Frasi su squisita

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Corrado Guzzanti 217
comico, attore e sceneggiatore italiano 1965
„Se l'amore è un frutto acerbi, io sarò il zucchero che da' quell'effetto che... mh, mh, eccetera eccetera.
Se l'amore è un gioco, io sarò il punteggio che una persona... racchetta... eccetera eccetera.
Se l'amore è un certo modo di fare, io sarò la persona squisita, eccetera eccetera.
Se l'amore è il capo colorato, io sarò la lavatrice trentacinque gradi massimo.
Se l'amore è un volo di gabbiano, ancora me la cavo.
Se l'amore è un'altra cosa, non sono preparato. (da L'ottavo nano, episodio 3)“

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Søren Kierkegaard 119
filosofo, teologo e scrittore danese 1813 – 1855
„Dal momento in cui per la prima volta il mio animo commosso s'inchinò in umile ammirazione davanti alla musica di Mozart, è stata spesso per me una cara e consolante occupazione meditare come quella gioiosa visione ellenica della vita che chiama il mondo Kosmos, perché lo rappresenta come un tutto per ordinato, come uno squisito e trasparente ornamento di quello spirito che in esso agisce e vive..., come quella gioiosa visione si possa trasportare in un ordine superiore di cose, cioè nel mondo degli ideali; poiché anche qui si rileva una suprema mirabile saggezza, che si manifesta splendidamente nel riunire le cose che si appartengono: Omero e la guerra di Troia, Raffaello ed il cattolicesimo, Mozart e il "Don Giovanni"... Mozart immortale! A te devo tutto, è per te che ho perso il senno, che il mio spirito è stato colpito da meraviglia ed è stato scosso nelle sue profondità; devo a te se non ho trascorso la vita senza che nulla fosse capace di scuotermi.“


Tommaso Landolfi 39
scrittore, poeta e traduttore italiano 1908 – 1979
„Qualcuno [... ] lamentava di recente su non so qual foglio che nei volantini da allettar turisti si tenesse modo e stile superato, non atto all'elevazione del popolo, invece di ricorrere ai più genuini e squisiti interpreti dei luoghi imboniti [... ] Guardate [... ] a che punto arriva il provincialismo da noi: non contenti di caldeggiare l'elevazione del popolo, se uno scopre o frequenta un certo poeta, subito vorrebbe ficcarlo anche dove non entra. (pp. 153-54)“

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Thomas Sydenham 5
medico inglese 1624 – 1689
„Noi andiamo a letto sani e ci addormentiamo: alle due dopo mezza notte ne sveglia repente un dolore d'ordinario al pollice d'un piede, talora al calcagno, alla gamba, al tallone, somigliante a quello ch'è prodotto dal dislogamento di quelle stesse ossa con un senso d'acqua appena non fredda, che scorra lungo le membrane di tal parte. Segue ribrezzo e certa lieve febbre. Il dolore dappria discreto va grado grado aumentando e scema di pari grado il ribrezzo suddetto. Cosi passa il giorno; quando sul venir della notte fassi atrocissimo insinuandosi perfettamente tra le varie ossa del tarso, e metatarso, di cui ne circonda i legamenti. Ora prende sembiante di tensione violenta, ora pare ti laceri i legamenti, ora è morso di cane che roda, ora assembra a pressione, a stringimento; ed è a un tempo sì vivo sì squisito il senso della parte, che né può soffirire il peso delle lenzuola, né il tremito della stanza per moto di chi cammina men lieve. Non è quindi a dirsi quanto trista notte, agitazione, tormento, volgere qua là l'arto addolorato, perpetuo cangiar di sito. (tomo II, pp. 178-179)“

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Hans Ruesch 24
pilota automobilistico, scrittore e sceneggiatore svizzero 1913 – 2007
„Agli osservatori della materia si presenta il sorprendente fenomeno che mentre da una parte i vivisettori equiparano le reazioni fisiologiche, nervose e psichiche dell'animale a quelle dell'’uomo, dall'altra essi pretendono di poterne fare tutto quel che vogliono e, allo stesso tempo, che gli animali non soffrono. È sintomatico che questi individui, pure avendo continui contatti con gli animali, non sembrano minimamente accorgersi che tutti sono dotati di una squisita sensibilità e di un'intelligenza che, seppure per molti versi assai differente dalla nostra, non per questo va considerata "inferiore". “

