Frasi su scenografia

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Leonida Rèpaci 15
1898 – 1985
„Se la strada che porta l'aroma dell'Aspromonte allo Jonio è raccomandabile, essa non regge al confronto con quella che da Gioia Tauro sul Tirreno raggiunge Cittanova e Gerace per toccare il mare a Locri. […] e sempre il viaggio mi ha stregato per l'originale bellezza del paesaggio, un paesaggio inventato da un artista di genio nemico dei luoghi comuni e della scenografia oggettiva, allusivo, fantastico, surreale nella presentazione di queste montagne modellate o tagliate in profili che si compongono e scompongono allo sguardo secondo la variazione della luce, il veleggiare della nebbia anche d'estate, i vapori atmosferici. Solennità di silenzi, profumo di selve, mormorio di acque nei botri, sguardi accoglienti nei piccoli casali che costeggiano il cammino (pp. 297-298)“

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Giorgio Faletti 233
scrittore italiano 1950 – 2014
„La vita dappertutto era solo un fatto di costumi e scenografie.“


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August Strindberg 38
scrittore e drammaturgo svedese 1849 – 1912
„[... ] ho voluto una sola scenografia, tanto perché i personaggi germoglino con l'ambiente quanto per tagliar corto con i fatti scenografici. Disponendo di un solo scenario si può inoltre ben pretendere che sia realistico. Eppure non c'è niente di più introvabile di una stanza che ricordi all'incirca una stanza, nonostante i pittori sappiano tranquillamente rendere un vulcano che sputa fiamme o una cascata. Concesso pure che le pareti debbano essere fatte di tela, potrebbe essere anche arrivata l'ora di piantarla con l'abitudine di dipingerci su mensole e utensili da cucina. Abbiamo così tante convenzioni sulla scena cui dobbiamo credere che ci potremmo pure risparmiare la fatica di credere alle pentole pitturate. Ho piazzato il fondale e il tavolo di traverso per far sì che gli attori recitino di faccia e di mezzo profilo quando si fronteggiano seduti al tavolo - e proprio nell'opera Aida ho visto un fondale obliquo guidare l'occhio verso prospettive ignote, cosa che apparentemente non derivava da spirito di contraddizione verso la stancante rettilineità. (1988, pp. xxvi-xxvii)“

Vincenzo Consolo 25
scrittore e saggista italiano 1933 – 2012
„Così, nel poeta, convivono due anime, quella palermitana, spagnola, barocca, delle vecchie chiese, dei conventi, degli oratori, tutta scenografia interna che fa da sfondo alla sua infanzia-adolescenza; e quella messinese, greca, della campagna, della natura, scenografia esterna che fa da sfondo alla sua giovinezza-maturità, ma che egli riduce -è bene dirlo- sempre alla cifra barocca. (da Delle cose di Sicilia, Palermo, Sellerio, 1986)“

„Il Tamigi non ha scenografia consapevole, la faccia che presenta è quella che i secoli hanno fatto, con le ombre e le rughe che nessuno si è mai curato di coprire di cipria. (p. 20)“

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Philipp Lahm 3
calciatore tedesco 1983
„Nella sua carriera, Cruyff è stato assistente del regista, scenografo e attore principale. Apparteneva alla generazione di giocatori che hanno reso grande il calcio oltre i confini europei, con gente come Uli Hoeness, Franz Beckenbauer ed Eusebio. Giocatori eccezionali con forti personalità, la cui competizione per la coppa europea ha prodotto tanti vincitori a fasi alterne, creando quella che oggi è la Champions League [... ]. L'idea di Cruyff era, letteralmente, di giocare a calcio - niente di più, niente di meno. La sua idea di come il calcio dovrebbe essere giocato non era basata sul controllo dell'avversario, ma sulla palla ed il gioco [... ]. Non si può sapere se ci sarà un secondo Cruyff, qualcuno con grande personalità capace di emergere ed entrare nella squadra del club che ama.“

