Frasi su soffitto

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Charles Bukowski 264
poeta e scrittore statunitense 1920 – 1994
„Ma c'è un vecchio proverbio secondo cui la conoscenza che non viene seguita dall'azione è peggio dell'ignoranza. perché se tiri a indovinare e non ci prendi puoi sempre dire, merda, gli dei mi sono avversi. ma se sai e non fai, vuol dire che in testa hai soffitte e anticamere buie da percorrere avanti e indietro e a cui pensare. non è mica una cosa sana, produce serate noiose, un eccesso d'alcool e seghe.“

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Gue Pequeno 90
rapper italiano 1980
„Vicino a voi sembro più grande tanto scarsi siete. (da Giù il soffitto, n.º 2)“


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Luigi Pirandello 120
drammaturgo, scrittore e poeta italiano premio Nobel per... 1867 – 1936
„A quanti uomini, presi nel gorgo d'una passione, oppure oppressi, schiacciati dalla tristezza, dalla miseria, farebbe bene pensare che c'é sopra il soffitto il cielo, e che nel cielo ci sono le stelle. Anche se l'esserci delle stelle non ispirasse a loro un conforto religioso, contemplandole, s'inabissa la nostra inferma piccolezza, sparisce nella vacuità degli spazii, e non può non sembrarci misera e vana ogni ragione di tormento.“

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David Foster Wallace 112
scrittore e saggista statunitense 1962 – 2008
„[... ] ma invece Lenz sulla via del ritorno si ritrova in preda a un'enorme compulsione idrolitica ad avere Green al suo fianco – o qualsiasi altra persona che non possa o non voglia andare via – vicino a sé, e a confidare a Green o a qualsiasi altro orecchio compiacente ogni esperienza e pensiero abbia mai provato. [... ] Lenz racconta a Green di quanto spettacolarmente obesa era sua madre, e usa le braccia per illustrare drammaticamente le dimensioni di cui sta parlando. Respira ogni terzo o quarto fatto, ergo circa una volta ogni isolato. Lenz racconta a Green le trame di molti libri che ha letto, ricamandoci sopra. [... ] Lenz racconta con euforia a Green che una volta gli successe di tranciarsi di netto la punta di un dito con la catena di un motorino e dopo pochi giorni di intensa concentrazione il dito gli era ricresciuto rigenerandosi come le code delle lucertole e disorientando le autorità mediche. [... ] Lenz spiega a Green che è una leggenda che il coccodrillo del Nilo sia il coccodrillo più temuto perché il coccodrillo dell'Estuario che può vivere anche in acque salate è un miliardo di volte più temuto da chi conosce queste cose. [... ] Segue un'analisi del termine disfunzione e la sua importanza nelle differenze tra, diciamo, la psicologia e la religione naturale. [... ] Lenz racconta il suo sogno ricorrente nel quale si trova seduto sotto uno di quei ventilatori tropicali da soffitto su una sedia di bambù e indossa un cappello da safari di L. L. Bean e ha una valigetta di vimini sulle ginocchia, e questo è tutto, questo è il suo sogno ricorrente. [... ] Lenz dice di ricordarsi alcuni fatti che sostiene gli siano capitati in vitro. (pp. 667-670)“

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Andrzej Sapkowski 84
scrittore polacco 1948
„Caldemeyn: Dove alloggerai? Perché non da me? C'è una stanza libera in soffitta, perché farsi pelare da quei ladri di locandieri? Così mi racconterai che cosa succede nel vasto mondo.
Geralt: Volentieri. Ma che cosa ne dirà la tua Libusze? L'ultima volta ho notato che non mi ama alla follia.
Caldemeyn: In casa mia le donne non hanno voce in capitolo. Però, detto tra noi, in sua presenza non rifare il numero che hai fatto l'ultima volta che hai cenato da noi.
Geralt: Alludi al fatto che ho lanciato la forchetta contro un ratto?
Caldemeyn: No, alludo al fatto che l'hai colpito, con tutto che era buio.“

