Frasi su terapia

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Pietro Mennea 44
atleta e politico italiano 1952 – 2013
„A Los Angeles a 32 anni, arrivai settimo perché sbagliai la gara. Ma era chiaro che non ce la potevo più fare contro chi si aiutava con tutti i mezzi possibili, anche illegali. E non parlo solo dell'emodoping. Come ogni essere pensante che ha passato una vita in un settore mi venne la curiosità di capire che cosa stava succedendo. Andai così a trovare il dottor Kerr, un medico che molti dicono di non conoscere che alcuni chiamano un "certo dottor Kerr", ma che invece moltissimi anche nell'atletica italiana conoscono. Kerr mi spiegò le sue teorie e mi suggerì per iniziare la terapia che mi avrebbe portato, come disse il suo assistente, alle finale anche alle Olimpiadi di Seoul, mi suggerì dicevo, di iniziare con iniezioni di somatropina. Dopo qualche settimana me le inviò per posta in Italia. Feci la prima iniezione, mi guardai allo specchio e mi resi conto che io non c'entravo niente con tutto questo, e che se avevo vinto per tanti anni senza bisogno di nulla, probabilmente se avessi dovuto continuare aiutandomi così avrei persino mortificato tutto quello che avevo fatto prima. Così me ne andai dicendo, credo a ragione, che non potevo più competere in un mondo dominato dal doping.“

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Charles Bukowski 264
poeta e scrittore statunitense 1920 – 1994
„Presi la bottiglia e andai in camera mia. Mi spogliai, tenni le mutande e andai a letto. Era un gran casino. La gente si aggrappava ciecamente a tutto quello che trovava: comunismo, macrobiotica, zen, surf, ballo, ipnotismo, terapie di gruppo, orge, ciclismo, erbe aromatiche, cattolicesimo, sollevamento pesi, viaggi, solitudine, dieta vegetariana, India, pittura, scrittura, scultura, composizione, direzione d'orchestra, campeggio, yoga, copula, gioco d'azzardo, alcool, ozio, gelato di yogurt, Beethoven, Bach, Budda, Cristo, meditazione trascendentale, succo di carota, suicidio, vestiti fatti a mano, viaggi aerei, New York City, e poi tutte queste cose sfumavano e non restava niente. La gente doveva trovare qualcosa da fare mentre aspettava di morire. Era bello avere una scelta. Io l'avevo fatta da un pezzo, la mia scelta. Alzai la bottiglia di vodka e la bevvi liscia. I russi sapevano il fatto loro.“


James Hillman 14
psicoanalista, saggista e filosofo statunitense 1926 – 2011
„La terapia, o l'analisi, non è solo qualcosa che gli analisti fanno ai pazienti, essa è un processo che si svolge in modo intermittente nella nostra individuale esplorazione dell'anima, negli sforzi per capire le nostre complessità, negli attacchi critici, nelle prescrizioni e negli incoraggiamenti che rivolgiamo a noi stessi. Nella misura in cui siamo impegnati a fare anima, siamo tutti, ininterrottamente, in terapia. (da Re-visione della psicologia, 1975)“

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Kobe Bryant 33
cestista statunitense 1978
„Devi diventare forte, una roccia. Sennò non sopravvivi. È stato un anno molto duro. Qui a Los Angeles i media sono molto aggressivi e sì, forse tendono a giudicarmi prima del tempo. Anche i fan sul campo sembra che mi abbiano già giudicato, ma loro sono tifosi, fanno il loro mestiere, non ho nessun risentimento. Gioco a basket, la mia terapia. La mia fuga da ciò che mi sta succedendo. Forse mi diverto più in allenamento che in partita. [fonte 1]“

