Frasi su strappo

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Paolo Crepet 70
medico, psichiatra e scrittore italiano 1951
„A tutti arriva, prima o poi, il vento traditore che strappa le vele, l'importante è non fare proprio quel vento, non legittimare la vela lacerata a cifra della propria esistenza: questa è la vera bestemmia, il sacrilegio contro la vita.“

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Aristotele 184
filosofo e scienziato greco antico -383 – -321 a.C.
„Lo smeriglio ha rapporti ostili con la volpe. La colpisce e le strappa i peli, e poi uccide i suoi cuccioli (del resto è un uccello con gli artigli ricurvi). Il corvo e la volpe, dal canto loro, sono amici fra loro. Il corvo, infatti, combatte con lo smeriglio, ed è per questo che, quando la volpe viene colpita da questo uccello, corre in suo soccorso. Anche avvoltoio e smeriglio sono in rapporti di ostilità. Entrambi, infatti, sono uccelli con gli artigli ricurvi. (IX, 1; 2015, p. 54)“


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Luigi Pirandello 120
drammaturgo, scrittore e poeta italiano premio Nobel per... 1867 – 1936
„Beate le marionette,» sospirai, «su le cui teste di legno il finto cielo si conserva senza strappi! Non perplessità angosciose, né ritegni, né intoppi, né ombre, né pietà; nulla! E possono attendere bravamente e prender gusto alla loro commedia e amare e tener se stesse in considerazione e in pregio, senza soffrir mai vertigini o capogiri, poiché per la loro statura e per le loro azioni quel cielo è un tetto proporzionato. (cap. XII; 1973, p. 468)“

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Avril Lavigne 20
cantante canadese 1984
„È abbastanza per amare? | È abbastanza per respirare? | Qualcuno mi strappi via il cuore | e mi lasci qui a sanguinare. | È abbastanza per morire? | Qualcuno salvi la mia vita. | Preferisco essere tutt'altro che comune, per favore. | Fai cadere le tue difese, | non attenerti al senso comune; | se guardi vedrai | che questo mondo è una bellissima | turbolenta succulenta casualità. | Mi sento immobile | in nessun modo io non lo gusterò | non voglio gettare via niente.“

Augusto Daolio 9
cantante e attivista italiano 1947 – 1992
„Se quello che mi porta a disegnare è una sottile malattia morbosa, una piccola lesione, una devianza, uno strappo, desidero che ciò non trovi mai guarigione, anzi desidero considerare il disegnare come un lavoro, anche faticoso, di scavo, di confessione a volte anche dolorosa.
È allo stesso tempo una fortuna umana, grandissima.“

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Nilo di Sora 1
monaco e santo russo 1433 – 1508
„Sto davanti a te, confuso nella mia coscienza e in silenzio, perché le mie parole inquinano l'aria. Signore, concedimi le lacrime che ora non ho per lavare i miei peccati e dammi la libertà di parlarti. Nel giorno del tuo ultimo e giusto giudizio, non scoprire le mie opere cattive davanti agli angeli e agli uomini, ma strappa le pagine che enumerano i miei peccati e fa' che nessuno li conosca! Così sia, Signore!“

Fernanda Romagnoli 9
poetessa italiana 1916 – 1986
„Come spenti | passano i vinti, passa il vittorioso | manipolo, ridente pur se stanco. | E in mezzo, lui, che ancora la tribuna | vibra al suo nome, echeggia la collina. | A testa china, assorto, | la dolce nuca ersuta di sudore, | l'ecchimosi, lo strappo sulla maglia. (da Giovane campione)“

