Frasi su serial

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Andy Warhol 69
pittore, scultore, regista, produttore cinematografico, ... 1928 – 1987
„Ai primi d'agosto del 1962 cominciai con le serigrafie. Volevo qualcosa di più forte, che comunicasse meglio l'effetto di un prodotto seriale. Con la serigrafia si prende una foto, la si sviluppa, la si trasferisce sulla seta mediante colla e poi la si inchiostra, cosicché i colori penetrano attraverso la trama salvo che nei punti dove c'è la colla. Ciò permette di ottenere più volte la stessa immagine, ma sempre con lievi differenze. Tutto così semplice, rapido, casuale: ero eccitatissimo. Poi Marilyn morì quello stesso mese, e mi venne l'idea di trarre delle serigrafie da quel suo bel viso, le mie prime Marilyn. (citato in Marilyn, p. 415)“

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James Ellroy 9
scrittore statunitense 1948
„È vero, ho smesso, ma in passato ho letto. Ammiravo Dashiell Hammett e se Don De Lillo non avesse scritto Libra su Kennedy, io non avrei scritto questa trilogia. Ma davvero non sopporto più i libruncoli sugli psicopatici, che santificano criminali o disgraziati o serial killer, sono cose di merda.“


Michele Mari 4
scrittore italiano 1955
„Come un serial killer | faccio pagare alle altre donne | la colpa | di non essere te“

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Tess Gerritsen 4
scrittrice statunitense 1953
„Ho letto diversi libri di testo sulla psicologia dei serial killer, ma non ho consultato esperti in particolare. Ho sentito che la parte più importante per capire il personaggio è semplicemente quella di immaginare il mondo attraverso i suoi occhi. Se io sono un predatore, come faccio a guardare le altre persone? Come faccio ad analizzare una vittima? Come faccio a scegliere la mia preda? È tutta una questione di essere in grado di immergersi completamente nella personalità di qualcun altro. (ibidem)“

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Luciano Ligabue 336
cantautore italiano 1960
„Serial killers, serial politici, morti in diretta, i migliori casi clinici, i cazzi vostri in onda, OK? OK! (da A che ora è la fine del mondo?, n.° 1)“

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Diablo Cody 15
sceneggiatrice e scrittrice statunitense 1978
„La maggior parte delle ragazze che conoscevo odiavano le spogliarelliste con la ferocia solitamente riservata agli stupratori seriali. Usavano la parola «spogliarellista» come aggettivo per designare qualsiasi cosa fosse volgare, grossolana o di cattivo gusto. (p. 9)“

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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973
„Hai presente Kevin Spacey? | Bene, è lui Kaiser Souse nei Soliti Sospetti! | Serial killer di Seven? Kevin Spacey! | Cattivo di Superman? Kevin Spacey! | Perfetto Criminale? Kevin Spacey! (da Kevin Spacey n.° 11)“

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Michael Moore 36
regista statunitense 1954
„[su George W. Bush] È un bugiardo seriale. [... ] Ha mentito alla nazione sulle armi di distruzione di massa, sulle armi chimiche e biologiche in Iraq, sul fatto che Saddam Hussein avesse qualcosa a che fare con l'11 settembre eccetera eccetera eccetera. (p. 1)“


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John Oliver 30
Attore comico britannico 1977
„"Trump" suona facoltoso. È quasi un'onomatopea. "Trump"! È il suono prodotto quando un domestico sfrontato è schiaffeggiato con una mazzetta da centinaia di dollari. "Trump"! È il suono di un tappo che viene sparato fuori da una bottiglia di champagne da anniversario da una coppietta il giorno in cui lavori di ristrutturazione in cantina sono stati finalmente completati. È proprio il nome "Trump" a fare da chiave di volta al suo marchio. Se solo ci fosse un modo per separare quella magica parola dall'uomo che è veramente... Be, indovinate? C'è. Perché vien fuori che il nome "Trump" non è sempre stato il nome della sua famiglia. Una biografa ha scoperto che un previdente suo antenato lo ha cambiato da - è questo è vero - "Drumpf". Sì, cazzo, "Drumpf"! E "Drumpf" è molto meno magico. È il suono prodotto da un piccione obeso che sbatte contro la vetrina di un negozio Old Navy pignorato. "Drumpf"! È il suono di una bottiglia di root beer da discount che cade dallo scaffare di un minimart alla stazione di benzina. [... ] Il nome "Drumpf" riflette molto di più ciò che è realmente. Perciò se state pensando di votare per Donald Trump come presidente, il carismatico tizio che promette di rendere l'America di nuovo un Paese grandioso, fermatevi e prendetevi un momento per immaginare come sarebbe se aveste appena incontrato un tizio di nome Donald Drumpf, un litigioso bugiardo seriale con una sfilza di iniziative imprenditoriali fallite, supportato da un ex-capo del Ku Klux Klan che non sa se disapprovare o no. Sarebbe davvero un buon presidente oppure l'incantesimo si è dissolto? Perciò, chiedo all'America di rendere Donald un "Drumpf" di nuovo.“

