Frasi su stendardo

Conservatori dal colletto bianco sfrecciavano per la strada | Puntandomi con il loro dito di plastica | Essi sperano che la mia razza venga presto eliminata | Ma io intendo sventolare alto lo stendardo del mio credo ecocentrico | Alto! (1967)

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Jimi Hendrix 20
chitarrista e cantautore statunitense 1942 – 1970

Tu bada ben – dice quasi a sé stesso Machiavelli negli scritti di governo – che l'aver in le tue mani il potere della Repubblica e il plauso di chi crede che si possa governare senza inganno non ti è bastante, poiché non è tanto la novità che conta, ma produrre il nuovo. Quindi ascolta e pruovoca il popolo perché parli a costo di causare in te risentimento. Non credere che questo sia disordine e perdita di tempo e che si facci meglio a non descutere et computare. Non è il tempo che si conzuma nel confronto cosa da deprecare. L'errore che non truoverà mai rimedio è quello del resolvere ogni decisione per applaudimento. Uno bono descurso con retorica piazzata ad uopo, qualcuna frase dal bon suono e via che se cammina più spediti che mai. Tu debbi insegnare a razionare ogni idea o pruogramma tre volte più che non lo sia il raggionevole. Trista gente è quella di un popolo che segue lo sbatter di bandere e stendardi piuttosto che le idee ben mastecate. (da Bello figliolo che tu sè, Raffaello)

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Dario Fo 52
drammaturgo, attore, scrittore, paroliere e scenografo i... 1926

Noi pure l'abbiamo la nostra bandiera | Non più come un giorno sì gialla sì nera; | Sul candido lino del nuovo stendardo | Ondeggia una verde ghirlanda d'allôr, | De' nostri tiranni nel sangue codardo | È tinta la zona del terzo color. (da Il Canto degli Insorti)

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Arnaldo Fusinato 5
poeta e patriota italiano 1817 – 1888

Gli stendardi abbandonati e che sono caduti a terra; le mura dove vi sono brecce, le verità che nessuno considera e per le quali lo zelo è scarso; tutto ciò che è stato man mano abbandonato e progressivamente consegnato all'avversario, ecco la parte che la Provvidenza ha voluto dare alla Contro-Rivoluzione. (da Legionario, n. 489, 25-01-1942)

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Plinio Corrêa de Oliveira 28
storico, politico e filosofo brasiliano 1908 – 1995

Carlo Marx diede un grande contributo alla causa per la liberazione dell'umanità ed a causa dei suoi immortali sforzi il suo nome è ancora conservato nel cuore della classe lavoratrice e della gente di tutti i Paesi. (da Lasciateci avanzare sotto lo stendardo del Marxismo-Leninismo e coll'idea dello "Ju-che", 1983)

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Kim Jong-il 6
dittatore nordcoreano 1941 – 2011

Morire è così semplice per quelli che credono in qualcosa, per coloro che sostengono che la morte non sia la fine di tutto. Quelli per cui esiste solo il bianco e il nero, che sanno esattamente cosa devono fare e perché, che sventolano lo stendardo di un'idea, o di ciò in cui credono: lo trattengono nelle loro mani e tutto ciò che vedono ne è illuminato. Coloro che non hanno dubbi o rimpianti. Per loro morire deve essere facile. Se ne vanno con il sorriso sulle labbra.

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Dmitrij Gluchovskij 10
scrittore e giornalista russo 1979

Una Rivista che riprendesse in Italia le nobili tradizioni dell' Antologia, del Conciliatore, del Crepuscolo, e nel nome d'un principio e d'una scuola raccogliesse sotto i pacifici stendardi della scienza i giovani di mente, di studio e di fede, la vedrei tanto volentieri quanto un esercito di volontari in mano a Garibaldi. Con questi si andrebbe a Roma e Venezia; con quelli si andrebbe alla libertà. (p. 271)

Giuseppe Guerzoni 22
patriota italiano 1835 – 1886

Ecco, o futuro, sono salita in sella al tuo cavallo. Quali nuovi stendardi mi levi incontro dai pennoni delle torri di città non ancora fondate? quali fiumi di devastazioni dai castelli e dai giardini che amavo? quali impreviste età dell'oro prepari, tu malpadroneggiato, tu foriero di tesori pagati a caro prezzo, tu mio regno da conquistare, futuro... (p. 125)

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Italo Calvino 226
scrittore italiano 1923 – 1985

Gli Stati, le Teocrazie, gli Eserciti organizzati sono naturalmente piú forti del popolo sparso dei contadini: questi devono perciò rassegnarsi ad essere dominati: ma non possono sentire come proprie le glorie e le imprese di quella civiltà, a loro radicalmente nemica. Le sole guerre che tocchino il loro cuore sono quelle che essi hanno combattuto per difendersi contro quella civiltà, contro la Storia, e gli Stati, e la Teocrazia e gli Eserciti. Sono le guerre combattute sotto i loro neri stendardi, senz'ordine militare, senz'arte e senza speranza: guerre infelici e destinate sempre ad essere perdute; ferocie disperate, e incomprensibili agli storici. (1990, p. 120)

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Carlo Levi 58
scrittore e pittore italiano 1902 – 1975

