Frasi su scompartimento


Fabio Volo foto
Fabio Volo 229
attore, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1972
„Mi sono seduto nella sala d'attesa. C'era una ragazza che sfogliava senza interesse una rivista. Mi piace stare in una stanza con una donna. Anche quando prendo il treno, se entro in uno scompartimento e ci trovo una donna sono più contento. E se non c'è continuo a cercare finché la trovo. Non è che poi le rivolgo la parola, o ci parlo, o ci provo per forza, anzi, ma mi piace che sia lì. Mi piace la loro compagnia anche se silenziosa e sconosciuta. Le donne sono belle da respirare.“

Edward Bunker foto
Edward Bunker 24
scrittore, sceneggiatore e attore statunitense 1933 – 2005
„Era una follia. Duecento uomini occupavano le celle terrazzate, ciascuna delle quali era identica allo scompartimento di un alveare. Ogni uomo stava peggio di una bestia allo zoo, aveva meno spazio, eppure tutti non facevano altro che odiare e insultare altre persone reiette come loro. (pag. 109)“


Stefano Benni foto
Stefano Benni 143
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1947
„Beh, lo confesso, il treno mi erotizza, perché penso che lì incontrerò il mio grande amore. Immaginavo che da un momento all'altro sarebbe entrato nello scompartimento. Come sarebbe stato? Un giovane rivoluzionario come il Che del poster? Un bruttino intellettuale e dolcemente triste come il cantante dei Radiohead? Una lesbica nera vestita da Batgirl? Il mio adorato Hannibal? Oppure il controllore più sexy del mondo?“

Arrigo Cajumi 39
giornalista, scrittore e critico letterario italiano 1899 – 1955
„Comincio a capire l'odio profondo di Flaubert per il bourgeois, nel senso più lato, se ascolto i discorsi sul marciapiede o in tram; se osservo gli sbandamenti perpetui, subisco la facondia di otto persone chiuse in uno scompartimento ferroviario. La dose di ignoranza è potente; l'irriflessione, la contraddizione, pullulano. Gente che assorbe i giornali con gli occhi e li restituisce con la bocca; che sta vent'anni in un paese senza conoscerlo per un giorno e sputa sentenze! (p. 208)“

Jean Paul Sartre foto
Jean Paul Sartre 89
filosofo, scrittore, drammaturgo e critico letterario fr... 1905 – 1980
„Innanzitutto era insolita l'ora del nostro appuntamento: la mezzanotte [... ] Attraversando la sala, benché fosse pienamente illuminata, ebbi la sensazione di esser salito su un treno prima dell'alba e di trovarmi in uno scompartimento di gente addormentata [... ] Si aprì una porta. Simone de Beauvoir ed io entrammo e quell'impressione scomparve.
Un ufficiale dell'esercito ribelle, coperto da un basco, mi aspettava: aveva la barba e i capelli lunghi come i soldati che erano all'ingresso, ma il volto limpido e sereno mi parve mattiniero. Era Guevara. [... ] Quei giovani [Guevara e i suoi compagni] tributano un culto discreto all'energia, tanto amata da Stendhal. Non si creda però che ne parlino, che ne ricavino una teoria. Vivono l'energia, la praticano, forse la inventano: si dimostra negli effetti, ma essi non pronunciano una parola al riguardo.
La loro energia si manifesta.... quasi arrivano a ripetere la frase di Pascal: "È necessario non dormire". Si direbbe che il sonno li abbia abbandonati, che anch'esso sia emigrato a Miami".
Siate sempre capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in ogni parte del mondo. Questa è la parte più bella di un rivoluzionario.“

Salvo Sottile foto
Salvo Sottile 2
giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano 1973
„I più prepotenti, gli scanazzati, andavano a caccia dei più deboli e timidi, quelli che non tiravano fuori le unghie e diventano giocoforza bersaglio, passatempi per ridere, sforarsi, per non pensare a quell'anno lontano da casa. Le prime amicizie o antipatie importanti tra commilitoni non nascevano mai nelle camerate ma lì dentro gli scompartimenti del treno. (p. 41)“

Alberto Arbasino foto
Alberto Arbasino 27
scrittore, saggista e giornalista italiano 1930
„Niente di peggio che lavorare a orario fisso: si produce scrittura burocratica. (dall'intervista di Grazia Cherchi, Panorama, novembre 1990; anche in Grazia Cherchi, Scompartimento per lettori e taciturni, a cura di Roberto Rossi, Feltrinelli)“

Edward Morgan Forster foto
Edward Morgan Forster 121
scrittore britannico 1879 – 1970
„Gli occhi di Philip erano fissi sul campanile di Airolo. Ma vedeva invece il bel mito di Endimione. Questa donna era una dea fino alla fine. Nessun amore poteva degradarla: lei rimaneva al di fuori di ogni degradazione. Questo episodio, che lei considerava così sordido, e che era tanto tragico per lui, rimaneva supremamente bello. Egli s'era innalzato a tale altezza, che senza rimpianto ora le avrebbe potuto dire che anche lui l'adorava. Ma a che cosa serviva dirglielo? Poiché tutte le cose meravigliose erano già accadute.«Grazie,» fu tutto quello che si permise di dire. «Grazie di tutto.»Lei lo guardò con grande amicizia, perché le aveva reso la vita sopportabile. In quel momento il treno entrò nella galleria del San Gottardo. S'affrettarono a rientrare nello scompartimento e a chiudere il finestrino, perché i carboncini non entrassero negli occhi di Harriet.“