Frasi su sommo

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George R. R. Martin 31
autore di fantascienza statunitense 1948
„Ricordami di dirlo al sommo septon" annuì Tyrion. "Se potessi pregare con il mio cazzo, sarei un tipo molto più religioso". (Tyrion)“

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Immanuel Kant 59
filosofo tedesco 1724 – 1804
„La scuola epicurea sosteneva che il sommo bene derivasse dall'arte e non dalla natura, come voleva la scuola cinica. La diversità tra le due scuole consisteva appunto in questo, che l'una affermava l'opposto dell'altra. Epicuro sosteneva che, se anche per natura non possedessimo alcun vizio, pure ne conserveremmo la tendenza, perciò l'innocenza e la semplicità non sono assicurate e deve intervenire l'arte. Su questo punto Zenone andava d'accordo con Epicuro, considerando la virtù come un prodotto dell'arte. (p. 10)“


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Pietro apostolo 14
apostolo di Gesù e primo papa della chiesa cattolica
„Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una serva del sommo sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo fissò e gli disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù» ma egli negò: «Non so e non capisco quello che vuoi dire». Uscì quindi fuori del cortile ed il gallo cantò. E la serva vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: «Costui è di quelli» ma egli negò di nuovo. Dopo un poco i presenti chiesero di nuovo a Pietro: «Tu sei certo di quelli, perché sei Galileo» ma egli incominciò ad imprecare ed a giurare: «Non conosco quell'uomo che voi dite». Per la seconda volta un gallo cantò. Allora Pietro si ricordò di quella parola che Gesù gli aveva detto: «Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre volte» e scoppiò in pianto. (14, 66 – 72)“

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Papa Giovanni Paolo II 156
264° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1920 – 2005
„IL genio educativo di San Giovanni Bosco si è manifestato in sommo grado nell'amore verso i giovani. Per poter educare, bisogna amare [... ] (p. 44)“

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Gigi Garanzini 34
giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1948
„Erano indiani, per davvero. O figli della rivoluzione del '68, o profeti di una dottrina che avrebbe cambiato per sempre il modo di fare calcio. E il loro capo-tribù si chiamava Rinus Michels. Il suo calcio totale che trasformava gli spazi in praterie era fatto di un possesso-palla esasperato, di accelerazioni improvvise, di pressione multipla sul'avversario col pallone, di fuorigioco alto quando non altissimo. Ma soprattutto era interpretato non più da specialisti dei vari ruoli, bensì da giocatori eclettici capaci di attaccare e difendere, di giocare senza palla prima ancora che con la palla, di muoversi con disinvoltura in ogni zona del campo stando sempre corti, compatti, ossessivi. Una nuvola biancorossa, quella dell'Ajax, una nuvola arancione, quella dell'Olanda. Con portieri che, una volta aboliti i ruoli specifici, si erano riciclati da liberi, interpretando la parte in maniera più spregiudicata. L'emicrania non venne soltanto a Maldini. Venne agli inglesi la prima volta che affrontarono l'Olanda di Michels, le punte scattavano sul risaputo lancio dalle retrovie e la nuvola arancione li aveva messi in offside non di tre, ma di dieci-quindici metri. Venne al sommo Brera, cui quei satanassi mandarono all'aria tutti i parametri atletici e tattici sino a li' elaborati: e Brera se ne vendicò ribattezzandoli «cicale» dopo la finale mondiale persa nel '74 dai tedeschi padroni di casa. È vero, nell'albo d'oro ci sono le formiche, che ad ogni buon conto si chiamavano Beckenbauer, Muller, Overath, Breitner, Mayer. Ma nell'archivio delle emozioni indimenticabili restano loro, restano quei 16 tocchi consecutivi olandesi dal fischio d'avvio al fallo di Vogts su Cruyff in area germanica. Il primo tedesco a toccare il pallone in quella finale fu Muller, riavviando il gioco dal disco di centrocampo dopo il rigore di Neeskens. Il generale Michels si prese la rivincita quattordici anni più tardi quando, sullo stesso campo, l'Olympiastadion di Monaco, decorò la bacheca olandese dell'unico trofeo conquistato sin qui, l'Europeo '88, firmato da una storica prodezza di Van Basten. Ma fu un indennizzo tardivo e mai fino in fondo assaporato. Perché pur nel rispetto di una matrice di massima, quella non era più la sua Olanda-totale. Tant'è vero che il suo fuoriclasse, Van Basten, era pienamente classificabile, in quanto prototipo del centravanti moderno: a differenza del fenomeno d'un tempo, Cruyff, che segnava sì a mitraglia ma che nessuno ha mai saputo battezzare se non come uomo-ovunque. (4 marzo 2005)“

