Frasi su sgabello

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Babaman 27
cantante italiano 1975
„Io la tele la uso come sgabello, nulla di bello, fra', spegnila anche tu. (da L'italiano medio, n.º 7)“

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J-Ax 98
rapper e cantautore italiano 1972
„Si, sono io, hai buona vista | dammi la mano oh fratello barista | non mi alzo se non cado come una pera | questo è il terzo posto dove vado stasera | ora nelle vene scorre Heineken | sono pieno come il reggiseno della Hunziker | voglio ordinare da ordinaria persona | questo sgabello un trono | dammi una Corona | ma quella col limone in punta, scusa. (da Le chiavi di casa, n.º 4)“


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Fabio Tombari 20
scrittore italiano 1899 – 1989
„A cavalcioni d'uno sgabello, con la sinistra sui nervi dello stinco e la coltella tenuta leggermente nella destra, si curvava sullo strumento a occhi socchiusi. Pareva annusarlo, tirarlo a filo. Chi meglio di lui avrebbe saputo ricavarne fette più sottili? Le prime, è vero, risultavano un po' incerte: non che non vi avesse la mano, ma per l'emozione. Come ogni grande concertista si lasciava impressionare. Al cinghiale, ad esempio, magro e asciutto com'era, il taglio involontariamente gravava sulla cotenna ancora pelosa, dalla parte dei bassi; sull'orso, poiché l'orso aveva dormito tutto l'inverno difeso dal grasso, le fette scorrevan giù ondulate, modulate a ricascar su se stesse, e l'effetto scivolato risultava come attutito. Così, non sapeva affettare un salame, né uno zampone di Modena. Neppure un cotechino o una bondiola di Cremona. Ciascuno il suo strumento, diceva. Ma se il prosciutto era armonico, grasso e magro ben distribuiti, allora lo faceva cantare. Cominciava dalla punta, quasi in sordina, a limarlo, stuzzicarlo quasi come un prosciuttino di spalla, zigo zago, scherzoso e cavava: setola, rancido, cotenna; poi piano piano, calando sul cantino, passava a sfogliarlo, adagio, sostenuto, fetta contro fetta senza staccare mai l'arco. (Rinascimento – L'assolo di prosciutto)“

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Paolo Curtaz 28
scrittore e teologo italiano 1965
„Quanto ci parla questo assordante silenzio di Nazareth! In quei trent'anni decine di migliaia di persone innalzavano il loro grido di dolore verso Dio, lo imploravano disperati. Lo strazio di chi vedeva la propria vita ingiustamente minacciata saliva verso Dio. Nei templi centinaia di sacerdoti scrutavano i segni della presenza dell divino, cercavano di coglierne gli umori e la volontà, milioni di schiavi, catturati in guerra o venduti a causa dei debiti, concludevano la loro misera giornata invocando il nome di Dio e chiedendogli un aiuto. E Dio intanto, che faceva? Sgabelli. (p. 132)“

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Gérard Calvet 22
1927 – 2008
„Il Verbo incarnato non è solo Re delle nazioni; egli esercità una sovranità su tutto l'universo, e la creazione acquisisce una nuova dignità non solo dopo che la terra si è fatta sgabello dei suoi piedi – scabellum pedum tuorum – ma anche dopo che i rivoli di sangue, sgorgati dalle sue sacre membra, l'hanno lavata in un universale fiume d'amore. (p. 15)“

Louis de Wohl 33
scrittore e astrologo ungherese 1903 – 1961
„Che l'uomo si chiamasse Principe o Eccellenza o non avesse affatto un nome, non aveva importanza. Come mangiasse o bevesse o vestisse, se fosse seduto su un trono o sul più basso sgabello, non aveva importanza. Anche se avesse o no trovato la felicità tra le braccia di una moglie, poco contava al confronto del più grande di tutti i problemi. Poiché l'uomo apparteneva non a se stesse, ma a Dio. Per questo i cavalieri delle passate età lasciavano le loro mogli e i loro castelli per amore della Croce. (p. 253)“

