Frasi su sopravvento

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Helen Keller 30
scrittrice, attivista e insegnante statunitense 1880 – 1968
„Una volta conoscevo l'abisso dove non c'è speranza e dove l'oscurità si stende su ogni oggetto. Fu allora che l'amore venne e liberò la mia anima. Una volta conoscevo soltanto oscurità e immobilità. Ora conosco la speranza e la gioia. Una volta piagnucolavo e davo pugni contro il muro che mi teneva rinchiusa. Ora mi rallegro nella consapevolezza di poter pensare, agire e ottenere il Paradiso. La mia vita non aveva passato né futuro. Un pessimista avrebbe detto che [in quelle condizioni] "la morte è qualcosa da desiderare fervidamente". Ma una piccola parola cadde dalle dita di un'altra sulla mia mano che si aggrappava al vuoto e il mio cuore afferrò l'estasi della vita. La notte scappò di fronte alla luce del pensiero e l'amore e la gioia presero il sopravvento sull'obbedienza alla scienza. Può mai una persona che è scappata da una tale cattività, che ha provato il brivido e la gloria della libertà, essere pessimista?“

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Bruno Pizzul 34
giornalista e ex calciatore italiano 1938
„Colpo di testa di Brio, palla in fallo laterale... la Juventus vince la Coppa dei Campioni battendo per 1 a 0 il Liverpool. Nella fase finale della serata ha ripreso il sopravvento... il fatto sportivo... e consentite che l'uomo sportivo... lo sportivo esulti per questo successo della Juventus, che è successo del calcio italiano, anche se l'uomo conserva l'amarezza e il dolore di una serata resa luttuosa da quanto è successo prima della partita. I novanta minuti di gioco sono stati invece disputati esemplarmente dalle due formazioni, in particolare dalla Juventus, che coglie così l'unico alloro che ancora mancava al suo inimitabile palmarès. La Juventus si aggiudica allo Stadio Heysel di Bruxelles la Coppa dei Campioni, battendo per 1 a 0 i detentori del Liverpool. [Juventus-Liverpool, 29 maggio 1985, telecronaca dopo il fischio finale]“


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Umberto Galimberti 93
filosofo e psicoanalista italiano 1942
„In questo modo il valore personale finisce con l'essere il fattore più insignificante nel reperimento di un posto di lavoro, con conseguente frustrazione personale e cattivo funzionamento della società, dove solo per caso o pura combinazione è dato incontrare la persona giusta al posto giusto. Capiamo così perché in Italia la lotta alla mafia non sarà mai vinta, perché la mafia non è altro che la versione truculenta del costume diffuso, dove la parentela, la conoscenza, lo scambio di favori, in una parola, la rete "familistica" ha il sopravvento sul riconoscimento dei valori personali e sui diritti di cittadinanza. Che fare? Ben poco si può fare finché non si eleva il livello di civiltà che ha come suo primo pilastro il riconoscimento del valore degli individui. A questo proposito gli americani potrebbero insegnarci qualcosa e, visto che oggi la cultura diffusa si proclama filo-americana, potremmo importare da loro quest'unica virtù in cui eccellono. Ma forse il nostro filo-americanismo significa solo fare i nostri traffici sotto la loro protezione.“

