Frasi su sede

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Kiave 12
rapper italiano 1981
„E sto ancora in 'sto quartiere fra camicie nere ma non ho smesso di volere che esploda la sede perché non capisco, chi ignora la memoria di una storia ancora a rischio, se vuoi metterti una pietra sopra fallo okay, ma deve pesare quanto le lapidi di sei milioni di ebrei.“

Sozione di Alessandria 1
filosofo greco antico
„Non credi che le anime siano assegnate successivamente a corpi diversi, e che quella che chiamiamo morte sia soltanto una migrazione? Non credi che negli animali domestici o selvaggi o acquatici dimori un'anima che un tempo è stata di un uomo? Non credi che nulla si distrugge in questo mondo, ma cambia unicamente sede? Che non solo i corpi celesti compiono giri determinati, ma anche gli animali seguono dei cicli, e che le anime percorrono come un circolo? Grandi uomini hanno creduto a queste cose. Perciò, astieniti da un giudizio e lascia tutto in sospeso. Se queste teorie sono vere, l'astenersi dalle carni ci mantiene immuni da colpa; se sono false, ci mantiene frugali. Che danno deriva dal credere in esse? Ti privo degli alimenti dei leoni e degli avvoltoi.“


„Prima di lasciarvi, chiudo con una notizia sulla censura. In Italia accade anche questo. Un film, anche sporcaccione, può ottenere il visto della censura e girare tranquillamente. Un altro film, anche se non sporcaccione, ma sporcaccione così e così, ottenuto il visto della censura, può essere bloccato da un semplice cittadino che presenti denuncia alla magistratura per immoralità. Allora, per tagliare corto, il governo ha deciso di varare un disegno di legge che abolisce la censura. Toccherà alla magistratura decidere, se interpellata. Il bello è che sede unica è Roma, la città dei vizi, degli stravizi e delle orge felliniane.“

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Luciano Moggi 45
dirigente sportivo italiano 1937
„[... ] venne in sede, era fuori di sé. Iniziò a urlare dicendo che lui voleva il posto da titolare, che voleva più soldi. Io lo bloccai e gli dissi: "Tu qui il padrone non lo fai. Se ti hanno mandato quelli dell'Atlético Madrid a fare casino, digli pure che se ci danno trentotto miliardi subito, noi non abbiamo problemi a cederti".“

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Robert Musil 97
scrittore e drammaturgo austriaco 1880 – 1942
„Ora, l'avversione basata su motivi nazionalistici di solito non è altro che avversione nei confronti di se stessi, tratta dagli oscuri recessi delle proprie contraddizioni e fissata su una vittima opportuna; un procedimento collaudato fin dai primordi, quando lo stregone, usando un bastoncino che dichiarava sede del demonio, estraeva la malattia dal corpo dell'infermo. (II, cap. 94; 2013)“

Luigi Natoli 10
scrittore italiano 1857 – 1941
„Ecco invece che Vittorio Amedeo rinnovava gli antichi fasti. Egli veniva a farsi coronare dal metropolitano di Palermo, nell'antica sede della monarchia più gloriosa d'Italia; veniva a ridare lustro all'antica reggia dove Federico II aveva accolto il fiore di ogni gentilezza e donde aveva quasi imposto la sua volontà all'Europa. Ce n'era abbastanza per destare palpiti e speranze in tutti, ed eccitare l'orgoglio cittadino dell'antica capitale.
Tutta Palermo era in festa! Tutta Palermo si apparecchiava.“

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Marco Valerio Marziale 31
poeta ed epigrammista romano 40 – 104
„Ecco il Vesuvio, poc'anzi verdeggiante di vigneti ombrosi, qui un'uva pregiata faceva traboccare le tinozze; Bacco amò questi balzi più dei colli di Nisa, su questo monte i Satiri in passato sciolsero le lor danze; questa, di Sparta più gradita, era di Venere la sede, questo era il luogo rinomato per il nome di Ercole. Or tutto giace sommerso in fiamme ed in tristo lapillo: ora non vorrebbero gli dèi che fosse stato loro consentito d'esercitare qui tanto potere. (IV, 44)“

