Frasi su telegrafo

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Steven Levy 3
1951
„Il telegrafo, il telefono, la radio e soprattutto il computer hanno fatto sì che chiunque, in qualsiasi parte del mondo, si trovi ora nella condizione di essere a portata d'orecchio. Purtroppo, il prezzo da pagare per questo è la perdita di privacy. (da Crypto. I ribelli del codice in difesa della privacy)“

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Massimo Bontempelli 39
scrittore, saggista e giornalista italiano 1878 – 1960
„La scoperta dell'America, l'invenzione del vapore, del telegrafo, del telefono ecc. non hanno dato niente alla ispirazione dei creatori. O come mai? Per una ragione semplicissima. Perché l'esistenza di continenti ancora ignori, il correre la terra assai più rapidi che non sia dato alla facoltà dell'animale di cui disponiamo, il volare, il trasmettere voci a distanza, è poetico solo in quanto è immaginato; e la scienza non farà mai niente che la poesia non abbia già saputo immaginare. (1938, p. 103)“


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Matilde Serao 15
scrittrice e giornalista italiana 1856 – 1927
„I gusti sono differenti. Vi è chi, leggendo il giornale, si diletta nei brillanti paradossi dell'articolo di fondo, seguendone mentalmente le evoluzioni: molti frequentano l'appendice, pianterreno lugubre e sanguinoso, dove si commettono, sera per sera, i più atroci delitti: alcuni scelgono la cronaca interna dove leggono importantissimi fatti avvenuti nell'Uraguay, a Capracotta o a Roccacannuccia; altri prediligono i telegrammi particolari, tanto particolari che talvolta i fili del telegrafo non ne hanno saputo nulla: non mancano, infine, gli amatori della quarta pagina. (da Estratto dello stato civile, in Dal vero)“

Carlo Della Corte 1
scrittore italiano 1930 – 2000
„Quando Flattop (Testa Piatta) morì, durante un'ennesima scaramuccia con Dick Tracy, suo giurato avversario, tutta l'America si commosse. Flattop era soltanto un meschino gangster, avventuroso ma sciocco, che tuttavia era riuscito a incatenare alla sua persona l'interesse morboso di milioni di spettatori. [... ] Gould ricevette numerosi telegrammi di gente che avocava a sé il privilegio di onorare con una degna sepoltura a proprie spese l'amatissimo Flattop. Da Beaumont, nel Texas, un tizio telegrafò testualmente: 'Prego dichiarare che cadavere Flattop appartiene a sottoscritto come suo migliore amico'. Quando poi giunse il giorno della mesta cerimonia, arrivarono a quintali fiori, corone e biglietti di condoglianze sconsolatissimi, oltre a una montagna di lettere lacrimose, esacerbate, vergate da gente straziata. Nel Connecticut, a Middletown, si organizzò per Flattop una vera veglia con tanto di bara e candelotti e, a quanto pare, con fiumi di autentiche lacrime. (cit. in Luca Raffaelli, Chi è Dick Tracy in Dick Tracy, I Classici del Fumetto di Repubblica n. 60, ed. Gruppo Editoriale L'Espresso/Panini Comics, Roma, 2004, p. 5)“

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Salvatore Quasimodo 57
poeta italiano 1901 – 1968
„E come potevamo noi cantare | con il piede straniero sopra il cuore, | fra i morti abbandonati nelle piazze | sull'erba dura di ghiaccio, al lamento | d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero | della madre che andava incontro al figlio | crocifisso sul palo del telegrafo? (da Alle fronde dei salici)“

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Arno Holz 3
scrittore tedesco 1863 – 1929
„No, solo in mezzo al brulichio della folla, | In vista delle grandi città, | Al suono dei fili del telegrafo, | Si effonde in parole il mio sentimento.“

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Renato Poggioli 15
critico letterario italiano 1907 – 1963
„Esenin espresse la propria protesta di fronte all'invasione e alla devastazione della campagna da parte della civiltà industriale mediante la fabbrica e la miniera, i pali del telegrafo e le strade ferrate... e la sua crisi è quella del campagnolo inurbato, un contadino divenuto figura pubblica, per sempre corrotto e contaminato dentro e fuori la Russia dal morbo della vita moderna. Evase nel paradiso artificiale dell'alcool, nell'inferno dell'acquavite.“

