Frasi su stratagemma

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Robert Anson Heinlein 151
autore di fantascienza statunitense 1907 – 1988
„Io ho sempre fatto in modo, in tutte le case dove siamo andati a vivere, che Pete avesse la sua porta personale. Nel caso specifico si trattava di un'apertura praticata nella porta-finestra di una stanza disabitata, apertura grande abbastanza per lasciare passare Pete con baffi e tutto. Per troppo tempo avevo aperto e chiuso porte ai gatti: da qui, la decisione di ricorrere a quello stratagemma. Pete si serviva abitualmente della sua porta, tranne quando riusciva a costringermi ad aprirgliene una normale. [... ] Gli inverni nel Connecticut vanno bene per le cartoline natalizie, e durante quell'inverno Pete provava regolarmente a uscire dalla sua porticina, e regolarmente si rifiutava di andare fuori a causa della sgradevole cosa bianca che c'era all'esterno. Allora veniva da me, per pregarmi di aprire una porta normale, convinto che almeno una di esse si aprisse su una bella giornata estiva. Così, tutte le volte io dovevo fare il giro delle undici porte e aprirle in modo che si persuadesse che anche fuori di quelle era inverno. (da La porta sull'estate)“

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Alessandro Baricco 335
scrittore e saggista italiano 1958
„[…] mi viene solo in mente quella storia dei fiumi, […] e al fatto che si son messi lì a studiarli perché giustamente non gli tornava 'sta storia che un fiume, dovendo arrivare al mare, ci metteva tutto quel tempo, cioè scelga, deliberatamente, di fare un sacco di curve, invece di puntare dritto allo scopo, […] c'è qualcosa di assurdo in tutte quelle curve, e così si sono messi a studiare la faccenda e quello che hanno scoperto alla fine, c'è da non crederci, è che qualsiasi fiume, […], prima di arrivare al mare fa esattamente una strada tre volte più lunga di quella che farebbe se andasse diritto, sbalorditivo, se ci pensi, ci mette tre volte tanto quello che sarebbe necessario, e tutto a furia di curve, appunto, solo con questo stratagemma delle curve, […] è quello che hanno scoperto con scientifica sicurezza a forza di studiare i fiumi, tutti i fiumi, hanno scoperto che non sono matti, è la loro natura di fiumi che li obbliga a quel girovagare continuo, e perfino esatto, tanto che tutti, dico tutti, alla fine, navigano per una strada tre volte più lunga del necessario, anzi, per essere esatti, tre volte virgola quattordici, giuro, il famoso pi greco, non ci volevo credere, in effetti, ma pare che sia proprio così, devi prendere la loro distanza dal mare, moltiplicarla per pi greco e hai la lunghezza della strada che effettivamente fanno, il che, ho pensato, è una gran figata, perché, ho pensato, c'è una regola per loro vuoi che non ci sia per noi, voglio dire, il meno che ti puoi aspettare è che anche per noi sia più o meno lo stesso, e che tutto questo sbandare da una parte e dall'altra, come se fossimo matti, o peggio smarriti, in realtà è il nostro modo di andare diritti, modo scientificamente esatto, e per così dire già preordinato, benché indubbiamente simile a una sequenza disordinata di errori, o ripensamenti, ma solo in apparenza perché in realtà è semplicemente il nostro modo di andare dove dobbiamo andare, il modo che è specificatamente nostro, la nostra natura, per così dire, cosa volevo dire?, quella storia dei fiumi, sì, è una storia che se ci pensi è rassicurante, io la trovo molto rassicurante, che ci sia una regola oggettiva dietro a tutte le nostre stupidate, è una cosa rassicurante, tanto che ho deciso di crederci, e allora, ecco, quel che volevo dire è che mi fa male vederti navigare curve da schifo come quella di Couverney, ma dovessi anche andare ogni volta a guardare un fiume, ogni volta, per ricordarmelo, io sempre penserò che è giusto così, e che fai bene ad andare, per quanto solo a dirlo mi venga da spaccarti la testa, ma voglio che tu vada, e sono felice che tu vada, sei un fiume forte, non ti perderai…“


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Aldous Huxley 141
scrittore britannico 1894 – 1963
„Pronunciate da un buon attore – ed ogni grande predicatore, ogni avvocato o politico di successo è, tra le altre cose, un attore consumato – le parole possono esercitare un potere quasi magico sugli ascoltatori. A causa dell'essenziale irrazionalità di questo potere, l'oratore pubblico anche meglio intenzionato, probabilmente fa piú male che bene. Quando un oratore, con la sola magia delle parole e di una voce d'oro, persuade il suo pubblico della giustizia di una causa falsa, ne rimaniamo terribilmente impressionati. Dovremmo provare la stessa costernazione ogni qual volta osserviamo gli stessi inopportuni artifici usati per persuadere la gente della giustizia di una buona causa. La convinzione inculcata può essere desiderabile, ma queste basi sono intrinsecamente false, e coloro che usano gli stratagemmi oratorii per istillare convinzioni anche giuste sono colpevoli di favorire gli elementi meno apprezzabili della natura umana. Esercitando il disastroso dono della parola, essi approfondiscono il trance quasi ipnotico in cui vivono la maggioranza degli esseri umani e da cui è scopo e fine di ogni vera filosofia, di ogni religione genuinamente spirituale, di liberarli. Non solo, ma non vi può essere effettiva oratoria senza supersemplificazione. E non si può supersemplificare senza deformare i fatti. Anche quando fa del suo meglio per dire la verità, l'oratore di successo è ipso facto un bugiardo. E la maggioranza degli oratori di successo, è appena necessario aggiungerlo, non cercano neppure di dire la verità; essi cercano di suscitare simpatia per i loro amici e antipatia per gli opponenti. (I; pp. 23-24)“

