Frasi su sibilo

Robert M. Pirsig foto
Robert M. Pirsig 60
scrittore e filosofo statunitense 1928
„Se fai le vacanze in motocicletta le cose assumono un aspetto completamente diverso. In macchina sei sempre in un abitacolo; ci sei abituato e non ti rendi conto che tutto quello che vedi da quel finestrino non è che una dose supplementare di TV. Sei un osservatore passivo e il paesaggio ti scorre accanto noiosissimo dentro una cornice. In moto la cornice non c'è più. Hai un contatto completo con ogni cosa. Non sei uno spettatore, sei nella scena, e la sensazione di presenza è travolgente. È incredibile quel cemento che sibila a dieci centimetri dal tuo piede, lo stesso su cui cammini, ed è proprio lì, così sfuocato eppure così vicino che col piede puoi toccarlo quando vuoi – un'esperienza che non si allontana mai dalla coscienza immediata. (p. 14-15)“

Banana Yoshimoto foto
Banana Yoshimoto 91
scrittrice giapponese 1964
„Non riuscivo a distinguere bene quelle cose che di solito l'occhio registra senza difficoltà: i pali della corrente, le luci, le automobili in sosta, il cielo nero. C'era una strana bellezza nelle loro distorsioni surreali. Sembravano assalire gli occhi da ogni parte. Non potevo trattenere l'energia che abbandonava il mio corpo a una velocità incredibile. Si perdeva nell'oscurità con un sibilo.“


Francesco Guccini foto
Francesco Guccini 241
cantautore italiano 1940
„Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva: | e sibila il vapore, e sembra quasi cosa viva; | e sembra dire ai contadini curvi il fischio che si spande in aria: | «Fratello non temere, che corro al mio dovere, | trionfi la giustizia proletaria!». (da La locomotiva)“

Romano Battaglia foto
Romano Battaglia 153
scrittore italiano 1933 – 2012
„Quando al mattino il sole si leva dietro le montagne fa nascere nei nostri cuori un grande senso di libertà che ci accompagna per tutto il giorno. Quando fra le gole profonde delle montagne sibila il vento ci ispira un sentimento di liberazione che ci fa sognare lidi lontani. Quando l'acqua dei ruscelli scorre veloce dopo le grandi piogge ci indica il sentiero della vita e le nuvole bianche nel cielo sono le nostre speranze che si muovono verso il futuro. Quando l'uomo saprà capire tutte queste cose allora avrà raggiunto la felicità.“

Aldo Busi foto
Aldo Busi 347
scrittore italiano 1948
„Mi calmano le parole interiori dei due in me | e le sedie bassa di paglia nel sibilo | del mattino mentre l'alloro fa la sua parte | e le ossa scendono a un compromesso per sostenermi; | mi calma la roccia scalata e lo spino nel piede, | il gonfiore degli intestini e la ristrettezza di vedute | guardando la marina, si fa per dire, immensa. (da E. A. Poe-metto 6, p. 221)“

Maurizio Mosca foto
Maurizio Mosca 6
giornalista e conduttore televisivo italiano 1940 – 2010
„È una vecchia storia quella che gli arbitri si trovano il puttanone in camera la sera prima della partita questo non vuol dire corromperli anzi è un modo di distendersi [... ] è un sedativo naturale, anzi se è un sedativo non lo sò perché stà a vedere cosa fanno magari c'è chi si mette sopra chi si mette sotto magari col fischietto [... ] gli arbitri hanno un sesso tutto loro fatto di sibili.“

Sergej Aleksandrovič Esenin foto
Sergej Aleksandrovič Esenin 68
poeta russo 1895 – 1925
„Io non avrò paura della morte: | Indifferente potrò affrontare una pioggia di frecce. | Così, secondo la bibbia, | Parla Sergej Esenin, il profeta. | Il mio tempo è arrivato, | non mi ferisce il sibilo della frusta, | e il corpo di Cristo, ecco, | ve lo rendo dalla bocca con uno sputo. | Non devo inchini | alle sue sofferenze e alla sua croce: | sogno un altro vangelo | di pianeti che forano lo spazio eterno. | Vedo prossimo un regno | dove la fede non è corrotta da terrori di morte.“

Sergej Aleksandrovič Esenin foto
Sergej Aleksandrovič Esenin 68
poeta russo 1895 – 1925
„Amico mio, amico mio, | Sono molto molto malato. | Io stesso non so da dove mi venga questo male. | Se sia il vento che sibila | Sul campo vuoto e deserto, | forse, come a settembre al boschetto, | È l'alcool che sgretola il cervello. || La mia testa sventola le orecchie, | Come fa un uccello con le ali. | La mia testa non è più capace | Di ciondolarsi sul collo. | Un uomo nero, | Nero, nero, | Un uomo nero | Si siede sul mio letto, | Un uomo nero | Non mi lascia dormire per tutta la notte.“


