Frasi su tavolozza

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Maurizio Crozza 124
comico, imitatore e conduttore televisivo italiano 1959
„Dico l'ultima cosa sul PD e poi me ne vado: non è che se alla tavolozza del cesso attacchi una mela diventa un MacBook! (63°Festival di SanRemo)“

Xavier de Salas 1
storico dell'arte spagnolo 1907 – 1982
„Nelle opere giovanili che di lui rimangono, lo scopo era di raffigurare una realtà assoluta. Le sue nature morte sono pitture realistiche che rivelano la maestria del pittore nei valori tattili. Egli probabilmente conobbe qualche opera del Caravaggio e di alcuni suoi seguaci: in ogni caso, utilizzò in parecchi quadri ciò che chiamiamo "tenebrismo", anche se se ne servì alla propria maniera. Per tutta la vita le sue composizioni seguirono gli schemi dei pittori manieristici; mai compose secondo linee diagonali nello spazio, fatta eccezione per qualche ritratto equestre. Ma quando Velázquez si stabilì a Madrid e poté studiare i grandi veneti, lo stile mutò. La sua tavolozza passò dal bruno ai grigi e ai neri; l'artista si fece più sicuro di sé, arrivando a raffigurare il movimento. [... ] Più tardi Velázquez andò in Italia e prese contatto con gli artisti di quel paese, non solo del passato, ma anche con quelli allora vivi e operosi. La tavolozza si fece così più ricca di colore, secondo un'inclinazione che doveva farsi sempre più sentita per il resto della vita. Il pennelleggiare sulla tela divenne sempre più libero ed eloquente in ogni opera, raggiungendo in breve un'esattezza unica nella pittura europea. Le sue ardite pennellat e degli anni maturi possono essere paragonate per l'eloquenza a quelle dei pittori orientali. (da Velázquez, 1962)“


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Adolf Stahr 3
1805 – 1876
„quello adoperato da Tacito nella rappresentazione e nella caratteristica di Tiberio. Questo per quattro buone ragioni.
I. Tacito era aristocratico, e fautore del nobilume, in tutta la peggiore estensione del senso; e la severità di Tiberio aveva colpito quasi esclusivamente il nobilume romano.
II. Tacito fu nudrito ed allevato nell'odio della sua casta verso il sovrano democratico, che teneva in freno le superbe famiglie patrizie ed impediva loro di spolpare le provincie.
III. Prese i colori per il suo ritratto di Tiberio dalla tavolozza d'una capitale nimica di Tiberio e della casa Claudia, cioè dalle memorie di Agrippina II figlia della prima Agrippina.
IV. È un retore. E lei mi insegna che il Retore «giudica o produce con ragioni subjettive vere cioè nella sola mente del produttore o del giudicante invece di produrre o giudicare con ragioni objettive, cioè storiche». (p. 174)“

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Carlo Bini 4
scrittore e patriota italiano 1806 – 1842
„La vita, a voler che sia bella, a voler che sia gaja, a voler che sia vita, dev'essere un arcobaleno, – una tavolozza con tutti i colori, – un sabbato dove ballano tutte le streghe. Il sollazzo e la noja, il pianto e il riso, la ragione e il delirio, tutti devono avere un biglietto per questo festino.“

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Jean-Baptiste Camille Corot 2
pittore francese 1796 – 1875
„[... ] questo sole diffonde una luce disperante per me; sento tutta l'impotenza della mia tavolozza [... ] (citato in Adorno, p. 278)“

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Italo Calvino 210
scrittore italiano 1923 – 1985
„Personaggi, paesaggi, spari, didascalie politiche, voci gergali, parolacce, lirismi, armi ed amplessi non erano che colori della tavolozza, note del pentagramma, sapevamo fin troppo bene che quel che contava era la musica e non il libretto.“