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Ferdinando Petruccelli della Gattina 47
giornalista, scrittore e patriota italiano 1815 – 1890
„Voi avete visto certamente una renna, in qualche giardino zoologico, o in qualche museo di storia naturale. Essa rassomiglia un poco al daino, avendo il muso, il piede e la taglia di un vitello. Essa ha le corna come quelle del cervo, palmate in cima; il pelo baio chiaro, talvolta bianco e brizzolato. Nulla di più elegante che il suo andare. La rapidità della sua corsa è favolosa; al contrario dell'alce, essa vola sugli strati più sottili di neve senza affondare. Discesa o salita, nulla arresta o rallenta la sua corsa. Messa sopra una direzione, essa trova la sua via, senza aver mestieri di esser guidata o condotta. Essa si affeziona all'uomo, di cui è la vera provvidenza, un benefattore in quelle contrade ed in quei climi. Quando la renna è stanca, o quando ha fame, si ferma. La si scapola. Essa va a disotterrare sotto la neve e pascere un po' di lichene come può; e quando si è riposata e nudrita, viene a prendere spontaneamente la coreggia della slitta. Coraggiosa al lavoro, la renna percorre da trenta a quaranta chilometri di un sol fiato; poi si corica un istante sulla neve, ed un quarto di ora dopo riprende il suo volo di rondine. La sua carne è squisita, sopra tutto la lingua; la sua pelle è preziosa a mille usi. (Il conte Giovanni Lowanowicz, VIII)“

Giuseppe Giannini 3
medico e saggista italiano 1774 – 1818
„Ora la gotta è evidentemente malattia primaria, costituzionale. Quando essa è squisita e ben caratterizzata, si annunzia coi sintomi febbrili, con brividi di freddo, prima ancora che siasi stabilito il dolor gottoso cogli altri sintomi locali. Se talvolta la febbre gottosa si annunzia contemporaneamente coi sintomi locali, son eglino bene spesso così leggieri al principio, che non è presumibile dipendere dai medesimi quella generale affezione. Se altre volte incomincia la malattia col dolor gottoso, e con concomitanza non con precedenza di febbre, l'incerto rapporto tra il grado e l'andamento dell'affezion locale e quello dell'universale, dimostra ancora che questa non è conseguenza di quella. Finalmente il metodo di cura, unicamente diretto all'universale, e punto alla località, prova l'universalità dell'affezion gottosa. (p. 275)“

Giuseppe Antonini (barone di San Biase) 1
avvocato e geografo italiano 1683 – 1765
„Sulla stessa catena di monti è posto Cagiano, terra antica, e ben situata. Il Signor Gatta senza curarsi delle misure, e delle miglia, l'ha presa per la Cesariana d'Antonino, quando leggendosi il di lui itineario, si trova la Cesariana fra Nerulo, e Marcelliana [... ] in modo che non può per qualsisia verso immaginarsi la cosa come egli la pensa. Ma non è questo il più grande abbaglio di lui. Intanto convien sapersi che c'era un forte castello, donde non sono molt'anni, che ne fu tolta certa vecchia artiglieria, per quanto un degnissimo Uomo di queste parti m'ha riferito. Evvi pure un lago, dove si pescano tinche di squisito sapore. (parte II, discorso II, [http://books. google. it/books? hl=it&id=aWMOAAAAQAAJ&pg=PA200 p. 200])“


