Frasi su soprannome


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Gene Gnocchi 166
comico, conduttore televisivo e ex calciatore italiano 1955
„Non corrisponde assolutamente a verità che il gufo assegni a ogni compagno un soprannome.“

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Gilbert Arenas 3
cestista statunitense 1982
„[Sul suo soprannome Hibachi] Lo urlo mentre tiro. L'hibachi è un forno giapponese, caldo come la mia mano quando faccio sempre canestro.“


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Gianni Agnelli 72
imprenditore italiano 1921 – 2003
„[Ho dato a Del Piero il soprannome Pinturicchio] Per l'estetica, per il modo di giocare. Lui è uno che lavora poco, ma i suoi gol sono sempre eccellenti.“

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Robert Szatkowski 6
wrestler statunitense 1970
„Io sono il Whole F*ckin' Show! [Soprannome a lui affibiato] (ECW One Night Stand, 12 giugno 2005)“

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Guido Meda 72
giornalista e conduttore televisivo italiano 1966
„Pol legnoverde Espargaró [Soprannome dato quando a Pol Espargaró venne una malattia al braccio chiamata legnoverde; da allora fu sempre chiamato così]“

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Renato Poggioli 15
critico letterario italiano 1907 – 1963
„[A proposito di Vjačeslav Ivanov] Lo stile fastoso e solenne gli guadagnò [... ] il soprannome di "Venceslao il Magnifico": perché la lingua di questo poeta è rituale e liturgica anche quando i temi sono profani e pagani.“

„A poco a poco, Lucy Negro (forse questo era un soprannome) precipitò, più che discese, lungo tutti i gradini della scala sociale alla cui sommità si era trovata per qualche tempo, divenendo prostituta dapprima, poi tenutaria di una casa di piacere.“

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Giorgio Calcaterra 5
atleta italiano 1972
„Fagocitato dagli eventi della mia vita non sto scrivendo quasi più. D'altra parte ultimamente ho ripreso a guidare il mio taxi, ma non ho lasciato il lavoro nel mio negozio, quindi il tempo che mi rimane è veramente poco… Questa non è una bella cosa! Anni addietro il soprannome che mi avevano dato le riviste e i giornali era lo staconovista… e in effetti sia nella corsa che nel lavoro qualche volta lo sono.“


„Stalin, che allora preferiva il soprannome di Koba, cioè L'indomabile, nome di un eroe popolare georgiano, era senza mezzi per vivere, senza amici, deluso e insoddisfatto, ma era conosciuto come un rivoluzionario. Le condizioni ideali per gli ufficiali dell'Ocrana, che provvedevano ad addestrare le reclute in appartamenti segreti della città. La materia principale dell'insegnamento era l'arte di «coprirsi» e di provocare, in modo che gli altri venissero allo scoperto, per essere catturati dalla polizia.“

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Claudio Rendina 35
scrittore, poeta e giornalista italiano 1938
„Autobiografia, certo. Justine infatti nasce sulla scia dell'affaire Trillet, che ha causato a Sade la prigionia a Vincennes, con il successivo trasferimento alla Bastiglia. E indiscutibile che quel giugno del 1787 Sade evochi per Les Infortunes de la Vertu la figura della bella Catherine Trillet, cameriera in servizio al castello di La Coste, dove veniva chiamata con il soprannome di Justine e che, vittima consenziente dei desideri morbosi del marchese, aveva rifiutato di tornare dal padre che ne reclamava il ritorno a casa sua.“

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Girolamo Arnaldi 8
storico italiano 1929 – 2016
„Cesare Borgia, detto anche il Valentino, tra il 1499 e il 1503 divenne signore di uno Stato che abbracciava parte della Romagna, delle Marche, dell'Umbria e della Toscana.
Nacque intorno al 1475 da Rodrigo Borgia, che dal 1498 fu papa col nome di Alessandro VI ed appoggiò con tutte le sue forze la politica del figlio. Nello stesso anno in cui il padre fu eletto papa, Cesare rinunciò alla dignità cardinalizia ed ebbe dal re di Francia la contea di Valentinois (da cui derivò il soprannome), aggiungendola agli innumerevoli benefici ecclesiastici concessigli dal padre.“

