Frasi su serrata

Walter Moers 15
scrittore, sceneggiatore e fumettista tedesco 1957
„Nero, di legno, con l'ante serrate
son da quando m'han preso a sassate.
A mille conservo sudice lenti
da quando m'è occorso quell'accidenti.
Di supposte e pillole io faccio a meno:
son d'occhiali sporchi un armadio pieno. (Danzelot lo Spaccasillabe)“

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Herman Melville 53
scrittore statunitense 1819 – 1891
„Oh, Dio! Quali estasi di sofferenza sopporta l'uomo che è consumato da un desiderio insoddisfatto di vendetta. Egli dorme coi pugni serrati e si risveglia con le unghie infitte nella carne e sanguinanti.“


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Leonardo Da Vinci 136
pittore, ingegnere e scienziato italiano 1452 – 1519
„Vedendo il castagno l'uomo sopra il fico, il quale piegava inverso sé i sua rami, e di quelli ispiccava i maturi frutti, e quali metteva nell'aperta bocca disfacendoli e disertandoli coi duri denti, crollando i lunghi rami e con temultevole mormorio disse: «O fico, quanto se' tu men di me obrigato alla natura! Vedi come in me ordinò serrati i mia dolci figlioli, prima vestiti di sottile camicia, sopra la quale è posta la dura e foderata pelle, e non contentandosi di tanto beneficarmi, ch'ell'ha fatto loro la forte abitazione, e sopra quella fondò acute e folte spine, a ciò che le mani dell'homo non mi possino nuocere.» Allora il fico cominciò insieme co' sua figlioli a ridere, e ferme le risa, disse: «Conosci l'omo essere di tale ingegno, che lui ti sappi colle pertiche e pietre e sterpi, tratti infra i tua rami, farti povero de' tua frutti, e quelli caduti, peste co' piedi e co' sassi, in modo ch'e frutti tua escino stracciati e storpiati fora dell'armata casa; e io sono con diligenza tocco dalle mani, e non come te da bastoni e da sassi.» (Il castagno e il fico)“

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Stefano Montanari 35
scrittore italiano 1949
„I farmaci sono un business più colossali di questi anni a cavallo dei due millenni, con gruppi industriali che hanno bilanci paragonabili a quelli di una nazione e che non hanno nessuna intenzione di mollare l'osso [... ] Se la ricerca partorisce un farmaco che oggettivamente non ha nulla da offrire di quanto esiste già, si mette insieme una squadretta di "scienziati", si fa loro scrivere una bella serie di articoli fasulli che saranno pubblicati su grandi riviste; si sponsorizzano congressi, meglio se con annessa vacanza; si esercita pressione serrata a livello dei medici [... ] (pag. 306)“

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Daniel Pennac 154
scrittore francese 1944
„È vero ancora che Yasmina Melaouah, Manuel Serrat Crespo, Evelyne Passet e alcuni altri dei miei amici traduttori dubitano che "la finestra", "a janela", "das Fenster", "the window" o "la fenêtre" indichino esattamente la stessa cosa, poiché nessuna si affaccia sugli stessi rumori né si richiude sulle stesse musiche.“

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Primo Levi 115
scrittore, partigiano e chimico italiano 1919 – 1987
„Come non ammirare, ad esempio, l'adattabilità degli storni? Fortemente gregari, abitavano da sempre le campagne coltivate, dove talvolta depredavano in misura massiccia le vigne e gli uliveti. Da non molti decenni hanno scoperto le città [... ]. All'alba partono in reggimenti serrati «per il lavoro», cioè per i campi al di là della cintura industriale; rincasano al tramonto, in stormi giganteschi, di migliaia di individui, seguiti da ritardatari sparsi. Visti da lontano, questi voli sembrano nuvole di fumo: ma poi, a un tratto, si esibiscono in evoluzioni stupefacenti, la nuvola diventa un lungo nastro, poi un cono, poi una sfera; infine si ridistende, e come una enorme freccia punta sicura verso il ricovero notturno. («Le più liete creature del mondo», pp. 153-154)“