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Roberto Longhi 12
storico dell'arte italiano 1890 – 1970
„La sua ostinata deferenza al vero poté anzi confermarlo nella ingenua credenza che fosse "l'occhio della camera" a guardar lui e a suggerirgli tutto. Molte volte dovette incantarsi di fronte a quella "magia naturale"; e ciò che più lo sorprese fu di accorgersi che allo specchio non è punto necessaria la figura umana, se, uscita questa dal suo campo, esso seguita a specchiare il pavimento inclinato, l'ombra sul muro, il nastro caduto a terra. Che altro potesse conseguire a questa risoluzione di procedere dipingendo per specchiatura diretta della realtà, non è troppo difficile intendere. Ne conseguiva la tabula rasa del costume pittorico del tempo che, preparandosi gli argomenti in carta e matita per via di erudizione storica e di astrazione stilizzante, aveva elaborato una complessa classificazione del rappresentabile, dove, per meglio servire alla società di allora, non poteva che preferirsi l'aspetto della classe dominante. Ma il Caravaggio pensa invece alla vita comune, ai sentimenti semplici, all'aspetto feriale delle cose che valgono, nello specchio, come gli uomini. [... ] Anche il Caravaggio avvertiva il pericolo di ricadere nell'apologetica del corpo umano, sublimata da Raffaello o Michelangelo, o magari nel chiaroscuro melodrammatico del Tintoretto. Ma ciò che gli andava confusamente balenando era ormai non tanto il rilievo dei corpi quanto la forma delle tenebre che li interrompono. Lì era il dramma della realtà più portante ch'egli intravedeva dopo le calme specchiature dell'adolescenza. E la storia della religione, di cui ora si impadroniva, gli tornava come un seguito di drammi brevi e risolutivi la cui punta non può indugiarsi nella durata sentimentale delle trasparenze, anzi inevitabilmente s'investe del lampo abrupto della luce rivelante, fra gli strappi inconoscibili dell'ombra. Uomini e santi si sarebbero impigliati in quel tragico scherzo. Giacché, per restar fedeli alla natura del mondo, occorreva far sì che il calcolo dell'ombra apparisse come casuale, e non causato dai corpi; ove volesse esimersi dal riattribuire all'uomo la sua funzione umanistica dirimente, di eterno protagonista e signore del creato. Perciò il Caravaggio seguitò, e fu fatica di anni, ad osservare la natura della luce e dell'ombra incidentali. [... ] Chi non sa che il Tintoretto studiava al lume di lucerna, non già il vero, ma i modellini della Cappella Medicea? E che i modellini del Greco erano cere dove si stiravano in una poetica follia le ultime spire laocoontiche del disegno 'serpentinato'? Ma ora è la realtà stessa a venir sopraggiunta dal lume per 'incidenza': il caso, l'incidente luminoso, diventano causa efficiente della nuova pittura (o poesia). Non v'è Vocazione di Matteo senza che il raggio, assieme col Cristo, entri dalla porta socchiusa e ferisca quel turpe spettacolo dei giocatori d'azzardo. In effetto Caravaggio stagliò questa sua "descrizione di luce", questo poetico "fotogramma", quando l'attimo di cronaca gli parve emergere, non dico con un rilievo, ma con uno spicco, con un'evidenza così memorabile, invariabile, monumentale, come dopo Masaccio non s'era più visto. (citato in Caravaggio, pp. 187-188)“


„Una bambina dai lunghi capelli biondi e ricci, occhi azzurri, indossa una maglietta bianca e le mutandine con i fiocchetti ai lati, è magra e ride. Dice che sbaglio pietre. Tra le mani tiene uno walkman, io non ce l'ho il registratore per le cassette, ma papà me lo compra se mi promuovono all'esame di quinta elementare. Dovrò aspettare un anno intero. La musica non mi piace, mi piace lo walkman e la calcolatrice. Papà aveva una calcolatrice ma io non potevo toccarla perché altrimenti l'avrei rotta. Un giorno papà ci si è seduto sopra e da allora non ha più funzionato. Adesso ho una calcolatrice ma non si vedono i numeri. La ragazzina mi sta vicino e lancia pietre che rimbalzano sull'acqua. Mi porge un sasso piatto e mi dice di provare. La odio. Le strappo il sasso dalla mano, mi sbilancio all'indietro, come Robert Redford, io sono bello come lui, la nonna dice che sono bellissimo e che sembro Redford. Il mio braccio sinistro è teso in avanti, il destro è dietro la schiena. Lancio. Il sasso affonda nell'acqua. La ricciola ride. Perché la mamma non mi chiama? Perché papà non viene a prendermi?... (da Troppo Vicina)“

Teresa Sensi 6
scrittrice e giornalista italiana 1900 – 1993
„[... ] sia pure inclemente e tiranno, il lavoro strappa ai lunghi soliloqui nocivi.“

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Antoine de Saint-Exupéry 57
scrittore e aviatore francese 1900 – 1944
„E se un baobab non lo strappi via subito, dopo non riesci più a liberartene. Occupa tutto il pianeta. Lo perfora con le radici. E se il pianeta è troppo piccolo e i baobab troppo numerosi, questi lo spaccano tutto. (cap. V, p. 28)“

