Frasi su settecento

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Fabrizio De André 336
cantautore italiano 1940 – 1999
„Aspetterò domani, dopodomani e magari cent'anni ancora finché la signora Libertà e la signorina Anarchia verranno considerate dalla maggioranza dei miei simili come la migliore forma possibile di convivenza civile, non dimenticando che in Europa, ancora verso la metà del Settecento, le istituzioni repubblicane erano considerate utopie. E ricordandomi con orgoglio e rammarico la felice e così breve esperienza libertaria di Kronstadt, un episodio di fratellanza e di egalitarismo repentinamente preso a cannonate dal signor Trotzkij. (p. 157)“

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Dacia Maraini 75
scrittrice italiana 1936
„È qui che ho cominciato a scrivere, sul giornalino della scuola, il Garibaldi. Avevo 13 anni. Palermo è una città straordinaria. Ciò che è rimasto della sua bellezza, i palazzi, le chiese, i monumenti. Soprattutto via Alloro e piazza Marina, la Kalsa, Porta Felice dove nel Settecento transitavano le carrozze. Questo pezzo di città, che ho descritto narrando le vicende di Marianna Ucrìa, è rimasto abbastanza intatto. Ma la bellezza di Palermo non è solo un fatto estetico. È capacità di riflessione filosofica. Non a caso la filosofia è nata in Sicilia. E si sente, ancora oggi. Ieri mattina, parlando con i ragazzi di un liceo, sono rimasta colpita dai loro ragionamenti. Purtroppo, da queste parti tale capacità si trasforma spesso in bizantinismo e si deforma. Bizantinismo, più pessimismo...“


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Ruggero Cappuccio 2
drammaturgo e regista teatrale italiano 1964
„Davanti agli occhi Portici, la città che si disse era il giardino di Napoli, adesso esibiva finestre murate che gridavano ancora la grazia di un Settecento dai sorrisi spenti. (da Fuoco su Napoli, cap. 24)“

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Richard Ryder 8
psicologo inglese 1940
„Nel campo della psicologia il numero degli esperimenti è assai grande e molti sono di genere lesivo. Ad esempio gli articoli pubblicati a proposito di esperimenti sul cervello di animali vivi (inclusi sezionamenti, coagulazioni, asportazioni a vuoto del tessuto cerebrale, stimoli chimici ed elettrici) elencati sulla rivista internazionale «Psychological Abstracts» ammontano ora a circa settecento all'anno. Dato che pochissimi di questi articoli menzionano l'impiego di un numero di animali inferiore a dieci e poiché è noto (in Gran Bretagna) che di questi esperimenti soltanto uno su quattro viene pubblicato, si può vedere che il numero degli esperimenti psicologici che comportano operazioni su un cervello vivo è ora molto grande ogni anno. (p. 43)“

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Antonio Tabucchi 61
scrittore italiano 1943 – 2012
„Il mio amico Diocleciano ha ottanta anni, continuò Dona Rosa, ha fatto il venditore ambulante, il barcaiolo, ed è pescatore di cadaveri e di suicidi nel Douro. Dicono che in vita sua ha preso al fiume più di settecento corpi. I corpi degli affogati li dà all'obitorio e l'obitorio gli dà uno stipendio. È il suo lavoro. Però di questo caso era al corrente e la testa non l'ha ancora consegnata alle autorità. Fa anche il guardiano d'anime nell'Arco das Alminhas, nel senso che si occupa non solo di cadaveri ma anche del loro riposo eterno, gli accende le candele in quel luogo benedetto, gli dice le preghiere, eccetera. (p. 75)“

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Arturo Parisi 2
politico italiano 1940
„Ma io andai alla Nunziatella senza incertezze. Tanti segnali me la indicavano come il luogo a cui ero destinato, a partire dal fatto che il fondatore era un Parisi del Settecento: il generale Giuseppe Parisi. Sono stati gli anni determinanti della mia vita. Lì ho avuto il primo rapporto con la regola, quella che nasce da un patto tra adulti. Lì ho scoperto la forza dell'uniformità interna e della divisione dal mondo esterno. (citato in Stefania Rossini, Vi racconto l'isola di Arturo, L'Espresso, in [http://www. nunziatella. it/Veneto/Sfumatura_Alta_n_5. pdf www. nunziatella. it])“

