Frasi su storpio

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Matteo apostolo ed evangelista 9
apostolo di Gesù
„I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l'asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla numerosissima stese i suoi mantelli sulla strada mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla via. La folla che andava innanzi e quella che veniva dietro, gridava: Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli! Entrato Gesù in Gerusalemme, tutta la città fu in agitazione e la gente si chiedeva: "Chi è costui?". E la folla rispondeva: "Questi è il profeta Gesù, da Nazaret di Galilea". Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: "La Scrittura dice: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera ma voi ne fate una spelonca di ladri". Gli si avvicinarono ciechi e storpi nel tempio ed egli li guarì. Ma i sommi sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che faceva e i fanciulli che acclamavano nel tempio: "Osanna al figlio di Davide", si sdegnarono e gli dissero: "Non senti quello che dicono?". Gesù rispose loro: "Sì, non avete mai letto: Dalla bocca dei bambini e dei lattanti ti sei procurata una lode?". E, lasciatili, uscì fuori dalla città, verso Betània, e là trascorse la notte. (21, 6 – 17)“

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Erri De Luca 195
scrittore, traduttore e poeta italiano 1950
„È bella di notte la città. C'è pericolo ma pure libertà. Ci girano quelli senza sonno, gli artisti, gli assassini, i giocatori, stanno aperte le osterie, le friggitorie, i caffè. Ci si saluta, ci si conosce, tra quelli che campano di notte. Le persone perdonano i vizi. La luce del giorno accusa, lo scuro della notte dà l'assoluzione. Escono i trasformati, uomini vestiti da donna, perché così gli dice la natura e nessuno li scoccia. Nessuno chiede di conto di notte. Escono gli storpi, i ciechi, gli zoppi, che di giorno vengono respinti. È una tasca rivoltata, la notte nella città. Escono pure i cani, quelli senza casa. Aspettano la notte per cercare gli avanzi, quanti cani riescono a campare senza nessuno. Di notte la città è un paese civile. (p. 26)“


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Elias Canetti 177
scrittore, saggista e aforista bulgaro 1905 – 1994
„Zoppica così bene che coloro che le camminano a fianco sembrano storpi.“

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Marcello Macchia 147
comico italiano 1978
„La santità non è cosa tua... [Toglie la tovaglia all'Ispettore santo Maroponda] La giustizia lasciala ad altri... [Gli toglie il cappello] Ed ora... Raddrizzati, storpio! (Dio)“

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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973
„Mi piace chi stona, chi storpia ciò che suona, | la cantante con la voce buona vada in monastero, nel coro del clero. (da La legge dell'ortica, n.° 3)“

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Bruce Springsteen 143
musicista e cantautore statunitense 1949
„Lo storpio all'angolo grida: "Una moneta per misericordia!", e i ragazzi del centro parlano davvero da duri, è difficile essere un santo in città.“

Vincenzo Cerami 9
sceneggiatore, scrittore e drammaturgo italiano 1940 – 2013
„Un pazzo costa allo Stato 4 marchi al giorno. Uno storpio 4,50, un epilettico 3,50. Visto che la quota media e di 4 marchi al giorno e i ricoverati sono 300.000 quanto si risparmierebbe complessivamente se questi individui venissero eliminati? (da La vita è bella, Einaudi)“

Luigi Negri 9
arcivescovo cattolico italiano 1941
„[... ] sant'Ermanno lo storpio: oggi un uomo così non sarebbe nemmeno potuto nascere, nei 150 paesi civili del mondo in cui non c'è libertà religiosa. Ermanno è una delle personalità che più intensamente esprime la genialità della fede che cambia la vita dell'uomo.“


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Gesù 119
fondatore del Cristianesimo -2 – 30 d.C.
„Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: i ciechi recuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella, e beato colui che non si scandalizza di me. (11, 4 – 6)“

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Andrea Perrucci 13
drammaturgo, librettista e gesuita italiano 1651 – 1704
„Le facezie ridicole consistono negli spropositi, o deformità della natura, nei volti contraffatti, caricature di naso, fronti aguzze, calvizie, orecchie lunghe, storpi di gambe, i quali difetti, contraffacendosi con maschere e con abilità, tanto sono compatibili e commiserabili nel vero, tanto sono ridicoli nella finzione. Ridicolissimo sarà uno Zanni con occhi piccini, volto nero e ciglia irsute, buffo in tutte le posture; così come un Pulcinella tutto un pezzo, sgarbato di persona e sciocco in tutti i gesti.“

