Frasi su sciamano


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Isabel Allende 90
la città delle bestie 1942
„Tutti abbiamo lo spirito di un animale che ci accompagna. È come la nostra anima. Non tutti incontrano il proprio animale, solo i grandi guerrieri e gli sciamani [... ]. (da La città delle bestie, p. 70)“

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Antonio Infantino 23
musicista, poeta e artista italiano 1944
„Ronzano, ronzano, ronzano... ronzano e sciamano i pensieri dalla testa del creatore.“


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Robert Anson Heinlein 173
autore di fantascienza statunitense 1907 – 1988
„Ogni prete o sciamano deve essere considerato colpevole fino a quando non viene dimostrata la sua innocenza.“

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Jim Morrison 404
cantautore e poeta statunitense 1943 – 1971
„Non sono sicuro che sia la salvezza ciò che la gente vuole, e neppure che la voglia ottenere da me. Lo sciamano è un guaritore, come lo stregone. Non credo che la gente si rivolga a me per questo. Ma soprattutto, io non mi considero assolutamente un salvatore.“

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Jim Morrison 404
cantautore e poeta statunitense 1943 – 1971
„Nella seduta spiritica lo sciamano è la guida. Un panico sensuale, deliberatamente evocato attraverso droghe inni e danze, lo conduce in trance. La voce è alterata, i movimenti convulsi, lo sciamano agisce come un folle posseduto. Questi isterici di professione, scelti proprio per le loro inclinazioni psicotiche, un tempo erano tenuti in gran conto, mediavano tra l'uomo e il mondo degli spiriti. I loro viaggi mentali costituivano il nucleo della vita religiosa della tribù.“

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Jim Morrison 404
cantautore e poeta statunitense 1943 – 1971
„Nelle tribù lo sciamano può avere qualsiasi età, può essere anziano o giovane, ma tutta la tribù, tutte le età, lo spingono nel suo stato di trance e lo ascoltano. Senza distinzione. È solo questione di una certa tendenza psichica presente in un individuo.“

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Carl Gustav Jung 136
psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero 1875 – 1961
„[Affermava di sentirsi diviso in due] Da una parte il buon padre di famiglia e stimato medico, dall'altra una sorta di sciamano che lottava con i blocchi della coscienza. (citato in Il venerdì di Repubblica, 23 ottobre 2009)“

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Jim Morrison 404
cantautore e poeta statunitense 1943 – 1971
„L'artista è sciamano e capro espiatorio. Il pubblico proietta le proprie fantasie su di lui e quelle fantasie prendono vita: distruggendo l'artista, la gente può distruggere i propri fantasmi. Io obbedisco agli impulsi che ognuno possiede ma che nessuno ammetterebbe mai di avere. Attaccandomi e punendomi, tutti possono sentirsi liberati da questi impulsi. (pag. 20)“


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Aldo Cazzullo 8
giornalista e scrittore italiano 1966
„Elémire Zolla aveva fama di sciamano. Di sicuro, ne aveva l'aspetto. Alto, calvo, baffi bianchi, occhi intensi. Non era travestito da santone, come certi patetici personaggi. Ma aveva una sua forza interiore. Torinese, cresciuto negli ambienti razionalisti [... ], se n'era allontanato al punto da diventare il più acuto studioso italiano della letteratura e della filosofia hindu.“

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Tonino Conte 7
regista italiano 1935
„Carmelo non è un regista, è uno sciamano fanatico che vuole stringere fra le dita il fegato della gente. Praticamente in una sola notte butta giù il copione fumando e bevendo senza mai interrompersi, nemmeno per restituire alla madre terra quel che beve. (pag. 44)“

Roger Caillois 13
scrittore, sociologo e critico letterario francese 1913 – 1978
„Le pagine di Lévy-Bruhl sulla funzione dello sciamano nelle società prive di capo sono di estrema importanza. Si tratta peraltro di una questione fondamentale, per la quale c'è da rammaricarsi che la letteratura di prima mano quasi esclusivamente in russo, sia così poco accessibile. Ma quei pochi privilegiati che hanno avuto modo di ascoltare le relazioni di A. Lewitzky sanno come me quale straordinario interesse presenti il problema. Sarebbe auspicabile che Lévy-Bruhl non si fosse limitato a trattarlo sommariamente. (da Lo sciamanismo in Il Collegio di Sociologia. 1937-1939, p. 327)“

