Frasi su soffiata

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Italo Svevo 83
1861 – 1928
„Mi pareva di aver sciolto il problema angoscioso. Non si era né buoni né cattivi come non si era tante altre cose ancora. La bontà era la luce che a sprazzi e ad istanti illuminava l'oscuro animo umano. Occorreva la fiaccola bruciante per dare la luce (nell'animo mio c'era stata e prima o poi sarebbe sicuramente anche ritornata) e l'essere pensante a quella luce poteva scegliere la direzione per moversi poi nell'oscurità. Si poteva perciò manifestarsi buoni, tanto buoni, sempre buoni, e questo era l'importante. Quando la luce sarebbe ritornata non avrebbe sorpreso e non avrebbe abbacinato. Ci avrei soffiato su per spegnerla prima, visto ch'io non ne avevo bisogno. Perché avrei saputo conservare il proposito, cioè la direzione. (cap. 7; 1988, p. 316)“

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Nicole Krauss 5
scrittrice statunitense 1974
„Bruno, mio vecchio amico fedele. Non l'ho descritto abbastanza. [... ] La morbida peluria dei capelli bianchi che giocano delicatamente attorno alla tua testa come un dente di leone soffiato a metà. Tante volte, Bruno, sono stato tentato di soffiarci sopra e di esprimere un desiderio. (p. 11)“


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John Coltrane 20
sassofonista e compositore statunitense 1926 – 1967
„Sì, ricordo la registrazione di Invitation, come, del resto, ricordo tutte le altre effettuate con Trane. Come non potrei? Neppure Miles Davis potrebbe dimenticare ogni istante in cui ha soffiato accanto a quel colosso. Stare accanto a Coltrane è stato più che un'esperienza impagabile. Lui iniziava a soffiare e ognuno di noi veniva immediatamente catturato nella sua rete. Non potevi più uscirne fuori. Ma, per il vero, nessuno di noi ha mai tentato di uscirne. Era ammaliato, stregato, plasmato, annientato dalla sua musica, dalle note che quel sassofono sfornava a getto continuo, senza tregua, senza remissione. Note incandescenti che avrebbero potuto anche ustionarti. E tutte con un preciso significato. Trane non ha mai fatto nulla in cui non credesse fortemente e che non sentisse intensamente. Era un sincero, un passionale. Si è distrutto suonando troppo. La creatività, che aveva dentro e non gli dava tregua, lo ha fatto morire. "Invitation"? Che dire. C'è tutto Trane in quel lunghissimo assolo. Tutta la sua arte, il suo cuore, la sua umanità. Dopo Charlie Parker è arrivato Trane. Poi, quando anche lui è scomparso, è rimasto il deserto. Arriverà un altro messia? All'orizzonte non appare nessuno. (Red Garland)“

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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„O minute conchiglie, così curiosamente circonvolute, così limpide, fredde, silenti, | contro il timpano, la tempia pressate, non vorrete, minute conchiglie, | evocar murmuri ed echi, la musica fioca e remota dell'eternità, | verso l'interno soffiata, dalle antiche rive, canti per l'anima delle praterie, [... ]. (Come naturalmente, p. 452)“

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Jurij Gagarin 7
cosmonauta e aviatore sovietico, primo uomo a volare nel... 1934 – 1968
„Non vedo nessun Dio quassù. (citato in Daniele Soffiati, Non ci posso credere!, Aliberti Editore)“

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Ernst Jünger 267
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„La tecnica può rivestirsi di una tendenza magica, può spiritualizzarsi o pietrificarsi, secondo il modello del gregarismo animale, così come lo ha descritto Huxley. (da Sessanta soffiati via; citato in Julien Hervier, Conversazioni con Ernst Jünger, p. 111)“

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Bhāravi 4
poeta indiano
„Il polline di loto, soffiato via dalla distesa | di fiori aperti e fatto girare in cerchio | nell'aria dai venti di tempesta, | prende la forma di un parasole d'oro. (V, 39; in Poesia indiana classica)“

