Frasi su succube


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Maurizio Zamparini 24
imprenditore italiano 1941
„[Alla domanda: "Vende il Palermo, chiude col pallone. Spazio per i ripensamenti?"] Se vanno via tutti quelli che ora sono in Federazione, se rivoltano come un pe­dalino il sistema arbitrale. Ma dato che ci vorranno decenni, allora vado via. Ho visto il rigore che domenica non hanno dato al Bari. Basta: qui non cambia nul­la. Altro che Calciopoli. E poi parlano anche di errori [... ] Mi piacerebbe credere a un ritorno ai vecchi valo­ri, quelli della lealtà, della sportività, vinca il miglio­re... [... ] In trentatré partite, un­dici della Juventus, undici del Milan e undici dell'In­ter, non un rigore contro è stato fischiato. Sono stati fischiati, invece, tre, quat­tro rigori contro il Paler­mo che non c'erano e non gliene sono stati concessi quattro, cinque a favore che c'erano. Non ci sto a vivere in mezzo a questo squallore. In Lega mi bat­to solo io a nome delle me­dio- piccole e il Palermo non è certo un club medio­piccolo. Tutto viene fatto in funzione dei grandi club, tutto negli anni è peggiorato: il sistema, gli arbitri. In Lega c'è un pre­sidente succube delle grandi. Gli arbitri erano al centro di Calciopoli. E co­sa è accaduto? [... ] Hanno ottenuto l'auto­nomia totale, cioè invece di essere puniti, sono stati premiati. Che bellezza!“

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Massimo Gramellini 117
giornalista e scrittore italiano 1960
„Il trip del vittimista è terribile. Tutti ne siamo parzialmente succubi, perché abituati a osservare la vita da un unico punto di vista:il nostro. (I depressi sposi, pos. 1527)“


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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973
„Sto su nel Sud che è su di me e del Sud io sono succube. (da Giuda me, n.° 9)“

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Margherita Hack 62
astrofisica e divulgatrice scientifica italiana 1922 – 2013
„Ma l'ingerenza della Chiesa sulla scienza non è finita. Se si guarda bene dall'intervenire sulle ricerche di pertinenza delle scienze abiologiche come la fisica o la matematica, ben diverso è il caso che riguarda le scienze biologiche, o scienze della vita. Esempi recenti sono le pressioni su deputati e senatori che per la loro ignoranza scientifica hanno partorito la vergognosa legge 40 sulla fecondazione assistita, gli ostacoli posti al testamento biologico, cioè la dichiarazione consapevole di non volersi sottoporre all'accanimento terapeutico, l'impossibilità per un malato terminale di ottenere l'eutanasia, per non parlare poi degli ostacoli posti alla stesura di una legge per i diritti delle coppie di fatto, sia etero sia omosessuali. Insomma, la scienza è umiliata dalla politica, che a sua volta è succube del Vaticano. (p. 91)“

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Jim Morrison 404
cantautore e poeta statunitense 1943 – 1971
„Non sempre la violenza è sinonimo di malvagità. Ciò che è malvagio è l'infatuazione per la violenza. In alcuni casi l'infatuazione per la violenza implica una segreta complicità con i propri oppressori. La gente va in cerca dei tiranni, li onora e li sostiene. Gli oppressi convivono con regole e restrizioni, e restano succubi della violenza insita nelle loro brevi e illusorie ribellioni.“

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Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Se volgiamo indietro lo sguardo, esso cade su sepolcri e ruderi, sopra un campo di rovine. Noi stessi intanto siamo succubi di un'immagine temporale riflessa: mentre crediamo di avanzare e progredire, ci dirigiamo invece alla volta di questo passato. Presto gli apparterremo: il tempo ci oltrepassa. (da I maestri, p. 18)“