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Margarete Wallmann 17
danzatrice e coreografa austriaca 1904 – 1992
„Quanto a Furtwängler, ricordo un buffo incidente occorso durante una prova del baccanale (versione di Parigi) del Tannhäuser [Richard Wagner], da lui diretto. Avevo già cominciato a provare le evoluzioni coreografiche – alquanto osées, per l'anno 1935 – quando all'improvviso Furtwängler salì sul palcoscenico e sedette su uno sgabello, la partitura posata sulle ginocchia, nel bel mezzo della scena.
«Dottor Furtwängler, lei non può starsene qua! Si porti al proscenio, per favore! Ho bisogno di tutto lo spazio possibile per il baccanale!»
«Ma è proprio per questo che sono venuto a sedermi qui!»
Credevo che scherzasse, invece non si mosse. E la risposta mi lasciò perplessa. (p. 25)“

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William Seward Burroughs 16
scrittore e saggista statunitense 1914 – 1997
„Il tossicomane da barbiturici offre uno spettacolo terrificante. Non riesce a coordinarsi, barcolla, cade dagli sgabelli del bar, si addormenta nel mezzo di una frase, si fa cadere il cibo dalla bocca. È confuso, rissoso e stupido. E quasi sempre fa uso di altre droghe, qualunque cosa sulla quale possa mettere le mani: alcol, benzedrina, oppiacei, marijuana. Chi usa barbiturici viene guardato con sdegno nella società dei tossicomani: "Pezzenti delle pasticche". [... ] Credo che i barbiturici diano la peggior forma possibile di assuefazione: sgradevole, tendente a peggiorare e difficile da curare.“


Carlo Maria Franzero 76
scrittore e giornalista italiano 1892 – 1986
„Si chiamava Maddalena. E come Maria di Magdala (Magda infatti voleva essere chiamata) la sua sensuale bellezza era degna di essere profumata con i profumi di sette amanti. Non ho potuto mai guardare il suo corpo (il volto no, che talvolta diveniva così acceso di desiderio carnale, quasi grifagno) senza evocare alla mente la Santa del suo nome nella «Deposizione dalla Croce» ad Anversa così come la descrive Théophile Gautier: un piede del Cristo, bianco d'una bianchezza esangue, puro e opaco come un'ostia ricade con tutta la mollezza inerte della morte sulla bionda spalla della Santa. Sgabello d'avorio foggiato da Rubens, e messo dal maestro sublime per far discendere il divino dall'albero della redenzione. E la morbidezza della spalla madreperlacea pare quasi sensualizzare una mistica carezza il peso del piede divino nel sacrifizio pietoso... (p. 68)“

Louis de Wohl 33
scrittore e astrologo ungherese 1903 – 1961
„Il Natale a Del Abrojo era indimenticabile. Era come se Cristo fosse nato lì proprio quel giorno e tutti i frati cercassero di supplire al fatto che oltre quindici secoli prima non v'era stato posto per lui "nel diversorio". Facevano a gara per mostrare che a Del Abrojo per lui c'era posto. Ogni altare era coperto di fiori, e Juan si domandava dove li avessero presi in quel periodo dell'anno. Anche le rudi pareti avevano perduto ogni austerità e le torrette non parevano più arcigne. Un fanciullo era nato, ma il Salmo 109 parlava con la voce di Dio Padre: Con Te è il principio nel giorno della tua forza; nello splendore dei Santi, dal grembo prima della stella del mattino Io Ti ho generato. E il Re david cantava: "Il Signore disse al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché abbia messo i tuoi nemini a sgabello dei Tuoi piedi". L'intero monastero sembrava fremere e vibrare di passione. (p. 254)“

Rosetta Loy 4
scrittrice italiana 1931
„L'Antonia seduta su uno sgabello gelava, la pelle che da scura diventava grigia dal freddo. Tra le labbra socchiuse usciva un fiato bianco e lei ascoltava incantata, le mani intrecciate intorno alle ginocchia magre. Quando Luìs se ne andava lo accompagnava lungo le scale buie tenendosi a distanza; e se Luìs cercava di sfiorarle la mano la sentiva gelata. Eppure quelle dita sottili, fini come ramoscelli bruni, parlavano un loro linguaggio. Promettevano molto, e giuravano fedeltà e amore. (p. 141)“

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