Frasi su squallido


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Vladimir Luxuria 10
attrice, attivista e conduttrice televisiva italiana 1965
„La prostituzione in Italia non è reato quando chi la esercita è maggiorenne e lo fa per libera scelta... Chi ricorre al sesso a pagamento non è una persona squallida da punire ma un libero cittadino, spesso solo, anziano, vedovo o non particolarmente attraente. (citato in Don Benzi e Pollastrini con Amato: punire i clienti delle prostitute, Corriere della sera, 10 ottobre 2006)“

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Gilbert Keith Chesterton 276
scrittore, giornalista e aforista inglese 1874 – 1936
„Ma, insieme alla percezione dello squallore di quel mondo lunare, la sua follia cavalleresca ardeva nella notte come un grane fuoco. Anche le cose più comuni che aveva con sé, il cibo, la pistola carica, assunsero il valore poetico di un fucilino di latta o della ciambella che un bambino si porta a letto prima di dormire. Il bastone con lo stocco e la borraccia, per quanto fossero in se stessi solo il bagaglio di un fanatico cospiratore, diventarono l'espressione di un sano spirito di avventura, il bastone si trasformò nella spada di un cavaliere e il brandy nel bicchiere della staffa perché l'immaginazione è sempre legata ad archetipi semplici e antichi. L'avventuriero dall'animo puro modella su se stesso la più folle delle avventure. Il drago senza san Giorgio non sarebbe stato nemmeno grottesco. così la presenza di una creatura profondamente umana animò quello squallido paesaggio di alti, umani valori. Alla fantasia di Syme le case illuminate e gli argini del fiume apparivano disabitati come le montagne della luna, ma anche la luna acquista la sua poesia soltanto se c'è un uomo a guardarla. (p. 56)“


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Fabri Fibra 282
rapper, produttore discografico e scrittore italiano 1976
„Sto pensando è un peccato perché in fondo mi piaci | ma sei squallida anche quando resti zitta nei baci. (da Niente Male, n.° 9)“

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Christiane Vera Felscherinow 15
scrittrice e musicista tedesca 1962
„Le cose stavano così che l'uno vedeva nell'altro la merda che lui stesso era. Uno vedeva il proprio squallore e rimproverava all'altro lo stesso squallore per dimostrare a se stesso di non essere tanto squallido come l'altro. (p. 153)“

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Alberto Moravia 67
scrittore italiano 1907 – 1990
„Un male incerto provoca inquietudine, perché, in fondo, si spera fino all'ultimo che non sia vero; ma un male sicuro, invece, infonde per qualche tempo una squallida tranquillità. (da Il disprezzo, Bompiani, 1963, p. 77)“

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Giovannino Guareschi 52
scrittore italiano 1908 – 1968
„Scrissi col lapis, sopra la punteggiatura, come vogliono appunto le convenzioni internazionali che tutelano il diritto delle genti: "Signora, robustizza pacco pentachìlo a 1/2 cedola all'uopàta evitando medicincarte et infiammabili. Pàccami lancorredo, sigartabacco e seccacastagne. Se però credi castagne ben cotte possano giovare al bambino, non inviarle. Non mi manca niente. Di una sola cosa ti prego: che la sera della vigilia di Natale tu imbandisca la tavola nel modo più lieto possibile. Fai schiodare la cassa delle stoviglie e quella della cristalleria; scegli la tovaglia migliore, quella nuovissima piena di ricami; accendi tutte le lampade. E prepara un grosso albero di Natale con tante candeline, e prepara con cura il presepe vicino alla finestra, come l'anno scorso. Signora, io ho bisogno che tu faccia questo. Il mio pensiero ogni notte varca il reticolato: lo so, ti riesce difficile figurarti il mio pensiero che varca il reticolato. Il pensiero è un soffio di niente e non ha volto: e allora figurati che io stesso, ogni notte, esca dal recinto. Figurati un Giovannino leggero come un sogno e trasparente come il vento delle serenissime e gelide notti invernali. Io, ogni notte, approfitto del sonno degli altri e mi affido all'aria e trasvolo rapido gli sconfinati silenzi di terre straniere e città sconosciute. Tutto è buio e triste sotto di me, e io affannosamente vado cercando luce e serenità. Rivedo la Madonnina del Duomo, ma le strade e le piazze non sono più quelle di un tempo, e stento a ritrovare il nostro quarto piano. Signora, non dire che sono il solito temerario se entro in casa dal tetto: anzi, loda la mia prudenza se non mi avventuro lungo le macerie della scala. E poi il tetto è scoperchiato e si fa più presto. Riconosco lo scheletro delle nostre stanze e ricerco i nostri ricordi nascosti sotto i rottami dei muri crollati. Tutto è buio, freddo e triste anche qui, e soltanto se la luna mi assiste riesco a scoprire sui brandelli delle tappezzerie che ancora pendono alle pareti, i riquadri chiari e la topografia dei nostri mobili. Per le strade deserte, cammina soltanto la paura vestita di luna. Su un brano di tappezzeria dell'ex-anticamera vedo un fiorellino. Uno strano fiore nero a cinque petali. Signora, rammenti quando Albertino decorò le nostre stanze con la piccola sciagurata mano intinta nell'inchiostro di China? Inutilmente vado a ricercare vestigia di giorni lieti fra le pareti dell'ufficio; le pareti non ci sono più, e il grande edificio è un cupo mucchio di cemento annerito dal fumo. Fuggo dalla città buia e silenziosa, e rivedo i luoghi dove, zitella, tu mi conoscesti zitello. Ma nche qui è squallida malinconia, eio mi rifugio alla fine nella casupola dove si accatastano i miei ultimi effetti e i miei primi affetti. Tu dormi, Albertino dorme, mia madre, mio padre dormono. Tutti dormono, e cercano forse di ritrovare in sogno il mio ignoto, lontano rifugio. I nostri mobili si affollano disordinatamente nelle esigue stanze immerse nell'ombra, e dentro le polverose casse del solaio le parole dei miei libri si sono gelate. Signora, io cerco un po' di luce, un po' di tiepida serenità, e invece non trovo che buio e freddo, e non posso ravvisare nel buio il volto di mio figlio, e sui laghi e sulle spiagge tutto è spento e abbandonato, tutto è silenzio, e io rinavigo verso il recinto e torno al mio pagliericcio portando il gelo nelle ossa del numero 6865. Signora, bisogna che, almeno la notte di Natale, il mio pensiero, fuggendo dal recinto, possa trovare un angolo tiepido e luminoso in cui sostare. Voglio tanta luce: voglio rivedere il vostro volto, voglio rivedere il volto dell'antica serenità. Altrimenti che gusto c'è a fare il prigioniero?" Qui ebbi la sensazione che le 24 righe stessero per finire, e mi interruppi. Le righe erano in effetti 138, e io avevo riempito le 24 mie, le 24 della risposta e altri cinque foglietti che stazionavano nei paraggi. Con estrema cura cancellai tutto e ricominciai da capo: "Signora, robustizza pacco pentachìlo a 1/2 cedola all'uopàta evitando medicincarte et infiammabili. Pàccami lancorredo, sigartabacco...“

