Frasi su surrealista


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Nikos Gatsos 7
1914 – 1992
„[Amargòs] Il titolo non contiene alcun riferimento esplicito all'omonima, bellissima isola delle Cicladi (che comunque Gatsos non aveva mai visitato), ma potrebbe esser stato scelto, secondo una tecnica cara ai surrealisti, per il suo potenziale evocativo. (Maria Caracausi)“

„[Amargòs] Il titolo non contiene alcun riferimento esplicito all'omonima, bellissima isola delle Cicladi (che comunque Gatsos non aveva mai visitato), ma potrebbe esser stato scelto, secondo una tecnica cara ai surrealisti, per il suo potenziale evocativo.“


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Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Solo l'artista ormai è tanto affidabile da fornire o meglio creare sin nel fondamento, modelli validi. Nel poeta la natura scorre ancora dall'indifferenziato alla pienezza, mentre la scienza aderisce alla pienezza per consumarla. Sono grandi distanze. (da L'iniziativa surrealista, p. 302)“

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Ettore Sottsass 98
architetto e designer italiano 1917 – 2007
„La pittura, hanno detto, non è dipingere quello che si immagina siano le cose, neanche quello che si immagina dentro o dietro le cose, come fanno i cubisti e neanche i sogni come per i surrealisti. La pittura è ancora più in là: è dipingere pensieri che siano da pittore e niente altro. Dunque gli astrattisti hanno fatto un vuoto totale del mondo, semplicemente lo hanno eliminato.“

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Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Se a un pittore come De Chirico riuscisse di svuotare completamente una qualunque casa sulla costa mediterranea, a spogliarla del suo significato attraverso un imbiancamento, non solo a demitizzarla, ma anche a disumanizzarla, a scomporla fino agli atomi di cui è fatta e poi a ricostruirla, allora gli riuscirebbe nel contempo di gettare una rete magica sullo skyline di New York. Sarebbe allora ritornato alla griglia originaria e avrebbe dato un intero treno merci pieno di calce e mattoni in cambio di un atomo di colore. (da L'iniziativa surrealista, p. 305-306)“

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Milan Kundera 178
scrittore, saggista e poeta cecoslovacco 1929
„L'invasione russa del 1968 ha spazzato via la generazione degli anni sessanta, e con essa tutta la cultura moderna che l'ha preceduta. I nostri libri sono chiusi negli stessi sotterranei insieme a quelli di Kafka e dei surrealisti cechi. I vivi trasformati in morti stanno a fianco dei morti fatti morire due volte. Si cerchi di capirlo, una buona volta: non sono soltanto i diritti dell'uomo, la democrazia, la giustizia, ecc., che non esistono più a Praga. È un'intera grande cultura che a Praga oggi si trova "come un foglio di carta in fiamme dove scompare la poesia". (In un intervento sugli effetti della Normalizace, 1981)“

Giovanni Grazzini 2
critico cinematografico italiano 1925 – 2001
„Nostra Signora dei Turchi è uno dei film più interessanti, fra quelli visti quest'anno a Venezia, [... ] è un film sui generis che utilizza esperienze surrealiste con fantasia sensuale e arguta, applicata in uguale misura alla figurazione visiva e sonora. Certamente è nevrotico, indisciplinato, talora irritante, più vicino all'insalata mista che a un lineare modello di opera d'arte, ma conferma che Carmelo Bene, sia come attore (al cinema l'eco di Jerry Lewis si fa più sentire) sia come regista, ha un'indiscutibile personalità d'ingordo visionario.“

„L'influenza di Henri Lefebvre [sui situazionisti] è innegabile (un'influenza che è stata, del resto, reciproca) ma anche quella dei dadaisti, dei surrealisti, dei lettristi e di altri gruppi di avanguardia. Questa corrente, di origine culturale, riprende la critica marxista, e in particolare quella di origine Hegeliana come è stata interpretata da Lukács. (da Les origines du gauchisme, Editions du Seuil, Parigi 1971; citato in prefazione a Henri Lefebvre, Il marxismo e la città (La pense marxiste et la ville), a cura e traduzione di Mario Spinella, Gabriele Mazzotta editore, Milano 1976)“