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Andrea Camilleri 95
scrittore, sceneggiatore e regista italiano 1925
„Noi siamo stati un popolo che ha subito ben tredici dominazioni. Forse la dominazione che avrebbe potuto riscattarci, in un certo senso, dal carattere, sarebbe stata quella francese. Ma le altre, la greca, la romana, l'araba e la spagnola, sono state dominazioni che avevano un acutissimo senso della morte ed un altissimo senso della ritualità connessa ad essa. Quando ero bambino, ricevevo il regalo il 2 novembre, vale a dire il giorno dei morti, perchè la tradizione voleva che in quel giorno i morti, durante la notte precedente, fossero tornati nelle loro case e portassero i regali ai loro discendenti. Come si svolgeva questo rito? Prima di andare a dormire, mettevamo sotto il letto un canestrino, e aspettavamo che il morto o la morta di casa, a cui avevamo scritto una letterina, come si fa oggi con Babbo Natale, ci portasse i regali. I dolci erano il regalo che avevamo scelto. Nessuna paura di un morto, anzi la voglia di averlo in qualche modo presente. Quindi di mattina, appena svegliati, andavamo alla ricerca di questo cestino. La ricerca dei regali era una cosa fantastica. Finalmente trovavi il cestino e quindi si andava tutti assieme al cimitero per ringraziare il morto che ci aveva portato i regali. Quel cimitero il 2 novembre si animava come a festa, perchè noi bambini, nei vialetti, ci scambiavamo i doni, e il giorno dei morti era una festa meravigliosa. Poi nel 1943 arrivarono gli americani, lentamente i morti persero la strada di casa e vennero sostituiti dell'albero di Natale. Credo che però le tradizioni non si perdano del tutto. Non si trovano più i regali, i bambini non mettono più il cestino sotto il letto. Ciò non toglie che tutte le pasticcerie siciliane, per il 2 novembre, preparino quei dolci speciali che servivano una volta per il cestino dei bambini. Mi riferisco ai pupi di zucchero, ai frutti di martorana, oppure a quei dolci di miele, tra l'altro squisiti, detti ossa di morto. Questo è un modo di conservare comunque la memoria delle tradizioni. Credo non possa esserci un popolo senza memoria delle proprie tradizioni. Le tradizioni si modificano ma è fondamentale continuare a conservarle, in qualche modo, perchè in un'epoca come la nostra, che è un'epoca di mutamenti, l'unico modo per non avere paura di tutto ciò che sta avvenendo, è sapere chi sei, senza bisogno di dirlo, di proclamarlo. Ma se sai chi sei, con le tue tradizioni, non perderai mai la tua identità.“

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Christopher Isherwood 4
scrittore inglese 1904 – 1986
„Fu servito il caffè e Chatsworth si trasse di tasca un portasigarette formidabile, di marocchino rosso, di squisita fattura, grosso come una Bibbia tascabile. I sigari contenutivi, ci disse, costavano cinque scellini e sei pence al pezzo. Io rifiutai, ma Bergmann ne prese uno, accendendolo col suo più nero cipiglio.
«Se farete tanto di pigliarci gusto, non potrete più fumare altro» lo avvertì Chatsworth; e aggiunse graziosamente: «Ve ne manderò una scatola domani.»
Il sigaro in un certo senso lo completava. Soffiando fuori il fumo, sembrava superare il proprio quadro a grandezza naturale. I suoi pallidi occhi scintillavano d'una luce profetica.
«Per anni ho avuto una sola grande ambizione. Ridete di me, lo so; come tutti gli altri. Mi danno del pazzo. Ma non me ne importa.»
Fece una pausa. E infine annunciò solennemente:
La Tosca. Con la Garbo.
Bergmann si voltò, per lanciarmi una rapida occhiata enigmatica. Quindi esalò il fumo con una tal forza che quello del sigaro di Chatsworth fu respinto intorno alla testa di questo. Chatsworth parve compiaciuto. Era evidentemente il genere di reazione che s'aspettava. (p. 27)“

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Gérard Calvet 22
1927 – 2008
„Il rito è un pensiero in atto. È il pensiero umano incarnato in un gesto, capace di un'intensa forza d'espressione come della più squisita delicatezza mentale. (p. 34)“