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Plutarco 141
biografo, scrittore e filosofo greco antico 46 – 127
„Né mi stupisco più di chi per primo ha scoperto il modo di aprire un'ostrica chiusa dopo che sono venuto a conoscenza degli stratagemmi degli aironi. Quando infatti capita loro di inghiottire una conchiglia chiusa, pur se infastiditi, sopportano strenuamente fino a quando non si accorgono che è stata ammorbidita e macerata dal calore del loro corpo. Allora, dopo averla sputata aperta e con le valve spalancate, inghiottono la parte commestibile. (cap. 10)“

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Aristotele 184
filosofo e scienziato greco antico -383 – -321 a.C.
„è un uccello malizioso e astuto. In primavera ogni esemplare maschio si separa dal gruppo e, dopo canti e combattimenti, si mette a vivere in coppia con la femmina che si è scelto. Poiché sono uccelli estremamente lascivi, poi, i maschi, quando scovano le uova, le rompono facendole rotolare. Questo perché la femmina non se ne stia a covarle. Quest'ultima, però, dal canto suo, escogita uno stratagemma. Infatti depone le uova mentre scappa via. Spesso, se il maschio è presente, presa dalla fretta, le lascia dove le capita. E, perché tutte sfuggano insieme al pericolo, non si reca a trovarle. Se poi viene vista da un uomo, fa come per i piccoli. Si fa cioè notare dall'uomo apparendo davanti ai suoi piedi, fin quando non lo ha allontanato dalle uova. (IX, 8; 2015, p. 62)“

„Dal seggio imperiale adorno di complicate sculture, il Generale dei Garthim scoccava occhiate al Maestro delle Cerimonie, seduto al suo fianco. Cosa stava macchinando? Il suo atteggiamento di distacco era solo una posa studiata ad arte per mostrare agli altri la sua superiorità spirituale e stabilire quindi il diritto di usurpare il trono alla prima occasione? Guardando gli altri, però, gli pareva che fosse tempo sprecato. Forza, avidità e spietatezza erano le qualità che gli Skeksis apprezzavano in chi aveva il comando. Il Generale dei Garthim allungò il braccio per afferrare un pentolone quasi vuoto in cui stava mangiando il Tesoriere. Vi infilò dentro la testa per ripulirlo con la lingua, e quando l'ebbe leccato per bene lo gettò via. Guardò di soppiatto il Maestro delle Cerimonie e gli parve di scoprire un'ombra di disgusto nella sua espressione. Bene. Questo gli offriva la possibilità di prendere l'iniziativa. Forse sarebbe stato in grado di escogitare qualche stratagemma per diffamare il Maestro delle Cerimonie, superbo della propria dignità e della sua supremazia nell'osservare il cerimoniale. Più presto quel bacchettone avesse seguito il Ciambellano nella landa selvaggia, più sicuro si sarebbe sentito lui sul trono.“

Hal Clement 2
scrittore statunitense 1922 – 2003
„Scrivere una storia di fantascienza è un divertimento, non un lavoro. [... ] il divertimento... consiste nel trattare l'intera cosa come fosse un gioco. [... ] Le regole devono essere piuttosto semplici. Lo sono; per il lettore di un romanzo di fantascienza, consistono nel trovare quante più possibili affermazioni o implicazioni dell'autore che siano in contrasto con i fatti così come la scienza li interpreta attualmente. Per l'autore, la regola è fare il minor numero possibile di questi scivoloni. [... ] Alcune eccezioni sono consentite (ad esempio, permettere di viaggiare a velocità superiore a quella della luce), ma il fair play richiede che tali stratagemmi siano menzionati il prima possibile nel romanzo... (Postfazione - Mondo trottola)“

Isabella Santacroce 164
scrittrice italiana 1970
„Perché questa vita è un revolver che ti devasta la faccia. Perché non è giusto. Perché non riesco a odiare. Odiarmi. Odiare chi mi ha fatto del male. E poi è così complicato capire. Capirsi. La confusione. I suoi limiti. Le rimozioni. Le esaltazioni. Il confondersi. L'illudersi. Perdersi. Arrendersi. Reagire. Esserci. Comprendere. Analizzare. Vivere veramente. Illuminami. Illustrami le delizie dell'esistenza. Le gioie multiple. Le sorprese piacevoli. I trucchi. Gli stratagemmi. La bellezza di questo paesaggio. Le sue stagioni. Addentrarsi in età sconosciute. Accettarsi. Comprendersi.“


