Frasi su schizofrenico

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Ronald Laing 31
psichiatra scozzese 1927 – 1989
„La fenomenologia esistenziale tenta di caratterizzare la natura dell'esperienza della persona del suo mondo e sé stesso. Non è propriamente un tentativo di definire particolari oggetti della sua esperienza come fissare tutte le esperienze particolari all'interno del contesto dell'intero essere-nel-suo-mondo. Le cose folli dette e fatte dallo schizofrenico resteranno essenzialmente un libro chiuso, se non si comprende il loro contesto esistenziale. Nel descrivere un modo di diventare matto, devo cercare di mostrare che vi è una transizione comprensibile dal sano modo schizoide di essere-nel-mondo verso un modo psicotico di essere-nel-mondo. Circoscrivendo i termini schizoide e schizofrenico per le condizioni rispettivamente di sano e psicotico, non userò, naturalmente, questi termini nel loro solito quadro clinico psichiatrico di riferimento, ma in modo fenomenologico ed esistenziale. (Cap. 1 : Fondamenti esistenziali-fenomenologici per la scienza delle persone)“

Gregory Bateson 11
antropologo, sociologo e psicologo britannico 1904 – 1980
„Quale struttura connette il granchio con l'aragosta, l'orchidea con la primula e tutti e quattro con me? E me con voi? E tutti e sei noi con l'ameba da una parte e con lo schizofrenico dall'altra?“


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Vittorino Andreoli 47
psichiatra e scrittore italiano 1940
„La disperazione è follia. La follia, la percezione della impossibilità di vivere: esserci, ma come non esserci. La disperazione come esperienza di follia è incompatibile con la vita. Vede morte, progetta morte e ammazza sé e l'altro. La disperazione è una follia possibile all'uomo, a tutti gli uomini; è anzi una prospettiva dell'uomo, si lega al suo bisogno di stare con l'altro, al fatto che da solo non può vivere, perché la vita umana non è solitudine ma condivisione, appartenenza, attaccamento. L'uccidere è un attimo di disperazione infinito e insanabile, e allora il mondo appare inutile e dannoso e un individuo si percepisce come irriducibile al mondo, come un alieno, come un alienato. Un sentimento umano, possibile, compatibile alla normalità. L'ammazzare si lega alla follia della normalità, a quella capacità dell'uomo che, se entrato in crisi, invece che aiutarlo a vivere lo trasformano in morte e lo spingono ad uccidere e rovinarsi, uccidersi. Diversa è la follia dal punto di vista clinico, ma anche da quello giuridico (l'incapacità di intendere e di volere: un'infermità che è sopravvenuta impedendo alla macchina umana di funzionare). Io vedo la follia come un meccanismo che ricalca quello della disperazione, della sensazione di fine: l'incomprensibilità del mondo, il tirarsene fuori. Stare ancora sul pianeta senza saperlo. Vicino agli altri senza aver bisogno dell'altro. Perdendo persino il ricordo delle parole e del loro significato, rinunciando a comunicare. La schizofrenia ne è un esempio straordinario: essere nel mondo come il mondo finisse e come se l'essere non avesse alcun senso, poiché ogni significato si pone in una relazione. Lo schizofrenico è un'isola, una monade chiusa in una cella dell'esistere, in una prigione del mondo. In isolamento perché così può ancora respirare. La vita che più si avvicina alla morte. Insomma, la follia ha già a che fare con la morte, anche se non nella sua rappresentazione corporea, bensì in quella psicologica, la personalità, e in quella sociale, le relazioni. Vi sono tre morti: quella del corpo, la più emblematica e assoluta, quella psicologica, che permette al corpo di essere ancora attivo e di rivestirsi persino di eleganza, e poi la morte sociale: privati di ogni dimensione, come se fossimo diventati trasparenti e, pur dentro una moltitudine, nessuno ci vedesse. Il folle è un morto che cammina e che respira. Se uccide lo fa senza disperazione, forse per stizza, è un cadavere che uccide. La follia ha già superato la disperazione e per questo vive senza vivere, vive da morta e, se uccide, uccide già morta. (da Il lato oscuro, Rizzoli, 2002)“

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Carl Gustav Jung 109
psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero 1875 – 1961
„La tua domanda relativa alla sincronicità e alle idee di riferimento è molto interessante. Spesso ho trovato che le esperienze sincroniche sono state interpretate dagli schizofrenici come deliri. Dal momento che le situazioni archetipiche non sono infrequenti nella schizofrenia, dobbiamo anche supporre che i corrispondenti fenomeni sincronici che si verificano seguono esattamente lo stesso corso come con le cosiddette persone normali. La differenza sta semplicemente e solamente nell'interpretazione. L'interpretazione schizofrenica è morbosamente stretta, perché è in gran parte limitata alle intenzioni di altre persone e al proprio ego-importanza. L'interpretazione normale, per quanto ciò è possibile a tutti, si basa sulla premessa filosofica della simpatia di tutte le cose, o qualcosa del genere. [... ] Se le sincronicità si verificano in questi casi è perché una situazione archetipica è presente, ogni volta che gli archetipi sono costellati troviamo manifestazioni dell'unità primordiale. Così l'effetto sincronico non va interpretato come psicotico ma come un fenomeno normale.“

