Frasi su spicco

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Noyz Narcos 129
rapper, beatmaker e writer italiano 1979
„Don Psycho, tra gli altri rapper guarda come spicco | leggenda dell'underground solo dopo che m'impicco | Ciuccia cazzi, guarda la mia merda mentre fa il botto | sfida questa merda sulla traccia se hai i coglioni sotto. (da M3)“

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Emis Killa 41
rapper italiano 1989
„Mi hanno spezzato le ali per tenermi attaccato al suolo, | ma quando spicco il volo mi dico grazie da solo (da L'erba cattiva, n. 7)“


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Robert Jordan 85
scrittore statunitense 1948 – 2007
„Ti conosco, conosco il tuo sangue e la tua dinastia, su fino alla scintilla primordiale della vita, su fino al Primo Istante. Non puoi mai nasconderti a me. Mai! Siamo legati l'uno all'altro, come facce della stessa moneta. Uomini comuni possono nascondersi nelle pieghe del Disegno, ma i ta'veren spiccano come falò sulla cima d'una collina; e tu... tu spicchi come se nel cielo ci fossero diecimila frecce lucenti puntate su di te! Sei mio e sempre a portata della mia mano!(Ba'alzamon, capitolo 15)“

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Pif 30
conduttore televisivo e scrittore italiano 1972
„Il servizio su Andreotti, sul quale scrivevo temi già al liceo. Il mio incubo era che i miei figli un giorno avrebbero potuto frequentare un liceo intitolato a lui. Così, per chiudere il cerchio, sono andato a trovarlo per il suo compleanno. Gli ho detto: "Il giorno che morirà sicuramente le dedicheranno una via, io ho anticipato i tempi e le mostro ora la targa che verrà utilizzata". C'era scritto: "Via Giulio Andreotti – Insigne statista che fino alla primavera del 1980 ha tenuto relazioni amichevoli dirette con personaggi mafiosi di spicco.“

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Jean Paul Sartre 89
filosofo, scrittore, drammaturgo e critico letterario fr... 1905 – 1980
„La sua camicia di cotone azzurro spicca allegramente sulla parete color cioccolato. Anche questo dà la Nausea. O piuttosto, è la Nausea. La Nausea non è in me: io la sento laggiù sul muro, sulle bretelle, dappertutto attorno a me. Fa tutt'uno col caffè, son io che sono in essa. (2003, p. 31)“

Renato Mucci 14
traduttore e poeta italiano 1893 – 1976
„Se tendiamo l'orecchio verso i ruderi d'Ostia, non ci par d'ascoltare, lontano e rotto dai singulti, l'umanissimo pianto d'Agostino che, dinanzi le spoglie di Monica, lamenta il gran bene per sempre perduto? Ora il sole è maturo. E folgorante spicca a mezzo dell'etra a custodire, sotto un monte di vivida luce, l'idea della Chiesa di Roma, dell'Impero di Roma. (da Il Mare“

Alfredo Schiaffini 1
filologo e linguista italiano 1895 – 1971
„Così, siamo certi che il nesso consonantico nt del latino era pronunciato anche in Campania, e probabilmente fin dall'età romana, nd. Dunque, kondene, trenda, Sandi: voci tuttavia che nel nostro testo si presentano in veste fonetica latina: contene, trenta e perfino Sancti. Siamo certi anche della pronuncia v del b iniziale, già attestato nel latino di iscrizioni antiche; quindi Venedhitti (nomi locali della Campania d'oggi sono Santo Vendetto e San Venditto): ma il testo reca Benedicti. Del periodetto capuano la pronuncia sarà stata dunque suppergiù: «Sao kko kkelle terre pe kkelle fini ke kki kkondene trend'anni le possette parte Sandi Venedhitti». Sotto la penna di giudici e notai (ed ecclesiastici), liberazione pertanto da tratti vernacoli e locali, per il tramite del latino, che procura un annobilimento. E, aggiungiamo, scelta fra elementi che si trovano a coesistere nella stessa area: perciò la preferenza accordata alla forma sao (analogica, plasmata su ao « ho »), che sarà stata più diffusa o sarà parsa più eletta di saccio (continuatore del latino sapio, sactio è nel Ritmo cassinese). Questo esempio di scelta, annota il Folena, è il primo della nostra tradizione linguistica. Ma per mettere in luce i latinismi, non si corra il rischio di non valutare debitamente il fondo locale: [... ] Infine, tra elementi latini, latineggianti, italiani, acquista spicco come italianissimo un fatto sintattico, il pronome le, che non trova dunque riscontro nella formula latina e riprende l'oggetto Kelle terre. Certo, i periodetti della Campania (badando ora solo al primo, di Capua) rappresentano ben più che non quella loro nuda ed elementare praticità.“

