Frasi su scodella

... sali e chiedi vendetta | ma che sia resurrezione e pena | di chi assicurò questa scodella a una catena. (da La teppa dei marchettari)

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Ennio Rega 29
cantautore e compositore italiano 1953

Io l'ho cullata con questo sordo ruglio, | tenero e deciso il tocco della mia zampa l'obbligò a rizzarsi. | Io le ho insegnato cera e miele dove ronzano le api | e l'erba dolce nelle scodelle di terra | a vedere.

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Gertrud Kolmar 7
poetessa tedesca 1894 – 1943

Goran Ivanisevic è alto e abbronzato e sorprendentemente carino – almeno per un Croato; io i Croati me li immagino sempre devastati ed emotivamente compressi, come usciti da una litografia di Munch – se non fosse per un taglio di capelli a scodella incongruo e totalmente assurdo che lo fa assomigliare a un membro di una coverband dei Beatles. (p. 314)

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David Foster Wallace 140
scrittore e saggista statunitense 1962 – 2008

La povertà [... ] fu presso i Greci giusta in Aristide, buona in Omero, valorosa in Epaminonda. Ancora oggi la povertà ha posto fin dalle origini il fondamento dell'impero del popolo romano, e per lui ancor oggi essa offre sacrifici agli dèi immortali con un mestolo e una scodella di terracotta. (p. 202)

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Apuleio 43
scrittore e filosofo romano 125 – 170

Per una scodella d'acqua, rendi un pasto abbondante; per un saluto gentile, prostrati a terra con zelo; per un semplice soldo, ripaga con oro; se ti salvano la vita, non risparmiare la tua. Così parole e azione del saggio riverisci; per ogni piccolo servizio, dà un compenso dieci volte maggiore: chi è davvero nobile, conosce tutti come uno solo e rende con gioia bene per male. (da L'arte di vivere)

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Mahátma Gándhí 197
politico e filosofo indiano 1869 – 1948

Ma le mie visite mattutine alle damigelle d'onore mi dispiacevano specialmente pel fatto ch'esse, considerandomi come un essere insignificante, mi trattavano senza nessun complimento, e non si facevano scrupolo di spogliarsi in mia presenza, levandosi anche la camicia mentre mi trovavo sulla loro specchiera e costringendomi a vederle, contro mia voglia, completamente nude. Dico contro voglia, perché quella vista, in luogo di solleticarmi piacevolmente, mi cagionava soltanto orrore e nausea. La loro pelle era ruvida e chiazzata, con certi nei, qua e là, larghi come scodelle; e i capelli erano grossi come corde. Sul resto sarà meglio non insistere. (1921, p. 103)

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Jonathan Swift 65
scrittore e poeta irlandese 1667 – 1745

Ma che ti frega della pensione! Non c'hai manco sedici anni e già parli della pensione. Che mi prendi in giro? Hai capito che ho detto, Frankie? Fregatene della pensione! Se passi l'esame il tuo lavoretto sicuro alle poste te lo tieni tutta la vita, poi ti sposi Brigid Tal dei Tali, scodelli cinque marmocchi cattolici e ti rintani in giardino a coltivare le rose così a trent'anni c'hai le palle secche e sei già bell'e rincoglionito. Porca puttana, prendi una decisione tua e manda a quel paese cacasotto e invidiosi. M'hai capito, Frankie McCourt?
Sì, zio pa. Così diceva pure il maestro O'Halloran.
Cioè, che diceva?
Prendete una decisione vostra. [Prima che decida di interrompere la carriera alle Poste per mettere da parte i soldi per emigrare in America. ] (p. 346)

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Frank McCourt 31
scrittore statunitense 1930 – 2009

Il mio defunto padre sentì una volta da šeh-Dedija e raccontò poi a me quand'ero bambino, da che cosa deriva il ponte e come venne eretto il primo ponte del mondo. Quando Allah il potente ebbe creato questo mondo, la terra era piana e liscia come una bellissima padella di smalto. Ciò dispiaceva al demonio, che invidiava all'uomo quel dono di Dio. E mentre essa era ancora quale era uscita dalle mani divine, umida e molle come una scodella non cotta, egli si avvicinò di soppiatto e con le unghie graffiò il volto della terra di Dio quanto più profondamente poté. Così, come narra la storia, nacquero profondi fiumi e abissi che separano una regione dall'altra. [... ] Si dispiacque Allah quando vide che cosa aveva fatto quel maledetto; ma poiché non poteva tornare all'opera che il demonio con le sue mani aveva contaminato, inviò i suoi angeli affinché aiutassero e confortassero gli uomini. Quando gli angeli si accorsero che [... ] al di sopra di quei punti spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse. Per questo, dopo la fontana, la più grande buona azione è costruire un ponte. (cap. XVI)

