Frasi su superpotenza

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Vandana Shiva 25
attivista e ambientalista indiana 1952
„L'India ha bisogno di recuperare valori morali prima di fare sogni da superpotenza. (da India spezzata, quarta di copertina)“

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Colin Firth 12
attore britannico 1960
„Noi tutti speriamo che qualcuno con i superpoteri venga nella nostra vita, ma l’unica certa superpotenza che si presenterà indossa una tunica nera. (Film Magic in the Moonlight)“


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Gianfranco Miglio 37
giurista, politologo e politico italiano 1918 – 2001
„Nel secondo Dopoguerra il panorama risulta interamente cambiato; ormai sintesi politiche veramente "sovrane" sono soltanto le superpotenze; tutte le altre esercitano una sovranità limitata "di fatto" sempre, e talvolta anche di diritto, perchè appartengono ciascuna all'area imperiale di questa o di quella superpotenza.“

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Sandro Pertini 75
7º Presidente della Repubblica Italiana 1896 – 1990
„Io speravo che ad Atene i capi di Stato raggiungessero un accordo per dar vita veramente all'unità europea, per fare dell'Europa una grande nazione che con il suo potenziale umano, tecnologico, con la sua trazione storica, farebbe sentire il suo peso fra le due superpotenze. Invece ad Atene si è impedita questa vera unità europea. Si vogliono escludere nazioni come la Spagna e il Portogallo per la questione degli agrumi, del vino. Questo è un ragionare da mercanti, non è più ragionare da uomini politici che hanno a cuore veramente le sorti dell'Europa e quindi del mondo intero.“

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Antonio Conte 65
calciatore e allenatore italiano 1969
„Alla Juventus non è permesso parlare di progetto, di costruzione. Deve vincere, la via di mezzo non va bene. Ma qui è passato uno tsunami che ha distrutto una superpotenza.“

„Dalle trattative stimolate da Weisskopf è nata la concezione del SALT I, secondo cui nessuna superpotenza può rendere invulnerabile il suo potenziale di aggressione mediante l'installazione di un esteso sistema difensivo. L'affermazione che sia impossibile rafforzare la pace attraverso accordi sugli armamenti da parte delle superpotenze era falsificata.“

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Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001
„Nel Manifesto tale K. S. Karol faceva considerazioni amare sulla rivoluzione cubana e sui suoi fallimenti: «Castro prometteva ai cubani per il 1965 un tenore di vita pari a quello svedese». Certo Fidel si è sbagliato di grosso, non per cattiva volontà, ma per mancanza di uomini, anzi di un uomo. Sarebbe bastato che anche la Svezia avesse uno suo Castro al potere per ritrovarsi in pochissimi anni con un tenore di vita pari a quello cubano. In una intervista a un giornale australiano Castro ha dichiarato che Cuba non si sentirebbe tenuta a rispettare un eventuale accordo fra le superpotenze, se queste non l'avessero prima consultata. Ha ragione. Come multinazionalità, infatti, Cuba è la più superpotenza di tutte: ha il governo a Mosca, l'esercito in Africa e la popolazione negli Stati Uniti.“

Bruno Bongiovanni 14
storico italiano 1947
„Il Manifest Destiny degli Stati Uniti, d'ora in poi, avrà tuttavia a che fare con il ruolo di superpotenza planetaria. La dottrina Monroe, a ben guardare, nella sua versione primigenia, si stava infatti rivelando esaurita. La dottrina Truman la stava sostituendo. La dottrina Truman, tuttavia, poteva anche essere considerata una trasformazione semimondializzata e obbligatoriamente imperiale della dottrina Monroe stessa. In luogo dell'«America agli americani», il principio guida, davanti all'assolutizzarsi autarchico dello spazio sovietico, poteva infatti ora essere «l'Occidente agli occidentali». E al centro dell'Occidente si situava, e non poteva non situarsi, la superpotenza americana. (p. 52)“