Carlo Bo 14
critico letterario italiano 1911 – 2001
„Il destino così doloroso di Dino Campana risponde precisamente ad un problema sollevato dal giovane Victor Hugo, verso il 1834. La domanda di questo allora quasi sconosciuto Hugo era: "Jusqu'à quel point le chant appartiene à la voix, et la poèsie au poéte?". Domanda di una inesauribile novità e contro cui nulla hanno potuto le innumerevoli esperienze poetiche in più di un secolo, anzi direi che rimane confermata dalle maggiori audacie degli esempi più usati: l'autorizzano Baudelaire, Rimbaud e la storia dei surrealisti. Noi sappiamo i nomi che mancano, quello di Dino Campana va fatto senza timore. (da La nuova poesia: Storia della letteratura italiana – il Novecento)“

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Carlo Ginzburg 9
storico, scrittore e saggista italiano 1939
„Nel 1937 nacque a Parigi il Collège de sociologie, singolarissimo innesto di temi maussiani su un'isituzione che, al di la dei richiami espliciti ai gruppi d'avanguardia (dada, surrealisti) si proponeva di resuscitare una società segreta o un ordine religioso. Ma più che di temi maussiani si può parlare di temi duméziliani. Uno dei principali animatori del Collège, Roger Caillois (l'altro era Georges Bataille) era allora in strettissimi rapporti di collaborazione e d'amicizia con Dumézil. Alle ricerche ancora inedite di Dumézil s'ispiravano vari contributi di Caillois all'attività del Collège, poi raccolti nel volume L'homme et le sacré, terzo di una collezione che era stata aperta da Mythes et Dieux des Germains. (p. 229)“

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Lanfranco Frigeri 1
pittore e scultore italiano 1920
„Il lavoro di scultore: orientare il pensiero agli "archetipi". Vi è un'arte rassicurante fatta di figure, paesaggi, impressioni di colore o concetti di realtà. Ma vi è un'altra arte inquieta e irrazionale che si presenta sconosciuta ed è sempre accompagnata da pericoli, specialmente quando varia ed esce dagli schemi e chiede una strada diversa. La ricerca dell'inesplorato archetipo che è dentro di noi. L'archetipo ancestrale che risale alla notte dei tempi e che giace nella coscienza collettiva degli uomini. Questa rinasce quando si entra volutamente nella "nube della non conoscenza", quella cercata dai mistici per il contatto e la scoperta di messaggi e visioni inconoscibili. (Lanfranco intervistato da Eristeo Banali, catalogo della mostra Lanfranco surrealista — Il tempo della scultura, Suzzara, 2006)“

Mario Mieli 21
scrittore e attivista italiano 1952 – 1983
„Ma la vitalità del libro sta anche nell'esuberanza e nell'eccesso di un linguaggio che passa dal discorso filosofico, scientifico o letterario all'argot della subcultura gay senza perdere una battuta, come nella mini-lectura Dantis del capitolo III; dalla terminologia psicoanalitica più specialistica alle espressioni gergali più colorite (smandrappato, marchettari) ai neologismi più spinti (iperacessoriati, eterocheccaggine); dalla citazione colta all'insulto velenoso, sottile o grossolano; da metafore di timbro surrealista ("l'inconscio è venduto a fette sul banco del macellaio", p. 215) o degne della poesia metafisica di un John Donne ("il fallo nel cervello impedisce al maschio eterosessuale di vedere oltre il proprio uccello: per questo, l'attuale società è retta da coglioni", p. 129) agli incisi autoironici di puro gusto camp ("noi [... ] che di moda siamo esperti da sempre", p. 203). Il ritmo stesso della scrittura, a volte incontenibile, a volte rallentato dalle reiterazioni e dal disordine dei paragrafi, mima il perverso polimorfismo di quella forza erompente e dilagante che Mario chiama transessualità. (Teresa de Lauretis)“


