Frasi su sommesso

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Georg Trakl 22
poeta austriaco 1887 – 1914
„Amara è la morte, il cibo degli oppressi di colpa; nella bruna ramura del tronco franavano ghignando i volti di terra. Ma sommesso cantava quegli nell'ombra verde del lilla, quando si destava da sogni maligni; soave compagno di giochi gli s'avvicinava un angelo roseo, così ch'egli, mite fiera, si assopiva incontro alla notte; e vedeva il viso stellare della purità. D'oro piegavano i girasoli sulla siepe del giardino, come veniva l'estate. Oh l'alacrità delle api e la verde fronda del noce, i temporali trascorrenti. Argenteo fioriva anche il papavero, recava in verde pisside i nostri notturni sogni di stelle. (da Sogno e ottenebramento)“

Giorgio Colli 6
filosofo e filologo italiano 1917 – 1979
„Spinoza è un'unità, mentre il mondo moderno è una molteplicità frantumata. La voce di Spinoza giunge a noi da lontano, sommessa; non chiede di essere ascoltata. L'Etica ha la fermezza di un tempio, in un paesaggio disabitato: se sapremo contemplarlo, penetrare devoti il suo interno, conosceremo il divino. (ibidem)“


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Leiji Matsumoto 54
fumettista e animatore giapponese 1938
„L'universo è la mia casa... la voce sommessa di questo mare infinito mi invoca e mi invita a vivere senza catene... la mia bandiera è un simbolo di libertà.   episodio?“

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James Joyce 71
scrittore, poeta e drammaturgo irlandese 1882 – 1941
„Un picchiettare sommesso sui vetri lo fece voltare verso la finestra: aveva ricominciato a nevicare. Osservò assonnato i fiocchi neri e argentei che cadevano obliqui contro il lampione. Era giunto il momento di mettersi in viaggio verso occidente. Sì, i giornali dicevano il vero: c'era neve dappertutto in Irlanda. Cadeva ovunque nella buia pianura centrale, sulle nude colline; cadeva soffice sulla palude di Allen e più a ovest sulle nere, tumultuose onde dello Shannon. Cadeva in ogni canto del cimitero deserto, lassù sulla collina dove era sepolto Michael Furey. S'ammucchiava alta sulle croci contorte, sulle pietre tombali, sulle punte del cancello, sugli spogli roveti. E la sua anima gli svanì adagio adagio nel sonno mentre udiva lieve cadere la neve sull'universo, e cadere lieve come la discesa della loro estrema fine sui vivi e sui morti. (da I morti)“

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Charles Rollin 2
storico francese 1661 – 1741
„Quando non la volessimo dire anzi un mare, talvolta abbonacciato e tranquillo, ma per lo più agitato da venti e tempeste, sempre pronte a rivoltarlo sossopra. Non ci è accaduto di vedere in verun'altra repubblica rivoluzioni sì improvvise, sì violente, sì varie. Signoreggiata in un tempo da' tiranni più crudeli, e governata in un altro da re più prudenti; ora soggetta al capriccio d'una plebaglia sfrenata e licenziosa, ora docile, e perfettamente sommessa all'autorità delle leggi e all'impeto della ragione, passa alternativamente dal servaggio più duro alla liberta più dolce, e da una specie di convulsioni e di movimenti frenetici ad una vita saggia, moderata, e tranquilla.“

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Georg Trakl 22
poeta austriaco 1887 – 1914
„Che t'inchioda sulla scala diroccata, nella casa dei tuoi padri? Un nero di piombo. Che sollevi con mano d'argento agli occhi; e le palpebre ripiombano come ebbre di papavero? Ma traverso il muro di pietra tu vedi il cielo stellato, la Via Lattea, Saturno; rosso. Furioso al muro di pietra picchia l'albero spoglio. Tu su scalini in rovina: albero, stella, pietra! Tu, azzurra fiera, che sommessa trema; tu, il pallido sacerdote che la scanna sul nero altare. Oh il tuo sorriso nel buio, triste e cattivo, che un bimbo nel sonno impallidisce. Una rossa fiamma balzava dalla tua mano e una farfalla s'abbruciava. Oh il flauto della luce; oh il flauto della morte. Che t'inchiodava sulla scala in rovina nella casa dei tuoi padri? Là alla porta picchia un angelo con dito di cristallo.(Da Metamorfosi del male)“

