Frasi su struggente

Tre passioni, semplici ma irresistibili, hanno governato la mia vita: la sete d'amore, la ricerca della conoscenza e una struggente compassione per le sofferenze dell'umanità. (da Autobiografia)

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Bertrand Russell 179
filosofo, logico e matematico gallese 1872 – 1970

Clesant sospirò. Guardò quelle braccia, ora rigidamente incrociate, e provò un desiderio struggente di sentirsene cingere. Non aveva che a dire: «Benissimo, cambierò medico,» perché immediatamente... ma non ebbe un istante di incertezza. La vita fino al 1990 o anche al 2000 esigeva la precedenza assoluta. «Woolacott mantiene vivi i suoi pazienti,» asserì caparbio. (da Il dottor Woolacott, 2: p. 117)

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Edward Morgan Forster 121
scrittore britannico 1879 – 1970

Durante la maggior parte degli episodi dei Karamàzov il tempo è fermo, non scorre, si estende soltanto in profondità, proprio come la luce intensa a teatro sui corpi degli attori che essa plasma, cilindro di essere nel buio del non-essere. E anche quando questa luce diviene la struggente luminosità radente dei "raggi obliqui del sole al tramonto

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Igor Sibaldi 45
traduttore, saggista e scrittore italiano 1957

Campagna di Russia, c'è in te una solenne | ma tacita voce di doglie struggenti, | desìo senza speme, silenzio perenne, | vertigini fredde, pianure fuggenti. | O vieni all'aurora sull'erta del prato! | Sul fiume si libra la bruma serena. | Nereggia la mole del bosco agghiacciato. | Al cuore fa male, al cuore fa pena. (da Senza parole)

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Konstantin Dmitrievič Bal'mont 1
poeta russo 1867 – 1942

E poi altre volte arrivava un giorno, uno di quelli grigi quando aveva di lui una nostalgia così struggente da sentirsi vuota, non più una donna ma un albero morto, pieno di gelido soffio novembrino. Così si sentì in quel momento, ebbe voglia di urlare il suo nome e urlargli di tornare a casa e il suo cuore soffrì al pensiero degli anni che l'attendevano e si domandò che cosa avesse di buono l'amore se il risultato era quello, anche solo dieci secondi di una sensazione così.

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Stephen King 271
scrittore e sceneggiatore statunitense 1947

Non credo, in realtà, che le macchine ci tolgano umanità. Piuttosto penso che modifichino l'umano che si dibatte nella ricerca di una consapevolezza perduta del proprio esistere, un desiderio di reale che sente come struggente nostalgia. Ma non è detto che oggi tale esperienza non possa essere riaffermata nella sua centralità proprio grazie a macchine costruite per mantenere vive le emozioni, proprio quando nessun corpo sembra più capace di trovare spazi adatti a contenerle. (da Perché la tecnologia ci rende umani)

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Gianluca Nicoletti 112
giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1954

Un ricordo bellissimo, struggente. Fatto di amore e rabbia… Sì, rabbia. Quella per un amore tradito, violato. Un sentimento che ho provato vedendo Bagheria violentata, deturpata, da una selvaggia speculazione edilizia, prodotto dell'assoluta mancanza di un progetto architettonico, di un piano urbanistico, razionale e condiviso. Ma, alla fine, a vincere erano sempre i ricordi, e l'amore per quei luoghi. E per la sua gente. Ed oggi ne sono ancor più orgogliosa.

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Dacia Maraini 75
scrittrice italiana 1936

Et voilà... verrebbe da esclamare, ma qui non si fanno giochi, non si può dire "il gioco è fatto" – qui, a conclusione del suo lungo viaggio per la "via del sole" (un viaggio infine molto storico e sempre meno romanzato), Adriano Petta getta la maschera e, seppure finge a volte di giocare, lo fa appunto a carte scoperte. Qui, in questi Roghi fatui solo nel titolo, c'è il racconto di come sia stata bruciata la verità, facendo scempio dell'umanità migliore, arrestando la ricerca del sapere profondo: nelle pagine commosse di questo libro si celebra un de profundis amaro e struggente. L'autore di Ipazia, che si può considerare un prologo postumo alla grande opera (due volumi, 500 pagine!) dedicata alle persecuzioni subite dai cercatori della luce, aveva già percorso – e si può immaginare con quanta dolorosa fatica della sua mente, del suo animo di laico incorruttibile – un aspro sentiero, quello della sapienza esposta alla cupidigia di un potere assoluto e meschino, meschino per voler essere assoluto, quello della Chiesa romana. (Giuseppe Napolitano)

Adriano Petta 3
scrittore e storico italiano 1945

Bagheria mi è sempre rimasta nel cuore, ricordo la sua struggente bellezza deturpata nel corso degli anni da una selvaggia speculazione edilizia, e ricordo anche gente coraggiosa ma in minoranza. Oggi qualcosa di profondo è avvenuto, un cambio di mentalità, una rivolta culturale, morale, prim'ancora che politica che ha fatto sì che una minoranza sia diventata maggioranza, che quell'atavico sentimento di omertà su cui la mafia ha fondato il suo impero, si sia incrinato, facendo sì che quei coraggiosi imprenditori non si sentissero isolati. Sì, sono davvero orgogliosa della "mia" Bagheria.