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Emmy Rossum 2
attrice e cantante statunitense 1986
„Clint Eastwood, il regista di Mystic River, è estremamente quieto. Dice sempre che non si può lavorare nel caos. Ronald Emmerich, invece, urla nel megafono e c'è un gran chiasso fra una ripresa e l'altra. Mi sembrava di essere diventata schizofrenica: Clint ed i suoi collaboratori sussurrano, e quando Clint deve dire qualcosa, lo fa stando vicino alla cinepresa, non come altri registi che stanno davanti al monitor.“

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Aby Warburg 6
storico dell'arte e critico d'arte tedesco 1866 – 1929
„L'intera umanità è eternamente schizofrenica. Forse esiste un comportamento nei confronti delle immagini della memoria che può essere definito ontogeneticamente originario e primitivo, benché rimanga secondario. In uno stadio successivo l'immagine della memoria non scatena un movimento riflesso pratico immediato, sia esso di natura religiosa o aggressiva. Ma le immagini della memoria sono ormai consciamente immagazzinate sotto forma di raffigurazioni o segni. Tra queste due fasi si situa un modo di trattare l'impressione che possiamo definire come forma di pensiero simbolico. (p. XX)“

„Mio nonno era schizofrenico. Poi la sua psicosi peggiorò e diventò democristiano.“

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Fabrice Hadjadj 191
scrittore e filosofo francese 1971
„Se vivo l'amore e la comunione in opposizione al dato fisico del mio corpo, vivo una situazione schizofrenica, dualista.“


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Riccardo Muti 16
direttore d'orchestra italiano 1941
„Non posso essere schizofrenico, mettere la quinta a Chicago, dove guiderò l'orchestra, e andare con la retromarcia a Roma. (citato in Corriere della Sera, 26 gennaio 2010)“

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Franco Basaglia 18
psichiatra e neurologo italiano 1924 – 1980
„Uno schizofrenico abbiente, ricoverato in una casa di cura privata, avrà una prognosi diversa da quella dello schizofrenico povero, ricoverato con l'ordinanza in ospedale psichiatrico. Ciò che caratterizzerà il ricovero del primo, non sarà soltanto il fatto di non venire automaticamente etichettato come un malato mentale "pericoloso a sé e agli altri e di pubblico scandalo", ma il tipo di ricovero di cui gode lo tutelerà dal venire destorificato, separato dalla propria realtà. (da L'istituzione negata, 1968, Ristampa: Collana I Nani, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 1998)“

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Simone Cristicchi 15
cantautore italiano 1977
„Non ho peli sulla lingua, sono cinico | Di peli ce ne ho tanti sì, ma tutti sullo stomaco | Sono antipatico, anti-democratico | malato di dissenteria dialettica e quando parlo mi agito | Politicamente un po' scorretto è vero | rispetto a Sgarbi dico qualche parolaccia in meno | Schizofrenico, sono maleducato | quel romantico nostalgico Cristicchi l'ho cacciato!!! (da Rufus, n.º 14 – ghost track)“

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Wilhelm Reich 7
medico e psichiatra austriaco 1897 – 1957
„Ciò che caratterizza la schizofrenia, è l'esperienza di questo elemento vitale;... per quanto riguarda il loro sentimento della vita, il nevrotico e il perverso stanno allo schizofrenico come il bottegaio sordido al grande avventuriero. (citato in Gilles Deleuze e Félix Guattari, L'Anti-Edipo, Minuit, 1972. pp. 496, ISBN 2.7073.0067.5, trad. it. L'anti-Edipo, Capitalismo e schizofrenia, tr. Alessandro Fontana, Einaudi, Torino 1975-2002)“


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Melissa Panarello 30
scrittrice, personaggio televisivo e saggista italiana 1985
„Mi sono accorta di esserne innamorata una sera di fine estate. Una sera elettrica, in una Roma cagna più che mai, ripiegata su se stessa quasi a scusarsi di fare rumore, di essere troppo bella, troppo schizofrenica, troppo antica. Roma di imperatori e usurai, di politici e tassisti, di ragazze perse e di ragazze in minigonna e tacchi a spillo, Roma dei vini e Roma delle latterie, delle chiese e dei puttani.“

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Thomas Szasz 11
1920 – 2012
„Se tu parli a Dio, tu stai pregando; se Dio parla a te, sei affetto da schizofrenia. Se i morti ti parlano, sei uno spiritista; se Dio ti parla, sei uno schizofrenico.“

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Gianfranco Fini 58
politico italiano 1952
„La risposta è nelle cose che ho fatto negli ultimi anni. Non sono più dello stesso parere, sarei schizofrenico.“

Gilles Deleuze 16
filosofo francese 1925 – 1995
„Qualcuno ci ha chiesto se avessimo mai visto uno schizofrenico; no, no, non l'abbiamo mai visto. (da "L'Anti Edipo", scritto con Félix Guattari)“

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