Suzanne Collins foto
Suzanne Collins 75
scrittrice e sceneggiatrice statunitense 1962
„Sono inerme, quando il primo cacciatore si precipita fuori dal folto, la lancia sollevata in posizione di tiro. Lo sbalordimento di Peeta mi è incomprensibile. Aspetto il colpo. Invece lascia cadere il braccio lungo il fianco. "Cosa ci fai ancora qui?" mi sibila. Lo fisso senza capire, mentre un rivolo d'acqua gli gocciola da una puntura sotto l'orecchio. Tutto il suo corpo luccica come se si fosse tuffato nella rugiada. "Sei pazza?". Adesso mi sta pungolando con l'asta della lancia. "Alzati! Alzati!". Mi tiro su, ma lui continua a spingermi. Cosa c'è? Cosa sta succedendo? Mi allontana con un violento spintone. "Corri!" urla. "Corri!". Alle sue spalle, Cato si apre un varco attraverso i cespugli. [... ] Disorientata e in preda alla nausea, sono in grado di formulare un unico pensiero: Peeta Mellark mi ha appena salvato la vita.“

Umberto Eco foto
Umberto Eco 211
semiologo, filosofo e scrittore italiano 1932 – 2016
„Quella volta Belbo aveva perso il controllo. Almeno, come poteva perdere il controllo lui. Aveva atteso che Agliè fosse uscito e aveva detto tra i denti: «Ma gavte la nata.»
Lorenza, che stava ancora facendo gesti complici di allegrezza, gli aveva chiesto che cosa volesse dire.
«È torinese. Significa levati il tappo, ovvero, se preferisci, voglia ella levarsi il tappo. In presenza di persona altezzosa e impettita, la si suppone enfiata dalla propria immodestia, e parimenti si suppone che tale smodata autoconsiderazione tenga in vita il corpo dilatato solo in virtù di un tappo che, infilato nello sfintere, impedisca che tutta quella aerostatica dignità si dissolva, talché, invitando il soggetto a togliersi esso turacciolo, lo si condanna a perseguire il proprio irreversibile afflosciamento, non di rado accompagnato da sibilo acutissimo e riduzione del superstite involucro esterno a povera cosa, scarna immagine ed esangue fantasma della prisca maestà.» (cap. 98)“

 Parmenide foto
Parmenide 21
filosofo greco antico -501 – -450 a.C.
„Le cavalle che mi portano fin dove il mio desiderio vuol giungere
mi accompagnarono, dopo che mi ebbero condotto e mi ebbero posto sulla via che dice molte cose,
che appartiene alla divinità e che porta per tutti i luoghi che l'uomo sa.
Là fui portato. Infatti, là mi portarono accorte cavalle
tirando il mio carro, e fanciulle indicavano la via.
L'asse dei mozzi mandava un sibilo acuto,
infiammandosi – in quanto era premuto da due rotanti
cerchi da una parte e dall'altra –, quando affrettavano il corso nell'accompagnarmi,
le fanciulle Figlie del Sole, dopo aver lasciato le case della Notte,
verso la luce, togliendosi con le mani i veli dal capo.
Là è la porta dei sentieri della Notte e del Giorno,
con ai due estremi un architrave e una soglia di pietra;
e la porta, eretta nell'etere, è rinchiusa da grandi battenti.
Di questi, Giustizia, che molto punisce, tiene le chiavi che aprono e chiudono.
Le fanciulle, allora, rivolgendole soavi parole,
con accortezza la persuasero, affinché, per loro, la sbarra del chiavistello
senza indugiare togliesse dalla porta. E questa, subito aprendosi,
produsse una vasta apertura dei battenti, facendo ruotare
nei cardini, in senso inverso, i bronzei assi
fissati con chiodi e con borchie. Di là, subito, attraverso la porta,
diritto per la strada maestra le fanciulle guidarono carro e cavalle.
E la Dea di buon animo mi accolse, e con la sua mano la mia mano destra
prese, e incominciò a parlare così e mi disse:
«O giovane, tu che, compagno di immortali guidatrici,
con le cavalle che ti portano giungi alla nostra dimora,
rallegrati, poiché non un'infausta sorte ti ha condotto a percorrere
questo cammino – infatti esso è fuori dalla via battuta dagli uomini –,
ma legge divina e giustizia. Bisogna che tutto tu apprenda:
e il solido cuore della Verità ben rotonda
e le opinioni dei mortali, nelle quali non c'è una vera certezza.
Eppure anche questo imparerai: come le cose che appaiono
bisognava che veramente fossero, essendo tutte in ogni senso». (frammento 1)“

