Frasi su sopracciglio

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Ennio Cavalli 7
poeta e giornalista italiano 1947
„Lattuada apre la porta della terrazza per far entrare il gatto e uno spiffero riacutizza la lombaggine. Corre a prendere un pullove. In salotto c'è un pianoforte a coda, ampie poltrone e al centro un tavolinetto conserva «sottovetro» disegni con dedica di amici pittori. Siamo nella sua casa romana, non lontano da piazza Ungheria. Il regista torna avvolto nel cardigan grigio. Ha sopracciglia folte, occhi stretti e beffardi attraversati da un lampo indagatorio, gli stessi incerti parenti baffetti delle prime foto di lavoro con Mario Soldati.“

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Stephan El Shaarawy 4
calciatore italiano 1992
„Rino Gattuso appena si è accorto delle prime aggiustatine alle sopracciglia ha cominciato a cazziarmi di brutto: "tu devi pensare solo a giocare, hai capito?" Grande. Mi mancherà.“


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Andy Warhol 69
pittore, scultore, regista, produttore cinematografico, ... 1928 – 1987
„Avevo tanti impegni, ma ho deciso di restare in casa a tingermi le sopracciglia. (da The Andy Warhol Diaries, 1989)“

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Prosper Mérimée 11
scrittore, storico e archeologo francese 1803 – 1870
„Dubito assai che la signorina Carmen fosse di razza pura; se non altro era infinitamente pù graziosa di tutte le donne del suo popolo che mi sia mai capitato di incontrare. Perché una donna sia bella – dicono gli spagnoli – bisogna che riunisca in sé trenta se o, se si vuole, che si possa definire mediante dieci aggettivi adatti ciascuno a tre parti della sua persona. Deve avere ad esempio tre cose nere: gli occhi, le palpebre, le sopracciglia; tre sottili: le dita, le labbra, i capelli ecc. Vedete Brantôme per il resto. (p. 19)“

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Pierre de Bourdeille 1
storico e biografo francese 1540 – 1614
„Lo spagnolo dice che una donna per essere perfettamente ed assolutamente bella deve avere trenta belle condizioni. Tre cose bianche: pelle, denti e mani. Tre nere: occhi, sopracciglia, palpebre. Tre rosse: labbra, guance, unghie. Tre lunghe: corpo, capelli, mani. Tre corte: denti, orecchie, piedi. Tre larghe: petto, fronte, spazio fra le sopracciglia. Tre strette: bocca, vita, caviglia. Tre grosse: braccia, coscia, polpaccio. Tre sottili: dita, capelli, labbra. Tre piccole: capezzoli, naso, testa. (da Vies des dames galantes; citato in Prosper Mérimée, Carmen, traduzione di Franco Montesanti, Garzanti Editore, 1984)“

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William Shakespeare 200
poeta inglese del XVI secolo 1564 – 1616
„Oh Cielo misericordioso: uomo, non calcarti il cappello sulle sopracciglia: dai parole al dolore; il dolore che non parla, sussurra al cuore sovraccarico e gli ordina di spezzarsi. (Malcolm: atto IV, scena III)“

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Stephen King 248
scrittore e sceneggiatore statunitense 1947
„Susannah guardò Eddie inarcando le sopracciglia. Eddie le rispose con un'espressione che significava: te lo dico dopo. Fu quel tipo di comunicazione non verbale, semplice e perfetta, che viene così naturale alle persone che si amano.“

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Josh Brolin 1
attore statunitense 1968
„[In riferimento al lavoro di Woody Allen sul set] Non lo vedrai mai urlare, se non è contento al massimo alza un sopracciglio.“


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Allen Steele 13
autore di fantascienza statunitense 1958
„Deludermi? — Innalzò un sopracciglio, mentre estraeva un accendino placcato d'oro. — Nient'affatto. In effetti, lei può essere la risposta a un certo mio problema. E io posso essere la risposta al suo. (p. 58)“

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Amaruka 3
poeta indiano
„All'erompere del fiore, quando l'amante in un fremere delle labbra implora segretamente un bacio, | accennando con le sopracciglia lei, vita tenue, lontana dal letto dei giochi appassionati, | celando con il lembo della veste il volto dalle guance colme di sorriso, | scuote la testa e oscilla i mazzolini alle orecchie, lentamente. (108, in Poesia indiana classica)“

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Dean Martin 29
cantante e attore statunitense 1917 – 1995
„[Jerry Lewis descrive il suo primo incontro con Dean] Di colpo, tra Broadway e la Cinquantaquattresima, Sonny vide qualcuno che attraversava la strada: un uomo alto, scuro e incredibilmente bello, con un cappotto di cammello. Si chiama Dean Martin, disse Sonny. Il solo guardarlo mi intimidì: Come fa uno a essere così bello? [... ] Attraversammo la strada. Mi entusiasmai nuovamente nel vedere da vicino quanto fosse bello: un viso lungo e duro, un grande profilo, sopracciglia e ciglia spesse e nere. [... ] Emanava una sorta di scintillio. Più in là avrei imparato la parola "carisma". All'epoca sapevo solo che non riuscivo a distogliere lo sguardo dall'amico di Sonny. [... ] Mi piacque, mi piacque all'istante. [... ] Aveva una voce calda e indolente, con una leggera inflessione del sud. Sembrava infischiarsene del mondo, come se conquistasse tutti ovunque andasse. Ne ero convinto. Di lui sapevo solo che era indebitato fino al collo. (pp. 9-10-11)“