Mario Tinti 1
critico d'arte e giornalista italiano 1885 – 1938
„Il merito grande del Provenzale, quello per cui tutta l'arte di un'epoca dovrà considerarsi derivata dalla sua iniziativa e dal suo travaglio, è di essere ritornato nel solco profondo ed eterno della pittura, scartando tutti gli apriorismi di ricerche tecniche (luminismo, divisionismo, complementarismo) cui aveva indotto l'epoca positivistica: di aver ripreso a dipingere la natura riflessa nel magico specchio dell'anima, vedendola non più sotto specie sensoria o sensibile (aggettivi che dominano tutta l'estetica impressionistica), ma attraverso un'intimità profonda, religiosa, eroica, che la storia ci permette di considerare essenzialmente italiana. [... ] Cézanne dipinge senza preoccupazioni di programmi più o meno rivoluzionari, ma sotto l'impulso di un'ansia mistica, che lo investe, lo tiranneggia, lo macera; e fa cantare, piangere, urlare la sua drammatica tavolozza. Nulla di edonistico, di descrittivo, di fenomenico nella sua arte. La pittura come la intendono Manet e Monet è di gran lunga superata nelle sue tele. Non si tratta più del "vero attraverso un temperamento" di zoliana memoria. C'è un elemento etico, religioso, trascendente nell'arte di Cézanne che la definizione zoliana non sospetta neppur lontanamente e che è proprio quello per cui l'opera cézanniana si riconnette all'arte dei sommi italiani: Giotto, Masaccio, Michelangelo, Tintoretto, Caravaggio. [... ] Cotesto il lato spirituale dell'italianismo di Cézanne, il suo sentimento, non italianeggiante, si badi, al modo del Poussin, ma italiano di polpa, intrinsecamente. E v'è poi il modo di esprimersi plasticamente di cotesto sentimento, modo strettamente inerente e coerente e quindi anch'esso italianissimo. Il modo stilistico di Cézanne è tornato ad essere il volume, inteso come rapporto di chiari e di scuri. Le molteplici possibilità di variazione (nell'intensità, nella posizione, nel dinamismo, o nella statica) di tale rapporto costituiscono la sintassi cézanniana. Cotesta sintassi è simultaneamente plastica e coloristica in quanto, appunto, è chiaroscurale. Per tali aspetti Cézanne si manifesta come un erede de' veneziani, non solo, ma di tutta la tradizione volumetrica italiana, fino alla sua sorgente eccelsa, a Giotto, cioè, titanico estrattore di moli poliedriche, a Masaccio che scolpisce le sue figure a colpi possenti d'ascia per entro massicci blocchi chiaroscurali.“

Elizabeth Du Gue Trapier 1
critica e storica dell'arte statunitense 1893
„Velázquez, che deve molto ai maestri veneziani, alla fine paga il suo debito. Abbandonate le tonalità cupe della primitiva tavolozza, diviene uno dei maggiori coloristi del tempo suo. I suoi limiti erano piuttosto angusti, ma la conoscenza dei valori crebbe con gli anni, e nell'impiego dei bianchi e dei grigi-argento non ebbe rivali. Dove i veneziani avrebbero creato un contrasto stridente con rosso e rosa, con rosa e porpora, Velázquez, con non so quale misteriosa alchimia, li combinava insieme senza dissonanze, creando nuove armonie di colori. Dai veneziani apprese a rompere i rigidi contorni delle figure e a modellarne le forme con la luce, a correre sulla trama della tela con un pennelleggiare rapido, ponendo l'accento là dove era più necessario. Dal realismo degli "interni" all'impressionismo degli ultimi lavori, fu lungo e faticoso il cammino, il costante ostinato progresso di un artigiano, destinato a padroneggiare il proprio mestiere piuttosto che il successo senza fatica di un virtuoso. (da Velázquez, 1948)“


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Jean Cocteau 86
poeta, saggista e drammaturgo francese 1889 – 1963
„Un poeta ha sempre troppe parole nel suo vocabolario, un pittore troppi colori sulla sua tavolozza, un musicista troppe note sulla sua tastiera.“

Giovanni Titta Rosa 4
scrittore e critico letterario italiano 1891 – 1972
„…queste tele di Philippone ci prendono con il loro dominante impeto figurativo senza possibilità di sottrarcene; così prensile è la loro vigoria formale, e caldo e ricco lo splendore della sua tavolozza. (Giovanni Titta Rosa 1964 presentazione personale Galleria Burdeke. Zurigo).“

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Ernst Jünger 267
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„[... ] le statistiche sono destinate a quelli di mente ristretta. Che cosa significa per esempio la domanda: «Quale colore preferite?» per uno che si sente bene nella nebbia o che si estasia della tavolozza, dell'opale, dell'arcobaleno, di un tramonto a Manila? Eppoi sotto ogni strato normale ne troviamo uno più profondo e generale, lo strato umano. L'uomo resta l'enigma per eccellenza. (p. 68)“

