrittore, giornalista e politico italiano 1824 – 1880
„I Saraceni però in questo mutarsi di cose invadendo l'Italia fecero massimamente sentire il peso del loro vandalico umore alla sede del reggimento Salentino, ed ogni effetto de loro caprìcci precipitarono sovr essa, non men che gli Ebrei rovesciavano sull' Irco emissario il cumulo delle iniquità d'Israele. Povera Brindisi! vittima del furor de' barbari si vide dopo sanguinosa resistenza disertata degli oggeti più cari, e fuoco, e ferro, e braccio tutto le schiuse scena orrenda di temerario squallore! (p. 48)“

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Günter Grass 9
scrittore, poeta e drammaturgo tedesco 1927 – 2015
„Cosa sarebbe diventato possibile se fossi rimasto a Palermo si può immaginare solo in un film del tutto diverso che si svolge in toni di tragicommedia sotto il cielo di Sicilia, portato avanti nel pensiero fino alla decrepita vecchiezza. E quanto era rimasto dei greci, saraceni, normanni e Staufen in quell'insulare luogo di rovine si sarebbe certo addensato in materia narrativa per un romanzo epicamente ramificato.“


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Ambrose Bierce 252
scrittore, giornalista e aforista statunitense 1842 – 1913
„Acefalo (agg.). Imbarazzante condizione di quel tal crociato che distrattamente cercò di ravviarsi i capelli qualche ora dopo che la scimitarra di un saraceno gli era passata – come riferisce De Joiville – attraverso il collo. (1988, p. 20)“

„La mia tesi è che, dopo l'avvio della Cassa per il Mezzogiorno, impegnata in una straordinaria opera di ristrutturazione primaria, che aveva carattere di vera e propria emergenza, vi sono stati molti soldi, molti tentativi di spallate ed interventi "risolutivi", molte innovazioni negli strumenti, ma poche scelte politico-strategiche degne di questo nome e tutte sostanzialmente sbagliate compresa quella, potente ed affascinante, della grande industrializzazione di base, ispirata e governata da Saraceno. L'iniziativa è stata prevalentemente orientata ad assicurare risorse, a trasferire modelli, a spostare al Sud soggetti e processi di sviluppo, in una logica strettamente quantitativa e con una sostanziale sottovalutazione dei soggetti, delle potenzialità, delle esperienze meridionali, considerato di fatto marginali, comprese l'agricoltura. (p. 8)“

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Karel Čapek 31
giornalista, scrittore e drammaturgo ceco 1890 – 1938
„E poi la stessa Monreale, strana città incollata al pendio di una collina, tra cactus arborei, palme, fichi e non so quanti altri alberi strani, una città piena di grate spagnole e saracene, di un barocco dolce e insolitamente colorato, di biancheria sporca, asinelli, bambini, maiali, di insegne popolari e di meravigliose vedute fino alle isole Lipari - la prima città che mi ha abbagliato. (cap. Palermo, p.63)“

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Sandro Ciotti 7
giornalista italiano 1928 – 2003
„Il "Torino", la cui parabola ha ospitato ferite crudeli e successi epici e che il destino ha accarezzato come un fiore e trafitto come una lama saracena...“


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Ernst Jünger 267
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Se l'istante è armonioso e dorato, il tempo lo penetra. Ma noi usciamo dal tempo, ed esso diviene lo sfondo, il motivo intonato da una realtà lontana, come qui il battito delle onde sul litorale. (da Presso la torre saracena, p. 190)“

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Carlo Alianello 34
docente, scrittore e sceneggiatore italiano 1901 – 1981
„Da noi il popolo minuto aveva sempre considerato i piemontesi non come italiani ma come stranieri, non gente della nostra terra ma invasori, saraceni, turchi, austriaci o francesi che fossero. Solo i signori erano italiani, ma per gli interessi loro. Un esercito d'occupazione, insomma, con le sue crudeltà, i suoi saccheggi, le case distrutte, le donne violentate a forza. (p. 229)“

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Angelo di Costanzo 37
1507 – 1591
„Scrive Matteo di Giovinazzo, che l'esercito di Manfredi la maggior parte era di Saraceni, e che per difesa del regno Manfredi avea chiamato i Baroni, come sono tenuti per lo servizio delli feudi, e tra quelli nomina i Conti di Celano e di Molisi, e li Signori di casa d'Acquaviva e di casa di Sangro e di casa di Gesoaldo, e alcuni altri di case, che ora sono estinte. (p. 25-26)“

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Nico Perrone 74
saggista, storico e giornalista italiano 1935
„Al termine della «Settimana di Camaldoli» vennero formulati diversi sintetici Enunciati. Essi furono successivamente sviluppati in un'articolata elaborazione teorica, consistente in 99 Principi, nota come «Codice di Camaldoli», la cui redazione si protrasse dal settembre 1943 al maggio 1944. Essa fu, «in varia guisa», curata da Ludovico Montini, Sergio Paronetto, Pasquale Saraceno, Ezio Vanoni. (p. 6)“

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