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Manuel de Falla 1
compositore spagnolo 1876 – 1946
„[leggendo un telegramma da New York a de Falla]. Margarita Wallmann: Che gioia! i problemi finanziari del Maestro e di Maria del Carmen [sorella di de Falla] sono risolti! Maestro, la NBC le offre centomila dollari per dirigere un ciclo di concerti a New York distribuiti nello spazio di due anni, a suo piacere. Le sue preoccupazioni sono finite!
de Falla: Hija mia, comincerebbero, invece, le mie preoccupazioni. Passerei la vita a domandarmi: che debbo fare di tutto questo denaro? Telegrafi subito che rifiuto. (citato in Margarita Wallmann, Balconate del cielo (Les balcons du ciel), traduzione di Luciana Peverelli, Garzanti, 1976)“


Harold Acton 6
scrittore, storico e collezionista d'arte britannico 1904 – 1994
„In Italia, la prima ferrovia, il primo telegrafo elettrico e il primo faro lenticolare, insieme con un gran numero di altre innovazioni nell'ingegneria e nell'industria, furono dovuti al «retrogrado» Ferdinando. Né si può incolparlo del fatto che i suoi piani per lo sviluppo del paese venissero interrotti: coscienzioso, energico e pio, solo agli intellettuali dette motivo di lagnanze; ma quando si esamina il suo lungo regno in retrospettiva, ci si domanda che cosa abbiano fatto per Napoli quegli intellettuali a paragone di quanto fece Ferdinando con tutte le sue manchevolezze. […] Dopo oltre un secolo di dominazione borbonica, le folle erano saldamente legate al loro sovrano. Lo spirito popolare era borbonico. Le masse avevano esperienza sufficiente per capire che esisteva una tirannia peggiore di quella dei re: la tirannia dei demagoghi, dei politici meschini ed egoisti.“

Mario Giovana 6
partigiano, giornalista e storico italiano 1925 – 2009
„L'attacco alla Varaita iniziò, dicevamo, il 21 agosto. Tra l'altro, per quanto è dato saperne, i tedeschi possedevano informazioni errate sulla consistenza delle forze partigiane in valle, che facevano ammontare a diverse migliaia d'uomini muniti di cannoni. Presumibilmente queste valutazioni si basavano sulle voci correnti, sull'incessante attività partigiana in pianura e sugli attacchi portati al presidio di Piasco. Un episodio che doveva aver contribuito a rafforzare l'ipotesi di grandi ammassamenti di volontari in Varaita, era avvenuto il 6 agosto. In piena notte, nella cittadina di Saluzzo una serie di esplosioni violente aveva squassato l'aria. Una carica di esplosivo aveva danneggiato la Casa Littoria, nel centro della città, altre cariche avevano abbattuto due pali del telegrafo nella stazione, distrutto tratti di binario, sfasciato una locomotiva, dei carri merci ed una «littorina»; infine il posto di blocco all'uscita di Saluzzo era stato attaccato e fatto anch'esso saltare. I nazifascisti ritenevano che l'azione fosse frutto di un attacco in forze dei partigiani, non supponendo che pochi arditi avessero potuto penetrare in una città dove stazionavano ingenti reparti di truppa. Invece, il colpo di mano era stato opera di quattro volontari della sezione guastatori GL della brigata Varaita, al comando di Vittorio Giuliani. (pagg. 231 e 232)“

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Felice Orsini 21
patriota e scrittore italiano 1819 – 1858
„Dal 1815 in poi, letteratura, scienze fisiche e sociali, vapori, strade ferrate, telegrafi, hanno dato in pochi anni tale un impulso alla società, che le nazioni si sono riconosciute sorelle le une con le altre; che nuovi interessi e bisogni si sono creati. A questi si tratta oggi di dare pieno svolgimento. (p. 130)“

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Francesco Saverio Nitti 43
economista, politico e saggista italiano 1868 – 1953
„[Su Ferdinando II delle Due Sicilie] Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (da Scritti sulla questione meridionale: Volume 1, Laterza, Bari, 1958, p. 41)“

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