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Fabrice Hadjadj 191
scrittore e filosofo francese 1971
„Satana è molto spirituale. La sua natura è la stessa di un puro spirito. In lui non vi è neppure un'oncia di materia. Non vi è propensione per il materialismo. E quindi – ci si può scommettere – la spiritualità è il suo stratagemma.“

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Arturo Pérez-Reverte 61
scrittore e giornalista spagnolo 1951
„«Sai perché mi piace questo libro, Corso?» «No. Dimmelo.» «Perché il protagonista è sincero. Il suo amore non è un semplice stratagemma per dannare un'anima. Biondetta è tenera e fedele; ammira in Alvaro le stesse qualità che il diavolo ama nell'uomo: il suo coraggio, la sua indipendenza...»“

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Karlheinz Deschner 25
storico e scrittore tedesco 1924 – 2014
„Specialmente i cattolici hanno inventato tutto un bric-à-brac di «prove dell'esistenza di Dio», tutte del medesimo convincente calibro: gli stessi stratagemmi, le stesse ecclesiastiche capriole, atti di stupro filosofico, talvolta sospetti perfino ai signori della chiesa. (da Perché sono un agnostico, p. 33)“

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Friedrich Nietzsche 463
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900
„Il «peccato» – giacché suona così la reinterpretazione sacerdotale della «cattiva coscienza» animale (della crudeltà volta all'indietro) – è stato sino a oggi l'avvenimento più grande nella storia dell'anima malata: in esso noi abbiamo lo stratagemma più pericoloso e più funesto dell'interpretazione religiosa. (III, 20; 1991)“


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Osho Rajneesh 152
filosofo indiano 1931 – 1990
„Quindi la vera domanda non è come conoscere se stessi. La vera domanda è conoscere in che modo non stai conoscendo te stesso, come stai mancando una realtà tanto ovvia, una verità tanto fondamentale da esserti così vicina; com'è possibile che continui a non vedere. Devi aver creato uno stratagemma, altrimenti è difficile scappare da se stessi. Devi aver eretto dei muri; in un certo senso, stai ingannando te stesso. (p. 321)“

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Piero Angela 100
divulgatore scientifico e giornalista italiano 1928
„Vi siete mai chiesti perché l'uomo e la donna possiedono ognuno soltanto una metà dell'organo di riproduzione? E debbono impegnare tanto tempo (e energie) per mettere insieme le loro due parti? La risposta, ovviamente, è che questa riproduzione a due ha permesso di rimescolare i cromosomi e quindi di ridistribuire le mutazioni favorevoli che altrimenti sarebbero rimaste separate in individui diversi.
Così ognuno di noi, attraverso i riti del corteggiamento e dell'accoppiamento (con tutto quello che ciò comporta: investimenti, stratagemmi, emozioni, magari anche poesie e musiche), diventa strumento inconsapevole di quell'esigenza fondamentale della natura che è la produzione di diversità. (cap. I, p. 13)“

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Edward Morgan Forster 107
scrittore britannico 1879 – 1970
„Ma Harold non se la cavava così a buon mercato, perché Sir Edwin, per la prima volta, era totalmente incapace di capirlo. Fin allora aveva creduto di capirlo benissimo. Il carattere di Harold era così elementare... consisteva in due cose o poco più, la facoltà di amare e il desiderio di verità, e Sir Edwin, sull'esempio di tanti pensatori più esperti di lui, aveva concluso che quanto non è complicato non può essere misterioso. Analogamente, poiché l'intelletto di Harold non s'impegnava nell'acquisizione dei fatti o nell'analisi delle emozioni, egli aveva concluso che il giovane era stupido. Ora però, unicamente perché Harold era in grado di addormentarsi grazie a uno stratagemma inspiegabile, Sir Edwin subodorava in lui un mistero e si sentiva offesissimo. (da L'albergo Empedocle: p. 42)“

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Platone 124
filosofo greco antico -427 – -347 a.C.
„Poiché, dunque, è figlio di Poro e di Penìa, ad Amore è toccata la sorte seguente. In primo luogo è sempre povero e ben lontano dall'essere delicato e bello, come credono i più, anzi è duro e lercio e scalzo e senza tetto, abituato a coricarsi in terra e senza coperte, dormendo all'aperto sulle porte e per le strade e, avendo la natura di sua madre, è sempre di casa col bisogno. Per parte di padre, invece, è insidiatore dei belli e dei buoni, coraggioso, audace e teso, cacciatore terribile, sempre a tramare stratagemmi, avido di intelligenza e ingegnoso, dedito a filosofare per tutta la vita, terribile stregone, fattucchiere e sofista. E per natura non è né immortale né mortale, ma ora fiorisce e vive nello stesso giorno, quando gli va in porto, ora invece muore e poi rinasce nuovamente in virtù della natura del padre. E infatti l'oggetto dell'amore è ciò che è realmente bello, grazioso, perfetto e invidiabilmente beato, mentre l'amante ha un altro aspetto, quale quello che ho esposto.“

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