Frasi su taschino


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Charles Bukowski 280
poeta e scrittore statunitense 1920 – 1994
„La maggior parte della gente non è preparata alla morte, alla propria o a quella di chicchesia. Ne sono scioccati, terrorizzati. È come una grossa sorpresa. Che diavolo, non dovrebbe esserlo. Io mi porto la morte nel taschino. A volte la tiro fuori e le parlo: "Ciao bella, come va? Quand'è che vieni a prendermi? Sono pronto".
Nella morte non c'è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. Troppo presi a scopare, film, soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta. Mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po' dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non sentono. Per molti la morte è una formalità. C'è rimasto ben poco che possa morire. (12/9/91, 11:19 PM; 2000, p. 13)“

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Charles Bukowski 280
poeta e scrittore statunitense 1920 – 1994
„Per me scrivere è volare, è accendere un fuoco. Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo. (12/9/91, 11:19 PM; 2000, p. 14)“


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J-Ax 99
rapper e cantautore italiano 1972
„Ricordi quando ero piccino | portavi la mia foto nel taschino | eri tanto orgoglioso di me | babbo | eri tanto orgoglioso di me | babbo | e la mostravi a chi ti stava vicino | dicevi a tutti questo è il mio bambino | adesso invece ti vergogni di me | babbo adesso invece ti vergogni di me | babbo | ma va bene | va bene | a me non me ne fotte di fare fatica | voglio una bella vita | mica una salita | perché se sono vivo | la colpa è solo tua | perciò paghi te. (da Aqua nella scuola, n.º 10)“

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Margarete Wallmann 17
danzatrice e coreografa austriaca 1904 – 1992
„Quando era l'illustre compositore in persona a dirigere La leggenda di Giuseppe (in occasione delle matinées domenicali), tutti tremavano. A un certo momento – e per lo più accadeva nel momento più dfifficile, nella «Danza dei boxeurs» – Strauss levava dal taschino il suo grosso orologio, lo consultava, e se constatava di essere in ritardo, lo posava davanti a sé, sul leggio, e accelerava il ritmo dell'esecuzione. Di colpo la sua musica, così bella e solenne, mutava carattere e il palcoscenico si trasformava in un campo di corse. Il motivo di quel massacro? Perché alle cinque, ogni domenica, in casa del maestro si radunava un fedele gruppo di amici per l'immancabile partita a Skat, e Strauss la rispettava scrupolosamente. Non per nulla, a quella partita a carte ha consacrato un'intera scena della sua opera autobiografica Intermezzo.“

Michele Valori 26
urbanista e architetto italiano
„Alle ore 2 e mezzo appuntamento con Ludwig Mies van der Rohe. Abita al numero 230 della Ohio Street. Una brutta casa ottecentesca di mattoni color vino e pietra bianca. Leggo con una certa commozione e tenerezza il suo nome sulla lista degli inquilini, insieme a tanti altri. È un uomo alto, un po' grasso, zoppica da una gamba, ha gli occhi leggermente strabici. Parla lentamente, arrotando le parole, si sente il tedesco dietro il suo inglese. Ha un'aria stanca, un po' impaurita, ma serena e distaccata. Mi colpisce il suo abbigliamento povero, porta un vestito blu scuro a doppio petto, lustro, una camicia bianca con un colletto informe, scarpe gialle dalla grossa suola e calzini di lana grigi pesante, nonostante il caldo soffocante. Nel taschino il fazzoletto bianco e matite gialle. Parlando si passa ogni tanto la mano destra sui radi capelli, e durante la nostra visita fumerà un sigaro. Non ricordo bene che domande abbiamo fatto e cosa ci ha risposto. Ricordo solo che ha detto ad un certo punto. "Mi piace l'acciaio": L'ha detto con una semplicità ed una naturalezza straordinaria. "I like the steel". E quegli "L" erano così liquidi da fare pensare subito alle pareti trasparenti dei suoi edifici.“