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José Saramago 208
scrittore, critico letterario e poeta portoghese 1922 – 2010
„[Su Silvio Berlusconi] CHE FARE CON GLI ITALIANI? Riconosco che la domanda potrà sembrare alquanto offensiva a un orecchio delicato. Ma che succede? Un semplice privato che interpella un intero popolo, che gli chiede il conto per l'uso di un voto che, con sommo gaudio di una maggioranza di destra sempre più insolente, ha finito per fare di Berlusconi il padrone e signore assoluto dell'Italia e della coscienza di milioni di italiani? Anche se in verità, voglio dirlo subito, il più offeso sono io. Sì, proprio io. Offeso nel mio amore per l'Italia, per la cultura italiana, per la storia italiana, offeso, anche, nella mia pertinace speranza che l'incubo abbia fine e che l'Italia possa recuperare l'esaltante spirito verdiano che è stato, un tempo, la sua migliore definizione. E che non mi si accusi di star mescolando gratuitamente musica e politica, qualunque italiano colto e onorato sa che ho ragione e perché. (da Il Quaderno, traduzione di Giulia Lanciani, Bollati Boringhieri, Torino, 2009)“

Gianfranco Maselli 7
compositore, organista e musicologo italiano 1929 – 2009
„Nella musica sacra, Palestrina porta a un sommo grado di perfezione contrappuntistica il motetto e la messa, determinando con il suo stile il tipo di musica esclusivamente accettato dalla Controriforma per le funzioni religiose. (p. 20)“

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Carlo Dossi 81
scrittore, politico e diplomatico italiano 1849 – 1910
„Dante, come ogni altro grand'uomo, era pieno di sé – chè senza intima fiducia a nulla di sommo si arriva – e non solo tradisce questo in molte frasi della sua Divina Comedia, ma lo confessa francamente nel C. XIII del Purgatorio (dal v. 133 al 138) dove dice che non ha tanto paura di passare un po' di tempo nel luogo degli invidiosi, quanto in quello de' superbi. (n. 1085)“


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Aldo Capitini 67
filosofo, politico e antifascista italiano 1899 – 1968
„La protesta per il passo della morte è più religiosa che la sua accettazione, e il Leopardi è più religioso del Croce. Dal Leopardi possono venire le aperture pratiche religiose, dal Croce può venire il servizio ai valori. Il Croce è greco-europeo, perché la civiltà europea porta al suo sommo l'affermazione dei valori. Il Leopardi comprende questi (le virtù), ma cerca gl'individui, e li vede morire, non li trova più, sono i morti. È aperto, dunque, al tu; in potenza ci sono le aperture pratiche religiose. (p. 131)“

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Robert Jordan 85
scrittore statunitense 1948 – 2007
„Il Sommo Signore delle Tenebre è il mio Padrone e con tutto il cuore lo servo fino all'ultimo brandello dell'anima mia. Guarda, il mio Padrone è il Padrone della morte. Senza nulla chiedere lo servo in attesa del Giorno della sua venuta, tuttavia lo servo nella certezza della vita eterna. Di sicuro i fedeli saranno esaltati sulla terra, esaltati al di sopra degli increduli, al di sopra dei troni, tuttavia io lo servo umilmente in attesa del Giorno del suo Ritorno. Rapido giunge il Giorno del Ritorno. Rapido giunge il Sommo Signore delle Tenebre, a guidarci e a regnare sul mondo ora e per sempre. (Bors: Prologo)“

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Giuseppe Baretti 11
critico letterario, traduttore e poeta italiano 1719 – 1789
„Quel Benvenuto Cellini dipinse quivi sé stesso con sommissima ingenuità, e tal quale si sentiva d'essere [... ], cioè animoso come un granatiere francese, vendicativo come una vipera, superstizioso in sommo grado e pieno di bizzarria e di capricci; galante in un crocchio d'amici, ma poco suscettibile di tenera amicizia; lascivo anzi che casto; un poco traditore, senza credersi tale; un poco invidioso e maligno; millantatore e vano, senza sospettarsi tale; senza cirimonie e senza affettazione; con una dose di matto non mediocre, accompagnata da ferma fiducia d'essere molto savio, circospetto e prudente. Di questo bel carattere l'impetuoso Benvenuto si dipinge nella sua vita senza pensarvi su più che tanto, persuasissimo sempre di dipingere un eroe. Eppure quella strana pittura di sé stesso riesce piacevolissima a' leggitori, perché si vede chiaro che non è fatta a studio, ma che è dettata da una fantasia infuocata e rapida, e ch'egli ha prima scritto che pensato; e il diletto che ne dà, mi pare che sia un po' parente di quello che proviamo nel vedere certi belli ma disperati animali armati d'unghioni e di tremende zanne, quando siamo in luogo da poterli vedere senza pericolo d'essere da essi tocchi ed offesi. (da La Frusta letteraria, vol. 1, Società tipograf. de' classici Italiani, Milano, 1838, p. 232)“