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Karl Rahner 27
gesuita e teologo tedesco 1904 – 1984
„È un vero pacifista chi è capace di cambiare opinione, perché solo così si può sperare di poter riappacificare avversari che sostenevano pareri diversi. È pacifista solo chi è capace di rimetterci, dando ragione al suo cosiddetto avversario e terminando una discussione diverso da come è entrato. È pacifista chi riesce a lodare almeno una volta il sostenitore di opinioni e di decisioni contro le quali egli è convinto in coscienza del proprio dovere di resistenza e opposizione. È pacifista chi tratta con pazienza e cortesia anche chi gli dà sui nervi. Siamo pacifisti solo quando non disprezziamo gli atteggiamenti e gli sforzi degli altri con grossolani e declassanti giudizi facili da evitare; quando abbandoniamo il nostro modo di pensare fatto di luoghi comuni; quando cerchiamo di scoprire, dietro le parole, il concetto sul quale siamo forse dello stesso parere. Siamo pacifisti solo se confrontiamo noi stessi con gli ideali degli altri, secondo le possibilità reali; quando non difendiamo il nostro prestigio sociale e combattiamo in modo leale e corretto, anche se questa correttezza dovesse diminuire le possibilità della nostra vittoria.
Serviamo la pace solo se abbiamo davvero capito che possiamo assumerci delle responsabilità anche esitando o tacendo, se stimiamo i politici solo quando si dimostrano veri uomini in tutte le situazioni e non banali rappresentanti del nostro egoismo e quando sospettiamo dei politici che ci danno troppo ragione, confermando la nostra opinione. Avremo la beatitudine promessa dal Vangelo agli operatori di pace, quando combatteremo per la libertà nostra e per quella degli altri, e impareremo, piano piano, a sentire nostra l'ingiustizia commessa non solo verso noi stessi, ma anche verso gli altri.<br /Ci sono anche piccole virtù quotidiane del pacifista. È cortese verso chi gli è subordinato e non è servile davanti a quelli più potenti di lui. Mette di fronte al suo errore chi ha mancato, ma sa tacere di fronte agli altri. Non si considera troppo importante ed insostituibile; sa che in tutti noi l'autodifesa tende a prendere il sopravvento sull'autocritica; sa anche di poter delegare la responsabilità e non crede sempre di fare tutto meglio degli altri. Sa che a volte è meglio che l'altro faccia bene qualcosa che lui stesso avrebbe fatto meglio, perché la libertà dell'altro, che è veramente la cosa più importante, può svilupparsi solo quando gli si permette di fare bene ciò che sa fare. Il pacifista non si fa costringere ad accettare alternative primitive; tenta di formulare gli argomenti del suo avversario nel modo migliore e più convincente di quanto lui stesso non sia riuscito a fare, perché il pacifista non cerca la misera vittoria su un avversario che ha già ridotto ad un fantoccio. Cerca, invece, di superare i propri pregiudizi là dove riconosce che si tratta di parzialità emotiva, perché sa che siamo ancora fin troppo ottusi dove crediamo di essere aperti. Il pacifista cerca di convincersi sempre che l'altro non è sciocco o cattivo solo per il fatto che sostiene un'altra opinione; si rende conto, infatti, che le possibilità di essere sciocchi o cattivi, e quindi egoisti, sono regolarmente presenti in tutti gli uomini. (Da La pace come impegno, 1968; pp. 138-139)“

Gilles Deleuze 16
filosofo francese 1925 – 1995
„[Su Spinoza e l'Ethica] Esistono senza dubbio passioni tristi che hanno un'utilità sociale, ad esempio la paura, la speranza, l'umiltà, il pentimento, ma solo quando gli uomini non vivono sotto la guida della ragione. Rimane comunque il fatto che ogni passione, dal momento che implica tristezza, è cattiva in quanto tale: anche la speranza e la sicurezza. Lo Stato è tanto più perfetto quanto più poggia su affetti di gioia: l'amore della libertà deve prendere il sopravvento sulla speranza, la paura e la sicurezza. L'unico dettame della ragione [... ] consiste nel concatenare il maggior numero di gioie passive col maggior numero di gioie attive. Infatti, la gioia è un'affezione passiva che aumenta la nostra potenza di agire, e solo la gioia può essere un'affezione attiva. [... ] Il sentimento della gioia è il sentimento propriamente etico. (da Spinoza e il problema dell'espressione, p. 213)“

