Frasi su stoico

Nemesio 1
filosofo greco antico
„Quelli che sostengono che possono essere salvati contemporaneamente libero arbitrio e fato [... ] sono, fra gli stoici, Crisippo, Filopatore e molti altri illustri pensatori. Costoro dimostrano che non c'è cosa che non sia soggetta al fato. A tale proposito, essi dicono che gli impulsi ci sono stati dati dal fato e che alcune volte possono essere impediti dal fato, altre volte no. Il che rende evidente che ogni cosa è soggetta al fato, anche quelle cose che sembrano dipendere dal nostro libero arbitrio. [... ] Se infatti, come sostengono questi pensatori, una volta che si sono verificate le stesse cause, è necessario che ne conseguano i medesimi effetti, e non una volta un effetto e un'altra volta un altro, e se poi queste cause sono assegnate in sorte da sempre e per sempre, allora sarà necessario che, una volta verificatesi le medesime cause, anche ogni impulso dell'essere animato, sia così come è [... ] Se poi stabiliscono che l'impulso dipende dal nostro libero arbitrio, perché lo possediamo per natura, che cosa impedisce di dire che anche il bruciare dipende dal fuoco, perché il fuoco, per sua natura, brucia? Ebbene, proprio a questo sembra alludere Filopatore nel suo trattato Sul fato. (da De natura hominis, 34; citato in L'anima degli animali, pp. 142-143)“

Eugenio Donadoni 4
critico letterario italiano 1870 – 1924
„Nel Foscolo è visibilissima quell'aria di irrequieto dolore, quel desiderio di pace e di oblio, che fu sì comune agli uomini e agli scrittori della generazione romantica, e che trovò forse la sua espressione artistica più intiera nel Renato di Chateaubriand. Questo lettore di Plutarco, questo che più volte si professa stoico, quando si scopre senza posa a sé e agli amici è un ammalato dei mali profondi delle età di transizione: non molto dissimile in ciò dal Petrarca, di cui perciò comprese così bene gli spiriti. (da Ugo Foscolo pensatore, critico, poeta, Milano-Palermo-Napoli, Sandron, in Protagonisti della civiltà letteraria nella critica, p. 524)“


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Diogene Laerzio 56
storico greco antico 180 – 240
„Godeva l'affetto degli Ateniesi. Così quando un giovinetto gli ruppe la botte, gli Ateniesi batterono il giovinetto e diedero a Diogene un'altra botte. Lo stoico Dionisio racconta che dopo Cheronea fu catturato e condotto a Filippo. A Filippo che gli chiese chi fosse, replicò: «Osservatore della tua insaziabile avidità». Per questa battuta fu ammirato e rimesso in libertà. (VI, 43; 2009, p. 218)“

„Landolfi ripetendosi sempre non si ripete mai? […] La verità è che Landolfi e i suoi mille personaggi sono (o credono di essere) gli inventori della vita, e per questo motivo sono sempre nuovi: vivono in un clima di furore mistico, incantati da un tramonto e da una 'mezzacoda', attenti a cogliere l’improvviso e l’occasione per scoprire le leggi che governano la realtà. Per Landolfi e i suoi personaggi la vita non ha fatti-storie ma pirotecniche di colori e di fuochi e fantasmagorie di suoni e di luci. Vengono avanti nella pagina come impiegati con le mezze maniche addetti in archivio e si mettono come prestigiatori a giocare con i sentimenti e con gli ideali. Civettano e fanno le capriole, si tingono di scetticismo e di apatia stoica e all’improvviso, quando meno te lo aspetti, cominciano a raccontare le favole e offrono sogni meravigliosi, pezzi da concerto, lezioni di filosofia in prosa aulica.“

Giovita Scalvini 7
scrittore, poeta e patriota italiano 1791 – 1843
„Il Padre Cristoforo è certamente la persona più alta, più ideale del romanzo, è quella che rivela di più le vie misteriose che congiungono il finito con l'infinito. Pare che in lui la religione non sia, a così dire, che una forma che ha assunto la sua stoica virtù, il suo sentimento imprescindibile del dovere. Gli altri personaggi, se ebbero qualche merito in terra, ebbero pure in terra la loro ricompensa. Renzo e Lucia hanno sopravvissuto alla peste per unirsi insieme con nodi che non li separeranno più. Don Abbondio ha la consolazione, grandissima per lui, di veder sparire dal mondo colui che lo teneva in tanta paura. L'Innominato vede quelli stessi ch'egli aveva offeso, rispettarlo e riverirlo. Ma il Padre Cristoforo è cacciato, fatto viaggiare lungi da ciò che aveva di più caro; egli va attraverso la vita oscuro, mendico, paziente; egli va a raccogliersi dove sono più guai, dove più l'uomo soffre tra le piaghe e il tanfo, estenuato, col corpo oppresso ma coll'anima pronta e placida. Il nostro cuore che è affezionato a lui, che lo ammira, gode di vederlo uscire da tanta miseria, e appena ci si sottrae all'occhio qui sulla terra, noi non possiamo a meno di vederlo in cielo. È il Padre Cristoforo solo, adunque, che ci eleva l'anima a dire: dove e quando che sia la virtù non può fallire a una ricompensa. Se questo non fosse vero, la vita sarebbe un campo di guerra e di dolori spaventosi. L'anima ne sarebbe atterrita, ella non vorrebbe sostenerla. Dimenticate il cappuccio di P. Cristoforo, dimenticate i suoi zoccoli e la sua sporta che vi hanno talvolta fatto adirare, e troverete in lui un filosofo: non di coloro che gridano nelle cattedre per raccogliere a sera i plausi nei circoli, ma caritatevole e umile, e non rimane del cappuccino che quella cieca obbedienza colla quale lascia la contrada e Renzo e Lucia negli impacci. (pp. 245-246; in 1973, pp. 265-266)“