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Silvio Berlusconi 715
politico e imprenditore italiano 1936
„Quell'uomo ha fatto tanti imbrogli nella sua vita. Oggi è solo il servo di quel fascista di Fini. Parlare di costituente era un modo per "toccare" la Lega. Noi siamo come Gesù Cristo, guariamo i malati e gli storpi. Berlusconi sa che chi tocca la Lega guarisce e spera di dare di sé l'immagine del guaritore. Berlusconi e Fini sono i figli del dio degenere della restaurazione, questo dio si chiama maggioritario e oggi puntano sul maggioritario e sul presidenzialismo per mettere una pietra tombale sul cambiamento.“

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Umberto Bossi 101
politico italiano 1941
„Quell'uomo [Silvio Berlusconi] ha fatto tanti imbrogli nella sua vita. Oggi è solo il servo di quel fascista di Fini. Parlare di costituente era un modo per "toccare" la Lega. Noi siamo come Gesù Cristo, guariamo i malati e gli storpi. Berlusconi sa che chi tocca la Lega guarisce e spera di dare di sé l'immagine del guaritore. Berlusconi e Fini sono i figli del dio degenere della restaurazione, questo dio si chiama maggioritario e oggi puntano sul maggioritario e sul presidenzialismo per mettere una pietra tombale sul cambiamento. (citato in Bossi attacca "Il Cavaliere servo di AN", La Repubblica, 15 febbraio 1996)“


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Terry Goodkind 55
scrittore statunitense 1948
„Tu non mi ami, Sebastian. Non hai la minima idea di cosa significhi amare. Tu non puoi amare niente o nessuno se prima non ami la tua esistenza. L'amore nasce solo dal rispetto della tua vita. Se ami te stesso, la tua vita, allora potrai amare qualcuno che potrà migliorarla, condividerla con te e renderla più piacevole. Quando ti odi e pensi di essere malvagio, allora puoi solo odiare, puoi solo sfiorare il guscio dell'amore, un desiderio per qualcosa di buono, ma che è fondato solo sull'odio. Il tuo desiderio corrotto, Sebastian, storpia il concetto di amore. Mi volevi solo per giustificare il tuo odio e per essere la tua compagna nel disprezzo. Per amare qualcuno veramente, Sebastian, devi godere della sua esistenza perché questa ti rende la vita fantastica. Se pensi che l'esistenza sia corrotta, allora sei chiuso fuori da questo genere di relazioni e da ciò che è l'amore. ('Jennsen Rahl' a Sebastian)“

„Intanto a Napoli con l'editto del 1802 (RD 30.06.1802) il Re proibiva l'accattonaggio per le Chiese, per le strade e nei luoghi pubblici (art. 1); ordinava il ricovero nel Real Albergo de' poveri, se storpi ed inabili al lavoro (artt. 2 e 4); comminava pene ai trasgressori (art. 3), e ai parenti, che non ne prendessero cura (artt. 5 e 9); prescriveva norme per l'amministrazione dell'Istituto e all'art. 12 dichiarava espressamente: «Oltre ai mendici saranno raccolti e rinchiusi per ora nel Real Albergo de' Poveri tutti i fanciulli e le fanciulle che vagano per la città abbandonati dai loro genitori, o da coloro che avendoli presi dalla Santa Casa dell'Annunziata, gli lascino esposti di nuovo, senza più curarne il mantenimento e l'istruzione». Inoltre l'editto distingueva tra abbandonati da genitori naturali che potevano essere destinati alla Santa Casa dell'Annunziata e abbandonati da genitori di allievo (baliatico) che erano invece rivolti al Real Albergo de' Poveri. Le disposizioni del 1802 mal celavano però un carattere di provvisorietà, determinato dalla penuria di eliminare al più presto l'accattonaggio, e dalle tristi condizioni economiche del Reame. Ma le intenzioni del primo Ferdinando dovevano fare i conti con un imprevisto di suprema importanza: l'occupazione francese avvenuta nel 1806 per la quale il Re e la sua Corte furono costretti a fuggire a Palermo sotto la protezione degli inglesi. (p. 15)“

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Decimo Giunio Giovenale 36
poeta e oratore romano
„Nel suo castello maledetto nessun signore | ha mai castrato ragazzi brutti. | Adolescenti storpi e scofolosi, | gobbuti dietro e davanti | Nerone non li rapisce. (1971; X, 306)“

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