Teresa Sensi 6
scrittrice e giornalista italiana 1900 – 1993
„Quando fu sola, il pensiero di Lucio s'impossessò ancora di lei. Nascose la testa tra le braccia abbandonate sulla tavola. Udiva giungere boati di piroscafi che lasciavano il porto, passi e voci che si smorzavano nella calle. Anche dalla sua immobilità, ogni cosa pareva partirsi, perdersi in lontananze oscure, E si sentiva annullata, sola, con tutto l'amore che anelava dentro.
«Non dovevo restare. Perché sono restata?»
E le pareva che più niente rispondesse a quella interrogazione, e che tutti seguissero una loro strada, un loro destino.
«Neppure Stefano avrà bisogno di me, se comincia a tradire se stesso. Vuol salire, arrivare. È giusto: ma il punto d'arrivo è diverso, e sarà per lui un inganno.»
Il pensiero di Lucio tornò ad avere il sopravvento. Si concretò nel nome di quella via sconosciuta: «Gergenstrasse, Georgenstrasse...». Anch'esso le suggeriva giri di ruote, rumore di veicoli in corsa. E lei rimaneva ferma, immobile, come il masso levigato contro cui si frangono e passano oltre le acque di un torrente.“

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Umberto Curi 3
filosofo italiano 1941
„Il termine demokratía comincia a circolare verso la fine del VI secolo avanti Cristo, con una accezione prevalentemente dispregiativa. In entrambe le componenti della parola. Da un lato, infatti, krátos non significa affatto genericamente «potere» (come per lo più si ritiene), ma si riferisce piuttosto a quella forma di potere che scaturisce da, e si fonda su, l’uso della forza. Analogamente, il termine démos viene adoperato per denominare non la totalità della popolazione, ma quella parte, ancorché maggioritaria, del popolo, che è in possesso di alcuni requisiti. Le occorrenze di démos nel senso di regime popolare, cioè di democrazia, sono pochissime e si trovano concentrate nel celebre dibattito sulle costituzioni, svoltosi verso la metà del V secolo. Le altre attestazioni di démos si presentano sostanzialmente come valutazioni negative della democrazia, quali potevano essere espresse soprattutto dai suoi avversari, i quali contestavano a questa forma di governo il fatto di privilegiare i (molti) cattivi, rispetto ai pochi (buoni), ovvero di pretendere che a governare fosse una moltitudine indistinta, anziché gli áristoi, i «migliori». Insomma, pur nell’estrema variabilità di significati, da un lato demokratía indica il dominio coercitivo, esercitato con la forza, di quella parte del popolo che è il démos (con la drastica esclusione delle donne), mentre dall'altro lato essa esprime il sopravvento della componente quantitativamente, ma non qualitativamente, più significativa del popolo.“

Aldo Valori 1
scrittore e giornalista italiano 1882 – 1965
„A poco a poco tutto diventa calcolo e opportunismo. Era il corrotto costume politico italiano che riprendeva il sopravvento; mentre il fascismo, inteso nel senso migliore, avrebbe dovuto conquistare l'Italia, era l'Italia che conquistava il fascismo, lo assorbiva, lo riplasmava secondo i propri vizi tradizionali. Mi colpì una volta una frase di Giuseppe Prezzolini: ciò che mi fa paura, mi disse, non è il fascismo, ma il fatto che il fascismo è italiano. ()“


Luigi Pintor 62
giornalista, scrittore e politico italiano 1925 – 2003
„Si può leggere la storia come un continuo tentativo degli uomini di uscire dalla propria condizione infelice ricorrendo a ogni sorta di rimedi esteriori e interiori. Un diverso ordine sociale (le rivoluzioni), un'elevazione o alienazione spirituale (le religioni), le protesi tecnologiche che oggi hanno preso di gran lunga il sopravvento. Ma nessuna di queste escogitazioni ha raggiunto lo scopo né può raggiungerlo perché si tratta di correttivi utili o dannosi che non vanno in nessun caso alla radice del male.“

