Frasi, citazioni e aforismi su sgabello

Domenico Petrini 2
critico letterario italiano 1902 – 1931
„Tutta questa produzione lirica, uscita dal ritorno umanistico ai classici e dal rinsaldamento della personalità del Rinascimento, andrà guardata non con a fronte l'ideale d'una poesia in cui un sentimento si crei intorno la commossa e pur conclusa risonanza della parola che si fa canto ma come un'espressione a volta a volta agitata ed eloquente di un'umanità che esprime per essa il suo ideale di vita: come oratoria e non come poesia. Un'oratoria il cui continuo pericolo, ma anche spesso evitato, è di finire letteratura: ma che talora, spesso, ha una voce sua.Guardiamo Chiabrera: in lui tutto il gusto dell'età sua: nelle canzoni, mitologia avant toute chose: ma anche Bibbia, come voleva Tasso e come aveva fatto Herrera per Lepanto e come farà Filicaia per Vienna; la vita contemporanea, levata al livello dell'antico ha un'esaltazione eroica in cui l'umano perde ogni original forma di vita e si difà nel mito. (in Binni e Scrivano, p. 601)“

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Babaman 27
cantante italiano 1975
„Io la tele la uso come sgabello, nulla di bello, fra', spegnila anche tu. (da L'italiano medio, n.º 7)“


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J-Ax 98
rapper e cantautore italiano 1972
„Si, sono io, hai buona vista | dammi la mano oh fratello barista | non mi alzo se non cado come una pera | questo è il terzo posto dove vado stasera | ora nelle vene scorre Heineken | sono pieno come il reggiseno della Hunziker | voglio ordinare da ordinaria persona | questo sgabello un trono | dammi una Corona | ma quella col limone in punta, scusa. (da Le chiavi di casa, n.º 4)“

Louis de Wohl 33
scrittore e astrologo ungherese 1903 – 1961
„Che l'uomo si chiamasse Principe o Eccellenza o non avesse affatto un nome, non aveva importanza. Come mangiasse o bevesse o vestisse, se fosse seduto su un trono o sul più basso sgabello, non aveva importanza. Anche se avesse o no trovato la felicità tra le braccia di una moglie, poco contava al confronto del più grande di tutti i problemi. Poiché l'uomo apparteneva non a se stesse, ma a Dio. Per questo i cavalieri delle passate età lasciavano le loro mogli e i loro castelli per amore della Croce. (p. 253)“

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Margarete Wallmann 17
danzatrice e coreografa austriaca 1904 – 1992
„Quanto a Furtwängler, ricordo un buffo incidente occorso durante una prova del baccanale (versione di Parigi) del Tannhäuser [Richard Wagner], da lui diretto. Avevo già cominciato a provare le evoluzioni coreografiche – alquanto osées, per l'anno 1935 – quando all'improvviso Furtwängler salì sul palcoscenico e sedette su uno sgabello, la partitura posata sulle ginocchia, nel bel mezzo della scena.
«Dottor Furtwängler, lei non può starsene qua! Si porti al proscenio, per favore! Ho bisogno di tutto lo spazio possibile per il baccanale!»
«Ma è proprio per questo che sono venuto a sedermi qui!»
Credevo che scherzasse, invece non si mosse. E la risposta mi lasciò perplessa. (p. 25)“

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William Seward Burroughs 16
scrittore e saggista statunitense 1914 – 1997
„Il tossicomane da barbiturici offre uno spettacolo terrificante. Non riesce a coordinarsi, barcolla, cade dagli sgabelli del bar, si addormenta nel mezzo di una frase, si fa cadere il cibo dalla bocca. È confuso, rissoso e stupido. E quasi sempre fa uso di altre droghe, qualunque cosa sulla quale possa mettere le mani: alcol, benzedrina, oppiacei, marijuana. Chi usa barbiturici viene guardato con sdegno nella società dei tossicomani: "Pezzenti delle pasticche". [... ] Credo che i barbiturici diano la peggior forma possibile di assuefazione: sgradevole, tendente a peggiorare e difficile da curare.“