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Aldous Huxley 141
scrittore britannico 1894 – 1963
„Lasciato solo, Will sedette sotto il ventilatore applicato al soffitto e continuò a leggere gli Appunti sul bene e sul male.
Non possiamo liberarci con la ragione della nostra fondamentale irrazionalità. Possiamo soltanto imparare l'arte di essere irrazionali in modo ragionevole.
A Pala, dopo tre generazioni di riforma, non esiste nulla di simile a greggi di pecore, né esistono Buoni Pastori che tosano e castrano; non vi sono mandrie di bovini e di porci né mandriani patentati, monarchi o militari, capitalisti o rivoluzionari, per marchiare, richiudere nei recinti e macellare. Esistono soltanto associazioni volontarie di uomini e donne incamminati sulla via della piena umanità. Motivi musicali o sassolini, processi o oggetti concreti? "Motivi musicali" rispondono il buddismo e la scienza moderna. "Sassolini" dicono i filosofi classici dell'Occidente. Il buddismo e la scienza moderna pensando al mondo in termini musicali. L'immagine che viene alla mente leggendo i filosofi dell'Occidente è quella di un mosaico bizantino, rigido, simmetrico, composta da milioni di tessere e saldamente cementato alle pareti di una basilica senza finestre. (pag. 199)“

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Géza Gárdonyi 23
scrittore ungherese 1863 – 1922
„Jancsi, in quella sua triste solitudine, s'annoiava terribilmente. Volse lo sguardo al soffitto. Vi era dipinto il cielo. Sotto c'era un uomo con una barba bianca, mezzo nudo, al cui fianco stava un uomo giovane, egli pure mezzo nudo, che teneva fra le mani una grande croce. Sopra le loro teste sembrava volare una colomba bianca. Tutto intorno una moltitudine di vescovi, di preti, di monache e di angeli. Jancsi vide anche dei gentiluomini, ma di contadini, benché li cercasse, non ne vide neppure uno. (Parte prima, p. 133-134)“

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Maurits Cornelis Escher 5
incisore e grafico olandese 1898 – 1972
„Sulla mano del disegnatore c'è una sfera riflettente. In questo specchio egli vede un'immagine molto più completa dell'ambiente circostante, di quella che avrebbe attraverso una visione diretta. Lo spazio totale che lo circonda - le quattro pareti, il pavimento e il soffitto della sua camera - viene infatti rappresentato, anche se distorto e compresso, in questo piccolo disco. La sua testa, o più precisamente, il punto fra i suoi occhi, si trova nel centro. In qualsiasi direzione si giri, egli rimane il punto centrale. L'ego è invariabilmente il centro del suo mondo.“


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Upton Sinclair 2
scrittore statunitense 1878 – 1968
„Tutte le volte che avanzava carne troppo guasta da poter essere utilizzata altrimenti, era uso comune inscatolarla o trasformarla in salsicce… Non c'era la minima attenzione per quel che veniva tritato per essere insaccato come salsiccia: dall'Europa, tornavano indietro vecchie salsicce rifiutate da quei paesi, ormai bianchicce e muffite, che – trattate con borace e glicerina, e rovesciate nei recipienti – venivano riciclate per finire sulla tavola di migliaia di famiglie americane. S'usava la carne caduta per terra, su quel pavimento pieno di sporcizia e segatura, su cui i lavoratori camminavano e sputavano miliardi di bacilli di tubercolosi; s'usava la carne ammucchiata negli stanzoni, sulla quale non aveva smesso un attimo di gocciolare l'acqua dal soffitto pieno di crepe, su cui centinaia di topi non avevano smesso un attimo di correre. Era troppo buio per riuscire a vedere bene, in quegli stanzoni, ma bastava passare una mano sui mucchi di carne per raccogliere manciate d'escrementi secchi di topo. I topi erano una grossa scocciatura e i conservieri avevano dato disposizione perché venissero sparsi bocconi avvelenati: gli animali li mangiavano, morivano e poi le carcasse dei topi, il pane avvelenato e la carne finivano tutti insieme nei recipienti per la triturazione.“

