Frasi su superstizioso

Io non sono superstizioso: solamente non sfido ciò che non conosco! (citato in Len Deighton, La Guerra Lampo)

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Napoleone Bonaparte 152
politico e militare francese, fondatore del Primo Impero... 1769 – 1821

Essere superstiziosi è da ignoranti ma non esserlo porta male.

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Eduardo De Filippo 22
drammaturgo, attore e regista italiano 1900 – 1984

Gli imperi cadono quando l'educazione dei principi cede alla letargia borghese, con la sua puntigliosa, superstiziosa ignoranza della radice spirituale di ogni dominio. (da Il flauto e il tappeto, Con lievi mani, p. 99)

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Cristina Campo 54
scrittrice, poetessa e traduttrice italiana 1923 – 1977

I processi storici sono creati e interrotti di continuo dall'iniziativa dell'uomo, da quell' "initium" che l'uomo è in quanto agisce. Di conseguenza, non è per nulla superstizioso, anzi è realistico cercare quel che non si può né prevedere né predire, esser pronti ad accogliere, aspettarsi dei "miracoli" in campo politico.

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Hannah Arendt 60
filosofa, storica e scrittrice tedesca 1906 – 1975

Il Fascismo conviene agli italiani perché è nella loro natura e racchiude le loro aspirazioni, esalta i loro odi, rassicura la loro inferiorità. Il Fascismo è demagogico ma padronale, retorico, xenofobo, odiatore di culture, spregiatore della libertà e della giustizia, oppressore dei deboli, servo dei forti, sempre pronto a indicare negli “altri” le cause della sua impotenza o sconfitta. Il fascismo è lirico, gerontofobo, teppista se occorre, stupido sempre, ma alacre, plagiatore, manierista. Non ama la natura, perché identifica la natura nella vita di campagna, cioè nella vita dei servi; ma è cafone, cioè ha le spocchie del servo arricchito. Odia gli animali, non ha senso dell’arte, non ama la solitudine, né rispetta il vicino, il quale d’altronde non rispetta lui. Non ama l’amore, ma il possesso. Non ha senso religioso, ma vede nella religione il baluardo per impedire agli altri l’ascesa al potere. Intimamente crede in Dio, ma come ente col quale ha stabilito un concordato, do ut des. È superstizioso, vuole essere libero di fare quel che gli pare, specialmente se a danno o a fastidio degli altri. Il fascista è disposto a tutto purché gli si conceda che lui è il padrone, il padre.

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Ennio Flaiano 194
scrittore italiano 1910 – 1972

Questo mondo viene di solito chiamato, dai superstiziosi e dagli ignoranti, "una valle di lacrime", da cui saremo redenti grazie a qualche arbitrario intervento di Dio, e portati in cielo. Che concetto ristretto e rigido! Piuttosto, se vi va, chiamiamolo "la valle che forma l'anima". Allora, sì, sarà possibile comprendere a che cosa serve il mondo [... ]. Io dico che forma l'anima, distinguendo l'anima dall'intelligenza. Ci possono essere intelligenze o scintille della divinità a milioni – ma non ci sono anime finché le scintille non hanno raggiunto un'identità, finché ognuna non è individualmente sé stessa. Le intelligenze sono atomi di percezione: conoscono, e vedono, e sono pure; in breve sono Dio. Ma allora come si formano le anime? Come riescono queste scintille, che sono Dio, a ricevere un'identità, così da possedere una beatitudine propria, specifica di ogni singola esistenza? Come, se non grazie a un mondo come il nostro? (da Lettera a George e Georgiana Keats, 18 febbraio 1819)

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John Keats 58
poeta inglese 1795 – 1821

