Frasi su sepolcro

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Ugo Foscolo 78
poeta italiano 1778 – 1827
„Anche la Speme, | ultima Dea, fugge i sepolcri; e involve | Tutte cose l'obblio nella sua notte. (16-18)“

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Chiara Amirante 14
scrittrice italiana
„C'è solo questo modo per alzarci, svegliarci ed uscire dai nostri sepolcri: decidere chi deve regnare. Regna, regna Signore.“


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Immanuel Kant 59
filosofo tedesco 1724 – 1804
„La frode, la violenza, l'invidia dominano sempre intorno a lui, sebbene egli sia onesto, pacifico e benevolente ; e gli onesti, che ancora gli è dato di incontrare, malgrado tutto il loro diritto di essere felici, sono sottoposti dalla natura, che non fa tali considerazioni, a tutti i mali della miseria e della malattia e ad una morte prematura come gli altri animali della terra. E rimangono sottoposti a tutti i mali finché un vasto sepolcro li inghiotte tutti insieme (onesti e disonesti, non importa) e li rigetta, essi che si erano creduti il fine ultimo della creazione, nell'abisso del cieco caos della materia da cui erano usciti. (citato in Tim Willocks, Il fine ultimo della creazione)“

Marie Luise Kaschnitz 1
scrittrice, poetessa e saggista tedesca 1901 – 1974
„A Palermo il versetto della cinquantacinquesima Sura: | lodato sia Dio, Signore dei secoli. | A Palermo l'impercettibile smorfia cherubini | Sodoma brucia Simon Mago precipita. | A Palermo il selciato bagnato fradicio nerolava | cavolo verdeveleno, biancheria dei poveri al vento. | A Palermo i sepolcri porfido imperiale | tunica ridotta a polvere corona e spada. | A Palermo i sospiri dei vecchi in salita | con ceste colme d'erba gocciolante. | A Palermo la chiesa che luccica scrigno di gioielli | gelsomini ramificati alla fontana.“

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Théodore Agrippa d'Aubigné 1
scrittore e poeta francese 1552 – 1630
„Si dice di affondare le cose esecrande | nel pozzo dell'oblio, chiuderle in un sepolcro, | e che il male, ridato dalle storie alla vita, | infetterà i costumi della posterità: | ma il vizio non ha per madre la scienza, | e la virtù non è figlia dell'ignoranza [... ]. (da Libro II, Principi, p. 115)“

Luigi Pintor 62
giornalista, scrittore e politico italiano 1925 – 2003
„Mal sopporto chi si ammazza pregando e prega ammazzando, chi maneggia libri sacri e carri armati a pari titolo, chi confonde salmi e missili, chi si ricorda di santificare le feste ma non trascura di moltiplicare i sepolcri.“

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Papa Francesco 179
266° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1936
„Non andiamo da tanti sepolcri che oggi ti promettono qualcosa, bellezza, e poi non ti danno niente!“

Guglielmina Ronconi 20
insegnante italiana 1864 – 1936
„Giovanni Pascoli rimarrà per gli Italiani il grande lirico delle intime tombe familiari, come Ugo Foscolo è il grande cantore delle tombe che la Nazione conserva ai suoi figli immortali.
Per questi nostri due sommi vati si completa la Italiana Lirica dei Sepolcri! (dal discorso in commemorazione di Giovanni Pascoli, 1912, tenuto nella Sala del Palazzo Sinibaldi in Roma“


Mario Torelli 1
archeologo italiano 1937
„Da cabala di chiuse cerchie erudite e curiosità di colti viaggiatori o fonte di "immediatezza" per l'ispirazione di artisti visceralmente ostili al naturalismo quanto incapaci di distaccarsene, l'etruscheria si è oggi trasformata in un fenomeno di massa, in virtù del proprio contenuto di "diversità", capace di stimolare fantastiche e morbose fughe dal reale, di eccitare curiosità sui suoi misteri, di ammiccare alle angosce collettive e individuali dell'uomo medio. L'ansia del "sacro" e il timore dell'incognito che agitano il cittadino, sempre più solo e abbandonato dalle certezze nel suo "villaggio elettronico", si concretano dunque nei volti primitivi dei sarcofagi di nenfro, nelle cifre fastose di ori e di argenti, nelle danze orgiastiche dipinte sulle pareti dei sepolcri, nelle policrome figure di terracotta ammassate sui rampanti dei frontoni templari, nelle ieratiche iscrizioni su pietre, su ceramiche, su bronzi. E in questo reificarsi, le angosce di ieri si fanno tutt'uno con quelle dell'oggi, a sollievo di tutti.“