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Ugo Tognazzi 29
attore italiano 1922 – 1990
„Mai dire di si, ricordalo, sempre di no. Perché con un no ti spicci con un si ti impicci. (Film I mostri)“


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Franco Battiato 122
musicista, cantautore e regista italiano 1945
„Vorrei tra giaculatorie di versi spirare - e rosari composti di spicchi d'arancia, e l'aria del mare, e l'odore marcio di un vecchio porto, e come pesce putrefatto putrefare. (da Fornicazione)“

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Manlio Di Stefano 4
politico italiano 1981
„Siamo abituati ad imporre il nostro volere in qualità di maschio o ad accettare quello altrui per rispetto delle gerarchie domestiche. Ci illudiamo così di rispettare e proteggere nostra sorella, ma in realtà la stiamo scavalcando nella sua facoltà di autodeterminare il suo ruolo sociale, ed ecco quindi, ancora una volta, il ruolo del maschio che ci hanno inculcato. Passa il tempo e la nostra ragazza diventa, appunto «nostra», e faremmo qualsiasi cosa per proteggerla, persino eliminare l'avversario o, perché no, la ragione del contendere. Ancora una volta ecco il ruolo del maschio. Arriva poi la fase adulta e nuovi modelli, tra i quali spicca la politica ed il dibattito pubblico, e lì, purtroppo, scopriamo che sottomettere significa ottenere ragione, o comunque ottenere qualsiasi cosa sia desiderata ma non sia dovuta. Per ottenere questa sostanza si usano delle forme, ed è perciò ipocrita la distinzione tra forma e sostanza in un contesto in cui il mezzo è legittimato dagli attori ancor più che il fine. Per ottenere qualcosa, quindi, si accetta il compromesso della violenza e della discriminazione, e questo avviene a livelli così alti che l'emulazione è pressoché naturale.“

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Edith Wharton 29
scrittrice statunitense 1862 – 1937
„Il caldo si era fatto soffocante... Charity lo sentiva calare su di sé in ondate avvampanti, finché il mare dei volti in sala cominciò a danzare davanti ai suoi occhi come le immagini proiettate sullo schermo, in quel cinema di Nettleton. Per un attimo il viso del signor Royall spiccò nella confusione generale. L'uomo aveva ripreso il suo posto davanti all'armonium e la fissava con una tale intensità da darle l'impressione che quello sguardo fosse riuscito a penetrare fino al centro delle sue sensazioni confuse... (cap. XIII, p. 115)“

Pietro Calogero 6
magistrato italiano 1939
„Ero certo che Negri dovesse avere, per la sua statura intellettuale e il carisma che lo circondava nel movimento, oltre che per la malcelata ambizione di scrivere la storia del domani, un «archivio» di carte rispecchianti le tappe del processo insurrezionale. Mi chiesi dove, al posto suo, avrei potuto nascondere i documenti senza correre il rischio che fossero scoperti. La facoltà di Scienze Politiche, dopo le perquisizioni domiciliari dei docenti del 21 marzo 1977, non era più un posto sicuro. Richiesi al dirigente della Digos dottor Colucci di prepararmi un elenco di esponenti di spicco di Potere Operaio che, dopo l'avvento di Autonomia, non apparivano più politicamente attivi. Tra loro, in tutto una decina, spuntò il nome di Manfredo Massironi, un architetto già amico e seguace di Negri che aveva lo studio proprio di fronte al portone d'ingresso di Scienze Politiche e sulla cui targa esterna figurava il nome della madre. Pensai che per Negri non poteva esserci posto più sicuro per nascondere documenti compromettenti: ogni metro in più di distanza dal suo studio avrebbe costituito per lui – come confidai al dottor Colucci nel consegnargli il decreto di perquisizione – un fattore di rischio crescente e intollerabile.“


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Walt Whitman 276
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Nell'aiola davanti la porta d'antica fattoria, accanto allo steccato verniciato di bianco, | s'aderge il fusto slanciato del lilla, con le sue foglie a forma di cuore, d'un verde intenso, | con più di un aguzzo corimbo che delicato spunta, con il denso profumo che amo, | ogni foglia un miracolo – e da quel fusto presso la porta, | con i suoi fiori d'un colore soave, e foglie a forma di cuore d'un verde intenso, | un rametto con i suoi fiori spicco. (Quando i lilla per l'ultima volta, 3, p. 413-414)“