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A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada 8
mistico e scrittore indiano 1896 – 1977
„L'uomo veramente civile conosce l'arte di cucinare piatti nutrienti col latte. In alcune delle nostre comunità agricole produciamo decine di prodotti fatti con il latte, tutti squisiti. I visitatori si stupiscono nel vedere quanti deliziosi si possono ottenere col latte. Il sangue della mucca ha certamente molte qualità nutritive, ma l'uomo civile ne beneficia sotto forma di latte. Il latte, infatti, non è altro che il sangue della mucca trasformato. Dal latte si possono ricavare lo yogurt, il formaggio, il ghī (burro chiarificato) e altri prodotti. E mischiandoli con i cereali, la frutta e le verdure, si ottengono centinaia di pietanze. Questo è ciò che s'intende per civiltà, e non uccidere direttamente un animale per divorarne la carne. In tutta innocenza, le mucche mangiano l'erba che fornisce loro il Signore e producono il latte di cui l'uomo si nutre. Pensa che sia civile sgozzarle per poi mangiare la loro carne?“


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William Carlos Williams 8
poeta, romanziere e medico statunitense 1883 – 1963
„Cara Cristina,
Le notizie che mi dà del suo squisito libretto o delle sue traduzioni mi colmano di spavento. Non pensavo che nessuno in questo mondo mi avrebbe mai potuto scoprire nei miei libri come ha fatto lei, né che qualcuno si sarebbe mai curato di fare tanto per me. Lei mi ha rovesciato come un guanto, mi ha interamente messo a nudo, e io non mi sento nemmeno a disagio, al contrario la accolgo con la gioia con cui si accoglie un amante e un amico. Nulla di fisico in questo; va molto più nel profondo, è per questo che dico che mi spaventa – non si ammettono tali intimità in questo mondo, dobbiamo nasconderle l'uno all'altro, ma lei mi ha scoperto, e io ne sono spaventato, è un'intimità che un uomo non può permettere in una moglie. E tuttavia è un'intimità a cui continuamente aspiriamo, e ci si spezza il cuore quando non si coglie all'istante nello sguardo di quelli che amiamo e che ci amano. (dalla lettera a Cristina Campo del [18 febbraio 1959, pp. 51-52)“

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Lajos Áprily 1
poeta ungherese 1887 – 1967
„Era un modesto panettone da borghesucci, | di semplice pasta, piccolo come il mio villaggio, | eppure d'allora è tanto cresciuto, | come il simbolo del Cenacolo. || E dalla lontananza degli anni fuggenti | ancora risento quell'odore squisito qualche volta, | mi giunge dalla parte del focolare | per riempire il mio cuore e tutta la stanza n'è colma. || E quando il pane dell'anima vien meno, | mi conforta come il lume di mezzogiorno... | Benché ormai la mano di lei sia terra | e per il panettone di martedì sia freddo il forno. (da Il panettone di martedì)“

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Mario Sconcerti 11
giornalista e scrittore italiano 1948
„Feci da cronista i mondiali dell'82, ti chiedevi se fosse vero. Una persona incredibilmente squisita, era sempre un signore sia dentro il campo dove doveva anche intervenire duramente che fuori.“

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Oriana Fallaci 103
scrittrice italiana 1929 – 2006
„«Signor Presidente della Commissione Europea, so che in Italia La chiamano Mortadella. E di ciò mi dolgo per la mortadella che è uno squisito e nobile insaccato di cui andar fieri, non certo per Lei che in me suscita disistima fin dal 1978. Ossia dall'anno in cui partecipò a quella seduta spiritica per chiedere alle anime del Purgatorio dove i brigatisti nascondessero il rapito Aldo Moro e attraverso il gioco del piattino un'anima ben informata rispose che lo nascondevano in un posto chiamato Gradolí. Non mi parve serio, Monsieur. Meglio: non mi parve rispettoso, pietoso, umano, nei riguardi di Moro che stava per essere ucciso. Quando poi si scoprì che lo avevan nascosto nel covo d'una strada chiamata per l'appunto via Gradolí fui colta da uno strano disagio. E supplicai il Padreterno di tenerLa lontana dalla politica. [... ]“

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