Frasi su sudamericano

[ai sudamericani] La vostra rivoluzione non può essere quella praticata altrove, con in testa un partito; la guerrilla di tutto il popolo, questa è la rivoluzione vera! (citato in Albino Luciani, Illustrissimi)

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Régis Debray 4
scrittore e giornalista francese 1940

In Sudamerica l'Inter è da anni la squadra... sudamericana. Come se fosse un club in più, le televisioni diffondono più l'Inter delle altre.

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Fredy Guarín 3
calciatore colombiano 1986

Del resto, il suo [di Giovanni Paolo II] comportamento nei confronti dei teologi sudamericani della liberazione è stato l'esatto opposto di quello che un esempio cristiano dovrebbe rappresentare.

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Hans Küng 47
teologo, sacerdote e scrittore svizzero 1928

Il francese Régis Debray ha detto ai sudamericani: «La vostra rivoluzione non può essere quella praticata altrove, con in testa un partito; la guerrilla di tutto il popolo, questa è la rivoluzione vera!» (p. 54)

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Papa Giovanni Paolo I 44
263° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1912 – 1978

Nelle giungle sudamericane cresce un fiore con la corolla a forma di tromba, profonda trentacinque centimetri, e qui vive anche una farfalla che ha una proboscide della stessa lunghezza, l'unica creatura capace di penetrare fino al nettare, e di assicurare così la fecondazione della pianta. Io […] sono un'orchidea di questa specie, che diventa ogni giorno meno allettante nell'attesa di un Visitatore che non giunge mai.

Cyril Connolly 26
critico letterario e scrittore britannico 1903 – 1974

Le sue idee sul governo della cosa pubblica, ispirate, come si è detto al pensiero europeo, e soprattutto francese, del secolo XVIII, si rivelarono inadatte a risolvere i problemi delle giovani repubbliche sudamericane. Cominciava così quella continua oscillazione fra anarchia ed autoritarismo, in cui si esprime a tutt'oggi il destino storico di tali paesi.

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Girolamo Arnaldi 8
storico italiano 1929 – 2016

[Alla domanda: "Se dovessi fare un podio scegliendo tra i 23 titoli che hai vinto?"] Senza fare bronzo, argento e oro, devo mettere il Mondiale Under 20 in Malesia, perché stava iniziando la mia carriera, la coppa Intercontinentale con il Real Madrid, perché è il punto più alto per un sudamericano, e la Champions con l'Inter, perché è stato il coronamento di tutto quello che potevamo vincere qui. Anche perché l'Inter è tornata a vincerla dopo 45 anni.

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Esteban Cambiasso 20
calciatore argentino 1980

[Sull'acquisto da parte di Fondi di investimento di parte del cartellino degli atleti] È assurdo che questo fondo detenga le prestazioni sportive di un essere umano. È una schiavitù. Si tratta di una pratica che ha preso piede nei paesi sudamericani e viola i diritti umani. Questi giocatori sono trattati quasi come schiavi. Dopo essere venuto a conoscenza di questa realtà, porterò avanti una battaglia per abolire i fondi. Il ragazzo [Felipe Anderson] vuole venire a Roma, ma il fondo inglese sta usando la metà del cartellino che detiene come arma di ricatto e io non ci sto.

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Claudio Lotito 43
imprenditore e dirigente sportivo italiano 1957

I passeggeri che sbarcano da un aereo spesso portano scritte addosso le loro caratteristiche nazionali. Le donne con occhiali a farfalla ornati di strass sono quasi certamente americane. Ci sono uomini con scarpe gialle o grigie? Non potete sbagliare, sono tedeschi. Fatalone dall'aria misteriosa, in visone scuro, non possono che essere italiane o sudamericane. Il francese tiene il passaporto come se fosse un biglietto da visita, mentre ho scoperto che gli inglesi, con o senza l'ombrello, viaggiano quasi sempre con poco bagaglio o niente del tutto.

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Jacques Tati 14
regista 1907 – 1982

Penso che i paesi latinoamericani si stiano avviando verso la loro liberazione. Beninteso, questa liberazione sarà lunga e difficile, perché interessa la totalità dei paesi sudamericani. Infatti non è pensabile che vi sia un uomo libero in un paese schiavo, né un paese libero in un continente schiavo. In Argentina, in dieci anni di governo giustizialista, siamo vissuti liberi in una nazione sovrana. Nessuno poteva intromettersi nelle nostre faccende interne senza fare i conti non noi. Ma in dieci anni la sinarchia internazionale, ossia l’insieme delle forze imperialiste che dominano attualmente il mondo, ha avuto ragione di noi.

