Frasi su sloveno

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Franco Frattini 22
politico italiano 1957
„Se apriamo il campo di custodia di Gradisca sull'Isonzo, vicino a Slovenia e Austria, o a Torino, siccome con Schengen le frontiere non esistono più, vanno in Europa. (citato dal Corriere della sera, intervista di Maurizio Caprara, 12 maggio 2009).“

Fausta Cialente 22
scrittrice, giornalista e traduttrice italiana 1898 – 1994
„I rapporti con i due coloni sloveni erano sempre stati buoni e cordiali, e la famiglia non si sarebbe mai permessa in loro presenza e nei loro riguardi un linguaggio men che rispettoso; mentre la deprecabile usanza di chiamarli in dialetto s'ciavi, o meglio "sti maledeti s'ciavi" l'avevano anch'essi, incapaci com'erano d'interpretare la realtà d'una situazione nella quale erano tutti coinvolti e la lunga e abile mano dell'impero austriaco mescolava opponendo e aizzando gli uni contro gli altri, in modo che tutti si sentissero offesi o provocati. (parte I, cap. IV, p. 42)“


„Purtroppo, quello che è accaduto durante la Seconda guerra mondiale con le foibe ha tracciato un solco profondo. Una parte degli italiani oggi vede nell'italianità di Gorizia un valore irrinunciabile che oggi è minacciato. Ma le resistenze psicologiche, oltre che dai lutti, sono alimentate proprio dalla mancanza di conoscenza della storia. E poi non c' è mai stato interesse per la loro cultura. Si vede anche dalla lingua. Tutti gli sloveni di Gorizia parlano l'italiano. Lo parlano anche molti cittadini di Nova Gorica. Ma gli italiani non parlano sloveno. (citato in Corriere della sera, 9 febbraio 2003)“

Fausta Cialente 22
scrittrice, giornalista e traduttrice italiana 1898 – 1994
„Al razzismo che stava alla base dell'annosa e insoluta questione slovena si aggiungeva quindi l'incomprensione o addirittura l'indifferenza, quando non la sprezzante ostilità nei riguardi dei "lavoratori"; ma il peso di questi enormi sbagli commessi dall'Ottocento — che non sono sbagli solamente triestino-irredenti, sono anche sbagli italiani — avrebbe finito, dopo una disastrosa prima guerra mondiale, per trascinare l'Italia nel fascismo, e Trieste con essa. (parte II, cap. V, p. 132)“

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Gianni Mura 54
giornalista e scrittore italiano 1945
„La Repubblica prima e il Giornale poi hanno aperto sulle pagine sportive un inizio di discussione sugli Europei. È difficile pretendere dall'Uefa una fermezza che non hanno organismi più rappresentantivi. Ma è impossibile far finta di nulla. Per i massacratori, avere la Jugoslavia in campo in Svezia non è un traguardo sportivo, è anche un segnale di accettazione politica. Come non è un fatto sportivo che il ct Osim e la sua famiglia siano minacciati di morte, che i giocatori croati e sloveni che si rifiutano di giocare in una nazionale che non rappresenta più quasi nessuno, e tanto meno una nazione, siano ugualmente minacciati. Contro la Jugoslavia dovrebbero rifiutarsi di giocare le squadra del suo girone. Ma non succederà. Però potrebbero giocare col lutto al braccio, come Pannella. O ritardare l'inizio della partita. O pretendere un minuto di silenzio. Non ci sono molti giorni per preparare qualcosa ma qualcosa va fatto (ho più speranze nel pubblico che nelle squadre).“

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Alessandro Baricco 335
scrittore e saggista italiano 1958
„Due giorni dopo, quando la donna slovena partì, Jasper Gwyn le lasciò una lista da lui compilata di tredici marche di whisky scozzese. – Cosa sono? –, chiese lei. – Bei nomi. Te li regalo.“