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Donatien Alphonse François de Sade 44
scrittore, filosofo e poeta francese 1740 – 1814
„Autobiografia, certo. Justine infatti nasce sulla scia dell'affaire Trillet, che ha causato a Sade la prigionia a Vincennes, con il successivo trasferimento alla Bastiglia. E indiscutibile che quel giugno del 1787 Sade evochi per Les Infortunes de la Vertu la figura della bella Catherine Trillet, cameriera in servizio al castello di La Coste, dove veniva chiamata con il soprannome di Justine e che, vittima consenziente dei desideri morbosi del marchese, aveva rifiutato di tornare dal padre che ne reclamava il ritorno a casa sua. (Claudio Rendina)“


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Emanuela Audisio 31
giornalista e scrittrice italiana 1953
„Abbandonando il suo adorato hockey per il tennis non aveva scelto il suo divertimento preferito, ma aveva abbracciato una fede. Bjorn in svedese vuol dire orso. Come soprannome parve poco, allora gliene aggiunsero altri: Ice Borg, Computer, Robot. Veniva dal profondo nord quindi nessuno si preoccupò della sua scarsa loquacità, della sua fredda umanità, e del fatto che fuori campo pareva sempre un po' assente. Quando gli parlavano del mondo, delle cose che succedevano, lui ringraziava. Con molta educazione.“

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René Lacoste 7
tennista e stilista francese 1904 – 1996
„Il soprannome mi venne dato dai miei compagni di squadra. A Boston, dove ci trovavamo per affrontare l' Australia in una semifinale di Coppa Davis, mi accadeva ogni giorno di passare di fronte ad un negozio chic, che esponeva una borsa in pelle di coccodrillo, adatta a contenere le mie racchette. La mia ammirazione per la borsa suscitò il divertimento generale, tanto che Pierre Gillou, il nostro capitano, mi promise che, se avessi vinto i miei due singolari, me l' avrebbe regalata. L' immagine del coccodrillo divenne un simbolo fortunato, tanto che lo feci ricamare sui blazer bianchi da tennis e, in seguito, sulle camicette.“

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Sandro Mazzola 11
calciatore italiano 1942
„[Su Giacinto Facchetti] Era una grande figura sia in campo che fuori. È stato un compagno di squadra meraviglioso, uno dei punti di riferimento della squadra. Il primo terzino fluidificante dell'era moderna, Cabrini è arrivato molto dopo. Sempre pronto a lottare, un grande. Il gigante buono era un soprannome perfetto: aveva una grande forza fisica ed era molto buono. (citato in Mazzola: "Compagno meraviglioso sempre pronto a lottare", Repubblica. it, 4 settembre 2006)“

William Cutberth Faulkner 29
scrittore 1896 – 1962
„È semplicemente incredibile. Non spiega niente, ecco. O forse è così: loro non spiegano e noi non siamo tenuti a sapere. Noi abbiamo vecchi racconti tramandati di bocca in bocca; riesumiamo da vecchi bauli e casse e cassetti lettere senza indirizzo o firma, in cui uomini e donne che un giorno vissero e respirarono sono adesso mere iniziali o soprannomi coniati da qualche affetto ora incomprensibile che a noi suonano come sanscrito o Chocktaw; noi vediamo confusamente delle persone, le persone nel cui sangue e seme vivente noi stessi giacevamo in un sonno d’attesa, in quella umbratile attenuazione del tempo, assurte ora a proporzioni eroiche, tornate a compiete i loro atti di semplice passione e semplice violenza, impervie al tempo e inesplicabili. Sì, Judith, Bon, Henry, Sutpen: tutti quanti. Loro ci sono, eppure manca qualcosa; sono come una formula chimica riesumata insieme alle lettere da quel cassone dimenticato, accuratamente, la carte vecchia e sbiadita che va in pezzi, la scrittura sbiadita, quasi indecifrabile, eppure piena di significato, familiare quanto a forma e senso, nome e presenze di forze volatili, ma nulla accade; tu rileggi, pedante e attento, riflettendo bene, accertandoti di non aver dimenticato nulla, di non aver commesso errori di calcolo; tu le ricomponi ancora e nulla accade: semplicemente le parole, i simboli, le forme in sé stesse, umbratili, imperscrutabili e serene, contro quel turgido sfondo di un orribile e sanguinoso groviglio di affari umani. (libro Assalonne, Assalonne!)“

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