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Cristina Campo 54
scrittrice, poetessa e traduttrice italiana 1923 – 1977
„Nella più semplice delle antiche cerimonie vi era la grande allure della visione: quell'eleganza di viva fiamma, quel dialogare serrato, rubato, rapito tra le potenze dell'anima e l'invisibile, quel cadere di pause interstellari – altra e più incalzante scrittura del Dio, che apriva nel blocco cieco del mondo mille punti di fuga verso il regno della bellezza soprannaturale: che è il regno degli specchi raddrizzati e dei ceppi caduti, dove prendere e lasciare sono una sola estasi. (da Il flauto e il tappeto, Con lievi mani, p. 111)“

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Andrzej Sapkowski 84
scrittore polacco 1948
„«Un normale tumulo.» La voce di Ciri si era fatta ancora più innaturale, metallica, gelida e cattiva. «Un mucchio di terra coperto di vegetazione. La morte ha occhi azzurri e freddi, e l'altezza dell'obelisco non ha importanza, come non l'avranno le scritte che vi verranno incise. Chi può saperlo meglio di te, Triss Merigold, Quattordicesima del Colle?»
La maga impietrì. Vedeva le mani della bambina serrate sulla criniera del cavallo.
«Tu sei morta sul Colle, Triss Merigold», proseguì la voce cattiva, estranea. «Perché sei venuta qui? Torna indietro, torna subito indietro e porta via anche lei, la Bambina dal Sangue Antico. Consegnala a coloro cui appartiene. Fallo, Quattordicesima. Altrimenti morirai un'altra volta. Verrà il giorno in cui il Colle si ricorderà di te. Si ricorderanno di te la tomba comune e l'obelisco su cui è inciso il tuo nome.» (Ciri, cap. 2)“


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Giovanni Pascoli 79
poeta italiano 1855 – 1912
„Di questo libro che giunge ora alla sua sesta edizione, non rincresca al lettore, e specialmente alla soave lettrice, un po' di storia.
Le più vecchie poesie del volume sono Il maniero (Ricordi IV) e Rio salto (ib. III), che furono fatti e, mi pare, anche pubblicati prima dell'80. Viene poi Romagna (Ricordi I) che è dell'80 o giù di lì. Fu poi pubblicata nella Cronoca bizantina, ma non so in qual numero: non la vidi mai. Poi ci fu un intervallo. Ero stretto dalle necessità della vita, e il canto non usciva dalla gola serrata. (Giovanni Pascoli, dalla Nota bibliografica, Massa settembre '86, in Myricae, Oscar Mondadori, 1967)“

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Giuseppe Antonio Borgese 26
scrittore, giornalista e critico letterario italiano 1882 – 1952
„Scritta precipitosamente nel tempo, essa è vertiginosa nel ritmo... La esaltazione della sfrenata libertà individuale che è nel concetto si manifesta anche nella forma: la pindarica strofa di ventun versi, rapida come un galoppo serrato, rapinosa come un torrente, col suo battito violento imprime al poema una tale velocità che perfin le lunghissime enumerazioni e le quasi indiane verbosità rotolano come valanghe, e gli ottomilaquattrocento versi della Laude si slanciano verso la fine con la snellezza delle dieci strofe di un inno guerresco... Energiche, fresche, vibranti sono le parole... Diritto e fugace il periodo.“

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Valerio Magrelli 7
poeta italiano 1957
„Scrivere, in genere, è nascondere. (da Ora serrata retinae, Feltrinelli)“

Roberto Escobar 1
critico cinematografico italiano 1946
„Cosa si usa dire, da noi, quando un film americano ci stupisce per la sua struttura classica, per la sua narratività serrata, per la sua recitazione intensa, e anche per l'immediatezza dei temi, per l'"ingenuità" delle emozioni? Si usa dire "hollywoodiano": con questo aggettivo tutto torna al suo posto, e noi ci tranquillizziamo. Hollywoodiano, appunto, sta per "ben girato ma sempliciotto", "coinvolgente ma di maniera". "Favola hollywoodiana" è la definizione sprezzante-bonaria con cui di recente è stato liquidato L'attimo fuggente, che di certo è classico, serrato, intenso, immediato e ingenuo.“