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Damascio 1
480 – 550
„Oltre che nell'arte dell'insegnamento, [Ipazia] aveva raggiunto un tale livello di consapevolezza morale, ed era così equilibrata e austera, che si manteneva casta, e nello stesso tempo era così straordinariamente seducente e bella d'aspetto (sphodra kale te ousa kai eueides) che uno dei suoi allievi si era innamorato di lei. Il giovane non era stato capace di tenersi dentro il suo amore, ma aveva cominciato a manifestare anche a lei i segni della passione. I meno informati sostengono che lei lo liberò da quella malattia con la musica. Ma la verità originaria è che la terapia musicale fallì, e allora lei portò a lezione uno di quei panni che le donne usano per il sangue mestruale e glielo parò davanti, come simbolo dell'impurità della procreazione: «In definitiva è di questo, ragazzino, che ti sei innamorato» gli disse «di niente di sublime.“

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Patch Adams 28
medico statunitense 1945
„Per noi guarire non è solo prescrivere medicine e terapie, ma lavorare insieme condividendo tutto in uno spirito di gioia e cooperazione. (dall'intervista di Jason Marsh, Playing Doctor: An interview with Patch Adams (EN), GreaterGood Magazine, vol. IV, n.° 4, p. 12 sg., estate 2008)“

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John Nash 7
matematico ed economista statunitense 1928 – 2015
„La matematica, il calcolo e i computer sono stati la medicina che mi ha riportato ad un'idea più razionale e logica, aiutandomi a rifiutare il pensiero e l'orientamento allucinatori. La matematica è curativa e in America viene usata nella terapia occupazionale al posto dei farmaci. Con ottimi risultati.“

Giorgio Cosmacini 11
medico e saggista italiano 1931
„Quanto ai medici, tengano ben presente che, nelle supreme indecisioni, le giuste decisioni maturano sempre al di dentro delle buone relazioni di cura. [... ] Le terapie sono diverse dalle cure: aver cura di un malato in fin di vita, per un medico che sia dotato della religiosità che è propria del suo mestiere, comporta la pietà del rispetto, fino in fondo, per la persona curata. Non si tratta di un gesto terapeutico, tecnico, ma di un atto curativo umano. (pp. 120 sgg.)“


Giulia Carcasi 69
scrittrice italiana 1984
„Il mio cuore, ogni tanto, si ammala: è la malattia dei ricordi. [... ] È una terapia lunga e difficile... Si cura vivendo.“

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Dave Navarro 5
chitarrista statunitense 1967
„Quando ho visto uccidere mia madre e mia sorella avevo 15 anni... Ho dovuto andare in terapia per un sacco di tempo, e quel fatto è stata la base di tutti i miei problemi di droga.“

Libero Mazza 22
magistrato e politico italiano 1910 – 2000
„Oggi è tutto molto più difficile [... ] la malattia è avanzata, il Paese dovrà affrontare prove molto dure, adesso ci vuole una terapia di tipo chirurgico, perché si tratta di estirpare un tumore dal corpo sociale.“

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John A. McDougall 3
medico statunitense 1947
„Non è una coincidenza che la stessa dieta che aiuta a prevenire e a curare il diabete provochi anche una rapida perdita di peso, abbassi il colesterolo e i trigliceridi, ripulisca le arterie e riporti il corpo a funzionare ottimamente. Tuttavia, a prescindere da quante volte la ricerca sembri dimostrare la stessa cosa, è improbabile che la tendenza cambi, per via degli incentivi economici che il sistema sanitario riceve da una condizione continua di malattia e da terapie lucrative.“


