Frasi su stallo

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Milton Erickson 3
psichiatra statunitense 1901 – 1980
„Allora mio padre mi sfidò a fare entrare il vitello nella stalla. Visto che si trattava di una resistenza ostinata e irragionevole da parte dell'animale, decisi di dargli la più ampia occasione di continuarla secondo quello che era chiaramente il suo desiderio.
Di conseguenza lo posi di fronte a un doppio legame: lo presi per la coda e lo tirai fuori dalla stalla, mentre mio padre continuava a tirarlo verso l'interno.
Il vitello decise subito di opporre resistenza alla più debole delle due forze e mi trascinò nella stalla. (da Opere vol. I, Astrolabio, Roma, 1982, pp. 469-470)“

Fred Reinfeld 6
1910 – 1964
„L'eccessiva fiducia in se stessi induce all'errore quando si dà per scontato che il gioco continuerà ad avere un corso normale; quando non ci si premunisce contro una mossa insolitamente efficace: uno scacco, un sacrificio, uno stallo. Dopo la vittima si lamenterà: «Ma chi avrebbe mai potuto pensare a una mossa apparentemente tanto stupida?“


„La vita fa i suoi inevitabili incontri con la sofferenza profonda e i momenti di stallo. Ma in quei momenti, se una persona si basa su questa fede, camminerà con sicurezza verso la felicità. (da La nuova rivoluzione umana)“

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Raj Patel 6
economista, accademico e giornalista inglese 1972
„Le stalle per l'alimentazione animale concentrata (Cafo) sono i brutali giacimenti da cui viene estratta una quantità sempre maggiore della carne consumata nel mondo. Le batterie sono in realtà enormi calderoni di sangue, antibiotici (il 70 per cento di quelli prodotti negli Stati Uniti è usato nell'industria zootecnica) e granaglie (il 60 per cento di quelle statunitensi viene dato agli animali). E naturalmente cacca. (p. 218)“

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Tom Regan 52
filosofo statunitense 1938
„Abitando in città, non possedevo una reale conoscenza diretta delle condizioni degli animali d'allevamento e, prima di leggere Gandhi, nessun interesse al riguardo. Dopo che venni sedotto dal pensiero di Gandhi, capii che dovevo rendere visibile l'invisibile; dovevo, per così dire, entrare nelle stalle e vedere cosa vi succedeva. (p. 139)“

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Indro Montanelli 395
giornalista italiano 1909 – 2001
„Tutto questo mi evoca dei ricordi poco simpatici. Era il Fascismo che si conduceva così. Era il Fascismo che proibiva la satira, che in un paese civile e democratico dovrebbe essere assolutamente indenne da controlli politici; perché la satira non ha niente a che fare con la politica, anche se prende in giro la politica, ma si sa che è satira. Ed ogni regime serio e democratico accetta la satira, come si accettano le caricature. Era Mussolini che non le sopportava. E qui pensano: "Ripuliremo la stalla", "Faremo piazza pulita". Ma questo linguaggio, al signor Fini, chi glielo ispira? Ci ricorda delle cose che avremmo voluto dimenticare. Questa non è la destra, questo è il manganello. Gli italiani non sanno andare a destra senza finire nel manganello. […] Alla RAI faranno piazza pulita, lo hanno già annunziato. Ma come si fa a definire democratico un partito che annunzia: "Quando saremo al potere, noi faremo piazza pulita"? Ma questo è un linguaggio del peggiore squadrismo, che loro non sanno cosa fu, ma io me lo ricordo. Questo è il linguaggio con cui [i fascisti] andarono al potere. (da La settimana di Montanelli, 17 marzo 2001)“

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Howard Phillips Lovecraft 13
scrittore statunitense 1890 – 1937
„La verità non esiste e la vita come la immaginiamo di solito è una rete arbitraria e artificiale di illusioni da cui ci lasciamo circondare. Sappiamo che esse sono il semplice risultato di accidenti o punti di vista, ma non abbiamo nulla da guadagnare ad abbatterle. E infatti, è straordinariamente insensato voler abbattere con un forcone da stalla un miraggio che non è mai esistito. Penso che all'uomo assennato convenga scegliere le fantasie che più gli aggradano e crogiolarvisi innocentemente, conscio del fatto che, siccome la realtà non esiste, non c'è niente da guadagnare e molto da perdere nel buttarle via. Ancora, non esistono fantasie preferibili ad altre, perché la misura del loro valore dipende dal rispettivo grado di adattamento alla mente che le contiene. (da Lettere dall'altrove)“

