Frasi su taxi

Il flusso continuo dei taxi, sul viale maggiore, pareva la vana furia degli uomini, che ad ogni costo volesse arrivare a una fine. (Un'orchestra di 120 professori [parte ultima]: p. 190)

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Carlo Emilio Gadda 64
scrittore italiano 1893 – 1973

Se ti ricordi tutto, volevo dirgli, e se sei davvero come me, allora domani prima di partire o quando sei pronto per chiudere la portiera del taxi e hai già salutato gli altri e non c'è più nulla da dire in questa vita, allora, una volta soltanto, girati verso di me, anche per scherzo, o perché ci hai ripensato, e, come avevi già fatto allora, guardami negli occhi, trattieni il mio sguardo e chiamami col tuo nome.

André Aciman 12
scrittore statunitense 1951

Emmi, il letto può attendere! Sono ancora sveglio, sto bene. Emmi, venga da me! Beviamoci un altro bicchiere! Mi sussurri nell'orecchio "whisky, whisky, whisky". Dica "accapponare la pelle". Me la mostri. Ecco la bella pelle della Emmi col 37 di scarpe. Glielo prometto: le appoggerò solo una mano sulla spalla. Solo un abbraccio. Solo un bacio. Solo qualche bacio, nient'altro. Innocentissimi baci. Emmi, devo sapere che odore ha. Ho la sua voce nelle orecchie, adesso ho bisogno del suo odore nel naso. Dico sul serio, Emmi: venga da me. Le pago il taxi. No, non accetterà. Fa lo stesso, qualcuno lo pagherà. Hochleitnergasse 17, citofono 15. Venga da me! Oppure devo venire io da lei? Vengo anch'io! Solo per sentire una volta il suo odore. Solo per darle un bacio. Niente sesso. È sposata, purtroppo! Niente sesso, glielo giuro. Bernhard, lo giuro! Emmi, voglio solo sentire l'odore della sua pelle. Non voglio sapere che aspetto ha. Non accenderemo la luce. Buio pesto. Solo qualche bacio, Emmi. Che c'è di male? È tradimento? Cos'è il tradimento? Un'e-mail? O una voce? O un odore? O un bacio? Desidero tenerla vicino. Desidero abbracciarla stretto. Solo una notte insieme a Emmi. Chiudo gli occhi. Non mi serve sapere che aspetto ha. Devo solo sentire il suo odore, baciarla e saperla vicina a me. Rido dalla gioia. È tradimento, Emmi?

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Daniel Glattauer 31
giornalista e scrittore austriaco 1960

Ho preso un taxi, ho speso 60 euro, ne avevo in tasca 54, ho chiesto al taxista di farmi 6 euro di retromarcia.


[... ] Scoprì che gli riusciva facile parlare con lei, e ne fu sorpreso. Generalmente con le donne era insieme taciturno e appassionato. I lunghi preamboli della seduzione lo annoiavano quasi quanto il successivo fastidio dello sbrogliamento. C'era qualcosa di disgustoso nell'immancabile traiettoria di ogni relazione. La parabola convenzionale – l'attrazione, le mani che si sfiorano, il bacio, il bacio appassionato, i corpi che si sentono, il culmine a letto, e poi ancora letto, poi meno letto, poi la noia, le lacrime e l'amarezza conclusiva – gli appariva vergognosamente ipocrita. E ancor di più detestava la "mise en scene" di ognuno di questi atti di commedia: l'incontro a una festa, il ristorante, il taxi, l'appartamento di lui, l'appartamento di lei, poi il fine settimana al mare, di nuovo i rispettivi appartamenti, poi gli alibi furtivi e l'addio finale, livido, davanti a un portone sotto la pioggia. Ma con Vesper non sarebbe potuto succedere niente di tutto questo. Nel tedio della stanza, nel tedio delle cure, la presenza di lei era ogni giorno un'oasi di piacere, un momento da aspettare con gioia. Nella loro conversazione non c'era che amicizia, con un lontano sottofondo di passione. [... ] (cap 22, Una berlina frettolosa)

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Ian Fleming 28
giornalista, militare e scrittore inglese 1908 – 1964

Fagocitato dagli eventi della mia vita non sto scrivendo quasi più. D'altra parte ultimamente ho ripreso a guidare il mio taxi, ma non ho lasciato il lavoro nel mio negozio, quindi il tempo che mi rimane è veramente poco… Questa non è una bella cosa! Anni addietro il soprannome che mi avevano dato le riviste e i giornali era lo staconovista… e in effetti sia nella corsa che nel lavoro qualche volta lo sono.

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Giorgio Calcaterra 5
atleta italiano 1972

Negus: Perché la gente ci ferma per strada e per dirci che Margaret Thatcher non è solo inflessibile, lei non è solo a senso unico, in più occasioni lei è così testarda che con lei non si può parlare?
Thatcher: Vuole dirmi che l'ha fermato per strada, chi glielo ha detto?
Negus: Britannici ordinari. [... ]
Thatcher: Dove?
Negus: Durante una conversazione, nei pub. [... ]
Thatcher (interrompendolo): Credevo che lei fosse appena arrivato dal Belize!
Negus: Oh, questa non è la prima volta che vengo qui.
Thatcher: Vuole dirmi chi, dove e quando?
Negus: Britannici ordinari, nei ristoranti e nei taxi.
Thatcher: Quanti?
Negus: [... ] in taxi?
Thatcher: Quanti?
Negus: Direi almeno uno o due.
Thatcher: Perché non vuole dirmi i loro nomi e chi sono? (da un'intervista con George Negus per il programma televisivo australiano 60 minuti.)[fonte 61]