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Gianfranco Salvatore 1
musicologo e critico musicale italiano 1957
„[Su Miles Davis] In lui, nel bene e nel male, prevaleva l'elemento infantile. Anche nella musica. Cercava la novità perché inseguiva lo stupore; e sentiva l'esigenza inderogabile di cambiare e trasformarsi perché si trovava in continuo divenire, sempre in stato larvale. Quando la musica assumeva le ali magnifiche della farfalla, la lasciava cadere per ricominciare da capo. È stato anche osservato che il suono era quello di quando si suona una tromba per la prima volta, il suono innocente di un bambino. E spesso, suonando, si avvolgeva su se stesso, quasi accovacciandosi, in posizione fetale. (da Miles Davis. Lo sciamano elettrico)“


Roger Caillois 13
scrittore, sociologo e critico letterario francese 1913 – 1978
„Lewitzky ha pronunciato due conferenze sullo sciamanismo. La questione mi appassionava perché nello schema che aveva adottato (quello di Mauss) vi era antinomia totale tra la magia e religione. A quell'epoca ero profondamente luciferiono, e consideravo Lucifero come il ribelle efficace. Così lo sciamanismo mi interessava in quanto sintesi tra le potenze religiose e il dominio delle cose infernali. Bataille, dal canto suo, si trovava in uno stato d'animo pressappoco identico, con la differenza che Bataille voleva diventare veramente uno sciamano. (da Lo sciamanismo in Il Collegio di Sociologia. 1937-1939, p. 327)“

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Carlo Ginzburg 9
storico, scrittore e saggista italiano 1939
„Di fatto nei due anni di attività del Collège (dal novembre 1937 al luglio 1939), tra la vigilia del patto di Monaco e la vigilia della guerra, apprendisti sciamani come Bataille e rigorosi sciamanologhi come Lewitzky, aspiranti fondatori di società segrete come Caillois e storici delle sette come Mayer, trovarono un terreno comune di discussione. Chi guarda retrospettivamente è colpito soprattutto dall'ambiguità della cornice e dall'eterogeneità dei partecipanti. È tuttavia l'ecquivoco progetto di una «sociologia sacra» delle realtà contemporanee, giustamente criticato da Leiris, aveva di che attrarre, in quel momento, anche osservatori distaccati, poco inclini alle confusioni misticheggianti e estetizzanti. (p. 231)“

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Ennio Cavalli 8
poeta e giornalista italiano 1947
„[In Finlandia, alla ricerca di sapori al mercato coperto] [... ] e soprattutto lui, il rude e glorioso kalakukko, specialità della regione di Kuopio, laghi orientali. Sembra una pagnotta di pane di segale. Lo è. Sembra anche una scatola cranica ripassata al forno. Una volta che viene tagliata a metà, dall'orbita della mollica bruna schizza fuori qualcosa che somiglia a un cervello, denso e bianchiccio. Le circonvoluzioni sono tante piccole aringhe spinate, riunite a pacchetto e avvolte in una fodera a più strati di carne di maiale. Tutto informato e cotto assieme al pane. Il pesce ha un sapore delicato, il maiale non è speziato. L'aspetto resta dubbio, ma è un ottimo boccone. Del resto, per chi non lasciò nel piatto neanche un pezzo di Labskaus travestito da vomito, cosa volete che sia un kalakukko pieno di materia grigia? Kala, pesce. Kukko, gallo. Pesce nel pollaio, traduco io. Il pollaio di pane di segale non svela la sorpresa finché non affondi il coltello. Ho aperto il kalakukko col puukko da sciamano, appena comperato da Marttiini, ad Aleksanterinkatu 28, tra il porto e Senaatintori, la piazza del Senato. (da Il divano del Nord. Viaggio in Scandinavia, p. 199)“