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Claudio Bisio 17
attore italiano 1957
„Nonna Papera. Che animale è? Questo è facile, una nonna, cioè, una papera. Va bene, sei una papera? Chi ti dice niente! Quello che va meno bene, e non capisco, è a che titolo una papera da da mangiare alle galline, tiene le mucche nella stalla.“


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Margaret Mazzantini 71
scrittrice italiana 1961
„Amo la naturalezza della vostra unione, la guardo con un sorriso, voi, in qualche misura, mi avete protetto da me stesso. Io non mi sono mai sentito "naturale", mi sono impegnato per esserlo, tentativi striduli, perché impegnarsi per essere naturali e già una sconfitta. Così ho accettato il modello che mi avete ritagliato nella carta velina dei vostri bisogni. Sono rimasto un ospite fisso in casa mia. Non mi sono indignato nemmeno quando in mia assenza, durante le giornate di pioggia, la cameriera ha spostato lo stenditoio con i vostri panni accanto al calorifero nel mio studio. Mi sono abituato a queste umide intrusioni senza ribellarmi. Sono rimasto sulla mia poltrona senza poter allungare troppo le gambe, ho posato il libro sulle ginocchia e mi sono fermato a guardare la vostra biancheria. Ho trovato in quei panni umidi una compagnia che forse superava quella delle vostre persone, perché in quelle trame sottili e candide io catturavo il profumo fraterno della nostalgia, di voi, certo, ma soprattutto di me stesso, della mia latitanza. Lo so, Angela, per troppi anni i miei baci, i miei abbracci sono stati goffi, stentati. Ogni volta che ti ho stretta, ho sentito il tuo corpo scosso da un fremito d'impazienza, se non addirittura di disagio. Non ti ci ritrovavi, ecco tutto. Ti è bastato sapere che c'ero, guardarmi in lontananza, come un viaggiatore appeso al finestrino di un altro treno, scialbato da un vetro. Sei una ragazza sensibile e solare, ma di colpo il tuo umore cambia, diventi rabbiosa, cieca. Ho sempre avuto il sospetto che questa ira misteriosa, dalla quale riaffiori sconcertata e un po' triste, ti sia cresciuta dentro per causa mia. Angela, a ridosso della tua schiena incolpevole c'è una sedia vuota. Dentro di me c'è una sedia vuota. Io la guardo, guardo la spalliera, le gambe, e aspetto, e mi sembra di ascoltare qualcosa. È il rumore della speranza. Lo conosco, l'ho udito affannarsi nel fondo dei corpi e affiorare negli occhi delle miriadi di pazienti che ho avuto davanti, l'ho sentito fermarsi in stallo tra le mura della sala operatoria, ogni volta che ho mosso le mie mani per decidere il corso di una vita. So esattamente di cosa m'illudo. Nei grani di questo pavimento che ora si muovono lenti come fuliggine, come ombre morenti, m'illudo che quella sedia vuota si riempia anche per un solo lampo di una donna, non del suo corpo, no, ma della sua pietà. Vedo due scarpe décolletées color vino, due gambe senza calze, una fronte troppo alta. E lei è già davanti a me per ricordarmi che sono un untore, un uomo che segna senza cautela la fronte di chi ama. Tu non la conosci, è passata nella mia vita quando ancora non c'eri, è passata ma ha lasciato un'impronta fossile. Voglio raggiungerti, Angela, in quel limbo di tubi dove ti sei coricata, dove il craniotomo scassinerà la tua testa, per raccontarti di questa donna. (pp. 21-23)“

„Nei paesi, fanno la storia le campane. Quella minuscola. La storia della povera gente, che non si scrive nei libri, ma che si tramanda ugualmente, perché i vecchi la contano nelle stalle, quando fa freddo, e le donnette la divulgano alle fontane, sciacquando i panni.
Ogni avvenimento grande o piccolo, nasce e muore col suono delle campane. Per niente non si suona mai. (p. 35)“

