Frasi su siringa


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Donato Carrisi 39
scrittore, sceneggiatore e giornalista italiano 1973
„Il dolore non esiste. Come tutta la gamma delle emozioni umane d'altronde. È solo questione di chimica. L'amore è questione solo di endorfine. Con una siringa di Pentothal posso toglierti ogni esigenza affettiva. Siamo solo macchine di carne. (pag. 171)“

Bione di Smirne 4
poeta greco antico 280
„Non per ogni cagione, amico, vuolsi | Ricorrere agli artefici, né sempre | Aver d'altrui bisogno. Or la siringa, | Che è facile lavor, tu stesso ordisci. (frammenti)“


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Heinrich Böll 60
scrittore 1917 – 1985
„La siringa: strano, misterioso strumento di vetro e di nichel, minuscolo e pulito, troppo pulito, animaletto a forma di libelulla dal becco di colibrì, diafano colibrì che si riempiva il ventre pompando da una fialetta di vetro e infilava poi il grifo puntato nel braccio della nonna.“

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Franca Porciani 5
giornalista, medico e saggista italiana 1949
„Nella maggior parte dei casi la trasmissione è dovuta alla puntura di una zanzara infetta, l'Anopheles, ma il contagio può avvenire anche con le trasfusioni di sangue e, nei tossicodipendenti, con lo scambio di siringhe. Per il neonato esiste la possibilità di una trasmissione dalla mamma nel corso della gravidanza, attraverso la placenta.“

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Luigi Alamanni 9
poeta, politico e agronomo italiano 1495 – 1556
„Oggi sen va per le campagne Flora ; | Vienne, sacrato Pan, per farle onore, | Ch'altra si bella non vedesti ancora. | Né tu prender di ciò sdegno o dolore, | Vaga Siringa, chè a lei dánno il vanto | Le nove Muse, le tre Grazie, e l'Ore. Ma tu, cornuto Dio, se miri alquanto | Fiso costei, per nuova maraviglia | La tua zampogna ti cadrà da canto. (da Elegia – Flora in campagna, p. 4)“

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Enzo Biagi 222
giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano 1920 – 2007
„Fuori ci sono le categorie a rischio: nel reparto [per malati di AIDS del Policlinico San Matteo di Pavia] ce n'è una sola. Non c'è in gioco più nulla. I malati sanno tutto, conoscono le cause dell'infezione. Gli effetti li vedono anche su se stessi. E di fronte alla sorte che li attende, appaiono spogliati di tutto, e nella loro verità: deboli o sprezzanti, volubili o vendicativi, quasi attratti dal virus che li fa anche più indifesi, o testardamente aggrappati all'ultima zattera. C'è dell'estremismo, o un senso della fatalità, anche nelle scelte, o nelle decisioni: donne che hanno usato la siringa fino al giorno prima del parto, coppie che, sapendo, hanno desiderato mettere al mondo un figlio. Accada quel che deve accadere.
Negli ospiti non c'è almeno nell'apparenza, il senso del terrore: piuttosto della rassegnazione. Anche nei casi più avvilenti, si scarta la previsione tragica: in qualunque momento potrebbe arrivare il vaccino. Non è stato così per la tubercolosi o per la polio? Anche la morte è un avvenimento nascosto: chi va a casa si sa, non è mai guarito. La via del ritorno è quasi sempre segnata. Ma nessuno, né medici né ricoverati, si arrende. (p. 147)“

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Mario Praz 84
critico d'arte, critico letterario e saggista italiano 1896 – 1982
„[... ] il pubblico dei secoli passati doveva essere più educato di quello d'oggi, ché a quel tempo conoscevano la siringa di Pan ma non quella ipodermica delle iniezioni dei drogati che ingombrano oggi il passo nei viali aperti alle masse democratiche e alle scritte oscene sui muri.“

Paolo Burini 188
scrittore, comico 1986
„Il bar che frequentavo da giovane era talmente malfamato che i cocktail che servivano non erano ornati con degli ombrellini, ma con delle siringhe.“


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Daniel Pennac 174
scrittore francese 1944
„Non solo ero bravo, ma mi piaceva. I pazienti di solito si fanno chissà quali idee. È la puntura babau per eccellenza. Un ago nella colonna vertebrale... poche immaginazioni sanno resistervi. Eppure basta trovare un buon punto di riferimento: tra la quarta e la quinta vertebra lombare, oplà! La leggera resistenza del legamento... poi l'ago penetra nel canale spinale come in un sogno. Non si sente niente. La prima volta ero rimasto incantato dall'afflusso di quel raggio di sole nella siringa – sì, il liquido cerebro-spinale è giallo sole. Perciò le prime volte mi ero detto, stoltamente: "Eccola qua la vita, allora siamo pieni di sole!". E di tutti gli atti medici era diventato il mio preferito." (p. 37)“