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Laurence Olivier 18
attore e regista britannico 1907 – 1989
„Poi si piegò verso di me e mi disse: "La tua debolezza sta… qui" e mise la punta del mignolo sulla mia fronte, alla base dell'attaccatura dei capelli e la fece scivolare giù per fermarsi nel profondo incavo tra le sopracciglia e l'inizio del naso. Capii immediatamente la saggezza di quella dichiarazione. C'era ovviamene un po' di timidezza nel mio sguardo. Capii questa cosa così a fondo che oscurò i miei primi anni da attore. Non sto imputando a Elsie Fogerty la responsabilità di un blocco psicologico, non è così, sapevo che era vero, che c'era una debolezza lì. Durò finché scoprii il protettivo riparo di un naso finto e provavo un piacevole senso di relax e di sollievo quando una parte richiedeva l'aggiunta di qualche posticcio alla mia faccia, il che mi permetteva di nascondermi dietro un personaggio estraneo e mi evitava una cosa imbarazzante come la rappresentazione di se stessi. (p. 29)“


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Giovanni Papini 80
scrittore, poeta e aforista italiano 1881 – 1956
„Tùndalo, filosofo impossibilista, scandagliava un giorno il suo viso nella specchiera di una locanda e diceva fra sé: «Vedo due sopraccigli, due occhi, due narici, e due orecchi. Perché mai Dio ci ha dato una sola bocca? Eppure io penso che ci vorrebbe una bocca per divorare, per mordere, per vomitare e per urlare e un'altra bocca per sorridere, per baciare e per cantare». (pag. 112)“

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Terry Pratchett 177
scrittore e glottoteta britannico 1948 – 2015
„E così» disse, «lei è un alchimista. Macchie di acido sulle mani e niente sopracciglia».
«Giusto, signore».
«Non è facile trovare un nano che si occupi di quella professione. Voi di solito lavorate nella fonderia di un qualche zio o roba del genere».
Voi, notò il nano. «Non ho un gran rapporto col metallo» rispose.
«Un nano che non ha un gran rapporto col metallo? Deve essere unico!»
«Abbastanza raro, signore. Ma ero piuttosto bravo in alchimia».
«Membro della Gilda?»
«Non più, signore».
«Oh, davvero? Come ha lasciato la Gilda?»
«Dal tetto, signore. Ma sono abbastanza sicuro di quello che ho sbagliato». (pag. 25)“

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Terry Pratchett 177
scrittore e glottoteta britannico 1948 – 2015
„Quando era una ragazzina, sua nonna le aveva dato quattro importanti consigli per guidare i suoi giovani passi sui sentieri imprevedibilmente tortuosi della vita.
Eccoli:
mai fidarsi di un cane con le sopracciglia arancioni;
prendi sempre nome e indirizzo del giovanotto;
mai restare incastrata fra due specchi;
e indossa sempre biancheria pulita tutti i giorni, perché non si può mai sapere, e se un giorno vieni investita da un cavallo in corsa e muori, e la gente si accorge che la tua biancheria non è all'altezza morirai di vergogna.
Poi Desiderata divenne una strega. E uno dei vantaggi minori dell'essere una strega è sapere esattamente quando morirai, perciò puoi indossare la biancheria che preferisci. (Il che la dice lunga sulle streghe.) (pag. 11)“

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Igor Sibaldi 31
traduttore, saggista e scrittore italiano 1957
„Sulla vita [... ] è un testo difficile, lento – e non soltanto per la complessità dell'argomento, ma proprio per la qualità, la tormentata qualità della sua prosa. Ampie parti di esso appaiono come territori paludosi, in cui si fatica a procedere, ci si impantana, e in cui càpita al lettore di vedersi scomparire del tutto la strada di sotto i piedi, per poi vederla riemergere soltanto qualche pagina dopo: con la spiacevole sensazione che ciò che riemerge sia un tratto già percorso, o magari che il tratto principale sia rimasto indietro chissà dove. Si va lenti, si aggrottano le sopracciglia, ci si ferma per fare il punto e si prosegue perplessi. Si stenta a credere che per un anno intero un Tolstòj entusiasta e nel pieno delle sue energie intellettuali, abbia lavorato intensamente ed esclusivamente a queste pagine, e vien quasi voglia di giustificare il tetro arcivescovo Nikanòr [... ]. È vero, di sofismi ce n'è eccome – anche se non quelli che molto probabilmente intendeva Nikanòr, il quale, da buon prete, doveva ritener sofistici tutti i riferimenti al Vangelo non fondati sull'interpretazione consueta, dogmatica, di esso. (da Introduzione, in Della vita, Oscar saggi Mondadori, Milano, 1991, pp. 11-12. ISBN 88-04-34731-7)“

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