Frasi su tangente

[Da vescovo, citando Gregorio magno] Lo si voglia o non lo si voglia, io giustizia e verità impongo. Ben venga lo scandalo; non temiate che nello scandalo sia sommersa l'autorità dello stato: anzi, nello scandalo si erge sempre più solida l'autorità stessa. [... ] [Spiegando alla giornalista] È la catarsi liberatoria di ogni tensione. E voi giornalisti cosiddetti indipendenti ne siete, come dire, i sacerdoti benemeriti. [... ] smania e corre a tamponare il nostro di governo che, mi permetta di dirlo, è borbonico e precapitalista: ma lei guardi i governi del nord, gli stati del nord, veramente socialdemocratici evoluti, avanzati... l'Inghilterra. Lo scandalo Profumo, vi ricordate? profumo: addirittura coinvolto in un giro di prostitute, di droga e anche di spionaggio: crollò in seguito a questo scandalo lo stato, la borsa? Niente: stato, borsa e anche il governo non furono mai così saldi, sostenuti dall'opinione pubblica, perché la gente diceva: «Per Dio, lo scandalo c'è, ma ogni tanto il bubbone scoppia, e che gioia viene a galla» [... lo scandalo] è lo sterco concimante della socialdemocrazia: le dirò di più, è addirittura l'antidoto contro il peggiore dei veleni, che è la presa di coscienza per la gente. [... ] [Da matto semina scandali] E io voglio vedere arrivare fra diciotto, vent'anni, nel 1987, anche l'88, scoppiare uno scandalo al giorno, all'ora: ministri, gente di direzione, industriali, gente incriminata in tangenti, in furti, una schifezza; tanto che sui giornali fanno più presto a fare la lista dei ministri che quel giorno non hanno rubato.
Perché finalmente si arriverà al punto che anche noi italiani potremo gridare: Per Dio, siamo immersi nella merda fino al collo, ma è per questo che camminiamo a testa alta! (da Morte accidentale di un anarchico, registrazione al Teatro Cristallo di Milano nel 1987, RCS Libri, 2006)

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Dario Fo 52
drammaturgo, attore, scrittore, paroliere e scenografo i... 1926

[Nel 1860 era nata l'Italia] Una monarchia poco democratica, fondata sulla tangente.

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Lorenzo Del Boca 6
giornalista e saggista italiano 1951

Non esiste una tangente che tocchi la circonferenza in un punto solo, come vuole la geometria (frammento 7)

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Protagora 18
retore e filosofo greco antico -486 – -411 a.C.

Il peccato mortale di Craxi non sono le tangenti; è la scelta dell'autonomia. Quella sì non gli fu perdonata. (Ibidem)

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Fabrizio Cicchitto 13
politico italiano 1940

POSTULATO MERLIN: È l'ipotenusa che batte sulla mediana. Ma è il meno retto degli angoli che riceve la tangente.

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Alfredo Accatino 113
autore televisivo e sceneggiatore italiano 1960

Non ho mai pronunciato la parola tangenti. Sono un reato e va evitato. E quando accade va punito. (intervista a Radio Anch'io, citato in Berlusconi: "Inchieste sulle tangenti? Una cortina fumogena ordinata dal Pd", la Repubblica, 15 febbraio 2013)

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Silvio Berlusconi 727
politico e imprenditore italiano 1936

Sulle tangenti auguriamo al giudice Di Pietro di andare avanti a tutta manetta; senza la Lega ora Di Pietro sarebbe in un pilastro di cemento armato. (dalla dichiarazione in sostegno del pool di mani pulite, 7 Matrix, 29 gennaio 2007)

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Umberto Bossi 113
politico italiano 1941

Nell'ultima tornata presidenziale è emerso, con un bel pacchetto di 20 voti, Aldo Aniasi. Finalmente. In questo imperservare di tangenti e bustarelle, era ora che qualcuno si ricordasse di lui. (24 maggio 1992)

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Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001

Mani pulite mi pare una cosa a metà. I magistrati non hanno capito molto e poi non sono andati a fondo. La madre di tutte le tangenti non è Enimont ma il rapporto con la mafia siciliana. Di Pietro ci aveva messo le mani con Gardini: questo credo sia il suo segreto.

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Enrico Deaglio 12
giornalista e scrittore italiano 1947

Cosare è tutto, oggi: dalle tangenti, alla mafia, alla ndrangheta, la sacra rota… come si chiama quella delle puglie... La volgarità, l'incomprensione, l'inimicizia, l'odio che c'è tra le persone… Tutte le cose che vorrei io: che il mondo fosse più tranquillo. Quindi: vietato cosare.

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Benito Jacovitti 28
fumettista italiano 1923 – 1997

Il mio paese è l'Italia. A ovest a sud e a est è bagnato dal mare, a nord dalle montagne: i mari stan fermi immoti, le montagne ogni tanto scivolano. Il mio paese ha dei problemi interni ed esterni. Al sud ci sono le autobombe; a est le alghe, a nord le tangenti, a ovest gli incendi e al centro Antonello Venditti.