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Georg Trakl 22
poeta austriaco 1887 – 1914
„Di nuovo vagando nell'antico parco, | oh, calma dei gialli e rossi fiori, | anche voi in lutto, voi dolci dèi, | e l'autunnale oro dell'olmo. | Immobile spicca nell'azzurrino stagno | la canna, a sera ammutolisce il tordo. | Oh! curva allora anche tu la fronte | dinanzi al marmo diroccato degli avi. (Nel parco)“

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Roberto Longhi 12
storico dell'arte italiano 1890 – 1970
„La sua ostinata deferenza al vero poté anzi confermarlo nella ingenua credenza che fosse "l'occhio della camera" a guardar lui e a suggerirgli tutto. Molte volte dovette incantarsi di fronte a quella "magia naturale"; e ciò che più lo sorprese fu di accorgersi che allo specchio non è punto necessaria la figura umana, se, uscita questa dal suo campo, esso seguita a specchiare il pavimento inclinato, l'ombra sul muro, il nastro caduto a terra. Che altro potesse conseguire a questa risoluzione di procedere dipingendo per specchiatura diretta della realtà, non è troppo difficile intendere. Ne conseguiva la tabula rasa del costume pittorico del tempo che, preparandosi gli argomenti in carta e matita per via di erudizione storica e di astrazione stilizzante, aveva elaborato una complessa classificazione del rappresentabile, dove, per meglio servire alla società di allora, non poteva che preferirsi l'aspetto della classe dominante. Ma il Caravaggio pensa invece alla vita comune, ai sentimenti semplici, all'aspetto feriale delle cose che valgono, nello specchio, come gli uomini. [... ] Anche il Caravaggio avvertiva il pericolo di ricadere nell'apologetica del corpo umano, sublimata da Raffaello o Michelangelo, o magari nel chiaroscuro melodrammatico del Tintoretto. Ma ciò che gli andava confusamente balenando era ormai non tanto il rilievo dei corpi quanto la forma delle tenebre che li interrompono. Lì era il dramma della realtà più portante ch'egli intravedeva dopo le calme specchiature dell'adolescenza. E la storia della religione, di cui ora si impadroniva, gli tornava come un seguito di drammi brevi e risolutivi la cui punta non può indugiarsi nella durata sentimentale delle trasparenze, anzi inevitabilmente s'investe del lampo abrupto della luce rivelante, fra gli strappi inconoscibili dell'ombra. Uomini e santi si sarebbero impigliati in quel tragico scherzo. Giacché, per restar fedeli alla natura del mondo, occorreva far sì che il calcolo dell'ombra apparisse come casuale, e non causato dai corpi; ove volesse esimersi dal riattribuire all'uomo la sua funzione umanistica dirimente, di eterno protagonista e signore del creato. Perciò il Caravaggio seguitò, e fu fatica di anni, ad osservare la natura della luce e dell'ombra incidentali. [... ] Chi non sa che il Tintoretto studiava al lume di lucerna, non già il vero, ma i modellini della Cappella Medicea? E che i modellini del Greco erano cere dove si stiravano in una poetica follia le ultime spire laocoontiche del disegno 'serpentinato'? Ma ora è la realtà stessa a venir sopraggiunta dal lume per 'incidenza': il caso, l'incidente luminoso, diventano causa efficiente della nuova pittura (o poesia). Non v'è Vocazione di Matteo senza che il raggio, assieme col Cristo, entri dalla porta socchiusa e ferisca quel turpe spettacolo dei giocatori d'azzardo. In effetto Caravaggio stagliò questa sua "descrizione di luce", questo poetico "fotogramma", quando l'attimo di cronaca gli parve emergere, non dico con un rilievo, ma con uno spicco, con un'evidenza così memorabile, invariabile, monumentale, come dopo Masaccio non s'era più visto. (citato in Caravaggio, pp. 187-188)“

Renato Mucci 14
traduttore e poeta italiano 1893 – 1976
„Il Tempo non abitua | a questa dura prigionia del corpo! | Solo nel sonno liberat me Dominus | è allora che dal fianco mi spicco | e sul madido sudario, | sorridendo abbandono | la tramortita spoglia. | Nei prati dell'asfòdelo | mansueti brucavano liocorni. | Ma quando fra le tempia ricongiunte | folgora crudo il risveglio, | dentro la cella di calce e sangue | torno a ridurmi cattivo. | Servo, diffido, osservo. | E guardo al fianco, in attesa | dell'ultimo volo. (da Canto Spirituale)“

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