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Claudio Magris 58
scrittore italiano 1939
„L'accento posto fin dall'inizio sull'individuo piuttosto che sul Tutto. Le stesse realtà globali, come lo Stato, nella tradizione europea sono al servizio dell'individuo, che è il protagonista. È un filo rosso che risale alla polis greca, al concetto stoico e cristiano di persona e continua con l'umanesimo, l'illuminismo, il liberalismo, la democrazia e il socialismo democratico. Per questo credo che le radici ebraico-cristiane facciano parte del patrimonio europeo. Credo che la differenza essenziale tra civiltà occidentale e orientale consista in questo. Grandissime civiltà, come l'India, sono diverse. Nella Bhagavad Gita, il testo sacro indiano, prevale il senso della totalità.“

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Thomas Stearns Eliot 34
poeta, saggista e critico letterario statunitense 1888 – 1965
„Charles Eliot Norton aveva quelle qualità morali e spirituali, di tipo stoico, che sono possibili senza i benefici della religione rivelata; e i doni intellettuali che sono possibili senza genio. Fare ciò che è utile, dire ciò che è coraggioso, contemplare ciò che è bello: è abbastanza per la vita di un uomo.“

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Louise Colet 1
poetessa francese 1810 – 1876
„Il sipario si alza; ascolto attenta questi bei versi concisi e fermi che comprendo più facilmente della lingua parlata: è scultura greca e romana. Nei drammi di Alfieri, che chiamerei volentieri stoici, a forza di sobrietà nell'azione e di laconicità nel linguaggio, la commozione vi coglie, per così dire, senza che ve ne rendiate conto, s'impone a grandi tratti attraverso alcune figure che personificano con semplicità sentimenti eterni. Nell'Oreste, è prima di tutto Elettra che s'impossessa della nostra anima. Il suo lutto filiale, la sua angoscia incessante per un fratello che ritrova, ma che il trionfante assassino del loro padre cerca bramosamente e minaccia, sostengono l'azione fino al quarto Atto. Allora l'azione prorompe spaventosa e sublime; essa vi associa a tutti i combattimenti e a tutte le lacerazioni delle passioni umane: è come una mischia sconvolgente di istinti e dolori contrari [... ] Questo quarto atto dell'Oreste di Alfieri è una delle cose più belle che abbia visto a teatro: ascoltandolo pensavo alle puerili dispute di scuola, alle ingiustizie e agli accecamenti reciproci dei due campi che rinchiudono il sublime in uno stampo arbitrariamente prescritto. Il sublime piomba su noi come un uccello divino; si abbatte dall'alto, ci rapisce sulle sue ali che fremono e planano; noi ci abbandoniamo alla sua imperiosa ascesa, incuranti della forma e del colore delle sue penne: così fece la folla quella sera.“


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Porfírio 59
filosofo e teologo greco antico 233 – 305
„Ecco dunque quali realtà sono attestate sull'Egitto da un uomo che ama la verità e che al contempo è un filosofo stoico tra i più coerenti. (IV; 2015, pp. 400-401)“

Michele di Efeso 1
filosofo bizantino
„Ancora, se l'essere felici è, secondo gli stoici, il punto estremo dell'appetizione naturale, giungendo al quale la natura perviene al suo fine ultimo, e ottenuto il quale non desidera null'altro a eccezione del mantenimento del bene suo proprio e della sua conservazione, allora ciò capita anche agli esseri animati privi di ragionamento, che pertanto partecipano alla felicità. (da In Ethicam nicomacheam commentarium; citato in L'anima degli animali, p. 155)“