Frances Winwar 10
1900 – 1985
„«Sono Alfonsina Plessis» disse con un tono sommesso e uniforme. «Mio padre era un bruto e mia madre una santa. Iddio mi ha dato la bellezza e io la vendo.» (p. 66)“

Jean-François Melon 6
economista francese 1675 – 1738
„Che orrido spettacolo per un cittadino il vedere tanti milioni d'uomini nella miseria! Ma amari dispiaceri, se penetra egli, che ci sono mezzi facili d'impedire o di prevenire il loro infortunio! Lungi pur da noi, lungi dalla dolcezza del nostro Governo la orribile massima: Che quanto più miserabili sono i popoli, tanto più sono anche sommessi. La durezza di cuore bensì, ma non già la Politica, fu quella che l'ha dettata (cap II, ed. 1754, p. 103)“


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Torquato Tasso 105
poeta, scrittore e drammaturgo italiano 1544 – 1595
„Sommessi accenti, e tacite parole, | Rotti singulti, e flebili sospiri. (III, 6)“

Cormac McCarthy 85
scrittore statunitense 1933
„Che silenzio. Il ronzio sommesso del vento tra i fili. Alte piante di ambrosia lungo la strada. Fienarola e nolina. Più in là, fra le pietre degli arroyos, impronte di draghi. Le montagne di pietra grezza nell'ombra del tardo pomeriggio e verso est l'ascissa scintillante delle pianure desertiche, sotto un cielo dove cortine di pioggia si allungavano scure come fuliggine lungo tutto il quadrante. Vive in silenzio il dio che ha purgato questa terra con sale e cenere. (p. 38)“

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Katri Vala 1
1901 – 1944
„Non scorgo la tenebra del mio cammino, | colui non vedo che veglia la mortale sponda, | e che stava a chiamarmi sommesso: | tu verrai! || La felicità e il sole ridendo | si rincorron per il bianco monte. | Nel dolce tuo sguardo | tuffo i miei occhi, | due gai uccelli che si tuffan nel mare. || La mia mano assetata | colse un fiore strano, | gettato forse da Caronte | sul fiume mortale. | È fiore grigio, inodoro | e non ne so il nome. | Fu esso, o mio amore, | a dare ebbrezza amara | a questa nostra festa | sotto l'albero della vita? (Canzone per l'amato)“