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Noel Gallagher 52
cantautore e chitarrista inglese 1967
„Siamo una stadium pub band. Odio i set acustici, odio le scenografie pretenziose, non siamo come gli U2 che usano marchingegni alla James Bond. (citato in Gli Oasis: lasciateci divertire, LaStampa. it, 23 agosto 2009).“

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Suso Cecchi D'Amico 49
sceneggiatrice italiana 1914 – 2010
„Mentre con gli attori, alcuni dei quali di scarso talento, Visconti si prodigava ad aiutarli perché facessero carriera, con Franco Zeffirelli e anche con altri aspiranti alla regia non fu generoso. Lo consigliò, incoraggiò, apprezzò finché lavorò come scenografo per lui, ma il modo in cui criticò i primi passi di Zeffirelli in teatro e nel cinema non fu simpatico. (p. 88)“


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Umberto Silva 13
psicoanalista e scrittore italiano 1943
„La cenerentola delle pratiche erotiche, la masturbazione, nei beati anni del castigo saliva diritta al cielo, radunando attorno a sé occhiuti stormi di angeli. Un gran bel peccare, che mai aveva fine. Altro che le futili sveltine, la sessuofobia ecclesiale si faceva garante di un preliminare infinito, dove il teatro dell'innocenza e della colpa esibiva portentose scenografie, la confessione in primis.“

Jean Varenne 8
orientalista, storico delle religioni e indologo francese 1926 – 1997
„[…] certe sette shivaite attribuiscono volentieri la creazione del mondo e il suo funzionamento al dinamismo (rajas) della dea, mentre Shiva riveste unicamente un ruolo d'ispiratore o, a rigore, di scenografo e spettatore. Eppure, nell'immensa maggioranza dei casi, il grande dio non viene privato del suo ruolo cosmico: quando lo si rappresenta come "re della danza“

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Dario Fo 39
drammaturgo, attore, scrittore, paroliere e scenografo i... 1926
„Gli autori negano che io sia un autore. Gli attori negano che io sia un attore. Gli autori dicono: tu sei un attore che fa l'autore. Gli attori dicono: tu sei un autore che fa l'attore. Nessuno mi vuole nella sua categoria. Mi tollerano solo gli scenografi. (1962, da Fabulazzo, a cura di Lorenzo Ruggiero, Kaos Edizioni, 1992)“

Luigi Dami 4
critico e storico dell'arte italiano 1882 – 1926
„Nel Canaletto non c'è scenografia: egli si profonda tutto nel paese, e lì tra acque, pietre e cieli, ritrova la sua pittura, fresca come le cose nate allora. Legato alla tradizione dei suoi vecchi, costretto alla "veduta", che il pellegrino innamorato vuol portare con sé, il fondo della sua concezione è indubbiamente di prospettiva lineare. [... ] Ma troppo intorno a lui tutta Venezia gridava colore: ed egli, sopra a quella prospettiva scritta e lineata, non plasticata come negli scenografi, versa e tramezza l'atmosfera lagunare. Del colore questa fu la rivincita. Trovò in essa un ammorbidimento alle secchezze di spigoli e un addolcimento di fusioni al troppo rigido delle parallele di linee, e vi trovò il veicolo della luce, che a volte ristagna nell'aria, fatta prigioniera dei vapori umidi, come un velario tra noi e la veduta delle cose. La vita delle pietre bionde, nella luce, su la distesa dell'acque, tra salsedini di mare e fiati di laguna, fu il tema dominante della sua pittura. Le sue paste sottilizzate come un'epidermide, e com'essa porose e piene di raggricci, com'essa setacee anche nelle rugosità striate lievissimamente dal pennello, riempirono come tessuti viventi i riquadri dei telai disegnativi. Ma per le cose minute che la prospettiva non inquadra nei suoi ranghi, una gondola che guizza, un pitocco su uno scalino, un palone che pencola, una vela che s'affloscia, un pontile crollato, trova accenti di una disinvoltura briosa che meraviglia se uno non ha posto mente a quel che c'è di vivido e di compresso nella spianatura e appiattimento dei suoi scenari di case. (da La pittura italiana del Seicento e Settecento, 1924)“