Tu bada ben che l'aver in le tue mani il potere della Repubblica e il plauso di chi crede che si possa governare senza inganno non ti è bastante, poiché non è tanto la novità che conta, ma produrre il nuovo. Quindi ascolta e pruovoca il popolo perché parli a costo di causare in te risentimento. Non credere che questo sia disordine e perdita di tempo e che si facci meglio a non descutere et computare. Non è il tempo che si conzuma nel confronto cosa da deprecare. L'errore che non truoverà mai rimedio è quello del resolvere ogni decisione per applaudimento. Uno bono descurso con retorica piazzata ad uopo, qualcuna frase dal bon suono e via che se cammina più spediti che mai. Tu debbi insegnare a razionare ogni idea o pruogramma tre volte più che non lo sia il raggionevole. Trista gente è quella di un popolo che segue lo sbatter di bandere e stendardi piuttosto che le idee ben mastecate. (da Scritti di governo)

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Niccolo Machiavelli 108
politico, scrittore, storico italiano 1469 – 1527

Oggi somiglierebbe a un bus a due piani. Era un carro a quattro ruote trainato da tre coppie di buoi bianchi. Al pennone centrale era appeso lo stendardo di Milano, una croce bianca in campo rosso (regalato nell' XI secolo dall' arcivescovo Ariberto d'Intimiano) e, legata alla cima, una campana, la "Martinella". Veniva suonata se c'erano morti.

Valeria Montaldi 3
giornalista e scrittrice italiana 1949

Guardate, al cimitero, ciò che sorge sulle tombe come un simbolo di fede e come uno stendardo di vittoria: i morti sono nella terra; si direbbe che il loro braccio esce per innalzare la croce.

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Antonin-Dalmace Sertillanges 4
filosofo e teologo francese 1863 – 1948

Affretta, allora, affretta, o stendardo dell'uomo – con passo costante, sicuro, supera i più superbi stendardi regali, | supremo dirigiti al cielo, o simbolo possente – ascendi più alto di tutti, | o bandiera di stelle! Mio drappo costellato! (O costellato drappo, p. 601)

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Walt Whitman 276
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892

Sei giorni, e sei trascorsi erano appena, | Quando di Carlo apparver gli stendardi, E come allor che il torbid'austro mena | In pigra calma i gravi nembi e tardi; | Corrono a prevenir con varia lena | L' atro foriere i nuotator gagliardi, | Così di speme disperata accesi | Corrono all'armi i difensòr Pavesi || Tutta in campo apparia già l'oste intera, | Che i larghi fossi in duplice intervallo | Disponea d'ogni intorno, e la trinciera, | E i gravi arieti approssimava al vallo : | Qual forse ad Ilio sovrastava altera | L' infausta mole del fatal cavallo, | Ed accennando da vetusti merli, | Pendean le spose italiche a vederli. (ottava 25-26, canto VII)

Angelo Maria Ricci 11
poeta italiano 1776 – 1850

Fu un soldato. Fu un pastore. Fu un mendicante e fu un sovrano. Fu contadino, menestrello, marinaio, falegname. Nacque, visse e morì come Aiel. Morì pazzo, morì putrido, morì di malattia, d'incidente, di vecchiaia. Fu messo a morte davanti a una folla esultante. Si proclamò il Drago Rinato e sventolò nel cielo il proprio stendardo; si sottrasse al Potere e si nascose; visse e morì senza sapere di poterlo toccare. Tenne a bada per anni la pazzia e il male; cedette nel periodo di due inverni. A volte Moiraine venne a portarlo via dai Fiumi Gemelli, da solo o con i suoi amici sopravvissuti alla Notte d'Inverno; a volte non venne. A volte vennero altre Aes Sedai. A volte quelle dell'Ajah Rossa. Egwene lo sposò; Egwene, dal viso austero, con la stola da Amyrlin Seat, guidò le Aes Sedai che lo domarono; Egwene, con le lacrime agli occhi, gli piantò nel cuore un pugnale e nel morire lui la ringraziò. Amò altre donne, sposò altre donne. Elayne; Min; la bionda figlia d'un contadino incontrata lungo la strada per Caemlyn; donne che non aveva mai visto prima di vivere queste vite possibili. Cento vite. Mille. Tante da non riuscire a contarle. E al termine di ogni vita, mentre giaceva in punto di morte, mente esalava l'ultimo respiro, una voce gli bisbigliò all'orecchio: «Ho vinto di nuovo, Lews Therin». (capitolo 37)

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Robert Jordan 85
scrittore statunitense 1948 – 2007

Per quasi due secoli le Guerre Trolloc avevano devastato il mondo in lungo e in largo; dovunque infuriassero le battaglie, lo stendardo con l'Aquila Rossa di Manetheren era in prima fila. Gli uomini di Manetheren erano una spina nel piede del Tenebroso e un rovo nella sua mano. Cantate di Manetheren, che non avrebbe mai piegato il ginocchio davanti all'Ombra. Cantate di Manetheren, la spada che non si sarebbe mai spezzata. (Moiraine Damodred: capitolo 9)

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Robert Jordan 85
scrittore statunitense 1948 – 2007

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