Frasi su targa

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Pif 25
conduttore televisivo e scrittore italiano 1972
„Il servizio su Andreotti, sul quale scrivevo temi già al liceo. Il mio incubo era che i miei figli un giorno avrebbero potuto frequentare un liceo intitolato a lui. Così, per chiudere il cerchio, sono andato a trovarlo per il suo compleanno. Gli ho detto: "Il giorno che morirà sicuramente le dedicheranno una via, io ho anticipato i tempi e le mostro ora la targa che verrà utilizzata". C'era scritto: "Via Giulio Andreotti – Insigne statista che fino alla primavera del 1980 ha tenuto relazioni amichevoli dirette con personaggi mafiosi di spicco.“

Riccardo Mannerini 26
poeta e paroliere italiano 1927 – 1980
„Nelle città | del dolore, | della pena, | dell'urlo | la targa "ospedale" | attende il tuo lavoro. | Chiunque tu sia | di grado e di sesso | la tua opera | è mano protesa | a lenire, | a consolare, | a compiere | ciò che i "cari" | non farebbero mai. | I tuoi compiti | sono mille | e la pagina del domani | è sempre più pesante, | densa di funzioni | eseguite contro il male. (Infermiere, p. 210)“


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Erwin Rommel 6
generale tedesco 1891 – 1944
„Il soldato tedesco ha stupito il mondo, il bersagliere italiano ha stupito il soldato tedesco. (citato sulla targa dedicata ai Bersaglieri che combatterono a Marsa Matruh e Alamein)“

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Tazio Nuvolari 2
pilota motociclistico e pilota automobilistico italiano 1892 – 1953
„[Rivolto a Enzo Ferrari che gli aveva risevato un biglietto ferroviario di andata e ritorno per andare a correre la Targa Florio del 1932] Dicono che sei un bravo amministratore, ma mi accorgo che non è vero. Dovevi farmi riservare solo il biglietto di andata, perché quando si parte per una corsa bisogna prevedere la possibilità di tornare in un baule di legno.“

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Giorgio Calcaterra 5
atleta italiano 1972
„Sono qui a Borgo San Lorenzo perché hanno voluto conferirmi un premio. Hanno istituito una carta, una carta etica dello sport, e come atleta che si avvicina di più a questi valori mi hanno voluto premiare. [... ] Si parla appunto dello sport pulito, leale, dello sport che fa bene alla salute, che deve essere visto come un gioco, come un divertimento, cose che ho sempre detto anch'io e quindi sono particolarmente contento di aver ricevuto questa targa.“

Pietro Calogero 6
magistrato italiano 1939
„Ero certo che Negri dovesse avere, per la sua statura intellettuale e il carisma che lo circondava nel movimento, oltre che per la malcelata ambizione di scrivere la storia del domani, un «archivio» di carte rispecchianti le tappe del processo insurrezionale. Mi chiesi dove, al posto suo, avrei potuto nascondere i documenti senza correre il rischio che fossero scoperti. La facoltà di Scienze Politiche, dopo le perquisizioni domiciliari dei docenti del 21 marzo 1977, non era più un posto sicuro. Richiesi al dirigente della Digos dottor Colucci di prepararmi un elenco di esponenti di spicco di Potere Operaio che, dopo l'avvento di Autonomia, non apparivano più politicamente attivi. Tra loro, in tutto una decina, spuntò il nome di Manfredo Massironi, un architetto già amico e seguace di Negri che aveva lo studio proprio di fronte al portone d'ingresso di Scienze Politiche e sulla cui targa esterna figurava il nome della madre. Pensai che per Negri non poteva esserci posto più sicuro per nascondere documenti compromettenti: ogni metro in più di distanza dal suo studio avrebbe costituito per lui – come confidai al dottor Colucci nel consegnargli il decreto di perquisizione – un fattore di rischio crescente e intollerabile.“

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Giovannino Guareschi 45
scrittore italiano 1908 – 1968
„Entriamo nella Basilica, e ci troviamo in mezzo a una folla di donne e di bambini, davanti ad un altare che è tutto un racconto fiabesco di ori e di luci, mentre un organo suona. Dopo un mese di vita in ambienti dove ogni cosa trasuda sporcizia e disperazione, dove ogni parola è un urlo, ogni comando è una minaccia, trovarsi d'improvviso in quell'aria serena, in mezzo a quel barbaglio d'oro, a quella calda onda di musica!...
Mi arresto perplesso sull'entrata, poi riprendo ad avanzare, e mi sembra d'essermi sfilato dal mio corpo coperto di stracci e d'averlo lasciato lì sulla porta, tanto mi sento leggero.
La targa d'oro della nicchia sopra l'altare si alza lentamente, e appare l'immagine miracolosa che – così nera in mezzo a quello scintillìo – è ancora più misteriosa e ancora più affascinante.
Si leva un canto dalla folla, e pare la voce stessa della Polonia: un dolore dignitoso di gente usa da secoli ad essere schiacciata e a risorgere. Di gente che viene uccisa sempre e che non muore mai.
Quando la targa d'oro si riabbassa, suona una fanfara che ha note piene di passione disperata e turba profondamente. "La fanfara ha stonato parecchio, oggi, perché mancavano i migliori elementi", spiega la guida.
Ed è così, ed erano soltanto stonature quelle note piene di passione disperata. D'accordo. Ma chi ci crede?
Ogni cosa in Polonia, ogni gesto, ogni accento, parla della passione polacca. (p. 17)“

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Guido Ceronetti 183
poeta, filosofo e scrittore italiano 1927
„Ero a Cernobil. C'era una targa blu, con in cirillico:. Non pianura ucraina, ma collina astigiana, con vigne, coperta di vigne, come sono ora, senza più alberi tra i filari. [... ] Dove ci portano i cavalli della notte: a Cernobil, a vedere, a guardare in faccia chi c'era. Ed è Cernobil anche la collina astigiana, certamente, come il bosco carnico, la genzianella del Carso. Qui dove sono, l'acqua che bevi, l'arnia che ti fabbrica il miele, è Cernobil. Non percepimmo invece come tutti i luoghi (fu errore) Hiroshima. (pp. 258-259)“


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Camillo Benso Cavour 25
politico e patriota italiano 1810 – 1861
„La nostra stella polare, o signori, è di fare che la città eterna sovra la quale venticinque secoli accumularono ogni genere di gloria diventi la splendida capitale del Regno italico. (11 ottobre 1860, riportata in una targa posta nella Sala Cavour di Palazzo Madama)“

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Enzo Ferrari 42
1898 – 1988
„[Parlando di Tazio Nuvolari] Non appena mi giunse la notizia della sua fine partii per Mantova. Era un caldo pomeriggio: l'11 agosto 1953. Nella fretta mi persi in un dedalo di stradine della vecchia Mantova. Scesi di macchina, domandai a un negozio di stagnino la via per villa Nuvolari. Ne uscì un anziano operaio, che prima di rispondermi fece un giro intorno alla mia macchina per leggere la targa. Capì, mi prese una mano e la strinse con calore, si commosse. "Grazie d'essere venuto – mi bisbigliò – come quello là non ne nasceranno più". [fonte 3]“

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