„Per «considerare queste cose» ci vuole la luce spenta, la tenda tirata, la porta chiusa, la testa sul cuscino e gli occhi al soffitto. E lasciare che i pensieri vadano via con la forza di gravità più forte che ci sia: l'abbraccio del nostro letto e della nostra stanza. Lì arrivano Dio e gli angeli.“

Paolo Petroni 1
scrittore italiano 1942
„Nel romanzo tutto ha dimensioni ridotte e soffocanti, dal tribunale nel soppalco delle soffitte di un vecchio edificio, dove gli impiegati rischiano di urtare la testa al soffitto, allo studio dell'avvocato di K., piccolo, orrendo appartamento in cui riceve stando a letto.“

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Jules Renard 311
scrittore e aforista francese 1864 – 1910
„Sognatore come un gatto che guarda sul soffitto i raggi luminosi di una lampada. (16 febbraio 1910; Vergani, p. 281)“


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Kurt Vonnegut 31
scrittore e saggista statunitense 1922 – 2007
„La stanza parve inclinarsi, le pareti, il soffitto e il pavimento si trasformarono momentaneamente nelle aperture di molti tunnel – tunnel che portavano in tutte le direzioni attraverso il tempo. Ebbi una visione bokononista dell'unità di ogni secondo di tutto il tempo e di tutta l'umanità errante, di tutti gli uomini, tutte le donne e tutti i bambini che vagavano all'infinito.“

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Jeffrey Eugenides 28
scrittore statunitense 1960
„In quella casa si respirava l'atmosfera di una soffitta, un deposito di vecchie cianfrusaglie che si ammucchiano creando accoppiate rivoluzionarie: il tostapane nella gabbia dell'uccellino, un paio di scarpette da ballo che fanno capolino da un cesto di vimini.“

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August Liebmann Mayer 1
1885 – 1944
„Si può dire che le due grandi composizioni che Velázquez dipinse verso la fine della carriera, Le damine di corte e Le filatrici, offrono un esempio evidentissimo del senso spaziale che il grande spagnolo possedeva, e dell'arte con cui sapeva utilizzare e realizzare gli insegnamenti tratti a suo tempo dalle opere del Tintoretto. Velázquez comunica realmente allo spettatore la nozione delle dimensioni, in primo luogo giovandosi degli esseri animati, degli oggetti, delle scale, degli ordigni per tessere, dei soffitti a volta e delle pareti, e in secondo luogo con la vita che infonde nei personaggi, coi loro gesti professionali, con una genuflessione, con una mano tesa. Ma è soprattutto il modo armonioso con cui sfrutta ombre e luci che costringe l'occhio ad abbracciare l'intera visione e a cogliere la distanza tra l'uno e l'altro piano. Con queste variazioni animate, Velázquez ci trasporta nello spazio che egli stesso ha creato, ci fa vivere direttamente in esso; e attinge così le vette della realtà artistica e vivente. (da Velázquez, 1936)“

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Amélie Nothomb 138
scrittrice belga 1966
„Lo sguardo è una scelta. Chi guarda decide di soffermarsi su una determinata cosa e di escludere dunque all'attenzione il resto del proprio campo visivo. In questo senso lo sguardo, che è l'essenza della vita, è prima di tutto un rifiuto.
Vivere vuol dire rifiutare. Chi accetta ogni cosa non è più vivo dell'orifizio di un lavandino. Per vivere bisogna essere capaci di non mettere più sullo stesso piano, al di sopra di se stessi, la mamma e il soffitto. Bisogna rinunciare a uno dei due e decidere di interessarsi o alla mamma o al soffitto. L'unica scelta sbagliata è quella di non fare una scelta.
Dio non aveva rifiutato niente perché non aveva scelto niente. Per questo non vivere.
Al momento della nascita i neonati strillano. Questo grido di dolore è già una rivolta, e questa rivolta è già un rifiuto. Per questo motivo la vita ha inizio il giorno della nascita e non prima, nonostante ciò che sostengono alcuni.
Durante il parto il tubo non aveva emesso il minimo decibel.
Eppure i medici avevano accertato che non era né sordo, né muto, né cieco. Era semplicemente un lavandino senza tappo. Se avesse potuto parlare, avrebbe ripetuto continuamente un'unica parola: "sì".“

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