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Paolo Rossi (attore) 38
attore, cantautore e comico italiano 1953

[«Di querele ne ha ricevute venti.»] Tutte da esponenti di sinistra. Eppure io prendo di petto tutti, bipartisan. Perché il progetto della sinistra è la distruzione dell'avversario attraverso l'odio, l'invidia, la menzogna. E la svalorizzazione dell'individuo. A casa propria non si deve aver paura di essere spiati. A casa propria si può andare con le mignotte. Io non lo farei, ma ognuno nel privato sceglie quello che vuole. Il politico si giudica per quello che fa in politica. Berlusconi pensa un po' troppo agli affari suoi, ma il legittimo impedimento è una legge sacrosanta. E poi le tangenti le hanno prese anche a sinistra.

Giorgio Forattini 18
disegnatore italiano 1931

Nel mondo, quando i tre gioielli nostri, Eni, Enel e Finmeccanica, trattano con altri Paesi per vendere i loro prodotti devono adeguarsi alle condizioni di quel Paese. Nelle democrazie normalmente si fa soltanto la gara d'appalto, in Paesi che non sono complete e perfette democrazie ci sono altre condizioni che bisogna accettare se si vuole vendere il proprio prodotto a quel Paese. [... ] Sono illegali per loro, ma non per noi. [... ] Con questo fatto di questa magistratura che ha dimostrato un autolesionismo nei confronti dell'Italia assoluto noi ci stiamo facendo fuori dalla possibilità di competere nel mondo con gli altri importanti gruppi perché nessuno tratterà più né con l'Eni, né con l'Enel, né con Finmeccanica [... ] Non sono reati, si tratta di pagare una commissione a qualcuno di quel Paese perché quella è la regola di quel Paese. Vogliamo non pagare commissioni? E allora stiamo a casa e non vendiamo più niente. [... ] La tangente è un fenomeno che esiste ed è inutile voler negare l'esistenza di queste situazioni di necessità. [... ] Questi sono moralismi assurdi, se uno fa questo moralismo non fa l'imprenditore a livello globale, a livello mondiale. (intrevista a Agorà, citato in Berlusconi e le tangenti: "Si pagano, no ai moralismi", la Repubblica, 14 febbraio 2013)

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Silvio Berlusconi 727
politico e imprenditore italiano 1936

Nella cultura occidentale, chi viene eletto pensa immediatamente a come guadagnare denaro. A quale impresa esigere il 10%, il 15%, in cambio del privatizzare questo o quello; sono quelle che chiamate tangenti. Ma se guardiamo alla nazione come una famiglia, e la famiglia per noi è molto importante, questo tipo di autorità non risponde alle esigenze della famiglia, di quella famiglia che è la Bolivia. La nostra cultura, le comunità indigene, si muovono su altre basi. I nostri principi si basano sul 'ama sua, ama llulla, ama qh'ella', che in lingua aymara significa non rubare, non mentire e non battere la fiacca. Questi precetti, che ci vengono dalle nostre autorità originali, sono così importanti che ritengo che basandosi su questi si possa cambiare la società. Pertanto io affermo che il movimento indigeno è la riserva morale dell'umanità. [... ] Le nostre politiche oggi sono orientate contro quel modello economico, a recuperare la dignità della Patria, a favorire l'uguaglianza tra i boliviani. E poi c'è un altro tema di fondo, quello della madre terra, della Pachamama. I popoli indigeni crediamo che dobbiamo vivere in armonia e difendere la madre terra. Risorse naturali come l'acqua, che il capitalismo considera una mercanzia, noi invece le consideriamo un diritto umano.

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Evo Morales 9
sindacalista e politico boliviano 1959

Uscendo dal Giornale, io feci a me stesso, ma pubblicamente, un giuramento: «Mai più un padrone». Quì padroni non ce ne sono. La proprietà è ripartita fra alcune centinaia di azionisti, di cui nessuno può, per statuto detenere più del 4 per cento. Fra di essi, e per primi, ci siamo stati tutti noi: redattori, impiegati, fattorini, autisti. [... ] Per questa sua pulviscolarità, il nostro azionariato è stato definito, nei quartieri alti della Finanza, «straccione». La qualifica non ci dispiace: coi tempi che corrono, meglio stare tra gli stracci che tra le tangenti. (22 marzo 1994)

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Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001

Il processo Enimont si concluderà nell'ottobre del 1995 con condanne per quasi tutti i trentadue imputati tra i quali politici come Bettino Craxi, Renato Altissimo, Umberto Bossi, Arnaldo Forlani, gli stessi Giuseppe Garofano e Carlo Sama. Il Vaticano non restituirà mai nulla del denaro trovato sui conti o dei soldi attribuiti a de Bonis. Soltanto una modesta percentuale delle tangenti viene recuperata.

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Gianluigi Nuzzi 25
giornalista e scrittore italiano 1969

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