Frasi su schedina

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Gigi D'Agostino 98
disc jockey e produttore discografico italiano 1967
„Premetto un concetto, di musica e rispetto, non tanto verbale bisogna lavorare, regali, fortuna, schedina e lotteria, moneta che tradisce, ti illude e poi va via, se vero che il soldo, non da felicità, lasciate sta tristezza e portatemela qua, certo che soldo, da solo non può fare, ma dillo a chi non mangia e non sa dove abitare… ma io so cos'è il valore, te lo posso raccontare, ma intanto non fermarti, bisogna lavorare…“

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Maurizio Crozza 130
comico, imitatore e conduttore televisivo italiano 1959
„Non è che Malcolm X sulla schedina metteva 1,2 io! (da Dimartedì, 23 settembre 2014)“


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Marco Presta 19
attore e conduttore radiofonico italiano 1961
„La Bic è la cosa che più d'ogni altra mi ricorda l'essere umano. È capace d'imprese grandiose – compilare schedine vincenti e assegni scoperti –, di azioni mediocri – scrivere liste della spesa e biglietti d'auguri – e di crimini orribili – vergare condanne a morte e lettere d'amore. (p. 4)“

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Giobbe Covatta 47
comico, attore e scrittore italiano 1956
„Il giorno dopo era sabato: giorno interamente dedicato alla schedina. Gli anziani, davanti al bar dello sport, commentavano: «Lazzaro non può fare la mezzala, sta in piedi per miracolo...“

Walter Fontana 105
umorista, sceneggiatore e scrittore italiano 1957
„Pravettoni fa il grande passo delle telecomunicazioni. Lancia sul mercato un nuovo tipo di elenco telefonico, dove tutti gli abbonati non sono in ordine alfabetico ma in ordine di statura. È un clamoroso successo, ma Pravettoni non se ne accorge. Entra in depressione, pensa addirittura al suicidio! Si confida con i più stretti collaboratori che senza farsi pregare gli sparano prima che cambi idea! Per fortuna lo colpiscono solo alla testa e dopo un bel cerotto Pravettoni è di ritorno alla sua scrivania a fare la schedina. E la lira si impenna!“

Raffaele Palma 28
scrittore, disegnatore e umorista italiano 1953
„Per suicidarsi… tecnicamente, basta pochissimo: prendete quella maledetta lettera che vi tormenta da giorni (licenziamento, divorzio, sfratto, pignoramento, bocciatura, abbandono o altro), strappatela, appallottolatela e poi ingeritela senza timore. Un attimo prima di deglutirla, pensate a che faccia può fare la controparte nel vedere la sua missiva prendere la strada del vostro tubo digerente! A questo punto un'inafferrabile convulsione di sghignazzi si impossesserà di voi e nell'aspirare l'aria per riprendere fiato, l'impasto cartaceo confluirà dalla trachea ai polmoni. Di lì a poco sarete belle che soffocati, morti dalle risate. Spacciati.
L'alternativa a questa rapida fine è che prima di lasciarsi andare a tanta ilarità non pensiate a nulla, lasciate che la lettera ingoiata abbia fatto tutto il percorso dentro le viscere... solo allora potrete sghignazzare senza nessun pericolo di vita, a meno che nella fretta abbiate confuso le carte e vi siate mangiati gli atti di una favolosa eredità, una schedina miliardaria, o i dati dell'unica, fantastica, persona che vi abbia dichiarato amore eterno. Una schiopettata al cuore però rimedierà subito all'errore, assicurandovi in tempi rapidi un posto all'aldilà tra i migliori suicidi di tutte le epoche.“

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Ian Hacking 1
matematico, filosofo 1936
„Chi acquista una schedina, compra non solo la remota possibilità di vincere tanto denaro, ma anche un'emozione, una fantasia... Semmai è da biasimare un mondo in cui per molti questo è l'unico modo di far entrare un po' di speranza nella propria vita.“

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Riccardo Pazzaglia 4
scrittore, giornalista e paroliere italiano 1926 – 2006
„Il giudizio universale
Io una volta sognavo sempre mio nonno materno, l'unico che conobbi.
Ogni tanto, in sogno, questo nonno mi dava certi numeri sicuri, ma io non li capivo mai bene, oppure appena mi svegliavo me li scordavo. Poi non si fece vedere più e io, non so perché, mi misi in testa che forse non voleva più usare un mezzo di comunicazione di massa così antico, qual è il sogno. E una notte, obbedendo a un richiamo, scesi dal letto, accesi la televisione e cominciai a cercare. Non mi ero sbagliato.
Infatti dopo un po' vidi la sua faccia di napoletano dell'800, i suoi baffi guappeschi. Stavolta non era come in sogno, l'immagine era chiara, l'audio era perfetto.
Insomma era l'occasione per avere tre numeri precisi, il nome di un cavallo, una schedina da un miliardo.
Ma feci un grosso errore. Anziché pensare subito a queste cose serie, volli prima avere qualche risposta alle antichissime e inquietanti domande che si è sempre posto l'uomo: il mistero della nascita dell'universo, il fondamento della teoria aristotelica sulla nascita di Dio. Dissi: prima del terno sicuro, voglio notizie di prima mano sull'immortalità dell'anima.
Dietro mia insistenza, il nonno mi stava per rivelare i misteri dell'aldilà, quando improvvisanente mi disse che lo chiamavano dalla regia. Alzò la cornetta del telefono e cominciò a fare di sì con la testa, proprio come fanno quelli del telegiornale. Quando riattaccò, disse che dalla regia avevano detto che su quelle cose non poteva dire niente, poteva dare solo i numeri e i cavalli.
Dissi: va bene, per adesso mi servono almeno cinquecento milioni, il mistero della vita e della morte lo posso scoprire dopo che mi sono comprato una bella macchina nuova e una villa a Capri. Ma dovette succedere qualcosa all'antenna. Il nonno sparì nell'effetto nebbia e non lo ritrovai più. (pagg. 41-42)“