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Giovanni Pascoli 100
poeta italiano 1855 – 1912
„Ridon siringhe del color di lilla | sopra la mensa e odorano viole: | la capinera è tra gli aranci: brilla | tremulo il sole. || Tu pur, poeta, hai rifiorito il cuore | e trilli e frulli hai nella fantasia. | Le ignave brume e l'umile dolore | sorgi ed oblìa. (da Maggio, in Poesie famigliari)“

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Curzio Malaparte 84
scrittore italiano 1898 – 1957
„Sottili fili di acciaio, avvolti intorno a quella stessa sorta di viti di legno che negli strumenti musicali servono a tender le corde, tenevano aperte le labbra di quelle orrende ferite: si vedeva il cuore nudo pulsare, i polmoni dalle venature dei bronchi simili a rami d'albero, gonfiarsi proprio come fa la chioma di un albero nel respiro del vento, il rosso, lucido fegato contrarsi adagio adagio, lievi fremiti correre sulla polpa bianca e rosea del cervello come in uno specchio appannato, il groviglio degli intestini districarsi pigro come un nodo di serpi all'uscir dal letargo. E non un gemito usciva dalle bocche socchiuse dei cani crocifissi. (...) A un tratto, vidi Febo. Era disteso sul dorso, il ventre aperto, una sonda immersa nel fegato. Mi guardava fisso, e gli occhi aveva pieno di lacrime. Aveva nello sguardo una meravigliosa dolcezza. Non mandava un gemito, respirava lievemente, con la bocca socchiusa, scosso da un tremito orribile. Mi guardava fisso, e un dolore atroce mi scavava il petto. "Febo" dissi a voce bassa. E Febo mi guardava con una meravigliosa dolcezza negli occhi. Io vidi Cristo in lui, vidi Cristo in lui crocifisso, vidi Cristo che mi guardava con gli occhi pieni di una dolcezza meravigliosa. "Febo" dissi a voce bassa, curvandomi su di lui, accarezzandogli la fronte. Febo mi baciò la mano, e non emise un gemito. Il medico mi si avvicinò, mi toccò il braccio: "Non potrei interrompere l'esperienza", disse, "è proibito. Ma per voi... Gli farò una puntura. Non soffrirà". (...) Anche gli altri cani, distesi sul dorso nelle loro culle, mi guardavano fisso, tutti avevano negli occhi una dolcezza meravigliosa, e non il più lieve gemito usciva delle loro bocche. A un tratto un grido di spavento mi ruppe il petto: "Perché questo silenzio?", gridai, "che è questo silenzio?". Era un silenzio orribile. Un silenzio immenso, gelido, morto, un silenzio di neve. Il medico mi si avvicinò con una siringa in mano: "Prima di operarli", disse, "gli tagliamo le corde vocali".“

Walter Fontana 105
umorista, sceneggiatore e scrittore italiano 1957
„Carcarlo Pravettoni, davanti l'uomo, di dietro il manager, e di fianco l'infermiere con le siringhe.“

Ugo Ojetti 59
scrittore, critico d'arte e giornalista italiano 1871 – 1946
„Odio il punto esclamativo, questo gran pennacchio su una testa tanto piccola, questa spada di Damocle sospesa su una pulce, questo gran spiedo per un passero, questo palo per impalare il buon senso, questo stuzzicadenti pel trastullo delle bocche vuote, questo punteruolo da ciabattini, questa siringa da morfinomani, questa asta della bestemmia, questo pugnalettaccio dell'enfasi, questa daga dell'iperbole, quest'alabarda della retorica. Quando, come s'usa nei nostri tempi scamiciati, ne vedo due o tre in fila sul finir d'un periodo, che sembrano gli stecchi sul didietro di un'oca spennata, chiudo il libro perché lo sento bugiardo. Adesso v'è anche chi te l'accoppia con l'interrogativo, che par di veder Arlecchino appoggiato a Pulcinella. Tanto odio questa romantica lacrimuccia nera quando la vedo sgocciolare sulla povera candida pagina, che in essa mi immagino di scoprire or la causa or l'effetto, certo il chiaro simbolo di tutti i mali delle nostre lettere, arti e costumi. E se potessi far leggi, bandirei il punto esclamativo dalla calligrafia, dalle tipografie, dalle macchine da scrivere, dall'alfabeto Morse, con la speranza che a non vederlo più gli italiani se ne dimenticassero anche nel parlare e nel pensare, e pian piano espellessero dal loro sangue questo microbo aguzzo il quale dove arriva fa imputridire i cervelli e la ragione e rimbambisce gli adulti, accieca i veggenti, instupidisce i savi, indiavola i santi... Il punto esclamativo è il servo scemo dell'interiezione.“