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Ivo Andrič 13
scrittore e diplomatico jugoslavo 1892 – 1975

Una dopo l'altra la donna le riempie: l'oro liquido si travasa senza rumore dal secchio alle ciotole, spandendo nell'aria una luce intensissima. Un giovanottone aitante, guardando le bianche mani affusolate della fanciulla sente la voglia di toccarle ma non osa perché non è solo. Che gli importa dell'oro? La ragazza gli piace e, superata l'emozione della sorpresa, la segue con gli occhi in ogni movimento, estasiato.«Non avete altri recipienti?»-Sì che ce ne sono. Ed ecco catini mastelli pentole e più versa oro, più il secchio si palesa inesauribile.«Ora me ne vado» dice quando li ha colmati.«Aspetta!» la invita il ragazzone. Non vuole che parta così, da sola, senza ascoltarlo. Desidera accompagnarla, almeno sino al lago.
La perfetta creatura dei monti muove un passo verso l'uscio.«Aspetta!» ripete il giovanottone e nell'orgasmo, alzandosi, urta con il ginocchio contro la gamba della tavola. Dalle scodelle l'oro liquido trabocca colando per terra. Con la rapidità del baleno la donna bianca scompare: sul desco grezzo di larice rimangono pentole catini e mastelli vuoti. (da Il secchio inesauribile, p. 130-132; in Il meraviglioso, Leggende, fiabe e favole ticinesi, pp. 260-261)

Aurelio Garobbio 4
giornalista svizzero 1905 – 1992

E una sana e sexy scodella di fiocchi d'avena.

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Dwight MacDonald 3
critico letterario, giornalista, filosofo e sociologo st... 1906 – 1982

Fra i tipi più interessanti che animarono quella originaria commedia dell'arte, va ricordato il cerretano, di cui abbiamo già fatto cenno. Un vero Dulcamara. Arrivava da lontano a corbellar la fiera; e i gonzi a sentire la sua pronuncia esotica andavano in estasi:
Se vien un medico
paesano, e dice: «A quel malato
dategli una scodella di tisana»,
lo disprezziamo. Ma se lo sentiamo
dir «scotella» e «disana», rimaniamo
a bocca aperta. E così via. Se dice «bietola», e chi gli bada? Dice «pieta»?
Siamo tutt'orecchi! Come se non fossero
bietola e pieta, zuppa e pan bagnato!
Questo frammento appartiene alla Mandragola d'Alesside (142, KOCK), dalla quale, non sapremmo per qual tramite, deve pure aver derivata qualche cosa il capolavoro del Machiavelli. Anche in essa, infatti, si trattava di una donna fatturata con la mandragola; e chi compieva l'operazione poté ben essere un antenato di Callimaco. (p. 13)

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Ettore Romagnoli 7
grecista e letterato italiano 1871 – 1938

Poi, devi capire che a lavare sabbia non sono capaci tutti, e questo dà soddisfazione. A me, appunto, mi ha insegnato mio padre: solo a me, perché ero il più svelto; gli altri fratelli lavorano alla fabbrica. E solo a me ha lasciato la scodella, – e, con la enorme destra leggermente inflessa a coppa, accennò al movimento rotatorio professionale.– Non tutti i giorni sono buoni: va meglio quando c'è sereno ed è ultimo quarto. Non saprei dirti perché, ma è proprio così, nel caso mai ti venisse in mente di provare. Apprezzai in silenzio l'augurio. Certo, che avrei provato: che cosa non avrei provato? In quei giorni, in cui attendevo abbastanza coraggiosamente la morte, albergavo una lancinante voglia di tutto, di tutte le esperienze umane pensabili, e imprecavo alla mia vita precedente, che mi pareva di avere sfruttato poco e male, e mi sentivo il tempo scappare di fra le dita, sfuggire dal corpo minuto per minuto, come un'emorragia non più arrestabile. Certo, che avrei cercato l'oro: non per arricchire, ma per sperimentare un'arte nuova, per rivisitare la terra l'aria e l'acqua, da cui mi separava una voragine ogni giorno più larga; e per ritrovare il mio mestiere chimico nella sua forma essenziale e primordiale, la «Scheidekunst», appunto, l'arte di separare il metallo dalla ganga. (Oro)

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Primo Levi 132
scrittore, partigiano e chimico italiano 1919 – 1987