Frasi su spigolo

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Ascanio Celestini 23
attore teatrale, regista cinematografico e scrittore ita... 1972
„Per sopravvivere si era smussato. Gli zingari invece erano un groviglio di spigoli. Non era l'imperfezione nel corpo o nel cervello, un'incisione sul pisello, il cognome di una città, la barba o il modo di parlare che li distingueva. Nemmeno la religione, la musica o il cibo. Nessuno di loro era mai diventato ricco, non avevano fatto guerre contro nessuno, non pensavano alla bomba atomica e alla armi chimiche o batteriologiche, non reclamavano una terra, non avevano creato né galere né manicomi. Qualcuno sapeva rubare sul tram, lavorare gli piaceva poco come a tutti, ma loro lo nascondevano meno e non consideravano un dramma puzzare di sudore o restare per una settimana senza cambiarsi mutante e calzini. In un'Europa che aspirava a una perfezione fatta di purezza sintetica e occhi azzurri, gli zingari apparivano come una zecca sul cane di Barbie, la muffa nel cheeseburger, i tarli da Ikea. (pp. 217-218)“

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Rossana Podestà 3
attrice italiana 1934 – 2013
„[su Walter Bonatti] Gli piacevano tutti gli animali, anche gli insetti. Nella nostra casa in Valtellina lo sorpresi a rianimare una piccola lucertola. Rimasi a guardarlo in silenzio, incredula. La teneva tra le labbra, soffiava e ne schiacciava il torace con delicatezza. Respirazione bocca a bocca. Lei era come morta, era finita nel secchio della cenere che tenevamo appeso a uno spigolo in pietra della casa. Dopo un po' la sua coda cominciò a arcuarsi, poi mosse le zampette. Insomma, tornò alla vita.“


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Chuck Palahniuk 177
scrittore statunitense 1962
„D'altronde, l'isteria è possibile solo con un pubblico. [... ] Vai a com'era la vita quando eri una bambina e potevi mangiare solo omogeneizzati. Cammini vacillando fino al tavolino da caffè. Sei sui tuoi piedi e devi barcollare su quelle gambe a salsicciotto oppure cadere giù. Poi arrivi al tavolo da caffè e sbatti la tua testolina soffice contro lo spigolo.
Sei per terra, e cavolo, o cavolo, fa male. Però non c'è niente di tragico fino a che non accorrono Mamma e Papà.
O povera coraggiosa piccolina.
È solo allora che piangi.“

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Piergiorgio Welby 2
attivista, politico e giornalista italiano 1945 – 2006
„Ignote le notti i pavè gli asfalti | le montagne scollate | le valli tagliate dai fiumi di sempre | le entrate le uscite | da cementi di spigoli aguzzi | chiamati città | non raccoglie altro sguardo | che volti bendati | un cane schiacciato dall’urlo di gomma | marcisce sventrato | non dormo non sogno | cerco | nel buio spezzato dai fari abbagliati | l’ultima curva che dica |«arrivato». (da Trip, in Lasciatemi morire)“

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Eduardo Marquina 3
giornalista, poeta, scrittore, traduttore e drammaturgo ... 1879 – 1946
„Lorenzo – Ti sta bene il soprannome che t'han dato, Fior di Farina... Eri frumento, e il destino t'ha ridotto in polvere, coi colpi della mola del dolore!
Fior di Farina – Questo, sì... Lorenzo – E dimmi: che medicina avete preso, tu e la nonna, per continuare a vivere, anche dopo? Fior di Farina – Nessuna medicina. Il tempo... il fiume del tempo che passa e va ripulendo e arrotondando gli spigoli delle rocce... e delle pene... Lorenzo – Ma ci sono certi spigoli aguzzi che non si lasceranno arrotondare nemmeno dai colpi forti e ripetuti del fiume del tempo... Fior di Farina – No, è vero... Ma quelli, il fiume se li porta via verso il mare... (atto III, Il fiume, pp. 103-104)“

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Cesare Pascarella 16
poeta e pittore italiano 1858 – 1940
„Ma ricordete tu a li tempi antichi | De 'ste giornate! Dì la verità, | Si ci avevi parenti stretti, amichi, | Dì un po', che je mannavi a regalà'? | Je mannavi 'na pizza, un boccioncino, | Du' pollastri, 'na spigola, un cappone, | Che so? 'na coppelletta de Marino. | Mo invece, co' 'sta moda, a le persone | Che conoschi je manni er bijettino, | E te n'eschi co' 'n pezzo de cartone. (Li bijetti de visita, da La scoperta dell'America e altri sonetti, a cura dell'Accademia dei Lincei, Mondadori, 1951)“

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Flavio Pagano 3
scrittore e giornalista italiano 1962
„Non lasciatevi arrotondare. Difendete i vostri spigoli. Siate imprevedibili: pensate ovale. (da Il tempo delle mete)“

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Daniele Barbieri 12
semiologo, saggista e poeta italiano 1957
„Leo Ortolani non perdona: lo squallore della quotidianità si annida per lui dietro a ogni spigolo eroico.“