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Umberto Eco 211
semiologo, filosofo e scrittore italiano 1932 – 2016
„Recentemente un discepolo pensoso (tale Critone) mi ha chiesto: "Maestro, come si può bene appressarsi alla morte?" Ho risposto che l'unico modo di prepararsi alla morte è convincersi che tutti gli altri siano dei coglioni.
[... ] cerca soltanto di pensare che, al momento in cui avverti che stai lasciando questa valle, tu abbia la certezza immarcescibile che il mondo (sei miliardi di esseri umani) sia pieno di coglioni, che coglioni siano quelli che stanno danzando in discoteca, coglioni gli scienziati che credono di aver risolto i misteri del cosmo, coglioni i politici che propongono la panacea per i nostri mali, coglioni coloro che riempiono pagine e pagine di insulsi pettegolezzi marginali, coglioni i produttori suicidi che distruggono il pianeta. Non saresti in quel momento felice, sollevato, soddisfatto di abandonare questa valle di coglioni?"
Critone mi ha allora domandato: "Maestro, ma quando devo incominciare a pensare così?" Gli ho risposto che non lo si deve fare molto presto, perché qualcuno che a venti o anche trent'anni pensa che tutti siano dei coglioni è un coglione e non raggiungerà mai la saggezza. Bisogna incominciare pensando che tutti gli altri siano migliori di noi, poi evolvere poco a poco, avere i primi dubbi verso i quaranta, iniziare la revisione tra i cinquanta e i sessanta, e raggiungere la certezza mentre si marcia verso i cento, ma pronti a chiudere in pari non appena giunga il telegramma di convocazione.
Convincersi che tutti gli altri che ci stanno attorno (sei miliardi) siano coglioni, è effetto di un'arte sottile e accorta, non è disposizione del primo Cebete con l'anellino all'orecchio (o al naso). Richiede studio e fatica. Non bisogna accelerare i tempi. Bisogna arrivarci dolcemente, giusto in tempo per morire serenamente. Ma il giorno prima occorre ancora pensare che qualcuno, che amiamo e ammiriamo, proprio coglione non sia. La saggezza consiste nel riconoscere proprio al momento giusto (non prima) che era coglione anche lui. Solo allora si può morire.
[... ] È naturale, è umano, è proprio della nostra specie rifiutare la persuasione che gli altri siano tutti indistintamente coglioni, altrimenti perché varrebbe la pena di vivere? Ma quando, alla fine, saprai, avrai compreso perché vale la pena (anzi, è splendido) morire.
Critone mi ha allora detto: "Maestro, non vorrei prendere decisioni precipitose, ma nutro il sospetto che Lei sia un coglione". "Vedi", gli ho detto, "sei già sulla buona strada." (da Come prepararsi serenamente alla morte. Sommesse istruzioni a un eventuale discepolo, La bustina di Minerva, L'Espresso, 12 giugno 1997)“


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Georg Trakl 22
poeta austriaco 1887 – 1914
„Nessuno è in casa. L'autunno alle camere; | sonate chiare di luna | e risvegliarsi al confine di una foresta in penombra. || Sempre tu pensi al bianco viso dell'uomo | lontano i clamori del tempo; | sopra il dormente si curva facile il verde dei rami, || una croce e la sera. | Stringe il suo canto con braccia di porpora un astro | che sorge al segno di finestre vuote. | Così nel buio trema l'ignaro | quando sommesso leva gli occhi a creature | ora distanti; una argentea voce dà il vento nell'atrio. (Hohenburg, p. 115)“

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Giancarlo Giannini 20
attore italiano 1942
„La scena del film Scent of a Woman che preferisco è quella del ballo, dopo l'invito fatto con voce sommessa pensando forse a promesse d'amore perdute, a sogni inevasi. Rivela la fantasia e il senso dello spettacolo degli americani, che fanno guidare una Ferrari a un cieco: gli italiani si sarebbero vergognati. Il film è in crescendo, ma io preferisco gli intermezzi più intimisti.“

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Emilio Cecchi 18
critico letterario e critico d'arte italiano 1884 – 1966
„Quando frequentando una casa, si vede un gatto con tutto l'aspetto d'un gatto, e che in tutto si comporta come gatto; ma invece a poco a poco si riconosce ch'è un bambino: un bambino non nato, che s'è travestito da gatto, e da quei tondi buchi degli occhi vi guarda con gli occhi del gatto. E si capisce che quei gemiti, quei sommessi miagolii, suonano come balbettate parole. Dall'innocente signora che siede con in grembo l'innocente gattino, a volte si distoglierebbe lo sguardo, come dall'assurdità inafferrabile quanto intollerabile d'uno di quei disegni del Grandville dove una placida papera o una lumaca madornale ha partorito e porge la poppa a un esserino con la testa di gatto.“

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Gianluca Nicoletti 112
giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1954
„Mi commuove la loro furia archivista del mio biascichio sommesso.“

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