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Aldo Grasso 62
giornalista, critico televisivo e docente italiano 1948
„Masterchef» conferma che il famigerato genere del reality sta attraversando una trasformazione interessante, vista all'opera anche con «Pechino Express»: si sperimenta oltre la diretta, oltre il televoto. Il raffinato lavoro di montaggio alla base di questi nuovi esempi permette di raccontare i concorrenti e le loro vicende in modo meno «grezzo», più pensato e interessante, dispiegando lungo le puntate una narrazione seriale anche complessa.“

„Purtroppo gli italiani hanno copiato l'America nelle cose meno valide (musica rock, bevande, fast food, moda banale, lingua monisillabica, serial televisivi), trascurando invece la loro tradizione più valida: che è quella della libertà e di una democrazia insieme laica e religiosa, che difende i diritti di tutti come punto di partenza, affinché siano i più dotati e volenterosi ad emergere per il bene comune. (citato in Libero, 3 giugno 2004)“

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Donato Carrisi 23
scrittore, sceneggiatore e giornalista italiano 1973
„Li chiamiamo mostri perché li sentiamo lontani da noi, perché li vogliamo 'diversi'», diceva Goran nei suoi seminari. «Invece ci assomigliano in tutto e per tutto. Ma noi preferiamo rimuovere l'idea che un nostro simile sia capace di tanto. E questo per assolvere in parte la nostra natura. Gli antropologi la definiscono 'spersonalizzazione del reo' e costituisce spesso il maggior ostacolo all'identificazione di un serial killer. Perché un uomo ha dei punti deboli e può essere catturato. Un mostro no.» (pag. 27)“


„Henze, partito dalla dodecafonia, ha elaborato uno stile personale, sciolto da ogni rigore di sistema, che riunisce elementi di musica tonale e dodecafonica.
Con la sua opera «Koning Hirsch (Re Cervo), prima rappresentazione al'Opera di Berlino nel 1956, Henze ruppe apertamente con la dodecafonia, allora di moda in Germania, cercando di riscoprire una musica franca, non legata ad uno stile concentrato sugli elementi seriali della scuola viennese: weberiana e schönberghiana.“

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Stefano Benni 123
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1947
„Idee politiche dell'incazzato. Quasi impossibili da stabilire. La sua ideologia ringhia e saltella su un ring che comprende razzismo e paternalismo, estetica nazista e repulisti staliniani, buonsenso e guerriglia, non nominando mai i nemici per nome ma chiamandoli appunto "quelli là" o vaporizzandoli in un vortice di insulti. Il suo odio indistinto è rivolto verso ogni forma di vita amministrativa, sociale e animale (ad esempio i cassieri degli sportelli e i ragazzi che vanno in discoteca, i cani che sporcano per strada). Perciò è difficile attribuirlo a uno schieramento politico, anche se ha i suoi amori, che sono per lo più beceri televisivi, tiranni del passato e chiunque abbia usato il mitra in maniera seriale.“

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Felicity Huffman 1
attrice statunitense 1962
„[Su Desperate Housewives] Il segreto del successo del serial credo si debba molto all'autore, Marc Cherry, che ha osato creare una satira dell'icona della famiglia senza però essere troppo crudele, distruttivo. Molte donne si riconoscono in Lynette, perché dice cose che non erano mai state dette prima, mostra "l'orrore della maternità" di cui non era permesso parlare. Non è la solita versione zuccherosa della madre, non ha paura di gridare che sta diventando pazza, che ha istinti omicidi eppure resta una madre normale. Trovo la maternità una prova estremamente difficile, stimolante, dura. E dico anche poco, a paragone della vera esperienza.“

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Bill Watterson 125
fumettista statunitense 1958
„Calvin: Perché la mia vita non è come questo serial? Perché non ho un mucchio di amici la cui unica occupazione è inventare avventure demenziali? Perché le mie conversazioni non sono infarcite di vittimismo spontaneo? Perché i miei amici non dimostrano una sentita sollecitudine quando ho dei problemi?
Hobbes: Perché non conosci pupe stratosferiche?
Calvin: Devo affidare la mia vita a qualche scrittore.“

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