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Ippolito Pindemonte 3
poeta e letterato italiano 1753 – 1828
„Un mucchio d'ossa | Sente l'onor degli accerchianti marmi | O de' custodi delle sue catene | Cale a un libero spirto? (da I sepolcri, 40-43)“

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Francesco Domenico Guerrazzi 18
politico e scrittore italiano 1804 – 1873
„Il matrimonio è il sepolcro dell'amore; però dell'amor pazzo, dell'amore sensuale. (dalla lettera ad Antonio Mangini, 6 ottobre 1853, nelle Lettere)“

Saverio Lodato 8
giornalista e saggista italiano 1951
„Giuliano Ferrara in tv: "È una guerra santa, lo capite?". Ha parlato l’ultimo Cavaliere del Santo Sepolcro ancora in vita. Ma statte zitto, dicono a Roma.“


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Alda Merini 275
poetessa italiana 1931 – 2009
„Fuggirò da questo sepolcro | come un angelo calpestato a morte dal sogno.“

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Iginio Ugo Tarchetti 55
scrittore, poeta e giornalista italiano 1839 – 1869
„Vorrei essere un'iena, addentrarmi nei sepolcri e pascermi delle ossa dei morti. A questo mondo io non vedo che teschi e stinchi. Se una donna mi bacia, io non sento che freddo; se mi sorride, vedo i suoi denti a muoversi senza gengive, minacciando di uscire di bocca; se mi abbraccia, non ho che la sensazione di un corpo stringente e pesante come la creta. (da Pensiero, 1867)“

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Gianluigi Nuzzi 25
giornalista e scrittore italiano 1969
„Quello che qui più interessa sono le accuse che Massimo rivolge per la prima volta al proprio padre sulla struttura finanziaria realizzata in Vaticano per far arrivare soldi alla mafia nella Palermo degli anni Settanta e Ottanta. Tramite lo Ior. Con conti correnti e cassette di sicurezza gestiti da prestanome, prelati compiacenti, nobili e cavalieri del Santo Sepolcro.“

Francesco Novati 3
filologo italiano 1859 – 1915
„Scrisse già Claudio Fauriel che l'Alighieri «ha voluto fare ed ha fatto di Sordello il tipo, l'ideale del patriotta in generale e più particolarmente forse del patriotta italiano; egli ne ha fatto un ghibellino, il quale non sa perdonare a Rodolfo d'Asburgo d'aver neglette le cose d'Italia, aggravandone con siffatta negligenza le condizioni; ma che tuttavia spera ed invoca ancora da un altro imperatore la salvezza della penisola». Vi sono in cotesto giudizio del dotto francese inesattezze gravi. Sordello non rappresenta già nel Purgatorio l'amor di patria in generale e neppur l'amore dell'Italia, bensì personifica, a mio avviso, nella sua forma più caratteristica, più primitiva, se così posso esprimermi, la carità verso il, che lega indissolubilmente l'uomo al terreno dove posò pria, dove fu nudrito dolcemente, dove riposano l'ossa dell'uno e dell'altro suo parente. Dante ha voluto mostrare in lui non l'Italiano, bensì il Mantovano; e se egli sorge così impetuoso, obliando l'alterezza innata e l'abituale disdegno, ad abbracciare Virgilio, ciò è dovuto unicamente al magico suono di quel nome che spunta sul labbro del poeta: Mantua me genuit. S'egli non fosse nato tra i canneti del Mincio, se non trasse l'origine dal luogo ond'ei pure è venuto, avrebbe il cattano di Goito mutato sì prontamente contegno? No davvero. È dunque indubitabile: Sordello raffigura quel sentimento, quel vincolo che nasce dall'avere comuni, secondo dice Cicerone, i monumenti dei maggiori, i templi, i sepolcri. Ma codesto sentimento non esiste più nel petto degli italiani a' dì dell'Alighieri: esso ne è stato violentemente sradicato. In luogo suo i cuori non nutriscono che odio; e dall'odio son generate le fazioni, per colpa delle quali appaiono partiti non gli abitanti soltanto delle città tutte della penisola, ma quelli pure de' borghi, e fin de' villaggi. (pp. 78-79)“

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