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Alan Moore 7
fumettista e scrittore britannico 1953
„Se guardate la storia della magia, vedrete le sue origini nelle caverne. Vedrete le sue origini nello sciamanesimo, nell'animismo, nella credenza che ogni cosa che ci circonda, ogni albero, ogni roccia, ogni animale, sia abitato da una qualche forma di essenza, una qualche sorta di spirito con cui forse si potrebbe comunicare. Avreste avuto uno sciamano o un visionario che sarebbe stato responsabile di incanalare le idee utili alla sopravvivenza. Prima che raggiungiate le civiltà classiche potrete vedere che questo è stato formalizzato in un certo status. Lo sciamano agisce puramente come un intermediario tra gli spiriti e le persone. La sua posizione nel villaggio o nella comunità è simile a quella di un idraulico spirituale. Ogni persona nel gruppo ha il suo ruolo. La persona migliore nella caccia era un cacciatore, la persona migliore nel parlare con gli spiriti, forse perché lui o lei era un po' pazzo/a, un po' staccato dal nostro normale mondo materiale, allora sarebbe stato uno sciamano. E gli sciamani non padroneggiavano un'arte segreta, essi dispensavano semplicemente le loro informazioni alla comunità, perché si credeva che fosse utile alla comunità. Quando abbiamo l'emergere delle culture classiche, tutto questo è stato formalizzato tanto che si hanno dei interi pantheon di dèi. E ognuno di questi dèi avrà una casta di preti che agiranno fino a un certo punto come intermediari che ti insegneranno ad adorare quel dio. Così la relazione tra gli uomini e i loro dèi, che potrebbe essere vista come la relazione tra gli uomini e il loro Io più alto, era ancora di tipo diretto. Quando arrivò il cristianesimo, quando arrivò il monoteismo, tutt'a un tratto hai una casta di sacerdoti che si muoveva tra l'adoratore e l'oggetto di adorazione. Hai una casta sacerdotale che era diventata una specie di dirigenza d'intermediazione spirituale tra l'umanità e la divinità interiore di cui si andava alla ricerca. Non puoi avere un rapporto diretto con un dio. I sacerdoti non hanno davvero il bisogno di un rapporto con la divinità. Hanno solo un libro che ti dice di alcune persone vissute tanto tempo fa, che hanno avuto un rapporto diretto con la divinità. E va tutto bene. Non hai bisogno di avere visioni miracolose, non hai bisogno di avere degli dèi che ti parlino. In effetti, se ti capita niente del genere, probabilmente sei matto. Nel mondo moderno questa roba non succede. Le sole persone a cui è permesso parlare con gli dèi, e in un modo davvero a senso unico, sono i preti. Per me il monoteismo è una grande semplificazione. Voglio dire, la Cabala ha una grande molteplicità di dèi, ma alla sommità del diagramma cabalistico, l'albero della vita, ha quest'unica sfera, che è il dio assoluto. La Monade. Qualcosa che è indivisibile. E tutti gli altri dèi, e ogni altra cosa nell'universo è una specie di emanazione di quel dio. Ora, questo va bene. Ma quando suggerisci che ci sia solo quell'unico dio, a quell'irraggiungibile altezza al di sopra dell'umanità e che non c'è niente in mezzo, stai limitando e semplificando la questione. Penso che il paganesimo sia una specie di alfabeto, come un linguaggio. È come se tutti gli dèi sono le lettere di quel linguaggio, esprimono delle sfumature, ombre del significato, o certe sottigliezze delle idee. Mentre il monoteismo tende ad essere solo una vocale, ed è solo tipo: oooouh [ Alan Moore stesso nel documentario per far comprendere il suono scimmiesco. ]. È questo suono scimmiesco. Puoi quasi immaginare gli dèi divenire frustrati, sprezzanti. Perché con tutta la ricchezza di concetti spirituali che sono disponibili, perché ridurre tutto a una sola, singola nota monocorde che chi pronuncia neanche comprende? (citato nel documentario di Dez Vylenz, The Mindscape Of Alan Moore, Shadowsnake films, visibile su Youtube, subititolato in italiano)“

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