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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Due ragazzi che stretti ci avvinghiamo, | mai che uno lasci l'altro, | su e giù per le strade, e compiamo escursioni a Nord e a Sud, | godiamo della nostra forza, gomiti in fuori, pugni serrati, | armati e senza paura, mangiamo, beviamo, dormiamo, amiamo, | non riconoscendo altra legge all'infuori di noi, marinai, soldati, ladri, pronti alle minacce, | facciamo paura agli avari, ai servi, ai preti, respiriamo l'aria, beviamo acqua, danziamo su prati e per spiagge, | deprediamo città, disprezziamo i comodi, ci beffiamo degli statuti, cacciamo la debolezza, | compiamo le nostre scorrerie. (Due ragazzi che stretti ci avvinghiamo, pp. 157-158)“

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Paolo Guzzanti 9
giornalista e politico italiano 1940
„Esattamente un anno fa è venuto Ricca davanti al parlamento, mi è saltato addosso con due telecamere, lui e un suo amico, e mi ha fatto una intervista di queste, aggressive, serrate, sulla commissione Mitrokin, Scaramella... Il punto è che questo Ricca, che fonda il suo personaggio sull'uomo senza paura, che poi pubblica tutto e che mette tutto quanto sul suo blog e poi anche sul suo dvd, nel mio caso mi ha censurato. E quando io gli ho mandato una e-mail dicendo: "Scusi? Perché mi ha censurato?" La risposta curiosa è stata: "evidentemente tu pensi di avere fatto una gran bella figura".“

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Salvatore Quasimodo 57
poeta italiano 1901 – 1968
„Mi trovi deserto, Signore, | nel tuo giorno, | serrato ad ogni luce. | Di te privo spauro, | perduta strada d'amore, | e non m'è grazia | nemmeno trepido cantarmi | che fa secche mie voglie.“

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Arturo Onofri 2
poeta e scrittore italiano 1885 – 1928
„Anima, troppo vento oggi soffia per uscire. | In casa resteremo con le finestre serrate | ascoltando attenti il vento nelle gole muggire. | Non esser triste. Pensa che manca poco all'estate. || E allora tutto il giorno avremo calma e sole, | e sempre potremo uscire; e andremo a veder bruciare, | appena che il sole raggiorni, sui monti le carbonare, | e a mezzogiorno, tornando, faremo, pei boschi, giaggioli. || Tu sai che nostra madre molto ama i fiori del desco. | Vedrai che felicità! Anima, non ti pervade | la pace di quei tramonti, che per godere il fresco | s'esce a coglier bluastri sugli orli delle strade? || Pensa qual gioia, d'agosto, in certi crepuscoli rossi, | sentirsi l'ombra salire su su, fino ai ginocchi! | E in quelle notti tranquille e nitide come i tuoi occhi, | Anima, non ti ricordi come brillava di casti || inviti lontani la Terra, nei fuochi delle sue stoppie? | Ora non essere triste. Osserva attraverso i vetri | delle piccole finestre della casa di campagna | il vento che pèttina gli alberi con le sue mille dita. || Guarda! Nell'orto l'erbe più esili, in mezzo al tormento, | vibrano in un palpitìo simile a quello dei campi | nei mezzogiorni d'estate. Anima, andiamo nel vento! | Pensa che i miei capelli, anch'essi così vibreranno. || Vieni via; non temere! non questo è l'urlo dei lupi. | A capo scoperto andremo, lì presso: tra quelle rupi. | E all'Ave Maria, tornando, io ti darò conforto. | Ma oggi non voglio che canti. Se mai, con la vanga, l'orto. (da Canti delle oasi, I)“

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