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Leo Longanesi 80
giornalista, pittore e disegnatore italiano 1905 – 1957
„Non credo che in Italia occorra servirsi di scenografi per costruire un film. Noi dovremmo mettere assieme pellicole quanto mai semplici e povere nella messinscena, pellicole senza artifizi, girate quanto più si può dal vero. È appunto la verità che fa difetto ai nostri film. Bisogna gettarsi alla strada, portare le macchine da presa nelle vie, nei cortili, nelle caserme, nelle stazioni. Basterebbe uscire in strada, fermarsi in un punto qualsiasi e osservare quel che accade durante mezz'ora, con occhi attenti e senza preconcetti di stile, per fare un film italiano naturale e logico. (da L'Italiano, n. 17-18, 1933; citato in Gianfranco Gori, Alessandro Blasetti. Firenze, La nuova Italia, 1984. p. 25)“

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Camilla Baresani 5
scrittrice italiana 1961
„Ma poi... poi è arrivato Romanzo criminale - La serie. Capita come L'albero degli zoccoli: se non si è del luogo (bergamasco là, romano qui), sfugge il significato di qualche battuta. Ma va bene così: finalmente una parlata necessaria, anzi doverosa. Non la solita inflessione trasandata, ma un calco filologico del romanesco da suburra. Perfettamente in tono con le azzeccate fisionomie degli attori (quasi tutti bravi da non credere e, essendo facce nuove, ci si chiede dove fossero rintanati sinora), ai dialoghi (decisamente ben scritti), al taglio della regia (Stefano Sollima, scaltro e contemporaneo), all'intreccio (credibile e avvincente), al montaggio (ritmato al punto giusto, senza autocompiacimenti), al lavoro di scenografi e costumisti (magnifica ricostruzione degli anni 70), alla colonna sonora (coinvolgente). Insomma, una volta tanto, siamo di fronte a un prodotto televisivo italiano di cui andar fieri, come della Ferrari e del Barolo.“

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Margarete Wallmann 17
danzatrice e coreografa austriaca 1904 – 1992
„La prima volta che la vidi fu nello studio del capo-scenografo della MGM, Cedric Gibbons. Strettamente avvolta in una specie di tuta, in pantaloni, il capo coperto da un turbante che le nasconde i capelli, gli occhi protetti da grandi occhiali neri, appare così decisa a «difendersi» da ogni assalto indiscreto che perfino mio marito non la riconosce. La conversazione verte sulla scelta degli abiti che dovrebbe indossare, ma lei non apre bocca, o quasi. Molto riservata, in ogni circostanza, sa come preservare il mito del suo mistero. Quando si gira, se ne sta rinchiusa nella sua roulotte, o nel camerino, fino all'ultimo, affidando alla sua controfigura la prova di tutti gli spostamenti, di tutte le posizioni. In tal modo la sua «apparizione» dà luogo a un effetto per così dire moltiplicato. Sebbene la sua controfigura sia una splendida donna, vestita e pettinata esattamente come lei, il fascino che irradia Greta Garbo non conosce uguali. (p. 76)“

„[... ] le "notti bianche di Pietroburgo" così care ai nostri cuori di nordici!... La strana luce, una luce simile a nessun'altra, che dura l'intera notte: fredda, senz'ombre. Una luce che nell'indescrivibile silenzio notturno tutto pervade e incanta, in un mondo di bellezza fatata. I profili dei bellissimi edifici di Pietroburgo, come i palazzi della Nevà e la Fortezza dei Santi Pietro e Paolo, parevano la scenografia di un racconto di fate. Quelle notti bianche così diverse da essere l'antitesi delle notti del sud, profonde, vellutate, dalle stelle scintillanti, notti così oscure e calde! Notti bianche e notti oscure, ugualmente care al mio ricordo... (p. 63)“

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