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Flavio Claudio Giuliano 2
imperatore romano 331 – 363
„Adesso giunge, o compagni, il tempo più adatto per allontanarsi dalla vita, che è reclamata dalla natura. Esulto, come colui che sta per restituire un debito in buona fede. Non sono afflitto e addolorato (come alcuni pensano). Sono guidato dalla opinione generale dei filosofi che l'anima sia più felice del corpo. E osservo che, ogni volta che una condizione migliore sia separata da una peggiore, occorre rallegrarsi piuttosto che dolersi Noto anche che gli dei celesti donarono ad alcuni molto religiosi la morte come sommo premio. Ma so bene che quel compito mi è stato affidato non per soccombere nelle ardue difficoltà, né per avvilirmi, né per umiliarmi. Ho imparato a conoscere per esperienza che tutti i dolori colpiscono chi è senza energia, ma cedono di fronte a coloro che persistono.“


Domenico Tumiati 14
scrittore e drammaturgo italiano 1874 – 1943
„Varcata la soglia, i miei occhi furono colpiti da una muraglia di porcellana, dalle tinte verdi, rosee, azzurre, in disegni minuti, girata attorno da un portico, tappezzato di stuoie. Deponemmo le nostre calzature, e penetrammo in questo gioiello di vecchia porcellana. La luce, filtrando dalle finestre e dalle transenne colorate, rischiarava sedici piccole cupole bianche, giranti su nove colonne di alabastro.... Intorno, era un intreccio di trafori bianchi, di rose, di fiori, di rabeschi, dalle tinte scolorite, che parevano il riflesso di un mondo fantastico, oltre la vita. Noi camminavamo, come ombre, su quattro morbidi tappeti di Persia, che rivestivano il pavimento [... ] A sommo delle pareti scintillanti, girava una scritta di maiolica, celebrante la grandezza divina; e al di sopra di un fregio a minutissimi trafori, che coronava le quattro pareti, si incurvavano le vôlte leggiere di una loggia, che lasciava travedere altre scintillazioni di maiolica e travature aeree di legno fiorito. [... ] L'anima dell'antica moschea mi tenne avvinto: una grazia misteriosa, senza volto e senza nome, sorrideva al mio spirito. (da Musica al vento! Tarabolus, 13 gennaio 1905, Le Moschee; pp. 51-52)“

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Luigi Settembrini 27
scrittore e patriota italiano 1813 – 1876
„Dopo il 1830 nacque una nidiata di giornali, che sebbene parlassero di sole cose letterarie, e dicessero quello che potevan dire, pure ei si facevano intendere, erano pieni di vita e di brio, e toccavano quella corda che in tutti rispondeva. Era moda parlare d'Italia in ogni scritturella, si intende già l'Italia dei letterati: e sebbene molti avessero la sacra parola pure al sommo della bocca, nondimeno molti altri l'avevano in cuore. (p. 21)“

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Dante Alighieri 217
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„Nell'origin sua la poesia è la scienza delle umane e divine cose, convertita in immagine fantastica ed armoniosa.
La quale immagine noi, sopra ogn'altro poema italiano ravvisiamo vivamente nella Divina Commedia di Dante, il quale s'innalzò al sommo nell'esprimere, ed alla maggior vivezza pervenne, perché più largamente e più profondamente d'ogni altro nella nostra lingua concepiva: essendo la locuzione immagine dell'intelligenza, da cui il favellare trae la forza e il calore. E giunse egli a sì alto segno d'intendere e profferire, perché dedusse la sua scienza dalla cognizione delle cose divine, in cui le naturali, e le umane e civili, come in terso cristallo, riflettono... (Giovanni Vincenzo Gravina)“

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Alfred Edmund Brehm 40
biologo e scrittore tedesco 1829 – 1884
„Rapisce tutto quello a cui arriva, ed agguaglia perfettamente in scaltrezza i nostri lupi e le volpi. Di notte penetra sovente nei villaggi indiani, e nell'inverno non è raro vederlo trottare di giorno appunto come il nostro lupo per la neve ed il freddo. Al tempo della riproduzione dimora in tane che si scava da sè ed in caverne, ove nell'aprile la femmina partorisce da sei a dieci figli. Il tempo degli amori ricorre in gennaio e febbraio e sovraeccita in sommo grado il lupo delle praterie, come tutti i cani. In quel tempo si ode la sua voce nella prateria: è un latrato particolare, alquanto prolungato al fine, che ricorda il grido della nostra volpe. (p. 467)“

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