Louis de Wohl 33
scrittore e astrologo ungherese 1903 – 1961
„Il Natale a Del Abrojo era indimenticabile. Era come se Cristo fosse nato lì proprio quel giorno e tutti i frati cercassero di supplire al fatto che oltre quindici secoli prima non v'era stato posto per lui "nel diversorio". Facevano a gara per mostrare che a Del Abrojo per lui c'era posto. Ogni altare era coperto di fiori, e Juan si domandava dove li avessero presi in quel periodo dell'anno. Anche le rudi pareti avevano perduto ogni austerità e le torrette non parevano più arcigne. Un fanciullo era nato, ma il Salmo 109 parlava con la voce di Dio Padre: Con Te è il principio nel giorno della tua forza; nello splendore dei Santi, dal grembo prima della stella del mattino Io Ti ho generato. E il Re david cantava: "Il Signore disse al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché abbia messo i tuoi nemini a sgabello dei Tuoi piedi". L'intero monastero sembrava fremere e vibrare di passione. (p. 254)“

Ferruccio Masini 50
germanista, critico letterario e traduttore italiano 1928 – 1988
„Una poesia, questa di Nelly Sachs, che non ci riporta soltanto il dono della parola dopo l'orrore di Auschwitz, ma che cerca nella parola il segreto di una giustificazione religiosa del male, di una teodicea che ci in qualche modo con il mysterium iniquitatis. Un messaggio trepidamente raccolto e consegnato a noi – oltre la spaventosa eclisse di un mondo – quasi per comunicarci la quintessenza di una gnosi salvifica, di una illuminazione segreta quale è quella di chi custodisce nella poesia l'arte dolorosa di decifrare una «trascendenza bella» nella polvere, un «segno regale» nel mistero dell'aria.“


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Paolo Curtaz 28
scrittore e teologo italiano 1965
„Quanto ci parla questo assordante silenzio di Nazareth! In quei trent'anni decine di migliaia di persone innalzavano il loro grido di dolore verso Dio, lo imploravano disperati. Lo strazio di chi vedeva la propria vita ingiustamente minacciata saliva verso Dio. Nei templi centinaia di sacerdoti scrutavano i segni della presenza dell divino, cercavano di coglierne gli umori e la volontà, milioni di schiavi, catturati in guerra o venduti a causa dei debiti, concludevano la loro misera giornata invocando il nome di Dio e chiedendogli un aiuto. E Dio intanto, che faceva? Sgabelli. (p. 132)“

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Alice Sebold 3
scrittrice statunitense 1963
„Mio padre non voleva rispondere oppure , ci voleva qualcosa di semplice, qualcosa che potesse spiegare la morte a un bambino di quattro anni. disse, incapace di farlo rientrare nelle regole di un gioco. . Buckley allungò la mano e coprì la candelina con la mano. Poi guardò mio padre per vedere se era la risposta giusta. Mio padre annuì. Papà si mise a piangere. Buckley lo guardò negli occhi, ma non capì del tutto. Tenne la candelina sul suo cassettone finché un giorno sparì e nessuno la trovo più nonostante le innumerevoli ricerche. (p. 80)“

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Archita 2
filosofo, matematico e politico greco antico -428 – -347 a.C.
„La sapienza differisce fra tutte le cose umane tanto quanto differisce la vista fra i sensi corporei, e l'intelletto differisce dall'anima quanto il sole da astri. La vista infatti è fra tutti gli altri sensi quello che raggiunge gli obiettivi più lontani e che assume più forme, l'intelletto è assolutamente superiore alla ragione discorsiva nel portare a termine il suo compito ed è visione e potenza delle cose più preziose. Il sole, da parte sua, è occhio e anima delle cose naturali; tutte queste cose infatti si vedono e si generano e si concepiscono tramite lui, e una volta che siano radicate e generate si nutrono e crescono e si accendono alla vita dei sensi.“

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Renato Fucini 29
poeta e scrittore italiano 1843 – 1921
„Il fascino di questo abbrustolito Prometeo, che avviva con la sua anima di fuoco tutte le membra della bellissima sfinge posata voluttuosamente ai sui piedi, è qualche cosa di strano, qualche cosa di irresistibile.Scendete alla riva di Santa Lucia, o a Mergellina; salite alla rocca di Sant'Elmo, al Vomero, a Posillipo, a Capodimonte, od in qualunque altro luogo donde si scorga la sua mole fantastica, e contemplate.“