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Giampaolo Pansa 38
giornalista, saggista e scrittore italiano 1935
„È indubbio che senza il PCI non ci sarebbe stata nessuna guerra partigiana. E la Resistenza si sarebbe rivelata un'impresa modesta. Ma con il PCI la guerra di liberazione è diventata anche una guerra rivoluzionaria, per la conquista del potere in Italia. E questo progetto eversivo ha autorizzato un succedersi di errori, di menzogne, di intrighi, di soprusi, di delitti e di misteri: tutta robaccia occultata da una storiografia succube degli interessi di quel partito. (pag. IX)“

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Lucio Battisti 180
compositore, cantautore e produttore discografico italiano 1943 – 1998
„Di te in te stessa | l'attività assoluta | era una lotta contro la natura | che è dimessa al vento | succube alla furia. (da La bellezza riunita)“


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Victor Hugo 200
scrittore francese 1802 – 1885
„Nel centro della tela, nel posto ove suole stare il ragno, Gwynplaine vide una cosa formidabile e magnifica: una donna nuda.
Non assolutamente nuda. Questa donna era vestita e vestita dalla testa ai piedi. Indossava una camicia lunghissima, come le stole d'angeli nei quadri di santi, ma così sottile che sembrava bagnata, Donde un incirca di donna nuda, più fervido e pericoloso che la nudità assoluta.
La tela d'argento trasparente era una tenda. Fermata soltanto in alto, essa poteva essere sollevata. Separava la sala di marmo, ch'era una sala da bagno, da una camera, ch'era una camera da letto. Questa camera, piccolissima, era una specie di grotta tutta specchi. Ovunque cristalli veneziani, aggiustati poliedricamente, congiunti da bacchette dorate, riflettevano il letto ch'era nel centro. Su quel letto, d'argento come la toeletta e il canapè, era sdraitata la donna. Ella dormiva.
Dormiva col capo supino. Coi piedi respingeva le coltri, come il succubo sopra al quale aleggia il sogno.
Il suo guanciale di trine era caduto a terra sul tappeto. Fra la sua nudità e lo sguardo dell'uomo, erano due ostacoli: la camicia e la tenda di velo d'argento. Due trasparenze. La camera, più alcova che camera, era illuminata lievemente dal riflesso della sala da bagno.
Forse la donna non aveva pudore, e la luce invece ne aveva ancora.
Il letto era senza colonne, né cortinaggio, né cielo, così che la donna, aprendo gli occhi, poteva vedersi riflessa mille volte nuda negli specchi che aveva sopra il capo.
Una veste da camera di magnifica seta della Cina era gettata sulla sponda del letto.
Oltre il letto, in fondo all'alcova, era forse una porta, nascosta, segnata da uno specchio piuttosto grande, sul quale eran dipinti pavoni e cigni.
Al capezzale del letto era fermato un leggio d'argento ad aste girevoli, ed a fiaccole fisse, sul quale si poteva vedere un libro aperto, che in cima alle pagine aveva questo titolo a letteroni rossi: Alcoranus Mahumedis.
Gwynplaine non scorgeva nessuna di queste cose. La donna: ecco quello che vedeva. (1967, p. 236)“