Antonio Manzini 9
attore, sceneggiatore e regista italiano 1964
„Cornacchie magre volavano in circolo sopra le sterpaglie in cerca di cibo. Qualcuna si avventurava anche al centro della carreggiata deserta se c'era da piluccarela carcassa di qualche animaletto sfortunato appena maciullato da un'auto. Rocco odiava quegli uccelli. anche a Roma avevano preso il sopravvento sugli altri volatili. Sbranavano le uova di passeri, pettirossi, cinciallegre ed erano sempre più numerosi. Stavano diventando i padroni dei cieli italiani, a Roma ormai gli unici a tenergli testa erano i gabbiani e i pappagalli verdi che avevano colonizzato i grandi parchi cittadini. Quelli erano rapaci veri, venivano dal Brasile e in quanto a fame non avevano certo da imparare da una cornacchia italiana. Ogni volta che a Villa Borghese o a Villa Ada li vedeva volare in formazione come degli stuka, verdi e rossi coi loro richiami sgraziati, pensava al primo scemo che aveva aperto la gabbia e s'era fatto scappare il Pappagallo Alfa, il pioniere di quella che ora era un'enorme colonia aggressiva e micidiale che stava finendo di massacrare i passeri e gli altri uccellini romani. Comunque, in quanto a bellezza, i pappagalli erano assolutamente superiori a quelle cornacchie spelacchiate e sgraziate. Rocco aspettava trepidante il momento in cui a Roma il cretino di turno si sarebbe lasciato scappare un anaconda. L'Anaconda Alfa. Lì sì che le cose si sarebbero fatte interessanti. Se non altro sarebbe diminuita in maniera esponenziale la popolazione dei ratti romani, ormai grossi come alani e davanti ai quali qualsiasi gatto scappava a zampe levate. Ecco, gli sarebbe piaciuto vederli di fronte ad un anaconda del delta delle Amazzoni, lungo una decina di metri, che ingoia in pochi minuti una bufala campana. Anche questo sarebbe stato un effetto collaterale della globalizzazione, un effetto benefico secondo Rocco Schiavone. Certo poi sarebbe stato un pò complesso affrontare serpenti abbarbicati sui rami dei platani del lungotevere ma almeno il nemico era visibile, meno subdolo, elegante e bello da guardare. In più non era portatore di malattie infettive come i sorci. Magari avrebbe anche incrementato la produzione di borse e scarpe. Chissà.“

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Alex Bellini 3
sportivo italiano 1978
„Cocciutaggine, tenacia, caparbietà tutti caratteri essenziali per perseguire il proprio obbiettivo, ma non bisogna lasciare che questi ci rendano ciechi e prendano il sopravvento nel tentativo di perseguirlo.“

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Maffeo Pantaleoni 11
economista e politologo italiano 1857 – 1924
„L'uguaglianza tra la donna e l'uomo scomparisce in ogni epoca in cui le esigenze belliche prendono il sopravvento.“


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Jim Morrison 374
cantautore e poeta statunitense 1943 – 1971
„Mi considero un essere umano intelligente e sensibile con l'anima di un clown. Ed è questa a prendere il sopravvento nei momenti più importanti. (pag. 37)“

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Frank Capra 17
regista italiano 1897 – 1991
„Il cinema è una malattia, quando entra nel sangue prende il sopravvento. È come avere Jago nel cervello e, come per l'eroina, l'unico antidoto a un film è un altro film. (citato in Hollywood secondo Scorsese Il cinema è la mia chiesa, la Repubblica, 22 giugno 1999)“

Antonio Bello 39
vescovo cattolico italiano 1935 – 1993
„Non ci fidiamo più l'uno dell'altro. Vediamo agguati dappertutto. Il sospetto è divenuto organico nei rapporti col prossimo. Il terrore di essere ingannati ha preso il sopravvento sugli istinti di solidarietà che pure ci portiamo dentro. E il cuore se ne va a pezzi dietro i cancelli dei nostri recinti.“

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Roger Federer 351
tennista svizzero 1981
„Da piccolo la gente diceva di me che avevo talento, ma che non c'ero con la testa, che non mi allenavo. Ero arrivato ad un bivio, dovevo scegliere se prendere la strada del talento o quella del lavoro. Ho scelto la seconda. Ora quando inizio uno Slam sono preparato, so che colpi devo giocare. Nei momenti decisivi è l'istinto che prende il sopravvento, ma non è un caso se alla fine vinco io. [fonte 18]“

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