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Vasco Rossi 241
cantautore italiano 1952
„La realtà, a vederla bene, è dura, squallida, non sempre giusta, ma io la prendo come una sfida e dico sempre: andiamo a vedere fino in fondo. Questo è ciò che ci fa essere uomini, andare avanti nonostante tutto, anche se intorno la realtà ti fa schifo. (2011, p. 45)“

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Piergiorgio Bellocchio 8
critico letterario e scrittore italiano 1931
„[Su Daniele Luttazzi] Non si può prenderlo sul serio. Ma non si può neppure prenderlo sul faceto. Egli è sì un buffoncello, che però non fa ridere... Niente è più squallido, fastidioso e infine deprimente di un comico che non diverte.“


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Francesco Redi 14
medico, naturalista e letterato italiano 1626 – 1697
„Chi la squallida cervogia | Alle labbra sue congiugne | Presto muore, o rado giugne | All'età vecchia e barbogia: | Beva il sidro d'Inghilterra | Chi vuol gir presto sotterra; | Chi vuol fir presto alla morte | Le bevande usi del Norte. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 571)“

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Billy Corgan 45
cantante e chitarrista statunitense 1967
„Per me la musica era una questione di essere accettato e fuggire da un'esistenza squallida. (da Jim Stapleton, 1996)“

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Laura Boldrini 19
giornalista e politica italiana 1961
„Il pregiudizio non ha colore, come non lo ha il più squallido maschilismo, tanto più insopportabili quando provengono da forze politiche che delle questioni di genere e della lotta al razzismo fanno una loro bandiera. La politica non potrà ritrovare ruolo e credibilità finché non saprà recuperare sobrietà e liberare il suo linguaggio da questi eccessi, sempre più intollerabili.“

Ambrogio Bazzero 130
scrittore e poeta italiano 1851 – 1882
„Sulla strada da Sestri a Pegli c'è un piazzaletto con quattro robine a ombrello, e in fondo un muro grigio, squallido e graffiato, con un'antaccia chiusa. Sporgono al di sopra del muro, di lontano, le alberature nude, le vele appuntate, e le banderuole a fiamma delle barche peschereccie; di lontano s'ode la voce del mare. Vi è il cimitero; lì non si strascica vecchia che dica rosario.“


Ambrogio Bazzero 130
scrittore e poeta italiano 1851 – 1882
„Stanotte, morbosamente, le ho sognate tutte le spaventose voluttà della donna. Stamattina, vedendo il sole, ho sentito desiderio della mia fanciulla! Che importa a me di tutto? – Vorrei esser felice.
È squallido l'oblio.“

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Lucio Battisti 180
compositore, cantautore e produttore discografico italiano 1943 – 1998
„Tutto mi spinge verso una totale ridefinizione della mia attività professionale. In breve tempo ho conseguito un successo di pubblico ragguardevole. Per continuare la mia strada ho bisogno di nuove mete artistiche, di nuovi stimoli professionali. Devo distruggere l'immagine squallida e consumistica che mi hanno cucito addosso.“

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Aldous Huxley 164
scrittore britannico 1894 – 1963
„La felicità effettiva sembra sempre molto squallida in confronto ai grandi compensi che la miseria trova. E si capisce anche che la stabilità non è neppure emozionante come l'instabilità. E l'essere contenti non ha nulla d'affascinante al paragone di una buona lotta contro la sfortuna, nulla del pittoresco d'una lotta contro la tentazione, o di una fatale sconfitta a causa della passione o del dubbio. La felicità non è mai grandiosa. (il Governatore: cap. XVI, pp. 196 sg.)“

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Enzo Bettiza 31
scrittore italiano 1927
„[Zara, oggi] il fantasma di se stessa: uno squallido e cariato borgo periferico dell'Adriatico orientale, fino a ieri strozzato dall'assedio dei serbi in armi della limitrofa Krajina morlacca. (p. 146)“

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