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Juan Domingo Perón 20
politico e militare argentino 1895 – 1974

Al Liverpool succede nella conquista... all'Independiente succede nella conquista della Coppa Intercontinentale la formazione della Juventus di Torino. Ecco la premiazione: Cabrini, che veste la maglia del suo avversario Castro, e Brio solleva l'altro trofeo, il grande trofeo della casa Toyota. È l'apoteosi finale per questi due atleti che hanno duramente combattuto e che hanno la soddisfazione di tornare a casa vincitori. [... ] Non sempre rimangono i battuti sul campo: dobbiamo quindi dire un grazie non solo alla Juventus ma anche alla formazione sudamericana, all'ex squadra di Diego Maradona, per avere onorato lo spettacolo e averci consentito la visione di una gara di alto valore. [Juventus-Argentinos Juniors, 8 dicembre 1985, consegna del trofeo]

Giuseppe Albertini 7
giornalista italiano 1911 – 1988

[Ora che sei tornato in Argentina, come diresti che si differenzia dal gioco europeo? ] È completamente diverso, in ogni modo. In termini di base, e con questo intendo la sua organizzazione, ci sono una serie di miglioramenti devono ancora essere fatti qui. E in termini calcistici è vero che in Europa il gioco sia molto più dinamico, veloce e tattico. Il calcio argentino è definitivamente più tecnico ma ha un ritmo più lento, anche a causa delle condizioni del campo in cui si gioca. C'è ampio margine di miglioramento ma credo che, con il tempo, il lavoro duro e la compostezza, si può fare. Detto questo, le qualità che i giocatori sudamericani hanno sono anche una parte molto importante per il calcio europeo. (citato in Trézéguet: Argentinian football must look back, Fifa. com, 23 ottobre 2012)

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David Trezeguet 7
calciatore francese 1977

L'ipotesi fornita da Daniele Luttazzi – la puntata che stava andando in onda dedicata all'Enciclica – è l'unica che spieghi la cancellazione del programma [Decameron] con un minimo di logica. Senza questa spiegazione, anche dopo tutte le parole e le lettere, non torna niente: soprattutto la tempistica di quanto è avvenuto – la censura che arriva dopo una settimana dalla messa in onda. Il meccanismo è semplice, si invitano tutti a concentrarsi su quanto è già andato in onda – e che era passato nel disinteresse totale – si glissa sul fatto che forse il punto è quanto in onda dovrà ancora andare. Ps. La discussione su quanto sia più o meno divertente Luttazzi, sui limiti della satira, sull'ipotesi di vivere in un paese sufficientemente libero oppure in una plaga sudamericana, è la più noiosa e inutile possibile. Ovvio che ognuno la pensi come crede e che dall'insieme non possa venire fuori nessuna sintesi attendibile, può venire fuori soltanto la conferma dell'assioma che chi ha più potere impone e gli altri subiscono, o cercano di conquistarne di più.

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Antonio Dipollina 4
giornalista, critico televisivo e scrittore italiano 1960

Nel panorama sudamericano il Cile è oggi uno di quei paesi economicamente più solidi e con maggior progresso, tanto da meritare gli elogi del Fondo monetario internazionale. Ma la postilla impone a sua volta una precisazione. È più facile fare il risanamento economico monetario in Cile, dove i sindacati sono inesistenti o impotenti, che non in Argentina, dove il sindacato incalza il governo e pretende aumenti salariali il cui ritmo sia adeguato al ritmo dell'inflazione. […] Pinochet è quello che è. Il suo plebiscito per la Costituzione del 1980 fu indetto in circostanze che gli tolgono ogni valore. E gli inizi del regime militare furono sanguinari. Però il Cile di oggi ha un livello di libertà e di dialettica politica – nonostante Pinochet – che tanti paesi del Terzo mondo vezzeggiati dai nostri democratici dovrebbero invidiargli. Come ha osservato un lettore, né l'Etiopia né lo Zaire né la Siria, né il Nicaragua avrebbero tollerato corrispondenze come quelle che gli inviati della Rai diffondono, in diretta dal Cile. (16 aprile 1987)

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Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001

Sono nato nel quartiere del Parque Patricios, vicino al campo dell'Huracán, a Buenos Aires. Figlio unico di Soledad e Antonio, un "carnicero", un macellaio. Era la città di Borges e di Gardel, il dio del tango. Immensa. Viva. Bellissima. Lì il calcio era arte, secondo solo al tango. C'erano Di Stefano e Pedernera nel River, Martino e Pontoni nel San Lorenzo de Almagro. Assomigliavo molto a Pontoni, centravanti del San Lorenzo. Tecnica e movimento. Studiavo e suonavo. Per quattro anni ho suonato il bandoneón, una fisarmonica per il tango, che si teneva sulle ginocchia. Ma quando El Gordo Diaz mi vide, incominciai a giocare nell'Arsenal. A 17 anni ho debuttato in A in Huracàn-Racing. Presto ho esordito in nazionale. Il trio d'attacco era Maschio-Angelillo-Sívori. Quando vincemmo il Sudamericano di Lima del '57, siamo diventati "los angeles con caras sucias", gli Angeli dalla faccia sporca. Maschio segnò 9 gol, io 8. Sívori ne realizzò pochi: lui si divertiva. C'era anche il Brasile che l'anno dopo avrebbe vinto il titolo mondiale.

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Antonio Angelillo 3
allenatore di calcio e ex calciatore argentino 1937

Gli stregoni hawaiani catturavano le anime, le imprigionavano nelle zucche e le davano in pasto, dietro lauto compenso, a coloro che volevano incrementare la loro performance psicofisica. E ancora oggi gli sciamani sudamericani fanno risuonare la voce degli spiriti agitando i loro sonagli di zucca pieni di semi. (libro Si fa presto a dire cotto: Un antropologo in cucina)

Marino Niola 26
antropologo e accademico italiano 1953

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