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Margaret Thatcher 151
primo ministro del Regno Unito 1925 – 2013

Nel taxi che la porta all'aeroporto, mentre i palazzi le scorrono di fianco e il sole che sorge gioca sui tetti, ci riprova. Non c'è proprio nessuna possibilità? mi chiede. È pur sempre tutto nelle tue mani. Lasciami vivere!
Non è possibile, rispondo irritato. Rosalie, quello che ti sta succedendo è il tuo fine. È per questo che ti ho inventata. In teoria forse potrei intervenire, ma allora non avrebbe più senso! E proprio per questo non posso. [... ]
Non sono cose paragonabili. Tu sei una mia invenzione e io esisto...
Cosa?
Io esisto davvero!
Ah sì? (p. 50)

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Daniel Kehlmann 3
scrittore austriaco 1975

Il mio vago treno accelerato sta entrando in stazione e rallenta molto.
Dal finestrino vedo soltanto treni fermi, vuoti, che aspettano, rotaie vuote, vagoni rossi da trasporto – di quelli che hanno portato i prigionieri a Auschwitz – qualche erba cresciuta in solitudine in mezzo alle macchie nere di grasso.
All'orizzonte la città dei molto risparmiati metri quadri dell'industria edile.
Devo scendere. Non ho più niente da fotografare.
Fuori dalla stazione anche i taxi aspettano. C'è un qualche "Bar – caffé", un negozio di cravatte, la Banca dell'Artigianato, una trattoria con le tendine di pizzo chiuse.
C'è il benessere della civiltà occidentale...
Mi sono sbagliato. In Sardegna, a Cala di Volpe, nel porto avevo visto almeno duecento yacht enormi, bianchi, puliti con grandi mazzi di gladioli rossi sul ponte e belle signorine che aspettavano la notte in bikini.
Forse il benessere è lì ma non ho capito per quale benessere si fanno le guerre. Ahimè!

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Ettore Sottsass 98
architetto e designer italiano 1917 – 2007

Comunque, Gentiloni è simpatico. È il primo premier al mondo che è riuscito a perdere delle primarie contro Ignazio Marino. Infatti, è arrivato terzo. Se si fosse presentato un cingalese con le rose, Gentiloni sarebbe arrivato quarto [... ]. Il punto più alto della carriera di Gentiloni è quello di essere stato portavoce di Rutelli a Roma. Come dire portamicrofono di Zarrillo a Sanremo. Gentiloni come carisma politico, in una scala da 1 a 100, era quello che lavava la scala. Renzi ha sbagliato strategia per il referendum. Doveva finire la frase. Quando ha detto "Se perdo vado via", doveva aggiungere "E arriva Gentiloni". Avrebbe stravinto il "Chiiii"? Gentiloni comunque mi nasce conte, eh: conte Paolo Gentiloni Silverj, nobile di Filottrano, Cingoli e Macerata. Dura di più il suo nome del suo governo. Gentiloni è l'unico premier che farà tutto il suo mandato col giaccone addosso. Basta che Matteo alzi un sopracciglio e lui è già su un taxi. Da Renzi a Gentiloni, passiamo da un "Ego smisurato" a un "Ripiego esagerato".

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Maurizio Crozza 130
comico, imitatore e conduttore televisivo italiano 1959

È consuetudine lamentarsi del trambusto e del dinamismo della nostra epoca; ma in verità la caratteristica principale di quest'epoca è la sua profonda pigrizia e stanchezza, ed è precisamente questa effettiva pigrizia la causa dell'apparente trambusto. Prendete un caso visibilissimo: le strade sono piene del rumore dei taxi e delle automobili, dovuto non all'attività, ma al riposo umano. Ci sarebbe meno trambusto se ci fosse più attività: se la gente semplicemente andasse a piedi. Il nostro mondo sarebbe più silenzioso se fosse più energico.

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Gilbert Keith Chesterton 276
scrittore, giornalista e aforista inglese 1874 – 1936

C'è una frase che per tutta la vita molti di noi hanno sognato di dire: «Segua quella macchina!» (variante accettabile, anche se meno folgorante: «Segua quel taxi!»). Da molto giovani, sembra proprio impossibile che non debba capitare almeno una volta nella vita. Poi, andando avanti con gli anni, si scopre che di macchine da seguire la vita ne offre ben poche. Generalmente, anzi, non ne offre affatto. (da Segua quella macchina, Gremese Editore, 1995, [https://books. google. it/books? id=xG2IyPgzDB8C&pg=PA5 p. 97]. ISBN 88-8440-089-9)

Enrico Giacovelli 1
critico cinematografico e giornalista italiano 1958

Troppo brutto che le persone che sanno come governare questo paese siano impegnate a guidare taxi o a tagliare capelli.

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George Burns 32
comico e attore statunitense 1896 – 1996

Quella donna mi ha guardato come si guarda un taxi libero. (libro Mille e una greguería)

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Ramón Gómez De La Serna 49
scrittore e aforista spagnolo 1888 – 1963

Charlie disse a Imola: ciccia poche chiacchiere, t'hanno vista tutti insieme a Bravo3... c'era pure Alfa con un pony express (Un radio taxi così, n.° 8)

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Sergio Caputo 47
cantautore e musicista italiano 1954

Un taxi vuoto si è fermato davanti al n. 10 di Downing Street, e ne è sceso Attlee.

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Winston Churchill 96
politico, storico e giornalista britannico 1874 – 1965

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