Isabella Vincentini 25
poetessa, saggista e critico letterario italiana 1954
„Un tempo fui fanciullo e fanciulla | e il demone che incrocia i destini | l'anima mi mutò in terra | e non pose nel cielo o la luna | sede all'ampiezza dei sogni | ma li condannò alla fuga | a cui non tien dietro il piacere | percosso da voglie repentine. (Al dio vagante, p. 13)“


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Riccardo Muti 16
direttore d'orchestra italiano 1941
„Nel Conservatorio di Napoli vive ancora quel mondo del Settecento confluito dai quattro collegi della città quando, nel secolo passato, se ne è raccolta la sede. Il fatto che io riesca (si dice) ad essere buon interprete del classicismo è forse la combinazione di una classicità innata e dell'educazione ricevuta, a Napoli e per 16 anni in Puglia. (da Muti: la mia vita con Spontini, Corriere della Sera, 7 dicembre 1993)“

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Dante Alighieri 217
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„Il volgare siciliano si attribuisce fama superiore a tutti gli altri per queste ragioni: che tutto quanto gli Italiani producono in fatto di poesia si chiama siciliano; e che troviamo che molti maestri nativi dell’isola hanno cantato con solennità [... ] E in verità quegli uomini grandi e illuminati, Federico Cesare e il suo degno figlio Manfredi, seppero esprimere tutta la nobiltà e dirittura del loro spirito, e finché la fortuna lo permise si comportarono da veri uomini, sdegnando di vivere da bestie. Ed è per questo che quanti avevano in sé nobiltà di cuore e ricchezza di doni divini si sforzarono di rimanere a contatto con la maestà di quei grandi principi, cosicché tutto ciò che a quel tempo producevano gli Italiani più nobili d'animo vedeva dapprima la luce nella reggia di quei sovrani così insigni; e poiché sede del trono regale era la Sicilia, ne è venuto che tutto quanto i nostri predecessori hanno prodotto in volgare si chiama siciliano: ciò che anche noi teniamo per fermo, e che i nostri posteri non potranno mutare. (da De vulgari eloquentia, XII cap. del I libro)“

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Abhinavagupta 142
950 – 1020
„Così il corpo giova vederlo pieno di tutti i cammini, variegato dal vario operare del tempo, sede di tutti i moti del tempo e dello spazio. Il corpo, così veduto, e dentro di sé naturato (di conseguenza) di tutte le divinità, dev'essere quindi oggetto di contemplazione, di adorazione e di riti di soddisfazione. Chi penetra in esso, trova la liberazione. (2013, 6-7)“

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Erodoto 18
storico greco antico -484 – -425 a.C.
„Quando tu hai chiesto il comando di tutte le forze sia marittime che di terra, noi abbiamo taciuto: sapevamo che lo spartano era in grado di risponderti sia per sé che per noi. Ma ora che, vistoti negare il comando supremo, chiedi di poter comandare la flotta, eccoti la risposta: neanche se lo spartano te ne concedesse il comando noi lo consentiremmo. Giacché esso ci spetta nel caso che gli spartani non vogliano esercitarlo. Agli spartani, se lo vogliono, noi non lo disputeremo: ma nessun altro consentiremo di comandare la flotta. Invano avremo costruito la maggiore flotta se dovessimo poi cederne il comando, noi, ateniesi, a dei siracusani: noi che siamo il popolo più antico, il popolo che non ha mai mutato sede, e di cui l’epico Omero ha detto che mandò a Troia l'uomo più bravo nel disporre e disciplinare un esercito. (VII, 161)“