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Aureliano de Beruete 2
pittore spagnolo 1845 – 1912
„[Diego Velázquez] La tavolozza del nostro artista è estremamente semplice. Non vi troviamo che i colori fondamentali e imprescindibili, e quegli altri che chiameremo "puri". [... ] Questi colori sono le terre in genere, le ocre, la terra di Siena bruciata e il nero d'osso. [... ] Le tele che Velázquez usava agli inizi erano ruvide (preparate da lui o almeno nella sua bottega), con un tono rossastro e con una gran quantità di colore. Via via che l'artista procede nella sua carriera, adopera tele sempre più sottili e rischiara anche i colori dell'imprimitura, che divengono prima rossicci chiari, poi ocra, quindi grigiastri e, sulla fine, grigi quasi chiari. I toni rossastri, scuri, caldi, che usava nel suo primo periodo causavano poi l'annerimento della pittura, che certo non era, nell'insieme, scura come ci è giunta oggi. Ma ancor più che l'imprimitura, quel che ha scurito tante opere è stato l'uso del bitume. Si potrebbe dire che lo svolgimento della tavolozza di Velázquez si identifica con il passaggio dal bitume al nero d'osso. (da La paleta de Velázquez, 1922)“


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Joseph L. Mankiewicz 37
regista statunitense 1909 – 1993
„von Sternberg guardava a se stesso come a una leggenda del suo tempo. [... ] Mi accolse gentilmente e io francamente gli dissi perché ero stato mandato da lui. Gli dissi che avevo cercato di leggere lo script [L'imperatrice Caterina] e che per quanto fossi molto bravo con i "puzzles" era impossibile.
Gli obiettai che doveva essere letto dai trovarobe, dai costumisti, dai montatori e che questi erano soliti leggere in inglese. Mi strinse la mano dicendo: «Questa è una pura assurdità. Nessuno dovrebbe essere in grado di leggere lo script. Dimmi, quando guardi la tavolozza di un artista, vedi il quadro finito?». Spillò lo script e disse: «Questi sono i miei colori e con questi dipingerò il film sullo schermo.“

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Roy Dupuis 127
attore cinematografico e attore televisivo canadese 1963
„Naturalmente. È proprio sul progetto di viaggiare intorno al mondo in barca a vela sul quale sto riflettendo attualmente e che dovrebbe iniziare nel giro di due anni, anche se non so ancora cosa farò, se un film o un documentario, nulla è ancora stabilito. Ma vorrei dire che mi aiuta molto il fatto di essere un'attore. Più ne so sulla vita, più ne so sugli umani, ho più colori nella mia tavolozza; posso rendere i miei personaggi più vivi, moderni ed interessanti. (dall'articolo in 7 Jours del 5 settembre 2008)“

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Leonardo Sciascia 105
scrittore e saggista italiano 1921 – 1989
„Se come marxista non ignora che il mondo non deve essere soltanto contemplato, ma mutato, la sua sicilianità di fondo lo condanna a sentire, da artista, solo il lirico disordine degli oltraggi, da ciò, possiamo anticipare, il suo incontro col più lirico – anche nel senso del melodramma – degli oltraggi che siano stati consumati in Sicilia: quello che diede esca al Vespro. Il suo sentimento e giudizio del Vespro, in queste immagini, è quello stesso che trascorre nei versi di Dante, nella Storia di Amari, nell'opera di Verdi. (Il Vespro Siciliano, presentazione della mostra di Guttuso, Galleria "La Tavolozza", Palermo 1975-1976.)“

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Camillo Boito 29
architetto e scrittore italiano 1836 – 1914
„Il Tiepolo
Genio strabocchevole, strapotentissimo quello di Giambattista Tiepolo: Il Tiepolo è in gran voga al dì d'oggi; il Tiepolo e il Carpaccio. [... ] I contemporanei del Tiepolo, grandi ammiratori di lui, lo paragonavano a Paolo Veronese, e avevano ragione, poiché lo spirito del Tiepolo e quello del Caliari [Paolo Caliari] sono spiriti fratelli; se non che il Cinquecentista poteva entrare nella profondità del vero, ma, due secoli dopo, nell'età dei fronzoli, dei guardinfanti e de' cicisbei, il Settecentista non poteva più. [... ] Io ammiro il Tiepolo e lo amo sinceramente. Quella sua insolenza di fantasia, quella sua abbondanza miracolosa nel comporree abilità prodigiosa nell'eseguire stupiscono, rallegrano e attraggono l'animo. Il suo colpo di pennello è magistrale; la sua tavolozza, sapiente nell'ombreggiare, inarrivabile nei contrasti delle tinte sporche e nette, neutre e intere, opache e lucide, cupe e soavi, è un incanto. [... ] Il conte Algarotti lo chiamava nel 1760 il più gran pittore che abbia Venezia, l'emulo di Paolo Veronese e notava come mostrasse la erudizione di Raffaello e del Passino; ma, dopo morto, la sua gloria svanì. Ora torna a rifulgere. È un artista, in fatti, che deve suscitare alternativamente i grandi amori e i grandi odii. (p. 29-32, 38)“

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