I nordici hanno potuto fondare culture solo contro il loro ambiente. Ne hanno dedotto che l'esistenza umana s'opponga al mondo e che gli ostacoli naturali si vincano solo con la razionalità tecnica. L'universo dell'industrializzazione generalizzata, della crescita a ogni costo, dell'efficienza meccanica, del calcolo tecnologico, è un universo formatosi nel nord. Anche l'individualismo viene oggi da quel nord che, nonostante radure e foreste, ha dimenticato i valori organici della comunità, del clan, dell'onore e del disonore, anche della sensualità, tuttora valori-chiave nell'ambito mediterraneo. Da qui lo stereotipo dell'oriente mistico, arcaico e superstizioso (Edward Said ha dimostrato come essa sia un'invenzione occidentale), antagonista dell'occidente razionalista, moderno e emancipato. (da "Un piccolo mare che può regalare un grande futuro", "Il giornale", 19 luglio 2008)

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Alain de Benoist 11
scrittore francese 1943

L'uomo superstizioso fa la limosina, ma l'uomo politico somministra il travaglio ai bisognosi. (da Su l'uguaglianza degli uomini)


Non c'è dunque alcuna vera differenza tra la religione naturale e la superstizione più cupa e servile. Se il teista non vede Dio che dal lato buono, il superstizioso lo vede dal lato più ripugnante. La follia dell'uno è lieta, la follia dell'altro è lugubre, ma tutti e due sono egualmente deliranti.

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Paul Henri Thiry d'Holbach 54
filosofo e enciclopedista tedesco 1723 – 1789

La cosa più veloce fu però sempre una sola: il fulmine. Il timore superstizioso del fulmine, dal quale non c'è difesa, è ampiamente diffuso.

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Elias Canetti 199
scrittore, saggista e aforista bulgaro 1905 – 1994

Un ragazzo è venuto da me e dice: "ah, io, io perché dovrei credere in Dio? Io sono felice". Gli ho detto: "ti venisse un cancro". Quello l'ha presa... era già superstizioso, l'ha presa come una fattura... incominciava già a tremare... [... ] Tutta la sua costruzione era già crollata: aveva costruito una vita senza la presenza del dolore. (da Radio Maria, youtube)  Data?

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Livio Fanzaga 13
presbitero italiano 1940

Le credenze e le pratiche magico-superstiziose, sono una via che permette a tali forze [del male] di schiavizzarci sempre di più.


L'innamorato e l'odiatore si fanno dei simboli, come il superstizioso. È della passione conferire unicità alle cose. Chi non conosce simboli è un ignavo di Dante.
Ecco perché l'arte si rispecchia nei riti dei primitivi o nelle passioni forti: cerca dei simboli. E vertendo sul primitivo gode del selvaggio. Cioè dell'irrazionale (sangue e sesso). (14 luglio 1944)

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Cesare Pavese 226
scrittore, poeta, saggista e traduttore italiano 1908 – 1950

Era (Apuleio) realmente un mago? Miracoli egli non ne operava, se non nel mondo fantastico del suo romanzo [... ], ma in quanto neoplatonico credeva a un mondo intermedio fra gli dei e gli uomini, mondo di demoni, che molto influivano sulla vita umana. Non superstizioso né bigotto, Apuleio apparisce in questa sua Apologia sostanzialmente come un mistico, fervido prodotto del suolo africano. (Francesco Della Corte)

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Apuleio 43
scrittore e filosofo romano 125 – 170

Significa proprio essere superstizioso voler fondare la propria speranza nelle formalità; ma significa essere superbo non volersi sottomettere ad esse. (n. 249, 1994)

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Blaise Pascal 157
matematico, fisico, filosofo e teologo francese 1623 – 1662

Guerra e pace è una furiosa reazione dell'Io tolstoiano alla folgorazione che l'ha colpito e sconfitto nella scuola di Jàsnaja. E di nuovo, dopo Guerra e pace, Tolstòj non ha altro luogo interiore dove andare, se non appunto da quei suoi piccoli mužikì-maestri da cui si era volto via dieci anni prima – e si noti come in Guerra e pace egli avesse evitato accuratamente, in una maniera quasi superstiziosa, di parlar di loro, dei mužikì. (p. XLII)

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Igor Sibaldi 45
traduttore, saggista e scrittore italiano 1957

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