Giorgio Cosmacini 11
medico e saggista italiano 1931
„Un medico che dovesse cercare ormeggio in una religione lo troverebbe o sceglierebbe nella religione di quel che si deve, avente sede elettiva nella voce udita da Immanuel Kant e da lui chiamata coscienza morale. Di tale religione del dovere ci parlano molte storie esemplari. Sono storie di una religiosità antropologica appartenente alla sfera dell'umano sentire e dell'essere medico, pur senza preclusione di ogni possibile altra sfera. (da La religiosità della medicina. Dall'antichità a oggi, Laterza, Roma-Bari, 2007, p. IX; citato in Cosmacini 2010, p. 96)“

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Daisetsu Teitarō Suzuki 29
storico delle religioni giapponese 1870 – 1966
„Al principio, che non è veramente un principio e che non ha alcun significato spirituale fuor dalla nostra esistenza finita, la volontà vuole conoscere se stessa; allora si desta la coscienza riflessa e col destarsi di essa la volontà si divide. La volontà unica, intera e completa in se stessa, ora è divenuta attore e, ad un tempo, osservatore. Il conflitto è inevitabile perché l'attore vuole esser libero dalle limitazioni a cui è stato costretto ad assoggettarsi nel suo desiderio di una coscienza riflessa. Per un lato, gli è stato dato il potere di vedere, ma nel contempo vi è qualcosa che egli, in quanto osservatore, non può scorgere. Alla conoscenza si unisce fatalmente l'ignoranza, l'una accompagna l'altra come l'ombra accompagna l'oggetto; non vi è separazione possibile fra i due compagni. Ma il volere come attore tende a tornare nella sede originaria dove il dualismo ancora non esisteva e dove, di conseguenza, regnava la pace. [... ] Al verificarsi della divisione la coscienza è, in un primo momento, così rapita dalla novità dello stato e dalla sua apparente capacità di risolvere i problemi della vita da dimenticare la sua missione, che è l'illuminare la volontà. Invece di gettare luce all'interno – cioè sulla volontà da cui trae il principio della sua esistenza – la coscienza si concentra sul mondo esteriore degli oggetti e delle idee. Quando cerca di guardare in se stessa, trova il mondo di una unità assoluta, nel quale l'oggetto che essa desidera conoscere è lo stesso soggetto. [... ] Si tratta di un volere in cui vi è più della mera volontà, in cui vi è anche l'atto di pensare e di vedere. Grazie a questo atto, la volontà scorge se stessa diventando libera e signora di sé. Questo è un sapere in senso eminente, ed è in ciò che consiste la redenzione buddhista. (pp. 125-126)“

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Indro Montanelli 395
giornalista italiano 1909 – 2001
„Mi proposi due obiettivi, entrambi falliti: il primo era farmi intentare un processo dagli amministratori della città che attirasse l'attenzione sui pericoli che Venezia stava correndo. Il secondo era rendere pubblica la convinzione che m'ero formato: che per salvare Venezia la prima cosa da fare era sottrarla allo Stato italiano e affidarlo a un organismo internazionale come l'Onu, con le sue cospicue possibilità finanziarie e i suoi agguerriti uffici tecnici. [... ] Il Comune di Venezia non aveva più nulla di veneziano, salvo la sede. A dominarlo erano gli elettori di Mestre e Marghera, che con quelli di Venezia si trovavano nella proporzione di tre a uno, e dalla loro avevano tutto: i soldi delle industrie, i sindacati e quindi anche i partiti. Decidendo di restare amministrativamente unita, Venezia ha preferito mettersi al rimorchio delle ciminiere e petroliere di Marghera, alle quali ha sacrificato il suo delicatissimo sistema idraulico. Fu allora che, con grande amarezza, feci atto di rinunzia a Venezia, convinto come ero, e come son rimasto, che una città si può salvare solo se sono i suoi abitanti a volerlo. (pp. 216-217)“

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Papa Onorio II 1
163° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica
„Città legata da speciali vincoli alla Santa Sede.“

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