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Jostein Gaarder 48
scrittore norvegese 1952
„Non c'è da meravigliarsi che il Creatore, a quanto si dice, fece un passo indietro, meravigliato, dopo aver formato l'uomo dalla polvere della terra e avergli soffiato nelle narici un alito vitale, facendolo diventare un essere vivente. La cosa davvero strana fu che Adamo non si stupì.“


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Dino Buzzati 51
scrittore italiano 1906 – 1972
„Ma dimmi chi c'era nella Continental che abbiamo soffiato poco fa?" "Marcello Mastroianni" "E in quest'altra?" "Non vorrei andare errata ma mi sembrava proprio l'onorevole Fanfani" "E in quella Rolls?" "Stavolta ho visto benissimo. Era sua maestà, la regina d'Inghilterra". (I sorpassi)“

Giuseppe Rensi 66
filosofo e avvocato italiano 1871 – 1941
„Il sentimento religioso veramente grande zampilla dalla distruzione dell'egoismo e solo quando questo è interamente distrutto. E quando lo è? Quando è diventata intima e profonda la convinzione che l'io è nulla. […] Ci sono molte persone che hai viste e conosciute anni or sono e poi hai perduto di vista. Saltuariamente ti vengono in mente. Chi sono? Dove sono? Che cosa fanno? Sono ancora vive o morte? Fantasmi, ombre, come dicevano Omero, Eschilo, Pindaro. – Ma appunto tale sei tu, nella mente degli altri; cioè nella realtà, non falsificata dal tuo soggettivismo, bensì obbiettiva. Che cos'è il tuo io? Quel gruppo di interessi e moventi di cui è riempito. Interessi economici, ricchezza, coltivazione, scienza, arti, fama. Sopravviene la morte. Tutto ciò, ossia tutto il tuo io, sfuma, come la fiamma d'una candela soffiata, come una bolla di sapone bucata. L'illusione dell'immortalità personale deriva dal fatto che ciò che è sembra impossibile possa venire a non essere.“

David Leavitt 16
scrittore statunitense 1961
„Era un anno di interminabili giornate grigie, il sole non compariva da tanto di quel tempo da essere ormai soltanto un ricordo, e Londra era tutto uno starnuto e una soffiata di naso. I mediterranei sarebbero impazziti, gli americani avrebbero intentato una causa; ma noi inglesi accettiamo l'inclemenza del tempo con la stessa cupa equanimità con cui accettiamo le schiere di case addossate una all'altra e le salsicce. Con la sua aria depressa, la gente tirava avanti, cioè faceva code interminabili sotto la pioggia. Code ovunque: sarebbe bastato attaccare un cartello su un muro con la scritta "Fate la coda qui" e la gente ci si sarebbe messa di fronte in fila indiana. (I; p. 19)“

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Italo Svevo 83
1861 – 1928
„Nella sua grande emozione ella quasi s'appoggiava a me, come nel sogno. Ma io m'attenni alle sue parole. Mi domandava un affetto fraterno; l'impegno di amore che pensavo mi legasse a lei si trasformava così in un altro suo diritto, epperò le promisi subito di aiutare Guido, di aiutare lei, di fare quello che avrebbe voluto. Se fossi stato più sereno avrei dovuto parlarle della mia insufficienza al compito ch'essa m'assegnava, ma avrei distrutta tutta l'indimenticabile emozione di quel momento. Del resto ero tanto commosso che non potevo sentire la mia insufficienza. In quel momento pensavo che non esistessero affatto per nessuno delle insufficienze. Anche quella di Guido poteva essere soffiata via con alcune parole che gli dessero il necessario entusiasmo.
Ada m'accompagnò sul panerottolo e restò lì, appoggiata alla ringhiera, a vedermi scendere. Così aveva fatto sempre Carla, ma era strano lo facesse Ada che amava Guido, ed io gliene fui tanto grato che, prima di passare alla seconda branca della scala, alzai anche una volta il capo per vederla e salutarla. Così si faceva in amore ma, si vedeva, anche quando si trattava di amore fraterno. (p. 305)“

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