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Jules Verne 13
scrittore francese 1828 – 1905
„Nel lontano futuro i sottomarini potrebbero causare un completo stallo della battaglia, perché le flotte diverranno inutili; e poiché anche gli altri armamenti continuano a migliorare, la guerra diverrà impossibile.“

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Henry Miller 65
scrittore, pittore e saggista statunitense 1891 – 1980
„La stalla sta sui cavalli e i cavalli stanno nell'urina calda, e ogni tanto fremono e agitano la coda e scorreggiano e nitriscono. La stufa brilla come un rubino, l'aria è azzurra di fumo. Le bottiglie stan sotto al tavolo, sulla credenza, nel lavandino. George lo Scemo cerca di grattarsi il collo con una manica vuota. (2000; p. 101)“


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Nick Cave 27
cantautore, musicista e scrittore australiano 1957
„Amo la sensazione che ti da una canzone prima di capirla, quando stiamo tutti suonando dentro al momento, la canzone appare selvaggia e intatta, poi viene addomesticata resa di nuovo qualcosa di familiare e docile, e finisce nella stalla con tutte le altre canzone ma c'è un momento in cui è la canzone a comandare e temi di morire, di cadere, di romperti il collo, è quel momento fugace che cerchiamo in studio.“

Franz Herre 2
giornalista e storico tedesco 1926
„L'Eracle prussiano, quale Bismark era già considerato dai pochi amici ancora rimastigli, era costretto a compiere una fatica erculea via l'altra. Evocando il diritto di autodeterminazione, confinò il britannico leone di Nemea nella caverna insulare. Catturò col cappio polacco il russo cinghiale d'Erimanto. Allettò con compensazioni il francese toro di Creta spingendolo dove gli tornava utile. L'Eracle-Bismarck era inoltre sul punto di domare il Cerbero austriaco e di rispedirlo nell'Ade, ripulendo le stalle d'Augia del particolarismo tedesco e riportando nella sua riserva prussiana i buoi di Gerione, vale a dire principi e principini tedeschi.
Egli convinse infine il proprio re di essere l'unica persona in grado di cogliere per lui i pomo d'oro delle Esperidi rappresentati da vittoria fama e grandezza. A rimanere incerta era ancora la lotta con l'idra di Lerna, il parlamento, che da ogni testa mozzata ne generava altre due, nonché con gli uccelli del lago Stinfalo, vale a dire i nazionalisti tedeschi che il sonaglio di ferro dell'Eracle prussiano non era ancora riuscito a cacciare dal querceto. (In Bismarck, pp. 195-196)“

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Hayley Williams 5
cantante, pianista e chitarrista statunitense 1988
„Spesi circa tre settimane a Los Angeles prima di finire di scrivere il brano [Ain't It Fun], e mi sentì dispiaciuta per me stessa, il che è molto stupido. Mi trovavo a un grande bivio nella mia vita: devo tornare a casa a vivere la stessa vecchia vita con cui mi son sentita afflitta così a lungo o devo provare qualcosa di nuovo e uscire dalla mia condizione di stallo? Era come una lettera indirizzata a me stessa per farmi smettere di piangere.“

Silvio D'Arzo 8
scrittore italiano 1920 – 1952
„Vengono delle idee, certe volte.
Mi guardai un po' d'intorno. Stava per venire la morta stagione, gli sterpi secchi, le passere uccise dal freddo, la notte che arriva alle sei, i fossi ghiacciati, i vecchi che se ne muoiono in fila e la Melíde li cuce dentro il lenzuolo e io li porto al cimitero di monte, e i bambini che per l'intera stagione se ne stanno dentro le stalle a scaldarsi col fiato dei muli... Un inverno di cinque o sei mesi. E lei cosa avrebbe fatto, la vecchia?
Nelle ossa sentivo l'inverno vicino. Guardai un momento le nuvole che adesso eran piú grandi di un prato, e poi mi avviai alla parrocchia. Le nuvole mi venivano dietro. Sempre dietro, come se qualcosa sapessero. Vengono delle idee, certe volte.
Ma che altro potevo fare, mi dite? (cap. 13, p. 46)“

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