Mariano José de Larra foto
Mariano José de Larra 19
scrittore e giornalista spagnolo 1809 – 1837
„[... ] quando il vento passa tra le canne sibila; ebbene, quando passa tra i faziosi, parla: ecco l'origine dell'organo della voce nella specie. Il fazioso caccia anche fuori a guisa di rame due gambe e due braccia, una per ogni lato, le quali hanno il loro grappolo di dita, come ha le punte una spiga; presenta faccia e viso, e vedendolo, chiunque direbbe che ha occhi nella faccia, ma sarebbe un grave errore, egli si distingue essenzialmente dagli altri esseri perché è senza testa. (da la nuova epoca, o il fazioso, p. 162)“


Мichail Arcybašev foto
Мichail Arcybašev 3
scrittore russo 1878 – 1927
„Le anatre, pacate e giudiziose, emettevano versi misurati, che si sentivano distintamente lungo la riva. Qua e là qualche bell'esemplare di anatra maschio, inaspettatamente, si librava nell'aria, con un grido sfrecciava sull'acqua e disegnando un ampio semicerchio si sedeva, solcando rumorosamente l'acqua che rimaneva a lungo agitata e si increspava tutta, come se sorridesse al cielo che in lei si rifletteva. Alcuni chiurli dalle lunghe zampe e dai becchi appuntiti, allungando le sottili gambette da zanzara, uno dopo l'altro saltellavano di cuneetta in cuneetta e con un allegro sibilo si addentravano sempre più nel boschetto che diveniva color azzurro. (cap. VIII, p. 163)“

Jim Tully 3
Scrittore americano 1891 – 1947
„L'inverno passa e i venti caldi di Maggio mi fanno desiderare di vagabondare nuovamente. Il sibilo di una locomotiva in una notte calma ha un richiamo, inesplicabile, eppure forte, come la luce che porta una falena alla distruzione.“

„La soglia era bloccata dalla mole massiccia di uno Skeksis, che li guardava. Sulla faccia del Ciambellano era dipinta un'espressione cordiale, intesa a ingraziarsi i Ghelfling.
Fizzgig saltò su un davanzale, e stando lassù in bilico si voltò verso Kira per indurla a seguirlo. Lei stava per farlo, ma poi si accorse che Jen non si era mosso.
Il Ciambellano alzò la mano, senza sfoderare gli artigli, nello stesso gesto della notte precedente. – Fermatevi – sibilò. – Sono amico. Amico di Kelffinks. Ieri notte io salvato voi da Garthim. Io nemico? No, io amico. State, per favore.
Jen guardò il mostro che avrebbe potuto afferrarlo e ridurlo in brandelli. – Mi hanno detto che gli Skeksis uccidono i Ghelfling – ribatté.
Il Ciambellano sbuffò. – Puah! È per stupida profezia che dice Kelffinks mettere fine potere di Skeksis. Stupido – e scrollò la testa.
Jen stava calcolando che lo Skeksis non avrebbe potuto varcare la soglia a meno che non abbattesse le pareti che sovrastava di tutta la testa. Ma quello non era il modo di agire degli Skeksis, che, nelle aggressioni, ricorrevano sempre ai Garthim. No, e poi, con un po' di fortuna, lui e Kira avrebbero potuto scappare dalla finestra. Per sicurezza arretrò di qualche passo per tenersi alla larga da quegli artigli. Prima di scappare, voleva sapere tutto quello che lo Skeksis aveva da dirgli.
– Stupida profezia – diceva il mostro. – Ma Skeksis spaventati. Paura di Kelffinks, sì. Piccoli Kelffinks. Errore, grande errore. State, per favore. Io amico.“

Marco Travaglio foto
Marco Travaglio 142
giornalista, saggista e scrittore italiano 1964
„Se le notizie fanno paura, le parole che le raccontano ne fanno ancor di più. In fondo è la parola che si conficca nella memoria e aiuta a ricordare questo o quel fatto, richiamandolo come il sibilo agli ultrasuoni che fa scattare il cane. Così – l'abbiamo visto per la guerra e per la pace – le parole diventano più importanti dei fatti. Perché, giocando con le parole, si possono manipolare i fatti, e, alla fine della catena, tutta la memoria collettiva.“

Mostrando 1-16 frasi un totale di 25 frasi