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Marco Travaglio 142
giornalista, saggista e scrittore italiano 1964
„Finalmente una buona notizia: il governo Prodi ripristina il falso in bilancio com'era prima di Berlusconi, autore della controriforma del 2002 che di fatto cancellava per legge il reato di cui lui stesso era imputato. E che, come scrisse la bibbia del capitalismo mondiale, 'The Economist', "farebbe vergognare anche una repubblica delle banane". Per i reati futuri non leggeremo più sentenze di assoluzione con l'imbarazzante formula "il fatto non è più previsto dalla legge come reato". Tutti i veri liberali, sempre pronti a tirar fuori dal taschino il 'modello americano', dovrebbero esultare. O magari chiedere – come fa Giacomo Lunghini sul 'Sole 24 ore' – che la nuova legge venga ritoccata per farvi rientrare le sanzioni previste dalla 231/2001 sulla responsabilità penale delle società (pare che il testo del governo se la sia scordata). (Falso non fare, paura non avere, 9 novembre 2007)“

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Jules Renard 338
scrittore e aforista francese 1864 – 1910
„Il pinguino con le punte delle ali nel taschino del gilè. (22 dicembre 1906; Vergani, p. 248)“

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Jason Statham 17
attore britannico 1967
„Se devi trattare con lui è meglio che cerchi di non dovergli qualcosa perché poi sei in debito con lui ovvero ti tiene nel taschino e una volta lì dentro non ne esci più. (Film Snatch - lo strappo)“


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Chuck Palahniuk 200
scrittore statunitense 1962
„Agente Lingualunga fa scorrere il fascio della luce della videocamera da una persona all'altra. Dal taschino del Conte della Calunnia occhieggia la maglia di ferro del microfono del registratore. In questo momento che prelude all'orrore reale del momento successivo. Questo momento che si sta già sovraincidendo sulla morte del signor Whittier, che a sua volta si è sovraincisa sulla morte di Lady Barbona, che a sua volta si è sovraincisa su Miss America che puntava un coltello alla gola del signor Whittier. (p. 145)“

Paolo Burini 188
scrittore, comico 1986
„Una volta qualcuno mi sparò, ma io sopravvissi grazie a una copia de "Il Capitale" che tengo sempre nel taschino all'altezza del cuore.“

„Arrivò vicino alle barche in un bagno di sudore che, dalla camicia, aveva intaccato qui e là anche la giacca di lino.
Gli uomini che lo fissavano, cinque metri più in là, vestivano di nero. Lana pesante. Alcuni portavano il panciotto. Sedevano su grandi pietre affondate nella sabbia. Il taglio degli abiti era grossolano. Le scarpe, nere e spesso con i lacci, scalcagnate, brizzolate di polvere.
Dai taschini delle giacche spuntavano fazzoletti bianchi o a motivi stampati su fondo azzurro. Nessuno di loro sudava. Neppure Airaghi, quindi, volle ammettere di sudare, benché dal cranio rasato gli piovessero in bocca rivoli salati. Dominò la tentazione di scuotere la testa come un cane appena uscito dall'acqua. (pp. 15-16)“

Giulio Cavalli foto
Giulio Cavalli 15
attore, scrittore e regista italiano 1977
„Mi sono rimesso, preparato, piegato, con la saponetta di timo nella valigia a forma di intestino. Ho spolverato le carte e le patenti con la stessa cura della pensione e di fianco, che batte con lo spigolo sull'occhio, il libro per continuare a sperare di perdersi…. Capita che ci si possa dimenticare lo spettacolo, ma ne ho fatto una copia di sicurezza chiusa nel taschino del portamonete. (da Tournée da dentro la valigia.)“

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Dmitrij Gluchovskij 10
scrittore e giornalista russo 1979
„Come vedi, nella Metro è quasi sempre notte e non ha senso cronometrare il tempo in maniera tanto meticolosa. Libera le ore e vedrai che il tempo si trasformerà, è molto interessante. Muterà a tal punto che non lo riconoscerai nemmeno. Smetterà di essere frammentato, diviso in sezioni composte da ore, minuti e secondi. Il tempo è come il mercurio: se lo spargi, si riunisce di nuovo, ritrova la sua integrità e la sua indeterminatezza. L'uomo è riuscito a domarlo, a rinchiuderlo in orologi da taschino e cronometri e, per coloro che tengono il tempo alla catena, questo scorre senza intoppi. Ma se lo liberi, vedrai: scorre in maniera diversa a seconda delle persone. (Khan)“