Frasi su scontrino

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Kiave 12
rapper italiano 1981
„Continuo e cammino incontro un mio amico marocchino | litiga con un cliente che pretende lo scontrino | e in più vuole vedere il prezzo di listino | è il destino che si forma il suo clan e in sto clan ognuno è un clandestino. (da Cerco Rmx, n.° 6)“

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Pietro Nigro 82
poeta italiano 1939
„Irrefrenabile scorgi nei miei occhi | ed io nei tuoi | questo senso di mutuo perderci | io e te in noi | nell'attesa di una notte propizia | in cui si scontrino i nostri due sogni. (da Quanto t'amo dirti vorrei, vv. 11-16)“


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Claudio Baglioni 181
cantautore italiano 1951
„Sul tavolo tra il tè e lo scontrino ingoiavo pure questo addio (Solo)“

Ellekappa 16
fumettista e disegnatrice italiana 1955
„I commercianti... Gente che pur di non pagare le tasse venderebbe l'anima al diavolo senza rilasciare lo scontrino fiscale.“

Diego Cugia 27
giornalista, scrittore e regista italiano 1953
„Stavo seduto sul divano di casa mia come un clandestino sulla valigia, senza un santo al quale potermi votare, e di tutti i sogni e i progetti di una vita, lo sai quale mi era rimasto? Un fascio di scontrini del lotto.“

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Corrado Guzzanti 217
comico, attore e sceneggiatore italiano 1965
„Bruno l'infame ha cambiato gestione
E il prosciutto è più bono da Sergio dietro la piazza,
ma nun te fa lo scontrino! (da L'ottavo nano)“

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Aldo Busi 340
scrittore italiano 1948
„La signorina Adelaide non aveva cognome, le disse Anastasia, anche se c'era stato un periodo in cui si chiamava signorina Scontrino per via che dava certe ricevute alla cassa e che prima ancora, da ragazza, era la Schisciada dalla Alpi alle Piramidi, una roba di porci e di manzoni che una bambina non stava bene di sapere. Teodora capì dai mille e uno elaboratissimi casqué che la signorina Scontrino era stata figlia o di se stessa o di nessuna. (p. 21)“

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Aldo Busi 340
scrittore italiano 1948
„E l'attimo della vita non è più fuggente perché il tempo nella Delfina Bizantina, che si allarga a macchia d'olio, viene azzerato boccone dopo boccone dalla famelicità missionaria delle tre signore o signorine sistematesi in pochi Gallia papalmente addobbati e congiunti fra di loro da un bel colonnato doppio più servizi di potenti di mezza Roma e Romagna tutta. Solo la signorina Scontrino è consapevole che si tratta di un manicomio da camera ad usum Delphinarum tutte: mascherato da fabbrica del ping-pong: lei sa che ogni profeta viene inviato un po' nel deserto per poi lasciarlo salire senza più mettergli i bastoni fra le ruote. La signorina Scontrino non demorde e per riguardo obbliga tutte le altre a far le prove finali con lei. (pp. 378-379)“


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Marco Travaglio 114
giornalista, saggista e scrittore italiano 1964
„Gli Italiani, quando scoprirono di essere stati derubati e grassati per anni dai loro sedicenti rappresentanti, s'incazzarono. Finché durò il fruscio delle mazzette negli orecchi degli Italiani, fu facile per loro comprendere chi fossero le vittime della Grande Ruberia: erano loro. I partiti, per mantenere i loro apparati elefantiaci ed il tenore di vita principesco di molti loro boss, imponevano il pizzo su ogni loro appalto; gli imprenditori gonfiavano i prezzi dei lavori con continue varianti in corso d'opera, lo Stato si svenava con una spesa pubblica sempre più fuori controllo, ed ogni anno veniva da noi a bussare a quattrini con leggi finanziarie sempre più giugulatorie. Nel 1993 eravamo sull'orlo della bancarotta. Lo Stato italiano non aveva letteralmente più un soldo in cassa: mancava persino di che pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici. Una situazione pre-Argentina, che costrinse il governo Amato a varare la più spaventosa legge finanziaria della storia d'Europa. Era, quello, lo scontrino fiscale di Tangentopoli. E toccò ai cittadini pagare il conto. Che dovevano fare i derubati? Metter mano ai portafogli e ringraziare chi li aveva ridotti così? Il minimo che si dovesse fare era quel che fecero decine di veneziani, inseguendo De Michelis per le calli della Laguna al grido di «ladròn, ladròn». E quel che fecero migliaia di romani di destra e di sinistra, lanciando banconote false contro Craxi che usciva dalla sua suite all'Hotel Raphael, cantando beffardamente sull'aria Guantanamera: «Vuoi pure queste? Bettino, vuoi pure queste?». Fu una reazione normale, e non c'è proprio nulla di cui vergognarsi. Anche perché il Craxi in questione era stato appena salvato dalla Camera dei deputati, che aveva respinto gran parte delle richieste di autorizzazione a procedere nei suoi confronti per gravi episodi di corruzione, e tutte le richieste di arresto e perquisizione avanzate dal pool di Milano. Lo stesso Craxi, pochi mesi prima, si era presentato alla Camera con l'aria dell'accusatore per tenere un discorso ricattatorio puntando il dito sui colleghi e chiamandoli a correo dei propri reati.“

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Jonathan Safran Foer 139
scrittore statunitense 1977
„L'ironia è che mentre gli allevamenti intensivi non giovano alla collettività, si aspettano da noi non solo che li sosteniamo, ma che paghiamo per i loro errori. Prendono tutti i costi per lo smaltimento delle deiezioni e li passano all'ambiente e alle comunità in cui operano. I loro prezzi sono artificialmente bassi: quello che non compare sullo scontrino lo pagheremo per gli anni a venire tutti quanti. (p. 226)“

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