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Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001
„Io dico che il silenzio mantenuto finora [sui massacri delle foibe], o quasi silenzio, si spiega facilissimamente: tutta la storiografia italiana del dopoguerra era di sinistra, apparteneva all'intellighenzia di sinistra, la quale era completamente succuba del Partito comunista. Quindi non si poteva parlare delle foibe, che non appartenevano al comunismo italiano, ma appartenevano certamente al comunismo slavo, di cui però il comunismo italiano era alleato e faceva gli interessi. Quindi di questo non si poteva parlare, e non si poteva parlare delle stragi del triangolo della morte, perché anche queste ricadevano sulla coscienza, ammesso che ce ne sia una, del Partito comunista, il che sta a dimostrare quello che dicevo prima, cioè che la Resistenza non fu una resistenza, fu una guerra civile tra italiani che continuò anche dopo il 25 aprile, cioè il ritorno dell'Italia alla pace e alla normalità. Continuò anche allora; io mi ricordo che andai, volli andare, nel triangolo della morte, cioè fra Reggio Emilia, Modena, Parma etc. […]. Andai come giornalista, ma non soltanto come giornalista, per appurare com'era andata la strage dei conti Manzoni, dopo la fine della guerra. La strage dei conti Manzoni, che erano tutti miei amici che furono sterminati. Una famiglia di persone che col fascismo non aveva niente a che fare, c'aveva convissuto come tutti gli italiani. Bene, nessuno mi voleva parlare di questa faccenda […]. Nessuno ne aveva parlato, né dei Carabinieri né della Polizia e tantomeno della magistratura, eppure lo sapevano. […] C'era una complicità assoluta, una complicità dannata. […] Se ne parla ora perché il Muro di Berlino è crollato, ma si ricordi che trent'anni fa, quando De Felice annunziò di mettere allo studio il ventennio fascista per sapere com'era andata, fu proposta la sua estromissione dalla cattedra universitaria. Solo perché metteva allo studio un ventennio di storia italiana che, bella o brutta, c'era stata. […] Non era possibile inquadrare storicamente il fascismo: chi lo faceva, cercando di spiegare i perché della sua durata ed anche i perché della sua catastrofe, veniva accusato di fascismo. (da Dalla Monarchia alla Repubblica)“

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Sandro Pertini 75
7º Presidente della Repubblica Italiana 1896 – 1990
„Bisogna sia assicurato il lavoro ad ogni cittadino. La disoccupazione è un male tremendo che porta anche alla disperazione. Questo, chi vi parla, può dire per personale esperienza acquisita quando in esilio ha dovuto fare l'operaio per vivere onestamente. La disoccupazione giovanile deve soprattutto preoccuparci, se non vogliamo che migliaia di giovani, privi di lavoro, diventino degli emarginati nella società, vadano alla deriva, e disperati, si facciano strumenti dei violenti o diventino succubi di corruttori senza scrupoli.“

Katharine Whitehorn 17
scrittore, giornalista, editorialista 1928
„Gli americani, davvero, sembrano spesso così succubi dei loro figli che farebbero qualsiasi cosa per loro, eccetto il restare sposati col co-produttore.“


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Goran Bregović 8
musicista e compositore bosniaco 1950
„Quando iniziai a viaggiare per il mondo e vidi in Tailandia, come in Polonia e in altri luoghi, dei gruppi rock'n'roll assolutamente ridicoli, allora capii che quel tipo di provincialità era totalmente succube di modelli imposti dall'Occidente e dall'America in particolare.“

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James Dean 16
attore statunitense 1931 – 1955
„Non c'è modo di essere davvero grandi a questo mondo perché siamo tutti succubi dei condizionamenti.“

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Margherita Hack 62
astrofisica e divulgatrice scientifica italiana 1922 – 2013
„Dove sta scritto che devono occuparsi delle faccende domestiche? Questo aveva un senso una volta, quando solo l’uomo lavorava fuori casa, ma oggi non lo ha più. Credo siano succubi di una tradizione lunga a morire. (libro In piena libertà e consapevolezza)“

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Emil Cioran 536
filosofo, scrittore e saggista rumeno 1911 – 1995
„[... ] invidio persino la loro lingua, feroce se altre mai, di una bellezza che nulla ha di umano, con quelle sonorità di un altro mondo, possente e corrosiva, fatta per la preghiera, le urla e le lacrime, venuta su dall'inferno per perpetuarne gli accenti e lo splendore. Anche se ne conosco solo le bestemmie mi piace immensamente, non mi stanco di ascoltarla, mi incanta e mi raggela, sono succube del suo fascino e del suo orrore, di tutte quelle parole di nettare e di veleno così adatte alle esigenze dell'agonia. Bisognerebbe spirare in ungherese – o rinunciare a morire. (dalla lettera di Emil M. Cioran a Constantin Noica da Parigi, 1957.)“

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