Bruno Bongiovanni 14
storico italiano 1947
„Dopo la fine della guerra fredda, la guerra fredda stessa, gran teatro endoconflittuale di un mondo scomparso, è diventata a sua volta ideologia; essa si è presentata come il fioco, e tuttavia al momento incancellabile, baluginare di quelle stelle ormai morte, che pure continuano a mandarci la loro luce, una luce vera e insieme, per quel che riguarda la sua fonte, ingannevole. E ciò si è verificato, come postumo contraccolpo appunto «ideologico», proprio in virtù di un unico denominatore, vale a dire in virtù dell'interpretazione del quarantacinquennio in questione come esclusivo, atletico e intrepido contrapporsi delle superpotenze: una contrapposizione senza soluzione di continuità, e senza un attimo di respiro. Il fenomeno fu subito evidente. Vennero infatti pubblicati, sin dall'inizio degli anni '90, articoli e libri che con il termine «guerra fredda» coprivano in modo totalizzante tutto l'arco di tempo che si dipartiva dal maggio del 1945 (capitolazione di Berlino) e arrivava all'agosto 1991 (fallito golpe «sovietico» nell'URSS di fatto già implosa). (p. 21)“

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Tamim Ansary 12
1948
„La storia mondiale è sempre la storia di come "noi" siamo arrivati a questo dato momento e in questo luogo, per cui la forma della narrazione dipende da chi intendiamo con "noi" e di quale "qui" e "ora" stiamo parlando. La storia del mondo occidentale tradizionalmente presume che il "qui e ora" sia la civiltà democratica industriale (e postindustriale). Negli Stati Uniti esiste un ulteriore assunto, ovvero che la storia mondiale porti alla nascita dei suoi ideali fondanti di libertà e uguaglianza e alla conseguente ascesa del paese a superpotenza alla guida del pianeta. Questa premessa imprime una direzione alla storia e individua un punto d'arrivo alla fine della strada che stiamo attualmente percorrendo. Ci rende vulnerabili alla supposizione che tutte le persone si stiano muovendo nella stessa direzione, anche se non tutti stanno avanti come noi – o perché sono partiti tardi, o perché si stanno muovendo più lentamente –, ragion per cui chiamiamo quelle nazioni "paesi in via di sviluppo.“

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Edward Herrmann 3
attore statunitense 1943 – 2014
„Durante la Seconda guerra mondiale la Francia ha subito perdite tali da non avere più il ruolo di superpotenza, anche se sulla carta è stata tra i vincitori della guerra.“

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Mario Adinolfi 10
giornalista, politico e giocatore di poker italiano 1971
„Derubricare la forma blog e addirittura internet nel suo complesso a strumento di informazione è l'errore classico che compie chi internet non la vive pienamente. I blog non sono solo uno strumento di informazione e di denuncia. I blog possono essere (e non da oggi) un luogo della politica. Non della chiacchiera politica, del teatrino, del gossip o della lamentazione perpetua del piove-governo-ladro. I blog sono un luogo dell'aggregazione di idee e consenso, della politica vera dunque, da almeno quattro anni. Da quando cioè un signore chiamato Howard Dean e un movimento del web chiamato Move On sono riusciti a raccogliere qualcosa come settantotto milioni di dollari in poche settimane per consentire all'ex governatore del Vermont di sfidare il classicissimo vecchio senatore bostoniano John Kerry in Heinz alle primarie del partito democratico per le elezioni presidenziali americane del 2004. Quel modello, che portò Dean prima a far tremare Kerry per la nomination e oggi a guidare la macchina organizzativa del partito democratico americano, raccontò al mondo che la rete era qualcosa in più rispetto a uno strumento di informazione. Era una novità epocale capace di trasformare un signore sconosciuto in un concorrente credibile per la presidenza della più grande superpotenza del pianeta. (da una lettera indirizzata a lastampa. it il 13 settembre 2007)“