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Louis Aragon 19
scrittore francese 1897 – 1982
„Forse si troverà sorprendente che io dica con tanta ostinazione "i miei" quando parlo dei surrealisti. Si sa bene che cosa ci ha separato: la violenza, le ingiustizie, gli attacchi. Sì! Non da parte mia, avete osservato? Non una sola volta da trent'anni in qua. Credete che sia un caso? André Bréton, in queste ore tragiche, quando ci fu la rottura fra di noi perché io ero diventato comunista, perché volevo restare fedele alla parola data, mi disse con amarezza provocatoria: "E se ti fosse posto il problema, saresti in grado di difendere Rimbaud, Lautréamont davanti al partito?" A quel tempo, a quanto sembra, la cosa aveva l'evidenza dell'impossibilità... Ma dopo trent'anni si può vedere, e non soltanto per Rimbaud, Lautréamont, che nel mio partito ciò è diventato facile (un poco ho contribuito anch'io); ho sempre difeso il cielo della mia giovinezza... Arrivo a dirlo oggi, quando il surrealismo, da parte sua, si è "inserito nell'ordine" come ogni altra cosa, è diventato moda, è entrato nelle antologie, che finora non si è resa giustizia a André Bréton, né alla sua poesia né alla sua prosa che ha scritto... (Louis Aragon, Un perpétuel printemps; citato in Ernst Fischer, L'arte è necessaria?)“

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Teresa de Lauretis 1
scrittrice e accademica italiana 1938
„Ma la vitalità del libro sta anche nell'esuberanza e nell'eccesso di un linguaggio che passa dal discorso filosofico, scientifico o letterario all'argot della subcultura gay senza perdere una battuta, come nella mini-lectura Dantis del capitolo III; dalla terminologia psicoanalitica più specialistica alle espressioni gergali più colorite (smandrappato, marchettari) ai neologismi più spinti (iperacessoriati, eterocheccaggine); dalla citazione colta all'insulto velenoso, sottile o grossolano; da metafore di timbro surrealista ("l'inconscio è venduto a fette sul banco del macellaio", p. 215) o degne della poesia metafisica di un John Donne ("il fallo nel cervello impedisce al maschio eterosessuale di vedere oltre il proprio uccello: per questo, l'attuale società è retta da coglioni", p. 129) agli incisi autoironici di puro gusto camp ("noi [... ] che di moda siamo esperti da sempre", p. 203). Il ritmo stesso della scrittura, a volte incontenibile, a volte rallentato dalle reiterazioni e dal disordine dei paragrafi, mima il perverso polimorfismo di quella forza erompente e dilagante che Mario chiama transessualità. (da La gaia scienza, ovvero la traviata Norma, in Mieli 2002)“

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Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„L'essere si maschera dietro il tempo e i tempi; ma noi non riusciamo a scoprire il suo volto, perché, se lo smascherassimo, in mano ci resta una maschera. E già siamo ingannati, abbagliati da una nuova moda, da un nuovo volto. Questo però: mettersi nella condizione di raggiungere il luogo in cui si scorga, se non ciò che si trasforma, almeno le sue trasformazioni – questo è un avvicinamento. Qui i cammini si separano: da una parte, il rimpianto o il dileggio della maschera caduta, dall'altra, invece, l'attrazione per la nuova maschera. Una terza prospettiva è tuttavia possibile, simile a quella che si apre tra i sepolcri etruschi: lo sguardo sereno su ciò che è transitorio. (da L'iniziativa surrealista, p. 304)“

Sergio Saviane 25
scrittore e giornalista italiano 1923 – 2001
„Il pittore surrealista Salvador Dalì si spaventa se si trova al buio.“

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