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Riccardo Muti 16
direttore d'orchestra italiano 1941
„Nel Conservatorio di Napoli vive ancora quel mondo del Settecento confluito dai quattro collegi della città quando, nel secolo passato, se ne è raccolta la sede. Il fatto che io riesca (si dice) ad essere buon interprete del classicismo è forse la combinazione di una classicità innata e dell'educazione ricevuta, a Napoli e per 16 anni in Puglia. (da Muti: la mia vita con Spontini, Corriere della Sera, 7 dicembre 1993)“

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Claudio Magris 85
scrittore italiano 1939
„Rispetto al grande modello del romanzo ottocentesco, Stevenson appare un epigono e insieme un postero. Da un lato sembra un narratore settecentesco quasi ingenuamente convinto, come i ragazzi e i loro libri d'avventure, che il mondo sia ancora a disposizione dell'energia individuale. D'altro canto, come del resto molti autori del Settecento che ci appaiono oggi così vicini, è uno scrittore di arabeschi consapevole che l'immagine totalizzante e compatta del mondo e della storia, ritratta nel grande romanzo realistico-sociale, s'è infranta, come le strutture narrative che l'avevano così grandiosamente rappresentata, e che soltanto in alcune schegge e in alcuni frammenti, quasi relitti lasciati sulla riva da un naufragio, risplende l'immagine di quella totalità perduta.“


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Raffaele La Capria 44
scrittore italiano 1922
„Tra le tante descrizioni della plebe del Seicento e Settecento fatte dai viaggiatori o ritrovate nelle cronache e nei documenti del tempo, nessuna mi ha colpito con la tragica immediatezza dei quadri di Micco Spadaro che ho rivisto nella Mostra sul Seicento a Napoli. Furono dipinti, è vero, in momenti di emergenza (rivolta di Masaniello, peste, eruzioni, ma forse proprio per questo ci fanno finalmente sentire in tutta la sua drammatica evidenza quale specie di ribollimento umano doveva essere in certe situazioni la plebe di allora. (La plebe nei dipinti di Micco Spadaro, p. 83)“

„La scoperta della Sicilia è uno dei motivi più fertili e frequenti della letteratura sette-ottocentesca dei «viaggiatori» stranieri in Italia. L'aspirazione al mitico, solare Sud sembra, nella immaginazione di tedeschi, inglesi francesi nordici, raggiungere l'apice più ricco di sorprese e di novità nell'esplorazione attonita, stupita (ma non per questo meno animata da vigile spirito critico e selettivo) dell'isola «del sole», della «terra del fuoco», della «terra della primavera perenne»
Ma la scoperta – come "comprensione" e serena valutazione – della Sicilia è un fatto che riguarda ancor oggi noi italiani. E possiamo compierla, completarla anche seguendo la lunga eco che il Viaggio in Sicilia ha suscitato attraverso le pagine dei viaggiatori stranieri.
Ogni scrittore, dal Settecento al Novecento, possiede una sua «retorica» della Sicilia, che è in parte la retorica del suo tempo, in parte il contributo di una propria suggestione, colma d'attesa e di speranza. E la scoperta si conclude sempre, o quasi sempre, col senso di una gioiosa meraviglia: questo sentimento di un mirabile remoto paradiso che aveva donato al Goethe il gusto dolcissimo e malinconico della sua celeberrima evocazione:
«sai tu la terra ove i cedri fioriscono?
Splendon tra le brune foglie arance d'oro
pel cielo azzurro spira un dolce zeffiro
umil germoglia il mirto, alto l'alloro...»
Da Goethe a Peyrefitte – i due estremi cronologici e spirituali di questa antologia – il senso dell'ammirata scoperta si ripete e si conferma. (dalla prefazione a Viaggiatori stranieri in Sicilia)“

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Dacia Maraini 75
scrittrice italiana 1936
„Ho ripercorso questa storia ed è stato per me un bellissimo viaggio nel mondo siciliano del Settecento, uno dei periodi più sfavillanti, più ricchi, più intensi, più avanzati della Sicilia. D'altronde lo dimostra l'architettura perché le ville settecentesche che ci sono in Sicilia sono una delle cose più belle e preziose che fanno capire quanto la Sicilia abbia dato alla cultura europea in tutti i sensi.“

Giordano Bruno Guerri 10
scrittore, giornalista e storico italiano 1950
„La persecuzione all'editoria e la censura, che durerà fino a tutto il Settecento, ha lasciato segni profondi nell'inconscio nazionale: il libro come possibile portatore di male, oggetto con il quale non si ha confidenza, di casta e necessariamente fazioso.“