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Irvine Welsh 45
scrittore scozzese 1958
„Tom Curzon, il terapista del centro antidroga, che faceva l'assistente sociale e non il medico, era uno della scuola rogeriana, e aveva una terapia basata sull'individuo. Allora sono andato in biblioteca a vedere quello che aveva scritto Carl Rogers. Il libro che ho letto era una cacata, ma per dire la verità mi sembrava che Tom si fosse avvicinato più degli altri a quella che secondo me era la verità. Disprezzavo me stesso e il mondo perché non ero capace di accettare i miei limiti personali e quelli che mi venivano imposti dalla vita. A quanto pareva, quindi, l'accettazione dei propri limiti era una condizione mentale sana, o comportamento non deviante. Il successo e il fallimento sono semplicemente la soddisfazione o la frustrazione del desiderio. Il desiderio può essere in prevalenza intrinseco, basato sui nostri impulsi personali, oppure estrinseco, stimolato soprattutto dalla pubblicità o dai modelli di comportamento sociale che ci vengono proposti dai mass media e dalla cultura popolare. Dice Tom che i miei concetti di successo e fallimento funzionano solo a un livello individuale, e non a un livello sia individuale che sociale. E quindi, siccome mi rifiuto di accettare un riconoscimento da parte della società, il successo e il fallimento possono essere per me soltanto delle esperienze momentanee, perché sono esperienze che non possono essere sostenute dall'accettazione di altri valori di tipo sociale, come il benessere materiale, il potere o la posizione sociale; oppure, nel caso di un fallimento, la condanna e la disapprovazione. E allora, secondo Tom, non serve a un cazzo venirmi a dire che sono andato bene agli esami, che ho un buon lavoro o che sto con una bella ragazza; perché questo tipo di riconoscimento per me non significa niente. È chiaro che mi fa piacere, quando succedono queste cose, e che hanno un valore in se stesse, ma è un valore che non può essere sostenuto senza un riconoscimento da parte mia della società che lo considera come tale. Quello che Tom sta cercando di dire, credo, è che non me ne frega un cazzo. Perché? Così torna in ballo la mia alienazione dalla società. Il problema è che Tom si rifiuta di accettare il mio punto di vista, che non è possibile cambiare la società per migliorarla davvero, e che io non posso cambiare per adattarmi alla società. Questa situazione provoca in me depressione. Scarico tutta la rabbia che provo contro me stesso, è questa la depressione, dicono. Però la depressione provoca anche una mancanza di motivazione. Mi cresce un vuoto dentro. La droga mi serve a riempire il vuoto, e mi aiuta anche a soddisfare il mio bisogno di distruggere me stesso, e qui torniamo alla rabbia diretta contro di sé. Qui devo dire che sono d'accordo con Tom. Dove non ci troviamo più d'accordo è quando lui si rifiuta di vedere lo squallore totale del quadro generale. Lui dice che soffro di una mancanza di fiducia in me stesso, e che mi rifiuto di accettare questo fatto scaricando tutta la colpa sulla società. Secondo lui, questo mio modo di sminuire tutte le lodi e le ricompense (e di conseguenza anche le condanne) che potrei ricevere dalla società non è un rifiuto dei valori in sé, ma una prova del fatto che non mi sento abbastanza soddisfatto (o abbastanza scontento) di me stesso per accettarle. Invece di uscirmene a dire chiaro e tondo: Non credo di avere queste qualità (oppure credo di essere meglio di così), io dico: Tanto sono un mucchio di cazzate. (Alla ricerca dell'essere interiore; 1996, pp. 196-197)“

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Polibio 13
storico greco -206 – -124 a.C.
„[... ] persone affette da malanni cronici. Costoro infatti, una volta che, seguendo tutte le prescrizioni della terapia e obbedendo ai medici, non abbiano riscontrato miglioramenti, scontenti dei risultati sono spesso costretti a desistere: alcuni allora si rivolgono a veggenti, mentre altri fanno ricorso ad ogni tipo di rito magico ed amuleto. Lo stesso avvenne ai Rodî. (XXXIII, 17; 1998, vol. IV)“

Giulia Carcasi 69
scrittrice italiana 1984
„Perché, per un attimo, il mio cuore si voleva voltare e riabbracciare il passato. Il mio cuore, ogni tanto, si ammala: è la malattia dei ricordi. E solo tu puoi aiutarmi a guarire. È una terapia lunga e difficile... si cura vivendo.“

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Kazuhiro Fujita 6
fumettista giapponese 1964
„I miei assistenti sono come una sorta di terapia, una sorta di controllo sulle mie emozioni e il mio trasporto. Durante l'esecuzione delle tavole vanno tutti d'accordo, chiacchierano, tengono alto il morale e allora riesco anche a essere come una macchina a vapore, grazie ai miei assistenti butto fuori il vapore in eccesso per evitare che possa esplodere.“

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