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Fabio Tombari 20
scrittore italiano 1899 – 1989
„A cavalcioni d'uno sgabello, con la sinistra sui nervi dello stinco e la coltella tenuta leggermente nella destra, si curvava sullo strumento a occhi socchiusi. Pareva annusarlo, tirarlo a filo. Chi meglio di lui avrebbe saputo ricavarne fette più sottili? Le prime, è vero, risultavano un po' incerte: non che non vi avesse la mano, ma per l'emozione. Come ogni grande concertista si lasciava impressionare. Al cinghiale, ad esempio, magro e asciutto com'era, il taglio involontariamente gravava sulla cotenna ancora pelosa, dalla parte dei bassi; sull'orso, poiché l'orso aveva dormito tutto l'inverno difeso dal grasso, le fette scorrevan giù ondulate, modulate a ricascar su se stesse, e l'effetto scivolato risultava come attutito. Così, non sapeva affettare un salame, né uno zampone di Modena. Neppure un cotechino o una bondiola di Cremona. Ciascuno il suo strumento, diceva. Ma se il prosciutto era armonico, grasso e magro ben distribuiti, allora lo faceva cantare. Cominciava dalla punta, quasi in sordina, a limarlo, stuzzicarlo quasi come un prosciuttino di spalla, zigo zago, scherzoso e cavava: setola, rancido, cotenna; poi piano piano, calando sul cantino, passava a sfogliarlo, adagio, sostenuto, fetta contro fetta senza staccare mai l'arco. (Rinascimento – L'assolo di prosciutto)“

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Sébastien Castellion 4
teologo francese 1515 – 1563
„San Paolo ci dice quali sono i frutti dello spirito: sono la carità, la gioia, la pace, la longanimità, la benignità, la bontà, la fedeltà, la mitezza, la temperanza. Da questi frutti si può facilmente giudicare quale setta sia la migliore, e cioè quella di coloro che credono e obbediscono a Cristo e imitano la sua vita, siano essi luterani, zwingliani, anabattisti o di qualunque altro nome. E infatti la verità sta nelle cose e non nelle parole.Così oggi, tralasciando il comportamento e la santità di vita, gli uomini sono soliti giudicare in base alla dottrina e uccidere quelli che dissentono da loro in qualche cosa, anche se per altro verso siano di buoni costumi, il che non deve invece avvenire. (in Millennium, p. 493)“

Rosetta Loy 4
scrittrice italiana 1931
„L'Antonia seduta su uno sgabello gelava, la pelle che da scura diventava grigia dal freddo. Tra le labbra socchiuse usciva un fiato bianco e lei ascoltava incantata, le mani intrecciate intorno alle ginocchia magre. Quando Luìs se ne andava lo accompagnava lungo le scale buie tenendosi a distanza; e se Luìs cercava di sfiorarle la mano la sentiva gelata. Eppure quelle dita sottili, fini come ramoscelli bruni, parlavano un loro linguaggio. Promettevano molto, e giuravano fedeltà e amore. (p. 141)“

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Ernst Jünger 267
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Vi sono degli incontri totali che mettono in questione il corpo e la vita; essi inaugurano un vasto campo che si estende tra l'intelligenza politica e la disciplina etica.
Nessuno può sottrarsi all'ultimo incontro, quello con la morte. Qui ognuno si espone in modo assoluto. La potenza della morte si sottrae al tempo e al numero, diventa immaginaria. Se inseriamo per il singolo, come per colui che è sconosciuto a sé, in numero base X, egli sarà esposto infinitamente: 'X'∞Solo così l'individuo diventa «indivisibile», come esprime il suo nome. Il fatto che la sua potenza superi qualsiasi misura e valutazione, include una speranza che oltrepassa quella del Paradiso. L'arte e i culti circondano e ornano il muro del tempo; ognuno celebra da solo il sacramento della morte. Nella morte di Ivan Ilijc, Tolstoj descrive il passaggio durante il quale l'esistenza non viene tolta, ma l'individuo rinuncia ad essa.
A questo proposito Heidegger scrive: «La rinuncia non toglie. La rinuncia dona. Dona la forza inesauribile dell'infinito». (da Esposizione, pp. XLV -XLVI della trad. it. parziale.)“

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