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Dacia Maraini 75
scrittrice italiana 1936

Indubbiamente Benn riesce a scrutare nel fondo dell'anima moderna – ad onta o forse proprio in virtù del suo radicale antistoricismo – allorché scrive che essa integra le ambivalenze oscillando in una tragica pendolarità: dalla stanchezza al salto acrobatico, dalla libidine del pensiero puro a quella del sangue e dell'istinto. Ma è proprio questa oscillazione di gioco e sofferenza a rivelare una saturazione della cultura borghese giunta a quella «mostruosa, struggente rigidezza della pupilla in cui si rispecchia il nulla». (da Il nichilismo estatico di Gottfried Benn, p. 92)

Ferruccio Masini 54
germanista, critico letterario e traduttore italiano 1928 – 1988

Era una piazza informe, la vedevo per la prima volta e ne ebbi la struggente sensazione di un luogo che abbiamo immaginato e visitandolo non ci disillude, perché la realtà vince l'immaginazione e anzi questa si accorge di aver trascurato gli apporti della luce e dei suoni, l'ammorbidirsi dell'aria al crepuscolo, quando gli alberi si chiudono come ombrelli e le case respirano la stessa tristezza che ci fa rallentare il passo. (II, 1; 2000, p. 53)

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Ennio Flaiano 194
scrittore italiano 1910 – 1972

Di Giacomo ha interpretato i due aspetti di Napoli, quello teatrale e quello struggente, ma ha dato al secondo la voce che rimarrà legata ad esso per sempre. (p. 615)

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Attilio Momigliano 18
critico letterario italiano 1883 – 1952

Le donne partecipavano al rito cantando gli antichissimi inni latini, gli stessi che cantavano a volte anche durante il lavoro nelle fabbriche vincendo il fragore dei telai e traendone conforto: il 'Veni creator Spiritus', l' 'O sacrum convivium', e il 'Tantum ergo'. Qui, nella tranquillità della chiesa, coi raggi dell'ultimo sole ch'entravano ammansiti dalle finestre colorate, quegli inni conducevano indefinitamente indietro nel tempo: non certo ai padri del più lontano medio evo che li avevano composti (del tutto sconosciuti a chi cantava), ma alle generazioni pur scomparse delle nonne e degli altri vecchi, dalla cui voce questi inni erano stati uditi nei primi anni della vita. Erano i canti veramente duraturi, non stagionali del popolo, gli ultimi che il nostro popolo abbia avuto; riportavano al cuore di ciascuno, insieme a un'ondata confusa e struggente di memorie, il senso del tempo che passa e quello dell'eternità. (p. 518)

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Eugenio Corti 16
scrittore e saggista italiano 1921 – 2014

Uccidere letteralmente invece di limitarsi a scappare per l'assassino è psicoticamente il modo letterale di risolvere il conflitto tra il bisogno di contatto e il terrore di stabilire in qualche modo quel contatto. Soprattutto, sì, con una donna, che la stragrande degli psicotici sessuali odia e teme, spesso a causa del rapporto contorto avuto nell'infanzia con la madre. Perciò il criminale sessuale psicotico spesso tra virgolette uccide simbolicamente la madre, che odia e teme ma che naturalmente non può uccidere letteralmente perché è ancora invischiato nella condizione infantile che senza il suo amore lui morirebbe. Con la madre lo psicotico ha un rapporto tanto di odio terrorizzato e di terrore quanto di struggente e disperato bisogno. Per lui è un conflitto insopportabile e perciò lo deve risolvere simbolicamente con crimini sessuali psicotici. (Brevi interviste con uomini schifosi, p. 271)

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David Foster Wallace 140
scrittore e saggista statunitense 1962 – 2008

L'introspezione, l'osservazione e la storia del comportamento umano nei tempi passati e in quelli presenti ci dicono chiaramente che il bisogno di autotrascendenza è quasi altrettanto diffuso e, qualche volta, altrettanto potente quanto il bisogno di autoaffermazione. Gli uomini desiderano intensificare la coscienza di essere ciò che essi considerano "se stessi", ma desiderano anche – e lo desiderano, molto spesso, con irresistibile violenza – la coscienza di essere qualcun altro. Insomma, essi bramano di uscire da se stessi, di oltrepassare i limiti di quel minuscolo universo-isola entro il quale ogni individuo si trova confinato. Questo desiderio di autotrascendenza non è identico al desiderio di sfuggire al dolore fisico o morale. In molti casi, è vero, il desiderio di sfuggire la pena rinforza il desiderio di autotrascendenza. Ma questo può esistere senza l'altro. Se cosí non fosse, gli individui sani e fortunati, i quali (nel linguaggio psichiatrico) «si sono adattati alla vita in maniera eccellente», non sentirebbero mai il bisogno di uscire da se stessi. Mentre lo fanno. Anche tra coloro che la natura e la ricchezza hanno piú generosamente dotati, troviamo e non infrequentemente, un orrore profondamente radicato di se stessi, un'ansia appassionata di liberarsi della piccola ripugnante identità alla quale sono stati condannati proprio dalla perfezione del loro "adattamento alla vita". Chiunque, uomo o donna, che sia felice (secondo i criteri del mondo) oppure disgraziato, può arrivare, improvvisamente o gradatamente, a ciò che l'autore della Nuvola dell'Inconoscibile chiama "la conoscenza e la sensazione nude del tuo proprio essere". Questa immediata consapevolezza di sé produce uno struggente desiderio di andare al di là dell'io isolato. (III, 2; pp. 71-72)

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Aldous Huxley 164
scrittore britannico 1894 – 1963

Erano due isole senza mare, due sorti da evitare che probabilmente soffrivano della mia malattia: il desiderio struggente di condividere una voglia e il terrore di riuscirci. (libro Atti osceni in luogo privato)

Marco Missiroli 15
scrittore italiano 1981

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