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Sergio Romano 21
storico, scrittore e giornalista italiano 1929
„Per i tedeschi che scendevano verso il Sud, Gorizia era la prima città in cui l' aria, i portici delle vie, i sapori della cucina e il colore del vino avessero un «gusto» italiano. Per gli italiani che andavano a Vienna, a Salisburgo, a Monaco e a Dresda, era la prima città in cui le locande fossero pulite, le ostesse accoglienti, le kellerine servizievoli e graziose. Per gli sloveni del contado il Prato, come si chiamava nella loro lingua la piazza più grande, era il mercato dove si scambiavano merci e notizie. Oggi Gorizia è molto più di una locanda per viaggiatori di passaggio.“

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Giorgio Bocca 56
giornalista italiano 1920 – 2011
„C'è una campagna di denigrazione della Resistenza: diretta dall'alto, coltivata dal cortigiano. Il loro gioco preferito è quello dei morti, l'uso dei morti: abolire la festa del 25 aprile e sostituirla con una che metta sullo stesso piano partigiani e combattenti di Salò, celebrare insieme come eroi della patria comune Giacomo Matteotti, ucciso dai fascisti e il filosofo Gentile, presidente dell'accademia fascista, giustiziato dai partigiani, onorare insieme le vittime antifasciste della risiera di San Sabba e quelle delle foibe titine. Proposte da comitati di reduci che evidentemente non hanno mai sentito parlare dei lager in cui i fascisti, prima e dopo l'armistizio, hanno chiuso migliaia di cittadini colpevoli unicamente di essere di etnia slovena. (pref., 2004, p. 13)“


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Ignazio Marino 16
medico e politico italiano 1955
„Un Paese moderno non può permettersi di arretrare giustificando la discriminazione delle coppie omosessuali. Un partito come il Pd, che si candida alla guida del Paese, deve occuparsi di questo problema: l'Italia non si è ancora dotata di una legge che equipari i diritti e i doveri di tutte le coppie, a prescindere dall'orientamento sessuale. Ed è sorprendente che una regola di base della democrazia, come l'uguaglianza dei diritti per tutti i cittadini, sia ignorata e venga piuttosto trattata come un tema di dibattito e di contrasto politico. Bisogna invece elaborare una proposta di legge seria, in linea con le legislazioni degli altri Paesi: ciò che conta veramente è che i diritti di tutte le coppie legate da un rapporto affettivo e d'amore siano gli stessi, a prescindere dal genere di chi ne fa parte. Qualsiasi altra visione è datata. Ben diverso è quanto accade nel resto d'Europa, dove ben 20 paesi, dal Portogallo, alla Finlandia, dalla Francia alla Germania, alla cattolicissima Irlanda e alla Slovenia, hanno adottato normative che garantiscono e tutelano i diritti di tutte le coppie, comprese quelle omosessuali. [fonte 4]“

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Indro Montanelli 395
giornalista italiano 1909 – 2001
„Fu una pulizia etnica, bisognava far fuori gli italiani: allora si chiamarono fascisti e si ammazzarono, e si buttarono nelle foibe. Questo avvenne dopo la fine della guerra, sia chiaro. Perché gli orrori di guerra, non dico che siano giustificabili, ma sono comprensibili, la guerra é di per sé stessa un orrore. No, queste… le foibe furono un'infamia commessa dopo la Liberazione, dopo la fine della guerra, e purtroppo vi hanno collaborato parecchi comunisti italiani, alcuni dei quali non solo sono ancora a piede libero, pur essendo vivi, ma ricevono delle pensioni di Stato. Ricevono delle pensioni di Stato. Però io ti posso dire questo: che come testimone oculare io ho visto anche in Croazia delle cose, da parte degli italiani, su cui è meglio sorvolare. Perché anche noi le abbiamo commesse, perché la guerra le comporta, questo é fatale, ecco. Quindi non facciamo tanto i moralisti. […] No, questo [tesi sloveno-croata sulla pulizia etnico-culturale da parte degli italiani durante il periodo di occupazione fascista] è assolutamente falso. Pulizie etniche noi non ne abbiamo mai fatte, in nessun paese occupato. Quando sento dire che noi facemmo anche la pulizia etnica in Etiopia, beh vabbè mi cascano le braccia. Mi cascano le braccia. Quelle son menzogne infami, di gente o che non sa nulla, o che mente sapendo di mentire. Non è vero. Furono episodi, ma non di pulizia etnica, di rappresaglie. (dall'intervista al TG2, Massacri delle foibe,   data?)“

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