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Henry Stephens Salt 28
attivista e saggista inglese 1851 – 1939
„Un secolo fa, coloro [... ] che prevedevano [... ] il repentino avvento della civilizzazione, con le sue frenetiche attività e un andirivieni di infinite distrazioni, si saranno chiesti se la diffusione del male si sarebbe risolta nella sua stessa rieducazione. Deve l'organizzazione sociale rinunciare necessariamente alla semplicità? Devono l'intelletto e la natura restare incompatibili? Dobbiamo perdere nel deterioramento dei sensi fisici ciò che guadagniamo in cultura mentale? Deve proprio essere impraticabile la perfetta comunione con la Natura? O forse sarebbe venuto un uomo a mostrarci con la sua stessa indole – pur con tutti i difetti e i limiti – che è ancora possibile e conveniente vivere, come si sforzavano di fare gli stoici, secondo Natura, in piena serenità e autocontrollo; seguire il proprio ideale, a dispetto degli ostacoli, con ferma devozione; e quindi rendersi la vita più semplice e schiarirsi i sensi, fino a padroneggiare i segreti più nascosti di quel libro della Natura che per la maggioranza degli uomini resta illeggibile e indecifrabile. Una tale attesa è stata ampiamente soddisfatta dalla vita e dalla personalità di Henry David Thoreau. (cap. 1)“

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Michel Foucault 21
sociologo, filosofo e psicologo francese 1926 – 1984
„Nei periodi ellenistico e imperiale, il concetto socratico del «prendersi cura di sé» divenne un tema filosofico comune, universale. La «cura di sé» fu accettata da Epicuro e dai suoi seguaci. dai cinici, dagli stoici come Seneca, Gaio Musonio Rufo, Galeno. i pitagorici si interessarono molto al concetto di una vita ordinata e comunitaria. La cura di sé non costituiva una raccomandazione astratta, ma una attività ampiamente diffusa, una rete di obblighi e servigi resi alla propria anima. (da Tecnologie del sé. Un seminario con Michel Foucault, a cura di Luther H. Martin, Huck Gutman, Patrick H. Hutton, traduzione di Saverio Marchignoli, Boringhieri, Torino, 1992, p. 23)“


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Vittorio Alfieri 61
drammaturgo italiano 1749 – 1803
„Il sipario si alza; ascolto attenta questi bei versi concisi e fermi che comprendo più facilmente della lingua parlata: è scultura greca e romana. Nei drammi di Alfieri, che chiamerei volentieri stoici, a forza di sobrietà nell'azione e di laconicità nel linguaggio, la commozione vi coglie, per così dire, senza che ve ne rendiate conto, s'impone a grandi tratti attraverso alcune figure che personificano con semplicità sentimenti eterni. Nell'Oreste, è prima di tutto Elettra che s'impossessa della nostra anima. Il suo lutto filiale, la sua angoscia incessante per un fratello che ritrova, ma che il trionfante assassino del loro padre cerca bramosamente e minaccia, sostengono l'azione fino al quarto Atto. Allora l'azione prorompe spaventosa e sublime; essa vi associa a tutti i combattimenti e a tutte le lacerazioni delle passioni umane: è come una mischia sconvolgente di istinti e dolori contrari [... ] Questo quarto atto dell'Oreste di Alfieri è una delle cose più belle che abbia visto a teatro: ascoltandolo pensavo alle puerili dispute di scuola, alle ingiustizie e agli accecamenti reciproci dei due campi che rinchiudono il sublime in uno stampo arbitrariamente prescritto. Il sublime piomba su noi come un uccello divino; si abbatte dall'alto, ci rapisce sulle sue ali che fremono e planano; noi ci abbandoniamo alla sua imperiosa ascesa, incuranti della forma e del colore delle sue penne: così fece la folla quella sera. (Louise Colet)“

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Porfírio 59
filosofo e teologo greco antico 233 – 305
„In ogni caso, Cheremone stoico, nel riferire dei sacerdoti egizi, che a suo dire i loro connazionali considerano come filosofi, spiega che per costoro il luogo più adatto per esercitare la filosofia sono i templi. L'uso di soggiornare nei pressi delle statue che si trovano in questi templi è correlato alla loro tensione contemplativa, che li assorbe completamente. Tale abitudine dà loro sicurezza poiché tutti, per rispetto al divino, onorano i filosofi alla stessa stregua di certi animali sacri. (IV; 2015, p. 398)“

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Jean Prieur 5
scrittore francese 1914 – 2016
„Gli Antichi designavano con il nome di Anima del Mondo una forza di cui sono pervase tutte le molecole dell'universo, forza che è servita alla materia come principio motore e plasmatore. Ma questa forza, che dava il movimento e la forma a tutti gli esseri, era, secondo Pitagora, Platone e gli Alessandrini, una sostanza intermedia fra il cosmo ed il Dio supremo, mentre, per gli Stoici, questa Intelligenza, questo Principio di vita, era Dio stesso. L'animale, cosi come l'uomo, era, quindi, un'emanazione divina. (cap. 1)“

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Bertrand Russell 155
filosofo, logico e matematico gallese 1872 – 1970
„Nel III secolo, e nei secoli successivi alle invasioni barbariche, la civiltà occidentale fu prossima alla totale distruzione. Fu una fortuna che, mentre la teologia era quasi l'unica attività mentale sopravvissuta, il sistema accettato non fosse puramente superstizioso, ma conservasse, per quanto a volte profondamente svirilizzate, dottrine che contenevano molto del lavoro dell'intelletto greco e molta della devozione morale che è comune agli stoici ed ai neoplatonici. (Plotino, p. 407)“

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