Alessandro D'Avenia 167
scrittore, insegnante e sceneggiatore italiano 1977
„Ho la testa tra le mani, per quanto possibile con il mio braccio ingessato... e non ho smesso di piangere da quando sono scappato. Sì, perché io sono scappato di fronte al mio sogno. Il mio sogno triturato. Stringo tra le mani la lettera per Beatrice scritta da Silvia, inzuppata delle mie lacrime. La strappo in mille pezzi con i denti e la mano sana. Abbandono i frammenti alla corrente. Lì c'è la mia anima nera. La mia anima scritta. E adesso tutti i pezzi della mia anima sono lì che annegano nella corrente e se ne vanno ciascuno per conto suo, e nessuno li potrà mai più raccogliere: nessuno. Annego in ciascuno di quei pezzi di carta. Annego un milione di volte. Adesso la mia anima non c'è più, se l'è portata via la corrente. Voglio stare da solo. (Leo)“


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Lucio Battisti 177
compositore, cantautore e produttore discografico italiano 1943 – 1998
„Cassiodoro Vicinetti, | Olindo Brodi, Ugo Strappi, | Sofio Bulino. Armando Pende | Andriei Francisco Poimò. | Tristo Fato, Quinto Grado, | Erminio Pasta, Pio Semi, | Ottone Testa, Salvo Croce, | Facoffi Borza, Aldo Ponche (o Punch). (da Equivoci amici“

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William Seward Burroughs 16
scrittore e saggista statunitense 1914 – 1997
„Circonda questa creaturina fiduciosa anche un'aura fatale e triste. Nei secoli è stata abbandonata molte volte, lasciata morire in freddi vicoli urbani, in torridi terrains vagues assolati, tra cocci di terraglie, ortiche, muri crollati. Tante volte ha gridato aiuto invano. Fa le fusa e insieme dorme, Fletch, stende le zampette nere per essere in contatto con le mie mani, gli artigli ritratti, giusto un tocco gentile per assicurarsi che io sia lì, accanto a lui che dorme. Probabile che mi veda in sogno. Si dice che i gatti non distinguano i colori: un granuloso bianco e nero, un'argentea pellicola guizzante piena di strappi mentre lascio la stanza, poi torno, vado fuori, lo prendo su, lo metto giù. Chi potrebbe fare del male a una simile creatura? Allenare il proprio cane a ucciderlo! L'odio per i gatti riflette uno spirito gretto, stupido, volgare, bigotto. Con questo Spirito Gretto non ci può essere compromesso.“

Paolo Giuntella 15
giornalista e scrittore italiano 1946 – 2008
„Queste prove di dolore sono nello stesso tempo personali, intime, quasi incomunicabili agli altri, ricche di segreti e di sentimenti personalissimi – così come per ogni fratello ricordi e profondità, contenuti comunicativi e soprattutto affettivi e forme di legame e di affetto sono diversi per lo stesso genitore – e di memorie, ricordi, parole non dette e sguardi più fluviali delle parole. Io credo che anche questo passaggio, il dolore, la morte, lo strappo di affetti cosi radicali – per me papà, mamma, sorella... –, in realtà sia in ultima analisi una prova dell'esitenza di Dio, di un destino oltre la vita e oltre la morte al quale siamo indirizzati. Proprio per questa grande energia e dispersione di sentimenti, di affetti, di segreti, di comunicazione interiore, intellettuale, affettiva interrotta. (da L'aratro, l'iPod e le stelle, Paoline, 2008)“

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Italo Calvino 210
scrittore italiano 1923 – 1985
„Forse, in fondo, il primo libro è il solo che conta, forse bisognerebbe scrivere quello e basta, il grande strappo lo dài solo in quel momento, l'occasione di esprimerti si presenta solo una volta, il nodo che porti dentro o lo sciogli quella volta o mai più. Forse la poesia è possibile solo in un momento della vita che per i più coincide con l'estrema giovinezza. Passato quel momento, che tu ti sia espresso o no (e non lo saprai se non dopo cento, centocinquant'anni; i contemporanei non possono essere buoni giudici), di lì in poi i giochi son fatti, non tornerai che a fare il verso agli altri o a te stesso, non riuscirai più a dire una parola vera, insostituibile...“

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