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Alfredo Accatino 89
autore televisivo e sceneggiatore italiano 1960
„Quante spigole può avere un rombo?“

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Fabrizio De André 322
cantautore italiano 1940 – 1999
„Gente di Lugano: facce da tagliaborse, | quelli che della spigola preferiscon l'ala. | Ragazze di famiglia: odore di buono, | che le puoi guardare senza il condom.“

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Giulio Cavalli 15
attore, scrittore e regista italiano 1977
„Mi sono rimesso, preparato, piegato, con la saponetta di timo nella valigia a forma di intestino. Ho spolverato le carte e le patenti con la stessa cura della pensione e di fianco, che batte con lo spigolo sull'occhio, il libro per continuare a sperare di perdersi…. Capita che ci si possa dimenticare lo spettacolo, ma ne ho fatto una copia di sicurezza chiusa nel taschino del portamonete. (da Tournée da dentro la valigia.)“

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Paolo Mantegazza 76
fisiologo, antropologo e patriota italiano 1831 – 1910
„L'aforismo è ingegnoso, è eloquente, ma come tutti gli aforismi è una parte della verità, non tutta la verità. Per fare un aforismo, per formulare un dogma, bisogna tagliar troppe cose, arrotondar troppi spigoli; e la verità non è quasi mai né quadrata, né rotonda. (da Il secolo nevrosico)“


Diego Cugia 27
giornalista, scrittore e regista italiano 1953
„Ve le invidio un po' le vostre strade, di notte, anch'io me le sono fatte, belle tirate notturne, solo per il gusto di andare, con lo stereo sparato e l'amico per parlare. L'albatro Jack ha volato alto e freddo anche oggi e vedervi da sopra non è sempre meglio che guardarvi in faccia, ve l'assicuro. La solitudine è uno spazio così vasto che, alle volte, si prova invidia per chi urta sempre contro i soliti, vecchi spigoli. (pp. 179-180)“

Massimo Fini 49
giornalista, scrittore e drammaturgo italiano 1943
„Non è la guerra che gli uomini odiano, ma la guerra atomica. Del resto, in definitiva, che scandalo c'è nella guerra? «Forse il fatto» come scrive Sant'Agostino «che in essa muoiano degli uomini comunque destinati a morire, perché quelli che vivranno siano sottomessi e dominati dalla pace?» No, non è la morte in sé lo scandalo della guerra. Morire in guerra non è peggio che morire in un incidente automobilistico o per aver sbattuto la testa contro uno spigolo o consumati da una malattia o dalla vecchiaia. Lo scandalo della guerrra è il morirvi quando essa non ha più un senso condiviso e riconosciuto, quando non è più accettata.“

Luigi Dami 4
critico e storico dell'arte italiano 1882 – 1926
„Nel Canaletto non c'è scenografia: egli si profonda tutto nel paese, e lì tra acque, pietre e cieli, ritrova la sua pittura, fresca come le cose nate allora. Legato alla tradizione dei suoi vecchi, costretto alla "veduta", che il pellegrino innamorato vuol portare con sé, il fondo della sua concezione è indubbiamente di prospettiva lineare. [... ] Ma troppo intorno a lui tutta Venezia gridava colore: ed egli, sopra a quella prospettiva scritta e lineata, non plasticata come negli scenografi, versa e tramezza l'atmosfera lagunare. Del colore questa fu la rivincita. Trovò in essa un ammorbidimento alle secchezze di spigoli e un addolcimento di fusioni al troppo rigido delle parallele di linee, e vi trovò il veicolo della luce, che a volte ristagna nell'aria, fatta prigioniera dei vapori umidi, come un velario tra noi e la veduta delle cose. La vita delle pietre bionde, nella luce, su la distesa dell'acque, tra salsedini di mare e fiati di laguna, fu il tema dominante della sua pittura. Le sue paste sottilizzate come un'epidermide, e com'essa porose e piene di raggricci, com'essa setacee anche nelle rugosità striate lievissimamente dal pennello, riempirono come tessuti viventi i riquadri dei telai disegnativi. Ma per le cose minute che la prospettiva non inquadra nei suoi ranghi, una gondola che guizza, un pitocco su uno scalino, un palone che pencola, una vela che s'affloscia, un pontile crollato, trova accenti di una disinvoltura briosa che meraviglia se uno non ha posto mente a quel che c'è di vivido e di compresso nella spianatura e appiattimento dei suoi scenari di case. (da La pittura italiana del Seicento e Settecento, 1924)“

Alessandro D'Avenia 167
scrittore, insegnante e sceneggiatore italiano 1977
„Galleggio in un deserto tutto bianco: una enorme, sterminata, stanza bianca insonorizzata, in cui non si distinguono neanche gli spigoli delle pareti. Non sai dov'è il sopra il sotto la destra la sinistra... Io urlo, ma ogni suono è inghiottito. Dalla mia bocca escono parole già marce. Silvia chiamami, ti prego. (Leo)“

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