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Mario Praz 84
critico d'arte, critico letterario e saggista italiano 1896 – 1982
„Sono andato a vedere qualche rappresentazione di Shakespeare in Italia con traduzioni modernizzate e adattamenti moderni: inammissibili! [... ] il Settecento inglese presentava i personaggi shakespeariani con gli abiti del secolo. Ma non lo faceva con lo stesso spirito di oggi. Anche i pittori del Rinascimento vestivano i personaggi della Natività con abiti del Cinquecento. Il senso storico viene soltanto con l'Ottocento. Oggi, dopo gli eccessi ottocenteschi di ricostruzione storica, siamo giunti al capovolgimento totale, al surrealismo totale. [... ] Oggi tutto è portato al paradosso, all'estremo, al capovolgimento. Capovolgere è uno dei verbi usati molto dalla critica strutturalista.“

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André Chastel 1
storico dell'arte francese 1912 – 1990
„Recatosi a Roma nel 1719 e in seguito nel 1740, deriva dal Pannini e, con una percezione rigorosa, inflessibile, della luce e dei volumi cristallizzati, s'impegna [... ] in esercizi prospettici; nella serie delle acqueforti ne estrae in modo ancor più penetrante le sostanze. Egli può considerarsi il maestro della topografia tradizionale. [... ] In seguito si orienta verso l'artificio e compone per l'Algarotti vedute ideali, sul tema di monumenti famosi, di un'estrema freddezza. (da Il Settecento veneziano nelle arti, 1960)“

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Mario Praz 84
critico d'arte, critico letterario e saggista italiano 1896 – 1982
„L'idea del bello potrebbe avere un ruolo se l'uomo ritrovasse un'angolazione precisa, come nei secoli passati, quando, fino al Romanticismo, l'idea di corrispondenza, di simmetria, di ordine, dava un senso di piacere, di benessere, che appunto era detto «il bello». Oggi le cose non stanno così. C'è un grande ordine tecnologico, con un grande disordine di gusti e di mentalità. È un caos, mentre il bello era l'ordine nel caos. [... ] l'artista è colui che da un senso, un ordine, un metodo alla realtà. Oggi invece, specialmente nelle arti visive, e non parlo soltanto dell'astrattismo (il quale dovrebbe avere un ordine che però mi sfugge, perché non si sa che cosa ordina), si esce fuori da ogni senso di equilibrio e di corrispondenza. Certo, il principio dell'arte non può essere soltanto l'ordine e la simmetria; per questo nel Settecento si affermò il concetto di «sublime», che comprende anche il terrore, lo spavento, l'effetto trascendente... Tantomeno di questo si può parlare per l'arte dei nostri giorni.“

Rodolfo Pallucchini 3
storico dell'arte italiano 1908 – 1989
„Canaletto, mettendo in scena aspetti della Venezia monumentale e di quella minore, scopre una nuova concezione della realtà, poeticamente ottimistica, sganciandosi da ogni decorativismo scenografico e barocco. Da questa posizione dell'artista di fronte alla realtà, non più mitizzata ma in sintonia col pensiero illuminista del suo tempo, scaturisce una nuova volontà di espressione poetica. Non si può dimenticare che a metà Settecento Diderot, nel discorso preliminare dell'Enciclopedia, tendeva a "dare il nome di arte a ogni sistema di conoscenza che si può ridurre a regole positive, invariabili ed indipendenti dal capriccio e dall'opinione". Canaletto si avvale persino della camera ottica, per fissare i punti di fuga di un determinato taglio vedutistico. Il telaio prospettico diviene per lui un docile mezzo per creare valori spaziali vibranti di contrappunti pittorici. Come è stato osservato, in questa dimensione spaziale ottenuta per passaggi e gradazioni cromatiche, figure e oggetti acquistano una loro evidenza stereometrica. L'ombra in Canaletto è sempre di una trasparenza cristallina, che non incide mai come macchia, ma come cesura di esaltanti effetti di luce. [... ] Nella sua tematica vedutistica Canaletto diviene al tempo stesso poeta e storico di Venezia. Dietro quei monumenti e quei siti, rappresentati con tanta evidenza visiva, avverti l'orgoglio di chi intende che cosa sia stato il miracolo d'una città, padrona nei secoli del suo destino. Passeranno poche decine d'anni e Francesco Guardi non avrà più la stessa fede: è imminente la caduta della Repubblica. (da I vedutisti veneziani del Settecento, 1967)“

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